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lavoro pubblicato domenica 13 gennaio 2008
ultima lettura martedì 17 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

La Fazenda degli Animali

di Voolhan Dipe. Letto 1619 volte. Dallo scaffale Fantascienza

LA FAZENDA DEGLI ANIMALI di Voolhan Dipe 1. Hello Molly! Cielo del Minas Gerais, Brasile, gennaio 2003. Ricardo Waldemaro Marshall leggeva tranquillamente la folha di Sao Paulo seduto nella comoda Business class del volo VASP Sao Paolo-Belo Horizonte...

LA FAZENDA DEGLI ANIMALI
di
Voolhan Dipe

1. Hello Molly!
Cielo del Minas Gerais, Brasile, gennaio 2003.

Ricardo Waldemaro Marshall leggeva tranquillamente la folha di Sao
Paulo seduto nella comoda Business class del volo VASP Sao Paolo-Belo
Horizonte. Gli sedeva accanto un giovane inglese nervoso, che
continuamente cambiava attività, ora aggiustandosi la cuffia per la
televisione, ora mettendosi a sfogliare velocemente una rivista
scientifica, il tutto cadenzato da gesti scattosi e sospiri
immotivati. Cogliendo l'occasione di uno dei rari momenti di calma del
suo agitato compagno di viaggio, Ricardo posò il giornale sulle
ginocchia si voltò verso di lui e gli disse in un inglese impeccabile:
- la prima volta in Brasile?  
L'inglese, come se non aspettasse altro che qualcuno gli rivolgesse la
parola, rispose con inaspettata loquacità che, no, non era la prima
volta, che ci era stato già diverse volte sempre per lavoro, che
stavolta era andato ad un congresso di genetica per conto del suo
capo, che era finito in business perché avevano sbagliato le
prenotazioni all'agenzia, che lui era un postdoc di biochimica e che
lavorara in un progetto sugli enzimi antirigetto, che.....  

- Ah si? interessante.

Lo interuppe, mentendo, Ricardo.  E poi guardandolo con
un sorrisetto malizioso

- Insomma voi siete i nuovi dottori Frankenstein, vero?

Il giovane gli restituì uno sguardo indispettito e dopo alcuni secondi gli chiese svogliatamente:
 
- E lei di cosa si occupa?
- Di vini - rispose Ricardo Waldemaro Marshall assumendo un
tono professionale ed eliminando il sorrisino malizioso - io ho delle
fazende giù al sud. Sono un uomo ricco. Però mi do' da fare, cerco di
farle fruttare le mie fazende, ci ho messo delle vigne e produco del
vino.  Basta con il bestiame. Sa, qui crescono bene tutti i vitigni
europei... Cabernet, Merlot, Pinot nero, Sangiovese, Gewurtztraminer;
viene benissimo anche il Gamay e facciamo un beaujolais splendido,
meglio di quello francese. E' un gran business, si fanno dei bei
soldi.
- Non mi intendo di vini. In Inghilterra preferiamo la birra.

Commento' sbrigativo l'inglese.  Dopo qualche attimo Ricardo
continuò sbadigliando e pentendosi di aver cominciato la conversazione  

- Lei allora magari conoscerà quello che ha clonato la pecora Molly.  
Ne parlano oggi sulla Folha. Mi pare sia anche lui
inglese e biochimico o qualcosa di simile, vero?  Era anche lui al suo
congresso?
 
Il giovane lo guardò con un sorriso strano e poi disse

- Si certo che lo conosco, è il mio capo - e poi più piano - ..quello
stronzo.

Ricardo si aggiustò sulla poltrona e con rinnovato interesse chiese:
- Ma davvero?  Ho letto proprio oggi sulla folha che questo
Wilson - si chiama così vero? - ha detto che il papa ha fatto bene a
dire che non si devono clonare gli embrioni con oltre 14 giorni. Il
papa è stato anche qui a Belo Horizonte qualche anno fa.  Eh.... gran
papa, quello.  Quindi questo Wilson secondo lei è uno..., come ha
detto?  .. uno "stronzo"?

L'inglese cominciò allora una filippica sostenendo che Wilson non
capiva niente, che era un ricercatore mediocre, che il lavoro su Molly
era per il 60% merito suo ma che Wilson non gli aveva nemmeno messo il
nome sull'articolo di Nature mentre ci aveva messo quello di quella
polacca che lui si portava a letto, che anche quella non aveva fatto
un bel nulla a parte andare a letto con Wilson, che lui alla prima
occasione buona lo mollava, che.... Ricardo pazientemente lo lasciò
sfogare poi disse bonariamente:
- Ma questi sono sempre i soliti motiviper la stronzaggine in tutto il
mondo! Se lo lasci dire da me che sono un po' più vecchio di lei! Sa,
pensavo che lei gli rimproverasse i suoi scrupoli morali, ...io sono
cattolico non ci capisco nulla su queste cose e qualche scrupolo ce
l'ho anch'io, un po' come tutti. Però, se si tratta di salvare vite
umane magari con i trapianti, se si trova il modo di farlo a partire
da 4, 12 o 20 cellule dell'embrione, le cellule che fanno di tutto, le
cellule sterminali..  
- Staminali - lo corresse il postoc ..
- Si si...quelle... staminali...giusto.. - riprese Ricardo -..sa, mio padre
è morto a causa del suo cuore difettoso, è morto aspettando un cuore
per il trapianto... sa iddio quanto avrebbe pagato per averne uno
nuovo.. Comunque, d'altra parte, gli embrioni dove si vede la forma,
beh, quelli direi di no, un limite ci deve essere...un po' Wilson e il
papa hanno ragione, suvvia!.
- Scrupoli morali quello?  
Disse il postdoc abbassando la testa e guardandolo da sotto in su.
- Ma quello secondo me clonerebbe sua nonna per farla in
brodo.. si.. scrupoli morali lui..  si figuri. La sola cosa che gli
può interessare è la sua carriera e basta. La storia dei 14 giorni
l'ha tirata fuori per poter vincere il nobel. Gli scienziati
"responsabili" - e tracciò delle virgolette nell'aria con gli indici
ed i medi - piacciono a Stoccolma. Magari si è pure messo d'accordo
col papa, quello. Oltre alla carriera gli interessano anche i soldi
naturalmente. Meno, però,...più la carriera.  Si, scrupoli morali...
Se non pensasse che fosse dannoso per la sua carriera noi ne avremmo
già clonati dieci di bambini, oggi!
Ricardo inarcò vistosamente le sopracciglia
- Ora - continuò infervorato il giovane postdoc - Wilson
si è messo a lavorare, cioè *ci* ha messo a lavorare, su questa cosa
degli embrioni e delle cellule staminali, ne ha sentito parlare no?
Ogni volta che pensa che abbiamo qualche risultato, qualunque
stronzata, ci fa correre a brevettarla a Bruxelles. Avremo 15 brevetti
oramai, in poco più di due anni, tutti inutili, secondo me. Wilson è
convinto il giorno che si potranno ricreare gli organi, lui sarà ricco
sfondato grazie a quei brevetti. Ma lo sa che c'è gente matta che ci
telefona ogni giorno per sapere se abbiamo fatto progressi sui
trapianti? C'è gente che ci da spontaneamente decine di migliaia di
sterline per prenotarsi gli organi nel caso avessimo successo? Tutti
soldi che gestisce Wilson con la sua fondazione fottuta e a noi
postdoc 15.000 sterline l'anno, che stronzo... Comunque prima che si
riesca ad ottenere anche un solo risultato promettente su questa cosa,
campa cavallo...

- Ma insomma, voi potreste già oggi clonare gli esseri umani?  

Chiese Ricardo come se riprendesse il filo dei suoi
pensieri. L'inglese si voltò verso di lui e guardandolo dritto negli
occhi gli disse

- Si, certo.  Anche se non si direbbe, tra una pecora ed un
uomo non c'è quasi nessuna differenza, sa?  Ma lo sa che il DNA della
pecora per il 90% è identico a quello dell'uomo? Certo che sappiamo
clonare gli uomini,.. se sappiamo clonare le pecore....
 
Ricardo Waldemaro Marshall distolse improvvisamente lo sguardo dal suo
interlocutore e si mise guardare un punto dritto davanti a se, in
silenzio.  Il postdoc continuò per un po' a fissarlo aspettando una
risposta o un commento. Dopo qualche secondo, l'inglese bofonchiò qualcosa di
incomprensibile, si passò nervosamente la mano sul volto e sui
capelli, si rimise la cuffia e, un po' indispettito dall'atteggiamento
del suo interlocutore, ricominciò a guardare la televisione. Mise il
canale 4, "Movie classics". Davano "l'invasione degli
ultracorpi". Ricardo non leggeva più il giornale e continuava a
fissare concentrato quel punto nel vuoto diritto davanti a se.  Come
se non fossero passati almeno tre minuti buoni di silenzio, Ricardo
chiese improvvisamente:

- Ma insomma perché allora non lo fate?  
- Come dice?  scusi? - Disse l'inglese togliendosi goffamente la cuffia. -  
Non fate cosa?  
- Clonare, gli uomini, no?

Rispose Ricardo. Sul telescreen il primo piano degli occhi di Dana
Winter, con l'impercettibile movimento di un sopraciglio, lasciava
intendere che era stata contaminata dagli ultracorpi...  \

- Beh, perché non si può.. in Inghilterra ci sono delle leggi, come in
Brasile, credo, e poi verrebbe giù il mondo. Ma non era lei poi che mi
parlava del papa, degli scrupoli morali, dei 14 giorni?  
- Si è vero - rispose piccato Ricardo - ma se è per salvare vite
umane.. da quelli clonati si potrebbero togliere gli organi per darli
a chi ha bisogno.  
- Magari anche i cloni ne hanno bisogno, di quegli organi - replicò
divertito l'inglese.
- Si, ma loro non sarebbero umani, cioè umani veri
voglio dire. Sarebbero come una specie di piante o di bestie, come un
allevamento.  C'è di peggio in giro, sa? Qui in Brasile ammazziamo i
bambini sa?  guardi c'è scritto sul giornale. Dicono anche che li
prendono per gli organi. Guardi c'è scritto sul giornale anche
questo...e quelli sono esseri umani, anche i più delinquenti, hanno
mamme, padri, parenti, amici. Comunque... prima che crescano ce ne
vuole...quelli clonati.. intendo, bisognerebbe decidersi subito a
farli.
- Ah per quello mica tanto -  rispose sempre più divertito il
postdoc. - In ogni cellula il DNA termina con i telomeri, che sono dei
cosetti che stanno li a dire quante volte quella cellula si è divisa,
cioè quanto è vecchia. Se noi usiamo il DNA con i telomeri giusti per
i cloni, potremo regolarne la crescita, accelerandola. Molly è già
vecchia, lo sa? Ah no, per quello crescono anche troppo in fretta i
cloni. E poi ci sono gli ormoni.  Usando gli ormoni giusti si fanno
miracoli.  No, da quel punto di vista non ci sono proprio problemi, in
cinque anni si potrebbero avere già dei cloni praticamente adulti con
gli organi pronti per essere trapiantati
- Cinque anni?!? - quasi gridò Ricardo, attirando l'attenzione di
almendo tre passeggeri seduti nelle file vicine
- Cinque anni?!- ripeté più piano guardandosi intorno con
circospezione - Ma ci mette di più una vigna appena piantata a
produrre un vino decente! è incredibile.. certo se si potesse
fare.....  

Ricardo si rimise a fissare nuovamente quel punto nello
spazio. Stavolta l'inglese attese pazientemente, senza grattarsi o
sfogliare la rivista, né si rimese la cuffia.  Dopo qualche decina di
secondi Ricardo riprese.

-Scusi se insisto, ma come fanno a crescere questi embrioni clonati?
Voglio dire, li crescete con qualche incubatrice o cosa? sono attrezzi
complicati e costosi immagino...
- Beh, no, naturalmente.. - rispose didattico l'inglese - per Molly e
le sue gemelle usavamo gli uteri di pecore normali. Ci vogliono delle
vere mamme per crescere le cellule clonate. Incubatrici meglio di
quelle non sono state ancora inventate sa? Ma non è per caso che
vorrebbe mettere su un business nelle sue fazende al posto delle sue
vigne?  Vuol tornare all'allevamento?

Disse con una risata un po' sforzata l'inglese. Ricardo era diventato
serissimo, guardò intensamente il postdoc e gli disse:

- E perché no, scusi?!  Tutto sommato è per far del bene... mica li
mangiamo come le vacche. Pensi a quanta gente si potrebbe finalmente
salvare.

Il postdoc inglese lo guardò non sapendo bene se il suo interlocutore
lo stesse prendendo in giro e con circospezione disse:

- Beh si, tanta gente si potrebbe salvare.. -   e poi aggiunse
ridacchiando - ed i cloni nessuno li verrebbe a cercare..  certo non i
loro familiari...eh eh eh.  
- Giusto, quali familiari?!...eh eh eh eh - commento' divertito
Ricardo - ...ci sarebbero però quelle che li hanno portati in
grembo..., le incubatrici voglio dire.. in fondo sono una specie di
mamme, quelle.

Aggiunse Ricardo sorridendo con precauzione per poi cambiare subito
espressione in una preoccupata ed ansiosa attesa della risposta del
suo interlocutore.

- Si, ma solo per la prima generazione di cloni - rispose deciso
l'inglese sempre meno convinto che quel fazendero stesse conducendo
uno strano gioco per ammazzare il tempo.  - Poi potremmo usare i cloni
stessi come incubatrici.. - continuo' - ... anzi, non avremmo neppure
il problema della disponibilità di ovociti.  Anche quello e' un
problema, sa? Di solito la clonazione per le pecore riesce solo per un
ovocita su 40. Gli ovociti ce li possono donare i cloni stessi, le
incubatrici intendo... ne hanno tanti loro.... e con un allevamento
intensivo, il rapporto 1 a 40 non dovrebbe essere davvero un
problema. E poi, forse, si puo' arrivare anche a 1 a 20..  magari
anche uno a 10...molti verrebbero male, e' vero, ma in fondo anche
quelli malformati per gli organi potrebbero essere
utilizzati.....

Ricardo lascio' che la fertile mente del suo giovane compagno di
viaggio vagasse per le sconfinate praterie della scienza e
dell'economia d'impresa.  Quanto gli piaceva questo giovane
britannico.  Gli piaceva che dicesse "noi potremmo.. si potrebbe", gli
piaceva proprio tutta quella immaginazione. I prodotti che producono
anche i mezzi di produzione oltre a loro stessi.. che idea geniale
quel ragazzo! Che business! Che margini di profitto colossali!  In
effetti... se poi a quelle prime incubatrici e donatrici di ovociti, a
quelle menine, gli capitasse qualcosa, che so, un incidente, chi
potrebbe mai sapere della cosa?  

-Già.. - disse Ricardo interrompendo il flusso delle elucubrazioni del
postdoc - però potrebbero scappare, i cloni... dico. Nessuno li viene
a cercare, non hanno famiglia, è vero, ma, insomma, loro cercheranno
di scappare. Dopotutto avranno l'istinto di conservazione...no?
- Ma per quello non ci sono proprio problemi - disse calmo il postdoc -
li possiamo lobotomizzare, come abbiamo fatto con tutte le gemelle di
Molly. Anche quei cloni dove impiantiamo gli ovociti clonati li
possiamo tranquillamente lobotamizzare. La placenta la producono lo
stesso. Molly è l'unica che non era un vegetale, perché così ha voluto
Wilson. Sa, una pecora viva e vegeta in un recinto fa molto più
effetto in televisione di una distesa di pecore inanimate stese sui
tavoli di un laboratorio.  
- Lasciamo perdere le pecore...- disse quasi con un moto di
irritazione Ricardo - ...quindi questi cloni umani potrebbero essere
nutriti con una flebo e purgati con un catetere come si fa con i
comatosi, insomma.

Ricardo era serissimo adesso.

- Si, proprio così ed i loro organi sarebbero perfetti..

Rispose altrettanto serio l'inglese. Per Ricardo quell'inglese era una
manna celeste, un colpo di fortuna. Quel giovanotto aveva davvero una
soluzione per ogni cosa....le incubatrici, i telomeri, gli ovociti,
gli ormoni, la lobotomizzazione, semplicemente
fantastico... Interrompendo il filo dei pensieri di Ricardo, il postoc
domandò con sincera ed improvvisa preoccupazione:  

- Ma gli organi, ai cloni, chi glieli toglie? Voglio dire, ci vorranno
dei dottori dei chirurghi, del personale paramedico. Non si troverà
nessuno disposto a farlo...

Ricardo esplose in una felice e rumorosa risata e disse divertito:

- Guardi, proprio non si deve preoccupare di questo. I medici che
conosco io, e ne conosco tanti, toglierebbero un rene alla moglie pur
di fare soldi..

Ricardo sentiva che era venuto il momento di andare al sodo ed
avvertiva chiaramente che anche il suo interlocutore non aspettava
altro che quello..  

- Senta, forse una distesa di cloni lobotomizzati non fa un
bell'effetto in televisione e quindi si può fare in modo di non
farcela mai arrivare in televisione...soprattutto se questo
allevamento, diciamo così, lo mettiamo su un po' lontanuccio da tutto,
in amazzonia per esempio....in modo che non si sappia in giro. Io ho
un paio di fazende laggiù, dove nessuno ci romperà le palle. E ho
soldi da investire. Molti. Con quella distesa di corpi si possono fare
tanti soldi, sa?! Quanto ha detto che guadagnava lavorando per
Wilson?  

Il postdoc lo fissò negli occhi, cercando di captare - non troppo
disperatamente in verità - un ultimo segnale che gli indicasse che il
fazendero stesse scherzando. Non captò alcun segnale. Lentamente,
distolse lo sguardo da Ricardo, guardò in avanti con una espressione
seria e disse piano sospirando:

- Si possono fare tanti soldi, lo so.

Si udì un suonino, e si accesero in alto le lucette per le cinture di
sicurezza. Ricardo fece il gesto di porgergli la mano e disse:  

- Felice di averla conosciuta, mi chiamo Ricardo Waldemaro
Marshall.. con chi ha il piacere...?"  Darrin Thomas si presentò a sua
volta, mentre dai finestrini si scorgeva in lontananza la sagoma
strana della chiesa della Pampulha. Si sarebbe detto come una specie
di falce e martello.


2. www.amazon.org.an
Sopra central park, lato ovest. New York USA  Ottobre 2011

Gerald Walras-Say III aveva davanti a se quella nullità che non
sopportava.  Quella nullità lo guardava con occhi spenti mentre Gerald
Walras-Say III seduto sulla sua poltrona regolabile in pelle di cobra,
chiedeva urlando se c'erano notizie dall'amazzonia, che erano tre mesi
che non si erano fatti vivi, che lui non voleva aspettare un minuto di
più, anche se quei dottori del cazzo gli dicevano che tutto era sotto
controllo, che 2 anni di dialisi erano bastati ed avanzati e che per
il trapianto per vie ufficiali, anche se unte a dovere, bisognava
aspettare ancora un anno, come minimo. Adam Smitherson, questo il nome
della nullità, chief executive della Walras-Say corporation nel
settore tempo libero e bricolage, rispose esitante che aveva tentato
di contattare i produttori di cloni tramite il loro sito web in
angola, www.amazon.org.an, ma che non aveva ricevuto ancora
risposta.

- Forse hanno dei problemi di linea, in Angola.  

Azzardò Smitherson.  Gerald Walras-Say III lo guardò in silenzio con tutto
l'odio di cui era capace e pensò per un attimo che avrebbe potuto
saltargli addosso, a quello Smitherson del cazzo, e strappargli a mani
nude tutti e due i reni, tanto a che gli servivano, i reni, a quella
nullità del cazzo.  "Forse avranno dei problemi di linea..." maledetta
testa di cazzo di merda, penso'. L'aveva dovuto tirare dentro la Walras-Say
corporation perché aveva sposato la figlia, solo per
questo. Altrimenti non lo avrebbe preso neanche come magazziniere,
quella nullità. Per colpa di Smitherson, la Walrass-Say corporation
aveva perso miliardi nelle biotecnologie agro-alimentari. Quel
coglione si era fatto convincere da tutti quei segoni piticellosi dei
suoi compagni ad Harvard che il biotech era il futuro, che c'erano i
brevetti, che si potevano fare un sacco di soldi.  Gli aveva dato
retta, Gerald. Coi brevetti ed una oculata strategia di marketing si
poteva in effetti vendere in pochi anni le sementi ad un prezzo triplo
di quelle tradizionali, c'erano i pesticidi e fertilizzanti per le
sole varietà biotech vendute dalla Walras-Say...le royalties i semi
sterili... In effetti *poteva* essere un buon business. Se non fosse
stato che il trend sul cibo nei paesi ricchi era già cambiato da
almeno una decade, senza che quel coglione, con tutti i suoi studi del
cazzo su strategie di Marketing e marginalismo moderno, se ne fosse
accorto minimante. E se il trend cambia nei paesi ricchi, cambia
dappertutto. Aveva creduto al giovane e brillante marito di sua
figlia.. si poteva capire.  Poi era andata a finire, naturalmente, che
i soldi li avevano persi, a miliardate. Con tutto il can-can sui cibi
Frankestain, con i politici sempre meno disposti a farsi corrompere,
con la concorrenza delle compagnie del biologico anche nelle mazzette,
era andata a finire che non si riusciva a vendere un merendina in
America senza che avesse il marchio "biotech free". Per rimediare al
disastro, Smitherson propose allora di continuare il business
spostandosi nel terzo mondo, c'erano miliardi di persone da sfamare
lì, diceva, grandi prospettive...  Fu allora che Gerald mise
Smitherson alla divisione per i cementi a presa rapida nel
bricolage. Lui non aveva intenzione di sfamare straccioni abituati a
pagare quasi niente per quel poco che compravano. Lui voleva fare
soldi. Bisognava certo produrre nei paesi a basso salario, dove i
contadini potevano essere pagati in perline, ma per fare i veri soldi,
bisognava *vendere* a quelli che avevano i soldi, e non a quelli che
non li avevano, caro il mio Smitherson del cazzo.  E con il biotech,
semplicemente questo non si poteva più fare, erano di moda i cibi
naturali adesso..  Maledetto Smitherson del cazzo tu e le tue
biotecnologie del cazzo... sfamare il terzo mondo poi, un coglione di
samaritano di merda mi doveva capitare!

- 250.000 dollari ho già sborsato, per quei due reni, e ancora nulla,
nessuno che mi dica nulla. Come è possibile?  E poi guarda qua, sul
loro catalogo del cazzo, 36.000 dollari per un rene e 250.000 dollari
per due reni, ma ti pare sensato??  

Smitherson lo guardò con sorpresa e non riuscì a trattenersi dal dire
con tono professionale:  

- beh se tolgono i due reni, il clone muore e tutti i suoi organi, a
meno che non ci siano richieste, devono essere messi in stoccaggio o
distrutti. E' spiegato tutto lì, sul catalogo.  Gli organi vitali
costano di più e una coppia di reni sono due organi vitali. Con uno,
invece, si vive.  Mettere in dialisi un clone senza reni poi.. beh lei
lo sa meglio di me quanto può costare...a me il prezzo pare
sensato.
- Ma non potrebbero semplicemente prendere un rene da un
clone ed un'altro rene da un altro clone, no? - Urlò Walras-Say III stizzito?
- Beh, no - rispose paziente Smitherson - secondo loro no. La
loro strategia consiste nello smaltire gli ordini di organi,
minimizzando la perdita di cloni.  E' spiegato tutto li sul
depliant. Per questo ci vuole qualche settimana. In pratica, finché
non vendono tutti o quasi gli organi di un clone non procedono
all'espianto. Prendere due reni da due cloni diversi vuol dire
intaccare i due cloni. Loro lo sconsigliano perché pare aumentino le
possibilità di rigetto. In ogni caso si può fare ma costa un po' di
più, nessuno garantisce loro che venderanno tutti gli organi dei due
cloni.., d'altra parte due reni su un clone, le ripeto, sono un organo
vitale..

Walras-Say III tacque.  La nullità aveva ragione. E poi erano quelli i
prezzi. C'era poco da discutere. Disse quindi frettolosamente:

- va bene, va bene, appena ci sono novità chiamami. Cerca ancora di
contattarli, senti quei rumeni a Roma, insomma vedi un po' tu ... fai
presto però.

Simtherson si alzò ed uscì dall'ufficio., dando uno sguardo distratto
alla splendida vista su Central Park West con gli alberi gialli e
rossi in pieno *foliage*.  Walras-Say III si mise a sfogliare il
catalogo della "amazon organs".  Un cuore 285.000 dollari. Un fegato
187.000 dollari. Pachetto cuore più fegato 320.000 dollari, offerta
del mese, caspita che sconto.  Un pancreas 151.000 dollari..  però,
così caro il pancreas?  Ma a che cazzo serve, il pancreas?  Mentre
guardava le straordinarie promozioni della amazon organs su cornee e
cistifelle..

- Gerald, vecchiaccio di merda come va?

Disse entrando all'improvviso senza che nessuno l'avesse annunciato
quel rompicoglioni di Jason Della Loggia, il re del "quantal fund",
l'hedge fund più sicuro del mondo.....per i gonzi. Walras-Say III
sobbalzò sulla sedia di pelle di cobra e subito pensò che avrebbe
dovuta licenziarla quella segretaria del cazzo. Se non fosse per i
suoi pompini... Quante volte gli aveva detto di non fare entrare
nessuno nel suo ufficio senza avvertirlo, quante volte!  soprattutto
Jason. Ma Jason è quasi di famiglia, è così simpatico...certo
certo. La prossima volta ti licenzio, puttana.  Se passano più di tre
giorni tra l'ingresso senza annuncio di Jason ed il pompino
anti-stress, quanto è vero iddio ti licenzio. Troverò qualcun'altra
per farmelo succhiare..per esempio quella biondazza del 36esimo...
Poi Jason è simpatico, si, come no, ma a golf imbroglia come
pochi. L'ultima volta, per tre volte l'aveva visto dare un calcetto di
nascosto alla pallina per aggiustarla sul green... chi sa quante volte
l'ha fatto quello stronzo...

- E come deve andare... - disse Walras-Say III - quegli stronzi dove
mi hai mandato non si sono ancora fatti sentire.  Li ho pagati, e
nessuno si è fatto vivo. Ma se mi fanno incazzare, potrei anche farmi
scappare qualcosa con qualcuno.  

Jason rise forte e gli disse con tono conciliante:

- ma dai, sono passati solo tre mesi da quando te ne ho parlato la
prima volta, e datti una calmata. E' gente fidata, sanno fare il loro
mestiere. Con mia moglie è andato tutto liscio, no? E anche al
circolo, Steve ha detto che ha già avuto il suo cuore, dopo soli
quattro mesi. Glielo mettono la prossima settimana.  Si faranno vivi,
non temere. Hai provato a vedere su www.amazon.org.an?  
- Si si, quel cazzone di Smitherson dice che è giù la linea con
l'Angola!  Vabbe' calmiamoci, come dici tu, ma intanto io alle 5...- e
fece un gesto con le braccia come per sedersi - dialisi!

- Cosa guardavi, il loro catalogo? -  Chiese Jason ignorando le
lamentazioni di Walras-Say. - Li hai visti quei promo per
"clone-polizza-vita"?
- No che roba è?  - Chiese Walras-Say sfogliando il catalogo.
- Qui guarda.  

Disse Jason indicandogli la pagina con il risvolto rosso. Walras-Say
III lesse ad alta voce scandendo le parole come facendo il verso ad
uno spot pubblicitario di terzo ordine:

- Progetto "clone custode".  Fate un regalo a vostro figlio!  Fategli
una assicurazione sulla vita!  Fate nascere un clone assieme a lui. Se
mai vostro figlio un giorno avesse bisogno di un organo, nessun
problema di rigetto con il "clone custode".  Totalmente DNA
compatibile garantito.  Approfittate della fantastica promozione che
vi proponiamo, valida fino al settembre 2012.  Un clone 450.000
dollari, due cloni 800.000 di dollari, e tre cloni solo 1.000.000 di
dollari!  Piu cloni, più sicurezza. Possibilità di pagamento
rateizzato fino a 35 anni a tassi fissi o variabili altamente
competitivi!  Tre cloni meglio di due, due meglio di uno. Ricorda, un
clone può anche non bastare.. si trapianta un cuore....  I "cloni
custodi" sono per tutta la vita, sempre al tuo fianco senza che tu li
veda o li senta! Regala dei cloni custodi a tuo figlio! Vuoi bene a
tuo figlio! Abbi a cuore il suo futuro e quello della tua impresa! Mai
più farmaci antirigetto con i cloni custodi!...  

Walras-Say III aggrottò la fronte e si rivolse serio a Jason
dicendogli:

- Pensavi a mio nipote che nascerà a maggio, vero?  

Jason annuì. In quel momento squillò il telefono.  Wallrass-terzo
afferrò la cornetta e disse :

- Ah, e' lei; ho qui Mr Della Loggia che e' entrato come al solito
senza annuncio.  Quante cazzo di volt... Come?! Che c'e' ancora? Spero sia
import..

Walras-Say rimase con la frase a meta'. Si udì un vocio concitato
metallico ed indistinto proveniente dalla cornetta e nel volgere di
qualche secondo l'espressione di Wallrass-Say mutò da spaventosamente
burbera a teneramente e comicamente raggiante. Scostò un poco la
cornetta dall'orecchio e disse rivolgendosi a Jason con un sorriso
bambinesco stampato in faccia: "quelli di Amazon organs hanno pronti i
reni per il trapianto..e chiedono di fissare luogo... mmm..  Panama
city, St Thoman nelle Virgin Islands o Brasilia...si.. e di fissare la
data dell'operazione entro...si...tempi strettissimi. Splendido. Le
dica che li richiamiamo tra mezz'ora. Faccio due o tre telefonate e la
richiamo tra cinque minuti e le faccio sapere.." Walrass-Say III
riattaccò il telefono senza riuscire a togliersi dalla faccia
quell'espressione da bambino contento...  "Cloni custodi mi dici..."
disse sforzandosi di cancellare quel sorriso ostinato... "Beh, in
effetti non è carissimo, 1.000.000 dollari per tre cloni...., va bene
si vedrà. Ora comunque adesso lasciami solo, Jason; fammi fare queste
telefonate che poi devo andare per la seduta di dialisi.." e quel
sorriso bambinesco riprese il dominio dei suoi muscoli facciali
"... una delle ultime, voglio sperare."

3. www.amazon.org.asm
Dintorni di Francoforte, Germania, Maggio 2016

Otto Bagenbotzen aveva dei problemi. Aveva una ex-bella moglie, degli
ex-figli meravigliosi ed una ex-vita fantastica.  Lavorava al
controllo qualità di una ditta di cosmetici. Un ex-buon
lavoro. Guadagnava bene, Bagenbotzen, non bene come i suoi ex-amici ma
tanto da pagarsi i suoi sfizi.  A sessantuno anni, a nove anni dalla
pensione, viveva solo in una casa in quella che era il massimo della
campagna possibile a venti minuti dal centro pedonale di Francoforte
sul Meno.  Una casa isolata, senza la sua ex-famiglia, solo con i suoi
"passatempi". Su suggerimento di certi suoi amici, Bagenbotzen aveva
acquistato tre anni prima un "bellissimo clone di 11 anni per gli
amici dei bambini", come recitava il catalogo dove l'aveva visto.
Praticamente lo aveva comprato su internet in tre minuti, collegandosi
in Eritrea al sito www.amazon.org.asm.  Una password portata dal
Brasile dai suoi amici "amanti dei bambini" come lui e voilà il gioco
era fatto.  Dopo tre mesi il bambino era arrivato in Sicilia, pare
dalla profonda amazzonia, grazie alla collaborazione dei trafficanti
di clandestini, mimetizzato da piccolo profugo in un nave piena di
kurdi. Otto si ricordava nitidamente il giorno in cui il clone gli fu
consegnato da un signore molto professionale nell'entroterra
agrigentino, tra ulivi secolari e profumi di rosmarino.  Come era
bello quel clone....Aveva scelto il modello "principino Charles"
identico al rampollo della real casa britannica, il sogno di ogni
pedofilo. Si perché Otto Bagenbotzen era un pedofilo.  In vita sua
aveva violentato sette bambini, compresi i suoi due figli, senza che
nessuno l'avesse mai scoperto. Beh , forse sua moglie qualcosa si
immaginava, comunque adesso era acqua passata.  Ognuno la sua vita. Da
tre anni Otto si serviva solo da amazon.org.asm per i suoi
passatempi. In due anni aveva già comprato 4 cloni. Il principino
Charles, la terza figlia di Madonna (quella non gli era piaciuta e
l'aveva usata pochissimo e resa quasi subito) il figlio di Melanie di
Monaco, e questo ultimo, l'adorabile "cambogianino sconosciuto".
Aveva speso relativamente poco, perché i primi tre li aveva sempre
resi in buone condizioni, secondo le condizioni del leasing.  Ma sul
cambogianino, Otto si era veramente scatenato e il contatto di amazon
- quel tipaccio spagnolo o vattelapesca cosa - alla riconsegna gli
aveva detto: "Se puede tenere el sujo cambogiano pecheno. Es
avariado. Kaputt." Sempre quel tipaccio gli aveva chiesto per conto
della compagnia il prezzo per un clone intero, 1 milione di euro, una
enormità.  I cloni per il programma "libido sicura" costavano tanto
perché erano rischiosi. Non erano delle piante come quelli per i
trapianti. Erano "parzialmente" lobotomizzati, senza volontà né
aggressività, totalmente passivi, ma capaci di muoversi
coordinatamente e addirittura con qualche capacità di comprensione,
come quella di un bambino di tre anni, più o meno.  La procedura di
lobotomizzazione era però complessa e costosa e non sicura al cento
per cento. Tra i clienti di amazon, pedofili, feticisti e deviati
sessuali di ogni risma, gli unici rapporti sociali consapevoli che
Otto fosse ormai in grado di intrattenere, si raccontava, tra grandi
sghignazzi, che ad uno di loro una volta era scappato il clone di
"Claudia Biffer quindicenne", nuda in mezzo alla strada, mentre
facevano un giochino un pochino doloroso. Allora quello era uscito
l'aveva ripresa e portata in casa senza che nessuno gli dicesse nulla,
nemmeno un vigile che era rimasto incantato con il fischietto in bocca
a guardare la scena.  Momentaneamente distratto dal ricordo di quelle
risate, Otto guardò il cambogianino rannicchiato sul divano e si
rabbuiò pensando al milione di euro.  Effettivamente il cambogianino
era ridotto male, aveva la spina spezzata e non camminava. Da tre
giorni, non gli dava più da mangiare. Stava li' rannicchiato come una
bestiolina, con quella sua adorabile e buffa espressione perennemente
corrucciata.  Magari l'indomani sarebbe morto, quel frou-frou. Per
amazon non c'erano problemi con la morte del clone.  Bastava
pagarglielo e uno poteva farci quello che voleva. C'era scritto sul
catalogo. Ma Otto aveva pagato solo il leasing e avrebbe dovuto
renderglielo in buone condizioni.... Otto non aveva il milione. Questo
era il punto. Erano diversi giorni ormai che Otto evitava di
rispondere al telefono e non andava al lavoro. Dopotutto, si diceva
continuamente, quelli ne possono fare quanti ne vogliono di
cambogianini. Magari dopo un po' la smettono di cercarmi, che gli
frega in fondo a loro, un clone in più o in meno che vuoi che sia.
Magari se mi minacciano, hanno paura che li denuncio..  In fondo, dopo
la storia della "merce avariata, i soldi dell'acquisto entro tre
giorni sul conto Genevieve-23/B7 alla Swiss Bank di Losanna" - detto
senza una tradire una emozione da quel tipaccio della amazon - nessuno
si era fatto più vivo da giorni. Ma si, era un buon cliente lui,
chiuderanno un occhio per questa volta.  Otto fu interrotto
bruscamente nei suoi pensieri dal campanello della porta di casa;
ebbe un sussulto e guardò l'orologio; si alzò, sollevò delicatamente
il cambogianino dal divano e con calma lo portò in cantina. Il
campanello trillò discretamente una seconda volta. Otto controllò
nuovamente l'orologio. Le cinque spaccate. Doveva essere quello dei
giornali puntuale come un orologio atomico, si disse Otto. Era un tipo
affidabile quello dei giornali, uno come lui. Gli portava a casa, alle
cinque in punto di ogni venerdi sera, le riviste di bondage e
feticismo che tanto gli piacevano infilate nel Frankfurt
Allgemeine. Otto dette una occhiata vagamente preoccupata al
videocitofono. Non poté vedere in faccia il suo visitatore ma
riconobbe con sollievo l'adorata mazzetta dei giornali. Disattivò
quindi l'allarme, aprì la porta e con sorpresa si trovò davanti un
uomo che gli parve di origine messicana. Senza dubbio non era quello
dei giornali. Otto era come imbambolato.  Non capiva... L'uomo entrò
in casa senza che Otto lo avesse invitato, si sedette senza dire una
parola sul divano, posò accanto a se i giornali, dalla tasca della
giacca tirò fuori un pacchettino che sembrava un regalino, scartò con
calma il pacchettino, tirò fuori una pistola e con calma gli sparò un
colpo in piena fronte. Otto morì impietrito con gli occhi sbarrati,
con un espressione di sorpresa stampata sul volto, nell'atto di dire
qualcosa che non disse mai.

Di nuovo in cantina. Zio 'To lo metteva spesso in cantina. Chissa come
mai.  Aveva male alla schiena. Male da non potersi muovere. A ben
guardare non poteva muovere quasi niente. Un po' la mano destra, ma le
gambe ed il braccio sinistro erano come se non ci fossero.  Zio 'To
era stato molto piu' cattivo del solito, l'ultima volta. Chissa' come
mai.  Aveva sete. Acqua-acqua. In cantina Zio 'To gli lasciava sempre
qualcosa da mangiare e da bere. Ci era stato anche per tanto tanto
tempo dentro alla cantina. Chissa' come mai. Come avrebbe fatto ora ad
arrivare alla ciotolina dell'acqua-acqua?  Passavano le
ore. Continuava a guardare la ciotola a tre metri da lui. Aveva la
gola secchissima e bruciori tremendi allo stomaco. Chissa' come
mai. #12-346 - questo il suo numero di matricola- comincio'
sommessamente a frignare. Dopo un ora frignava che era una meraviglia,
agitava goffamente la mano destra verso la ciotola con l'acqua-acqua e
frignava, frignava, frignava, proprio come un vero bambino
disperato. Erano davvero ben fatti i cloni libido-sicura.

4. "In praise of disposable clones" di P. Bruder (M.I.T Ma)
Massatchuses Institute of Technology. Boston USA ottobre 2022.

Nell'ottobre del 2022, con ancora gli echi delle clamorose proteste al
vertice mondiale sul commercio di Le Havre, l'economista Paul Bruder,
del MIT, si decise a scrivere "l'articolo". Era il momento.  Bruder
non ce l'aveva con quei cialtroni dei gruppi antagonisti, i
tartarughisti, Greenpeace, gli agricoltori francesi, gli anarchici.
Anzi gli stavano anche simpatici quei perdenti Bruder era un
democratico, un liberal, ma ce l'aveva contro quei suoi colleghi
bacucchi delle università europee, soprattutto con quei francesi
sussiegosi e supponenti con le loro stradannate tesi sull'economia
mista. Quegli economisti d'accatto che non avevano mai capito
veramente come funzionasse il principio del Vantaggio Comparato,
quelli de "la globalizzazione va governata e non subita". Erano
vent'anni che sparavano le stesse cazzate, quegli imbecilli. Bruder
era stato negoziatore a Le Havre per conto dei canadesi e consulente
economico per molte multinazionali. Bruder era naturalmente per la
liberalizzazione del commercio, per l'abbattimento delle tariffe
doganali, per l'abolizione delle barriere commerciali imposte da
standard tecnici non necessari o supposti "principi etici" che
nascondevano in realtà smanie di protezionismo. Bruder era per il
progresso dell'umanità, ed era profondamente convinto che occorresse
lasciare fare alla mano invisibile del "dio mercato", l'unica mano che
sapeva sempre chi bastonare e chi portare in paradiso. Bruder ce
l'aveva anche con i monetaristi alla Friedman che la pensavano
sostanzialmente come lui ma che proponevano ricette sbagliate.  Era
per colpa di quegli ottusi dei moneteristi, per i quali la sola
variabile economica che avesse una qualche importanza era il tasso di
sconto della Fed, se i fautori dell'economia mista periodicamente
rialzavano la testa. L'articolo di Bruder si intitolava: "In praise of
a legal industry for disposable clones: ethic principles and the
wealth of the nations". Quell'articolo, pubblicato nell'ottobre del
2022 sul Wall Street Journal, cambiò il mondo. Il mercato clandestino
dei cloni non era più nei sussurri dei catastrofisti, ma era oramai di
dominio pubblico. Ne parlavano le televisioni, e, di fatto, molte
nazioni lo tolleravano, se non addirittura lo favorivano.  A Le Havre
la questione era stata dibattuta ed avevano vinto, come sempre, quegli
ipocriti degli europei.  Gli europei... secondo le statistiche i
migliori clienti dei trafficanti di cloni. E' proprio vero, pensava
Bruder, l'ipocrisia è il prezzo che la virtù paga al vizio...  I
francesi, soprattutto, avevano imposto una moratoria di 10 anni sulla
produzione dei cloni e avevano creato una ridicola "commissione di
vigilanza", fatta da burocrati senza cervello, per far rispettare
quella moratoria.  Quella mattina di ottobre Bruder cominciò a
scrivere di getto: "..Oggi si accetta, senza che nessuno di questi
moralisti dica una parola, che dei quattordicenni siano pagati un
dollaro per il lavoro di dodici ore filate in una fabbrica puzzolente
nei distretti industriali di Canton, Mexico city, Bangalore o Sao
Paulo. Non è forse eticamente orrendo questo quando per una sola ora
uno come me o come loro è pagato 500 dollari?  Questi moralisti non
dicono nulla perché sanno perfettamente che i malvagi capitalisti
oggetto della loro sussiegosa riprovazione, con la loro sete di
profitto, stanno facendo, oltre al proprio sacrosanto interesse e come
meglio nessuno potrebbe, anche il bene di quei quattordicenni. Se
queste "cattive multinazionali" non fossero così avide, quei
quattordicenni sfruttati starebbero ancora nelle campagne a morire di
fame oppressi da società medievali senza prospettiva.  Questa sarebbe
la loro "diversità culturale"!  L'avidità delle multinazionali
costituisce in realtà l'innesco del loro riscatto sociale,
dell'emancipazione da quella orrenda diversità culturale!  Certo, oggi
la vita di quei quattordicenni è sempre miserabile, nelle bidonville
accanto alle megalopoli, ma almeno esiste una prospettiva di
miglioramento, le aspettative razionali sono positive.  Questo lo si è
capito, tardi ma lo si è capito. E i più restii a capirlo sono stati
proprio coloro che oggi invocano leggi severe sul mercato clandestino
dei cloni sulla base di stravaganti principi etici. La ricerca dei
privilegi, la tentazione del protezionismo in una economia di mercato
si è sempre travestita con gli spessi stracci dei principi "etici".
E' stato così per i movimenti antiglobalizzazione dei primissimi anni
del millennio. In nome di nobili richieste quali "salario minimo per
tutti" "globalizziamo i diritti" "aboliamo il lavoro minorile" "mai
più sfruttati", si difendevano in realtà i privilegi indifendibili dei
pochi. Si legava la mano invisibile.  Quei movimenti per fortuna non
prevalsero e si deve a questo se oggi la Cina può contare su una
crescita stabile del Pil del 2.3% all'anno negli ultimi 15 anni; o se
l'Indonesia ha potuto conoscere una nuova espansione; o se oggi in
India ci sono oggi più ditte di software che negli Stati Uniti; o se
oggi tutta la produzione di hardware per computer ha potuto essere
allocata in paesi come Filippine, Messico e Vietnam.  Certo l'America
Latina è in un fase regressiva, l'Africa continua e non crescere, il
Giappone si sta terzomondizzando, come l'Europa meridionale, la Russia
regredisce, ma globalmente, dal 2003 siamo cresciuti del 1.5 % l'anno
e su questo tutti gli analisti, con o senza principi etici, sono
d'accordo.  Paradossalmente, questi grandi risultati, grazie ai quali
molti oggi vivono una vita degna di essere vissuta, sono stati
ottenuti quando si è abbandonata decisamente la strada dettata
dall'etica e dagli ideali e si è lasciato libero corso alle forze del
mercato.  La stessa cosa sta avvenendo oggi per il mercato dei
Cloni... Ma come?!  I cloni spendibili potrebbero produrre milioni di
posti di lavoro qualificati nel terzo mondo, oltre che, naturalmente,
salvare la vita di milioni di persone vere, in carne e ossa, persone
che oggi sono in disperata attesa di un cuore, un fegato, dei polmoni,
e che non si possono permettere i prezzi proibitivi del mercato
illegale degli organi da cloni. Queste persone devono morire perché
non ci mettiamo d'accordo sulla definizione biologica di anima? Il
progresso scientifico deve essere frenato?  L'economia del terzo mondo
deve ristagnare per sempre?  Il cloni spendibili, poi, potrebbero
salvare la vita di bambini veri vittime di pedofili senza scrupoli e
noi stiamo qui a sottilizzare sugli aspetti filosofici della biologia
molecolare?...."  L'articolo di Bruder era ancora lungo e noioso. La
cosa essenziale fu che dopo la sua pubblicazione, l'atteggiamento
verso il mercato clandestino dei cloni nei paesi ricchi cambiò. Il
mercato dei cloni fu legalizzato e lo status giuridico dei cloni fu
solennemente definito da una apposita commissione mondiale in un
evento mediatico senza precedenti. C'erano Bocelli, il vecchio
Pavarotti e Madonna. C'erano gli scienziati, c'erano i vescovi, i
buddisti. E c'erano tanti bambini vestiti di bianco. Solo i cloni
senza cervello per i trapianti e quelli parzialmente lobotomizzati per
combattere la piaga dei pedofili, solo quei cloni potevano essere
prodotti. Giammai, si disse solennemente, si sarebbero dovuti produrre
"cloni coscienti", ed anche il papa, Giovanni Paolo Pio I, fu
d'accordo. In realtà alcuni produttori di cloni impiegavano già operai
cloni nelle loro aziende...  Waldemaro Marshall e Darrin Thomas, quel
rancoroso postdoc che ha fatto cominciare questa storia, sono oggi gli
uomini più ricchi del mondo assieme al giovanissimo Napoleone Gates il
rampollo di Bill Gates (corre voce che Napoleone Gates, che
effettivamente somiglia al padre come una goccia d'acqua, sia un clone
non autorizzato di Bill).  Oggi, nel 2025, molte vite si salvano
grazie ai cloni per trapianti, e a molti bambini indicibili sofferenze
sono risparmiate grazie ai cloni "libido sicura".  Certo, 6 miliardi
di poveri non hanno accesso al mercato legale degli organi. La
donazione spontanea è del tutto scomparsa (sostituita dalla vendita)
ed i poveracci muoiono forse più di prima per trapianti mancati. Ma
almeno i loro figli, se saranno capaci di emergere, se avranno doti
che consentiranno loro di imporsi nella nuova società aperta, potranno
forse permettersi, nel disgraziato caso ne avessero di bisogno, gli
organi dei cloni.  Quanto ai pedofili, naturalmente ci sono ancora.  I
prezzi dei cloni libido-sicura sono sempre un po' altini e solo i
ricchi sporcaccioni se li possono permettere. Le ditte di cloni
tendono a fare cartello, ma - come acutamente ci spiega Bruder -
questa tendenza è del tutto naturale in una economia sana di mercato.
Prima o poi - dice Bruder - la mano invisibile, la legge della domanda
e dell'offerta, le aspettative adattive e altre cose ancora,
rimetteranno le cose a posto. Per il momento, gli sporcaccioni un po'
meno ricchi vanno sempre in Thailandia, dove il prezzo dei bambini
veri è crollato. In questa fase di transizione - rileva Bruder - i
pedofili, soprattutto tra i poveracci, sono forse più numerosi di un
tempo, visto che la pedofilia, per chi se la può permettere, è stata
in un certo senso regolamentata ed è socialmente tollerata ora che le
vittime, almeno ufficialmente, sono solo i cloni. Temporaneamente e
prevedibilmente - dice Bruder - lo spirito di emulazione ha fatto
incrementare la pedofilia degli indigenti verso gli indigenti. Il
fenomeno della pedofilia sui non-cloni, in compenso, ora che è una
cosa tra poveri, non costituisce più motivo di allarme sociale ed è
praticamente scomparso dai media - nota cinicamente Bruder.  Tuttavia
anche per i poveri, una prospettiva adesso esiste, le aspettative
razionali, o quelle adattive, sono positive ed in futuro i prezzi dei
cloni libido-sicura caleranno e la piaga della pedofilia sarà
sconfitta per sempre. Bruder sostiene che non bisogna restringere la
clonazione limitandola ai programmi cloni-per-organi ed ai
cloni-libido-sicura. Bruder sostiene che bisogna lasciare che il
mercato decida sulla base delle sue leggi. Basta avere fiducia nella
mano invisibile che sa sempre cosa fare - dice Bruder.

5.Le quattro caste

Sede della World Trade Organization, Centre William Rappard 154 rue de
Lausanne, Ginevra 21, Svizzera, Dicembre 2042

In uno degli uffici afferenti al dipartimento dati e statistiche della
sezione affari economici della WTO, Elton Mannfried guardava
sconsolato una complicata tabella sullo schermo del suo
computer. Davanti a lui, seduto su una comoda ed elegante poltrona di
pelle nera, Renato Duschero, il direttore e coordinatore scientifico
della sezione, sorrideva tranquillo. Con tono vagamente canzonatorio
Duschero ruppe il silenzio. "Elton, qual'è il problema? Quegli indici
sono positivi, si o no? E allora....E' tre giorni che ogni tanto te ne
vieni fuori con questi indicatori del cazzo, GPI, MEW, IEWB, HDI,
GDP-PPP, QOL, ISP.. dimmi se ne ho dimenticato qualcuno.."  "L'indice
di salute sociale, i-esse-acca.. quello hai dimenticato" Rispose
piccato Mannfried. Duschero si sporse dalla poltrona verso il suo
interlocutore e disse: "ma tanto lo sappiano cosa conta nella "stanza
verde". Contano il GDP, i benchmark di mercato delle agenzie più
grosse e il volume degli scambi. E quelli sono andati bene. Anzi
benone. Dammi retta possiamo lanciare un nuovo round di negoziati
sulle stesse basi, non c'è davvero problema. Nessuno in quella stanza
fottuta eccepirà, andrà tutto benissimo, te lo garantisco." Elton lo
guardò con un velo di irritazione "Ma perché allora quegli indici sono
tutti negativi? Tre anni fa io ti dicevo che la liberalizzazione del
mercato dei cloni coscienti avrebbe alla fine depresso la domanda e
prodotto deflazione. Non è proprio avvenuto, è vero, ma poco ci manca.
Sempre tre anni fa, quando completammo la liberalizzazione del mercato
dei cloni coscienti, mi ricordo come fosse ora quello che mi dicevi:
Macché deflazione.. con il mercato legalizzato, valorizzeremo
finalmente la proprietà, metteremo nel circolo nuove risorse, i
capitali sommersi saranno liberati, creeremo opportunità, stimoleremo
imprenditoria sana e legale, benessere e occupazione, nuovi lavori
nell'"eldorado del tempo libero".....ma dove stanno - Renato- tutti
questi lavori? Ma dove sta questo eldorado? Qui manca poco che
lavorino solo i cloni. Se non lo sai, quella e' gente che non compra e
non consuma...Tra un po', poco ci manca che mettano i cloni al posto
nostro....". "Questo non e' proprio esatto....  - interloquì Duschero
- La Global BioClon ha dotato tutti i cloni delle sue aziende di umts
di sesta generazione...i cloni, caro Elton, in un certo senso
consumano anche loro.." "Ma suvvia Renato!  - replicò prontamente
Mannfried - quella era un partita di giro, un esercizio di marketing,
una truffa... lo sai benissimo che cosa ci ha spifferato quel tipo
della SEC, quello che fa affari con Kenneth Lies! Lies, il CEO della
Global BioClon, ha fatto comprare tutti quegli umts per speculare
sulla sua quota di Sikia. Il titolo Sikia, dopo la bella pensata di
Lies, ha guadagnato il 4% in tre ore.  Chissà quanto ci hanno
guadagnato il tipo della SEC e Kenneth Lies con le loro stock options
del cazzo.....  Renato, qui aumentano solo le vendite di Yacht,
aumentano gli ordini di quelle tristissime crociere blindate
extrasuperlusso... quelle che ti fai il tuo amicone egiziano;
aumentano gli ordini degli umts di sesta generazione, delle forcedes,
dei terranos-explorer.  Il benessere generalizzato..  il tempo libero,
ma dove stanno? In quale circolo sono finiti i tuoi capitali sommersi,
Renato?  Ci fosse almeno uno di quegli indici con il segno più, e
anche i dati diaggregati.."  "Ma che vuoi disagreggare!"  sbottò un
decisamente spazientito Duschero "Elton, ma che diavolo ti prende?
Parli come un catastrofista! Sembri uno di quei segoni del MIT! I
volumi crescono, si fanno più affari.. lo sanno tutti.  E poi quegli
indici del cazzo servono solo come trastullo di quei cialtroni
dell'Unione degli Stati Democratici, della banca mondiale, della FAO e
di tutte quelle cialtronate.  Ti fidi davvero di quella gente?  Magari
sono tutti sbagliati quegli indici!  Magari lo fanno apposta.  Quella
è gente rancorosa che non sa come impiegare il tempo, te lo dico io!
Non contano. Quelli.. e tutti i loro indici del cazzo.. non
con-taa-nooo nuu-lla" concluse Duschero, visibilmente alterato e
scandendo le ultime sillabe. Dopo un attimo di silenzio imbarazzato,
Duschero riprese con un tono pacato e complice "Tu impastrocchiami la
solita relazione per le sedute plenarie.  Mettici qualche dato
disaggregato. Mettici il Vietnam, mettici Jiangsu e Shandong, ci
vivono milioni di persone laggiù, dopotutto. Ci penso io a lavorarmi
le delegazioni del Brasile e dell'India. Amartya ed Enrique sono amici
nostri.  Poi per la stanza verde fammi avere *solo* i dati che
sai. Sul serio, Elton, ...che diavolo possiamo mai fare?  Che
alternative abbiamo? " Mannfried abbassò lo sguardo e sospirò
"d'accordo, d'accordo...  e sia.. TINA! farò come dici..Però,
indicatori sociali a parte, dai un'occhiata a queste cifre: in questi
cinque paesi, dati forniti dai loro istituti di statistica - istituiti
che *noi* finanziamo e controlliamo - la popolazione carceraria negli
ultimi due anni è aumentata del 35%. In Brasile ci sono 254 milioni di
abitanti di cui 37 sono in galera o sotto programmi di
rieducazione. 74 milioni di persone in Brasile sono state in galera
almeno una volta nella vita.  Nello Shandong, il *tuo* Shandong, un
quinto della popolazione è in galera o ci gravita attorno ed un sesto
ci è entrata nell'ultimo anno.  Un ottavo della popolazione dello
Shandong di mestiere fa il secondino o la guardia privata. Senza
contare l'esercito...Qui gli unici posti che si creano dalle "nuove
opportunità" di cui vaneggiavi tre anni fa sono solo posti di
criminale o di secondino.  " "E' vero" rispose Duschero con allegria "
Però sono posti di lavoro... tutto sommato le carceri sono un ottimo
business. Da un male viene sempre un bene. I carcerati come operai non
sono certo competitivi come i cloni, ma la URFA [United Rieducational
Facilities of America, incorporated] non è certo stata ferma.  A tre
anni dalla liberalizzazione il costo del lavoro di un carcerato è
quasi uguale a quello di un clone. Se le clonomics del cazzo
continuano a vivere sulla luna e non tagliano i costi tra un po' vanno
tutte a scatafascio.."  Duschero continuò infervorandosi "E che ne sai
che tutto questo non si riveli, tra qualche anno, un eccellente
meccanismo compensativo? Gli scompensi sociali indotti della
manodopera clonata a costo zero vengono assorbiti genialmente dal
mercato con un aggiustamento naturale: la concorrenza di carceri più
efficienti con vantaggio di tutti, di noi, dei secondini, dei
detenuti-criminali e, perché no? anche dei cloni. Di tutte e quattro
le caste. Il mercato è come un sistema termodinamico all'equilibrio, e
vale il principio di Le Chatelier.. il sistema risponde ad una
perturbazione in modo da ripristinare l'equilibrio.. Magari tra tre
anni anche quelli della Banca Mondiale vedranno il loro fottuto ISP
salire..che ne sai? " il direttore e coordinatore scientifico Duschero
smise di parlare leggermente affannato. "Si .. proprio un bel
meccanismo competitivo, o in galera o secondini..bella roba
davvero". Commentò acidamente Mannfried.  Duschero era ancora sotto
l'effetto gratificante della sua metafora "termoeconomica" e non si
accorse minimamente del tono vagamente irriverente di Mannfried e
aggiunse: "Ma lo sai che Nicesoft si fa un vanto di non usare cloni
nelle sue fabbriche?  Sai qual'è la pubblicità della nuova consolle ?"
"Si lo so... - rispose prontamente Mannfried - .. perché non gli
conviene. E' per via dell'annesso B. Nicesoft usa i carcerati sia per
i lavori di basso livello che per la produzione di software. E
l'annesso B vieta di introdurre cloni nelle carceri, come d'altra
parte.." "No, no dicevo della pubblicitá della consolle...- lo
interruppe bruscamente Duschero - ...Aspetta, te la faccio vedere sul
mio umts, ce lo qui da qualche parte.."  Duschero si mise ad
armeggiare coi pulsanti di un minuscolo oggettino...  "Dai lascia
stare quel coso... Raccontamela a voce.. su!" disse con rassegnazione
Mannfried.  Duschero si rimise in tasca l'umts e cominciò a
raccontare..  "Allora è carina.. dunque, fa così.. è la pubblicità del
software della gameboard consolle della Nicesoft... si vede un
carcerato con le solita camicia a righe che chiude una scatola con su
scritto "SBOX-Console nicesoft" cercando di fare il massimo di
attenzione. Sai, ha la lingua che gli esce da un lato della bocca,
tutto concentrato, veramente buffo.... a fianco ci sono dei tipi,
chiaramente dei cloni, .. sguardo perso, logo sulla fronte, cloni
classici insomma.., e questi cloni inscatolano come robot.. sai,
meccanicamente, a scatti..delle scatole completamente bianche, i
prodotti della concorrenza....quella poca che nicesoft si inventa che
abbia, almeno. Intanto, mentre l'immagine stringe su quel carcerato
buffo e tutto concentrato con la camicia a righe, c'è una voce fuori
campo che dice: "il prodotto SBOX-etc etc è stato confezionato da un
uomo che ha sbagliato...- e si vede in primissimo piano la faccia di
questo tipo buffo che inscatola la consolle - ma è un uomo che ha
*scelto* di sbagliare...  e che oggi *sceglie* di correggere i suoi
sbagli...SBOX-Console.. per chi ama scegliere"...Bella no?"


6.\#257/378: Epilogo?
Palo Alto, San Francisco CA,  Settembre 2049

Lo status giuridico dei cloni, sancito 10 anni prima nel vertice
ministeriale di Florianopolis, ratificato dalla totalità dell'unione
degli stati democratici, prevedeva che: "l'organismo clonato e' una
macchina cosciente equivalente ad un bene inventariabile o capitale
fisso. In numero di matricola della macchina cosciente, tatuato
indelebilmente o espresso da voglia bioingegnerizzata, deve essere ben
visibile sulla fronte e sul braccio destro.  L'utilizzo di tali
macchine e' consentito in fabbriche, in cantieri edili, miniere ed
impianti estrattivi, purche' sottoposti al regime di controllo di cui
all'anesso B della presente convenzione". L'annesso B era un papiro
impressionante pieno di regolamentazioni, prescrizioni,
inquadramenti...I cloni dovevano essere guardati bene, non c'era che
dire... Il primo "incidente" avvenne una sera del settembre del 2049
negli Stati Uniti D'America.  \#257/378 aveva carnagione scura,
capelli ricci e degli occhi nerissimi penetranti. \#257/378 aveva
sette anni ma ne dimostrava almeno tredici ed era stato clonato nel
2042 dalla ditta "Palo Alto gemomics inc.", a San Francisco,
California, la nuova mecca della clonazione.  #257/378 era uno dei
tanti cloni, tutti di sesso maschile, prodotti dalla Palo Alto
Genomics per i lavori meno qualificati all'interno dell'azienda. Non
era dunque lobotomizzato. Come tutti i cloni, anche #257/378 era
sottoposto dall'età di 3 anni al programma di condizionamento
"workforce-for-free", farmaci e sedute di "tele-terapia" ogni dodici
ore. Solo che lui, da almeno due anni, quei farmaci faceva solo finta
di prenderli. Le sedute di tele-terapia, poi, non le poteva proprio
sopportare, con tutte quelle "cose stupide" sulla Fazenda, su Padre
Marshall e Reverendo Thomas e via discorrendo....  Per il resto
#257/378 si comportava come un perfetto condizionato.  Qualcosa lo
spingeva a fingere. Quel qualcosa che per esempio #127/888 non aveva
avuto. Chissà dove era finito #127/888....  Anche 765#432 non si era
più visto dopo che si era levato la cuffia prima della fine di una
seduta medio-terapica.  #257/378 era adibito al settore D
"ricostituzione e smaltimento dei cloni libido sicura".  La gran parte
di questi cloni finiva nei forni, al settore F. Qualcuno di loro,
però, veniva "ricostituito" e quando questo accadeva il clone era
trasferito ad un settore "esterno", fuori dalla Fazenda, almeno così
si raccontava tra quei cloni operai meno rincoglioniti da farmaci e
sedute.  In effetti, il clone ricostituito veniva messo in una scatola
metallica traforata e prelevato da un ricombinato in carne e
ossa. Accadeva di rado di vedere un "ricombinato" al settore D.
Questo, #257/378 in linea di principio non avrebbe dovuto saperlo,
perché dei ricombinati ai settori dal B all'F si doveva sentire solo
la voce. Che i "ricombinati" fossero quasi come tutti loro, solo un
po' più grossi e che stessero nel "fuori", #257/378 lo sapeva già,
come d'altro canto molti altri cloni operai B-F sapevano o intuivano.
Il "fuori" esisteva eccome. #257/378 l'aveva intravisto per la prima
volta tre anni prima da una finestrina che occhieggiava dall'ufficio
del ricombinato responsabile del settore F, quando fu trasferito per
un breve periodo ai forni.  Quanto ai ricombinati, si riconoscevano
facilmente perché non avevano quella voglia sulla fronte che
riproduceva perfettamente il logo della Palo alto genomics. Quel logo
era stato ottenuto inserendo nel cromosoma 23, a quattro centimorgan
dal marker b3k-312, il gene ytk-117 della Rodobacter Sphaeroids.. un
vero capolavoro di ingegneria genetica.  Il ricombinato che prelevava
le scatole con i cloni ricostituiti, era un tipo grassoccio, con pochi
capelli e dalla pelle rugosa; #257/378 lo spiava sempre da un piccola
crepa nel muro della zona D4, la zona di transito dove doveva ogni
volta ritirarsi dopo la "fine servizio", come recitava
instancabilmente quel dannato mantra nelle sedute di
tele-terapia. Ogni tanto, quel tipo grassoccio sbucato da chissà dove,
senza la voglia in fronte, entrava nel piccolo campo visivo concesso
dalla crepa, e quando questo "incontro" unilaterale accadeva, #257/378
non poteva fare a meno di provare un odio furibondo, un odio che non
sapeva spiegarsi ma che quasi gli faceva male allo stomaco da quanto
era potente...  Una sera, #257/378 stava preparando due cloni
ricostituiti.  Uno dei due cloni, un bambino più o meno della sua
taglia, giaceva incosciente sul nastro trasportatore proveniente dal
settore C. Sul nastro c'erano anche altri 12 cloni morti, con
l'evidente scritta "core dump" tatuata sul petto. Erano i cloni non
ricostituibili.  #257/378 avrebbe dovuto inscatolare i due cloni
"buoni" - un clone per gabbia - e premere il pulsante blu, azionando
il nastro che avrebbe trasportato i dodici cloni bacati al settore F,
quello dei forni. Avrebbe poi premuto poi il pulsante rosso di "fine
servizio" e sarebbe dovuto passare alla zona di transito 4D, in attesa
dell'unità di trasporto C554 per la "mediateca".  Ma quella sera non
seguì questa procedura. #257/378 rovesciò il clone buono della sua
taglia sul nastro, in modo da nasconderne il petto, ingabbiò l'altro
clone buono, premette il pulsante blu, poi quello verde e si infilò
rapidamente nella gabbia metallica ed attese ad occhi semichiusi con
il sangue che gli martellava le tempie.  Dopo qualche decina di
secondi, da una porta che non aveva mai notato prima, apparve un
ricombinato.  Quella sera \#257/378, carnagione scura, capelli ricci e
degli occhi nerissimi penetranti, uscì nel "fuori"... Due giorni dopo
un dipendente al settore produzione e riciclaggio, un tipo grassoccio
sulla cinquantina con pochi capelli, fu trovato morto in un
ripostiglio per attrezzi dalla squadra di sorveglianza. Il cadavere
aveva la faccia devastata da ferite che sembravano morsi di un
animale, i bulbi oculari affondati nelle orbite e la bocca
orrendamente spalancata come se qualcuno ci avesse infilato dentro un
braccio intero.  Quel cadavere sarebbe stato il primo di molti, ma
questa è tutta un'altra storia....

Copyright 2002 (C) Voolhan Dipe
La copia letterale e la distribuzione
di questo racconto nella sua integrità sono permesse con qualsiasi
mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.


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