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lavoro pubblicato venerdì 11 gennaio 2008
ultima lettura mercoledì 16 ottobre 2019

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Il Federalismo del popolo

di johnskid. Letto 889 volte. Dallo scaffale Pensieri

Oggettivamente vi sono persone più titolati di me sicuramente, che possono con dotta sapienza, sulla base di conoscenze storiche e culturali, spiegare ed insegnare cosa sia il Federalismo. Da parte mia però sento la necessità di es.....

Oggettivamente vi sono persone più titolati di me sicuramente, che possono con dotta sapienza, sulla base di conoscenze storiche e culturali, spiegare ed insegnare cosa sia il Federalismo.

Da parte mia però sento la necessità di esplicitare con pensieri e parole che nulla hanno a che fare, con la dottrina scolastica o la scienza  e la conoscenza storica delle radici federaliste, le mie parole e i miei pensieri si fondano esclusivamente da ciò che sin dai primi anni  90, in cui mi sono accostato al movimento della Lega Nord, alle sue ragioni che spinsero il nostro segretario a dure e faticose battaglie e processi subiti. Il mio interesse non fu sulle ragioni di Carlo Cattaneo, anzi prima di allora non sapevo neanche della sua esistenza, ma lasciatemi fare un passetto indietro nei ricordi: Tutto incominciò quando all'uscita del lavoro  dall'amico Motta di P.za San Babila a Milano, vidi per la prima volta un banchetto con cartelli inneggianti alla Lega Nord, accostandomi potei ascoltare le loro ragioni e ritirare i volantini, nei giorni a seguire incalzai il mio interesse nel merito e stranamente mi si accese una lampadina, in quei giorni vennero strane conferme a ciò che in me venne in un crescendo di convinzioni sul quel malessere che sin dagli anni 80 potei vivere insieme alla mia generazione, ragazzi dai 16 anni in su, le difficoltà riscontrate nel vivere in case popolari della Milano periferica, della convivenza con realtà sociali differenti dalla mia e la denigrazione di chi come le famiglie di un ceto sociale basso subiva in un periodo di crescita economica del paese, l'inizio del rampantismo, dei cucadores, dei paninari, del cabaret alla Diego Abatantuoniano, Gerry Calà, Enzo Braschi, Vito Catorzo, il Drive In, insomma una Italia in continuo mutamento culturale nella morsa di un Socialismo Craxiano che la faceva da padrone. Oggi i comunisti Rifondaioli danno la colpa al Berlusconismo, forse a ragione, ne parlano con cognizione di causa, ma per noi ragazzi era il periodo del cazzeggiare, la mia generazione è quella che non ha vissuto il 68, nemmeno ne ha costruito gli anticorpi per i postumi dello stesso, anzi proprio  con i nostri 16 - 18 anni, non ci fregava un c...  della politica., la cosa che ci interessava era l'oratorio, il cinema e la sbarbata, tre cose semplici ma buone.

Qualcosa stava però accadendo e noi o per meglio dire alcuni di noi, se ne guardavano bene dal farsi coinvolgere dal quel crescendo di malessere giovanile, la droga, l'eroina imperversava nelle strade di Milano, nelle discoteche e nei festini, nelle periferie tra le bande giovanili dei scapestrati, bisogna tenere conto che in quegli anni stava portandosi a termine un ciclo immigratorio del meridione con un difficile percorso di integrazione sociale che ha messo a dura prova la civile convivenza fra culture diverse nelle pieghe, la verità è che comunque, con le diversità culturali esistenti fra il Nord e il Sud, eravamo sempre sotto la stessa Bandiera che a parole unificava il sentimento di appartenenza ad uno stesso stato, la Vittoria dell'Italia nel 1982 con i mitici gol di Paolo Rossi, ci aveva veramente convinto che alla fine eravamo tutti Italiani. Balle... tutte balle, grossissime cavolate fatte passare per verità assolute, mentre nel contempo coesistevano verità diverse e drammatiche tra loro, uno stato di polizia al Nord e una Mafia assassina al Sud, i sequestri al Nord, e bambini che morivano dentro assurdi pozzi Artesiani, Alfredino, insomma drammaticità vissute ad una nascente Tv spettacolo, giusto per farci vedere come il Socialista Sandro Pertini, si interessasse del popolo Iataliano, mondi differenti nascosti dall'Italianità del potere politico, vi erano scosse che destavano l'attenzione ma che qualcuno si prodigava ad occultare cercando di spostare l'attenzione della massa popolare con bombe e disastri, p.za Fontana, DC9 Douglas di Ustica , ma questa è storia reperibile da moltissime fonti su internet. Insomma una difficile convivenza di realtà differenti tra loro ben nascoste dal potere politico, dando l'illusione di essere un popolo unito dalla storia del nostro paese, a mio dire l'unica unità riscontrata è stata quella della banda di ladri nel 1992 con tangentopoli, dicono che era una fase congiunturale economica in una politica internazionale dove c'era la guerra fredda, Russia e Stati Uniti dettavano e condizionavano la politica mondiale e che la politica del nostro paese condizionata dall'accordo dalla seconda guerra mondiale, ad una  Conferenza di Jalta, dove i potenti si spartirono la torta, che quindi il finanziamento illecito al partito era una questione di normale circostanza per l'esistenza stessa degli equilibri politici nazionali. Tangentopoli: Tutte cavolate... erano e rimangono semplici mariuoli della prima repubblica, non che nella seconda e terza e al diavolo a tutte le repubbliche che illecitamente rubano al popolo, sia differente, anzi il sentore popolare difficilmente sbaglia sulle grandi questioni morali. Ma tornando a noi... nel mitico discorso di fine anno di Francesco Cossiga, emerito presidente della Repubblica Italiota, si concentra tutto il malessere che aveva oramai traboccato il vaso, con lo scioglimento del parlamento, l'arresto di Mario Chiesa, l'ultimo discorso di Bettino Craxi, le monete lanciate da idioti al Rafael, vengono al pettine tutti i nodi dell'epoca, qui si concretizza la convinzione e la necessità di un nuovo sistema politico che non prescinda dalla moralità della politica stessa e in quel momento si verifica una convergenza sul modello Federalista, che nel sentore più popolano possibile non era quel Federalismo decantato dal nostro emerito Gianfranco Miglio, egli quale professore universitario conosceva a menadito la storia e ne sapeva cogliere tutti gli aspetti paradossali della Italietta odierna, nella fattispecie del sentore popolano, era un forte dolore di pancia causato dal disastro di Tangentopoli e dalla scoperta o per meglio dire dalla conferma di un potere politico corrotto. I ragazzi della mia generazione e parlo di quei coetanei che si sono lasciati coinvolgere dalla droga, morti per essa, dalle famiglie rovinate per la perdita di persone a loro care e senza guardare in faccia al ceto sociale, anzi vi era una subdola e strisciante ma vera unità nel dolore, nello sconforto di aver perso un figlio, una sorella, una madre, per overdose. Per perpetrare le ruberie hanno distolto l'attenzione di buona parte di questa generazione con la droga, con il rampantismo, con i paninari, hanno acconsentito l'immoralità del potere politico quindi nella nascente questione Federalista, portata avanti solo dalla Lega Nord, vi ho trovato la vera medicina per ridestare il malato paese, con mie parole identifico nel Federalismo, il controllo del flusso di danaro pubblico, un rubinetto che debba sapersi chiudere alle immoralità della becera politica, esigenze territoriali differenti con soluzioni differenti, dentro un contesto di rispetto per tradizioni e cultura, una copertura regionale di contrattazione nel mondo del lavoro senza prescindere dalla realtà sociale di modesti lavoratori che ambiscono ad una decorosa e modesta crescita economica personale e sociale, insomma un Federalismo popolano che sappia prendersi il potere di controllare la classe dirigente e premiare quella classe politica che rispetta la dignità di un popolo.

Consentitemi da ignorante e parte del popolo di affermare che questo Federalismo, qualora lo raggiungessimo, sarebbe una già grande vittoria per il popolo.

 

 10 Gennaio 2008          by John Skid



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