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lavoro pubblicato giovedì 6 dicembre 2007
ultima lettura sabato 10 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il bassista dei "Boney M"

di fratellino. Letto 1817 volte. Dallo scaffale Storia

"Affare fatto!" esclamò l'Arabo e accese il sigaro che aveva tenuto tra le labbra per tutta la notte. Dopo ore di trattative s...

 

"Affare fatto!" esclamò l'Arabo e accese il sigaro che aveva tenuto tra le labbra per tutta la notte. Dopo ore di trattative si era finalmente giunti ad un accordo. L'alba di una fredda giornata di ottobre salutò il piccolo accampamento nel deserto roccioso.

"Naturalmente..." disse l'Italiano, "il contratto si perfezionerà non appena avrò notizia che i due milioni di dollari saranno sul mio conto corrente in Svizzera."

"Naturalmente" rispose sornione il ricco Arabo.

Dopo mezz'ora appena l'Italiano ricevette una chiamata al suo telefono satellitare: "Tutto a posto?".

"Si", rispose una voce dall'altro capo del mondo.

"Bene!" disse lanciando un mazzo di chiavi all'Arabo, "sei stato di parola".

Il principe arabo gli si avvicinò e con quel sorriso melenso, da commerciante disse, accennando alle quaranta guardie del corpo armate fino ai denti: "Perché rubare, quando è così semplice pagare?". Un brivido, certamente non di freddo, scosse l'Italiano.

Un afgano, dal caratteristico copricapo, si avvicinò all'Arabo porgendogli una Beretta calibro 9 lungo col calcio finemente lavorato in madreperla. La rifiutò con un sorriso sulle labbra, sussurrando qualcosa e stringendogli delicatamente la testa tra le mani. Accettò invece il pugnale offertogli da un nobile yemenita dalla barba bianchissima e dallo sguardo malinconico. Quell'oggetto era un'opera d'arte nel suo genere, dal valore inestimabile per via delle numerose gemme incastonate nel manico. Di proprietà della più importante famiglia di Sana'a, veniva tramandato di padre in figlio da tempo immemorabile. Al corrente della sorte che lo attendeva, il vecchio yemenita lo stava sottraendo al peggiore degli insulti: finire nelle mani degli infedeli.

Tra le urla dei suoi uomini l'Arabo gettò il sigaro, mise in moto e si allontanò a tutta velocità verso nord. Senza dire una parola i guerrieri raccolsero le armi e partirono nella direzione opposta.

L'Italiano raccattò il sigaro. Anche se ormai milionario, non poteva permettere che un sigaro di qualità andasse sprecato. Aspirò profondamente, sedette accanto al fuoco e restò in attesa nell'accampamento ormai deserto. L'eco dei primi colpi non si fece attendere molto; a qualche chilometro di distanza i quaranta "pretoriani" stavano vendendo cara la pelle, col chiaro intento di ritardare gli americani. Dopo qualche ora, la pattuglia avanzata della 101^ divisione aerotrasportata giunse all'accampamento.

Il tenente Davis parlò per qualche minuto con l'Italiano, poi prese il radiotelefono e contattò il Comando: "Savoy 8... Savoy 8, qui pattuglia Bravo cinque".

"Qui Savoy 8, parlate pure Bravo cinque"

"L'abbiamo mancato per poco il bastardo! E' in fuga verso nord a bordo di una Yamaha XT 600 blu, targata BA 175263 regolarmente vendutagli da un fottuto italiano...".

L'italiano lo interruppe attirando la sua attenzione. "Restate in linea savoy 8" e portando la cornetta sul petto chiese nervoso: "Cosa c'è?".

"Veramente si tratta di una yamaha XT600 E, è importante..." precisò.

Gli lanciò un'occhiata maligna: "Fuck you!" e riprendendo la comunicazione, continuò: "dice di essere qui per turismo... certo che lo tratteniamo, dove volete che vada?".

L'Italiano tirò fuori il suo pacchetto di MS e lo lanciò al tenente, attese che si accendesse una sigaretta e si avvicinò sussurrandogli qualcosa all'orecchio. Questi scosse lentamente la testa sorridendo e con un gesto richiamò l'addetto alle comunicazioni che prontamente gli porse la cornetta del radiotelefono: "Qui pattuglia Bravo cinque a Savoy 8... qualcuno laggiù sa dirmi come diavolo si chiama il fottuto bassista dei Boney M?".

Altopiano del Panshir, Afghanistan del nord, 28.10.2001

 "I'm crazy like a fool
What about it Daddy Cool..." e la giostra continua...

 



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