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lavoro pubblicato mercoledì 7 novembre 2007
ultima lettura lunedì 13 maggio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Attraverso la mia pelle...! (2)

di praxs. Letto 977 volte. Dallo scaffale Pulp

(...continua...) Ziggy stava appoggiato al banco bar del "D'EVIL'S", di sicuro il miglior locale nella zona N4 londinese. Per coloro che ancora vivev...

(...continua...) Ziggy stava appoggiato al banco bar del "D'EVIL'S", di sicuro il miglior locale nella zona N4 londinese. Per coloro che ancora vivevano con la fissa delle droghe,del sesso e della rock music,quello era il loro angolo di paradiso seminale. Al "D'EVIL'S" la musica dal vivo era una tradizione di vecchia data,anteguerra,ancor prima di tutto quel casino che era successo e continuava a succedere. Il palco stava giusto in mezzo al locale,era stato ricavato da una vecchia chiatta fluviale semidistrutta dalle radiazioni e dalle eiaculazioni clandestine,erano trascorsi infiniti anni da quando la masturbazione era stata dichiarata illegale per evitare mancanza di manodopera e soldati da mandare ad immolarsi per una qualsiasi causa. Le luci sul palco si spensero,un fascio monocromo di laser-light squarcio' in due il centro della vecchia chiatta. Ziggy fu centrato in pieno da una cascata di white-noise arginata da strobe-lights blu pallido,poi l'intero ambiente fu sopraffatto dal sample d'un urlo riverberato d'un cane incazzato. Simon diede il tempo sul suo drum-tank ed "A.D.Show" investi' tutti i presenti con le note iniziali della canzone "Time Bomb",un trattore sonico che Simon il batterista stentava a tenerne le redini. "Do ya think I'm crazy but I'm allright,I sleep all day 'cause I'm up all night,drinkin' and laughin' at the A.D.Show...",cosi' inizio' il primo brano ...! La voce del cantante,Joe,inizio' a terrorizzare la maggior parte degli avventori del "D'EVIL'S",i suoi muscoli e le sue corde vocali indemoniati distruggevano l'impatto indifferente che l'audience aveva miseramente tentato d'accennare. Il potenziale sonico della band strappava le urla alla pelle d'ogniuno la dentro. Joe era uno degli ultimi Rock'n'Roll Animals sopravvissuti alle tristi contaminazioni commerciali che stavano uccidendo quel che rimaneva della purezza delle sonorita' rock ed affini. Ziggy aveva un appuntamento con Alex,suo fratello di sangue e pusher,o dealer, di fiducia. Si conoscevano da una vita,forse di piu'. Avevano trascorso la loro infanzia nei sobborghi piu' poveri di Londra,una volta anch'essa ricca ed unita. Un infanzia come un rito d'iniziazione alla loro pura amicizia frastagliata di sesso,droghe e sonorita' incompatibili con le direttive dei governi che alienavano loro ed i loro simili. Ziggy ricordava ancora quando perse la propria verginita' tra le labbra marmoree ed il roseo didietro di Alex. Cose che si fanno quando nella puberta' gli ormoni iniziano a saltellare impazziti senza fare distinzioni di sesso. Ordino' una pinta di 'snakebite' ,meta' birra e meta' cider,con uno spruzzo di blackcurrant ed ando' a sedersi ad un tavolo in fondo al locale,che ora era gremitissimo,packed,affollato da una molteplice varieta' di bestie umane dai cromosomi indefiniti. Alcuni parlavano,altri ridevano o solamente annuivano,c'era chi beveva,chi ruttava,chi ascoltava la musica e chi ballava o scorreggiava. Tutti cercavano di migliorare i propri codici di vita sociale,eterni rimedi alla perenne noia. Nessuno faceva caso alla sua presenza ed anche Ziggy provava lo stesso sentimento,indifferente alle loro consumate maschere d'epidermide ingiallito e rugoso. Aspettare era un arte che gli faceva passare il buonumore,chiunque intorno a lui diventava una stupida entita' inzuppata di droghe,alcool,di cazzate o di un qualsiasi insulto alla propria natura,indubbiamente delle facce di merda. Gli sbagli degli Dei,i loro eterni sbagli. Liz'mangiacazzi' ando' a sedersi sulle sue ginocchia,scortata dalla sua stantia 'scimmia' da due grammi di Roba giornalieri. lei aveva trentasette anni ma ne dimostrava circa cinquanta,nella sua rapida giovinezza anche lei aveva conosciuto la bellezza. Ziggy la ricordava come un gran pezzo di figa,bellissima, che ogniuno di loro,ragazzini alle prime tossicita',si sarebbe scopata piu' che volentieri. Ora poteva considerarsi fortunata se riusciva a dar via un pezzetto di figa al giorno. la triste storia di chi si ritrova a dover convivere con la propria vagina trasformatasi nelle sembianze di un pozzo artesiano,slabbrata all'inverosimile da droghe ed infiniti cazzi,divorata da malattie statali ed ecclesiastiche. Liz fece scivolare i suoi boccoli platinati sulle spalle di Ziggy,baciando lascivamente entrambe le sue guance ed inizio' a massaggiargli il collo. Muoveva disperatamente le sue ruvide mani sulle spalle di Ziggy e poi giu' verso il petto,era molto piu' fastidioso che piacevole. "Liz,per favore...,hai delle mani che sembrano una grattuggia.Rilassati,vuoi un drink...ordina pure,offro Io...",le disse Ziggy tenendole le mani ed allontanandole dal proprio petto, intanto continuava a tenere d'occhio la porta d'ingresso del locale nella speranza che il prossimo a varcarla fosse propio Alex. Liz ordino' un doppio Bloody Mary senza sollevare il suo rotondo culetto dalle coscie di Ziggy. Sicuramente Liz sospettava il perche' dell'attesa di Ziggy al "D'EVIL'S" e Ziggy immagginava il perche' di quella improvvisa dolcezza nei suoi confronti. Istinti tossici,come le iene che fiutano il dolce odore della morte. (continua domani...)


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