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lavoro pubblicato domenica 21 ottobre 2007
ultima lettura venerdì 10 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Il Tribunale di Dio

di GianniDiNotoAscenzo. Letto 1463 volte. Dallo scaffale Filosofia

Il timore dell'eterno è il principiodella conoscenzaproverbi 1:7 E l'uomo cadde per mano dell'uomo, così come cade ogni uomo. Ed egli ...

Il timore dell'eterno è il principio

della conoscenza

proverbi 1:7

E l'uomo cadde per mano dell'uomo, così come cade ogni uomo.

Ed egli arrivò davanti alle porte della casa del giudizio e tutti ne avevan paura poiché era stato un mafioso e i mafiosi si sa, certe volte, incuton terrore anche dopo la morte. Tuttavia egli stesso stavolta aveva paura per sé perché sapeva che sarebbe stato giudicato secondo ragione e operato, e sapeva anche che con quel giudice non v'era corruzione possibile, così sedette cheto cheto al suo posto e attese il suo turno.

Ed egli vide i giudizi emessi contro chi v'era prima di lui e tremò dal terrore. Peccati che non erano nulla paragonati al suo venivano immantinente condannati alla Geenna, al supplizio eterno o in qualche luogo remoto di terrore e tormento, per l'eternità.

Molti ne vide uscire e tutti, condannati per colpe infinitamente più leggere di quelle che lui aveva commesse, piangevano, e piangevano lagrime e sangue. Ed egli pensò seriamente a pentirsi, ma sentì che non sarebbe servito. Così attese...

Passò un anno,poi due, poi cento, poi mille e sempre egli vedeva gente cader nella geenna: i suoi occhi si stancarono, i suoi sensi ( per quelli che poteva ancora avere) si stancarono, ma nessuno lo chiamò a giudizio.

Passarono altri mille anni ma egli, divorato dal terrore, non si mosse, cominciava a credere che la sua punizione consistesse proprio nel restar lì immobile in eterno, quando finalmente udì il suo nome. S'alzò di scatto e dopo che gli furono aperte le porte del tribunale celeste si gettò ai piedi del giudice supremo implorando perdono per tutti i misfatti commessi nella vita terrena.

"Perdono!" pianse a mani congiunte "tu sai che in realtà non volevo farlo... tu sai come giudicare secondo ragione..."

"Ah..."interruppe l'altro "Io non giudico nessuno... e poi tu sei stato un mafioso quindi per te c'è un trattamento speciale... vedi là" disse indicando col dito "quei santi? Sono appositamente scelti per giudicar casi simili al tuo... và... và da loro, loro ti giudicheranno non io mio figlio diletto che il te conosco pregi e difetti dalla nascita ad oggi e non potrei certo esser imparziale."

"Dunque..." disse il mafioso alzando timidamente la testa "su di noi ha sempre regnato il tuo voluto silenzio?"

"Secondo te, perché sarei Eterno?"

La frase rimbombò in ogni dove e tutti tacquero nella casa del giudizio, per sempre!



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