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lavoro pubblicato giovedì 20 settembre 2007
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

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Mio padre

di Giovanni Giuliano. Letto 4510 volte. Dallo scaffale Racconti

Jimmy cammina lungo il Viale Mellano a Fossano, ammira il fiume Stura, con i boschi circostanti. Il suo sguardo si perde nell’orizzonte: il susseguirs...

Jimmy cammina lungo il Viale Mellano a Fossano, ammira il fiume Stura, con i boschi circostanti. Il suo sguardo si perde nell’orizzonte: il susseguirsi del paesaggio indica sembianze misteriose, la vegetazione verde olivastro gli dà la carica per andare avanti. Di professione è amministratore delegato della Rossi Spa di Fossano: industria metalmeccanica che produce componenti per auto e moto. E’ l’una, la calura si fa sentire, egli tira fuori l’ultimo cd di Irene Grandi e inizia a ballare dolcemente ascoltando la sua cantante preferita. La musica dà tono alla sua faticosa vita. Dolce e melodica armonia. Il suo pensiero si posa su Daniela: la sua ragazza che l’ha lasciato due mesi fa, dopo un burrascoso viaggio a Cuba. Il loro era un amore flebile con pochi sentimenti: entrambi pensavano solo ai propri tornaconti personali. Gli amori platonici a volte nascondono emozioni glaciali. Egli inizia a correre provando emozioni mai sopite, le canzoni lo rendono felice apparentemente, anche se il suo stato di essere è torbido. Assume psicofarmaci per dimenticare le disavventure sentimentali. Sono le tredici e trenta: Jimmy rientra a casa nel suo appartamento in Viale Vallari sotto i moderni portici che danno una forma geometrica nuova ai palazzi costruiti negli anni settanta. Entra nell’appartamento e nota la porta dischiusa, si adagia ed entra nel salotto: una scena raccapricciante si presenta ai suoi occhi. Suo padre è riverso in una pozza di sangue: accoltellato. Compone il 112: subito accorrono i carabinieri per le indagini. Il tenente Cosmi Simona pone una serie di domande inquiete a Jimmy: “Dov’era?”- lui risponde “Sul Viale Mellano a camminare”. Le altre domande sono più incalzanti: “Aveva dei nemici suo padre?” – “Quale gente frequentava suo padre Michele?”. L’interrogatorio dura tre ore dopo il quale Jimmy viene congedato. Riemerge il passato burrascoso di Michele Rossi, noto industriale fossanese, con la vita costellata da diversi amori. Sfuggenti vissuti nella sua città. Nella caserma il tenente Cosmi interroga la moglie Simona: viene ripercorsa la vita sentimentale di Michele. Emergono quattro fiamme: Paola, Daniela, Mary e Rosanna. Paola fa la commercialista a Fossano: era l’amante di Michele, donna sulla quarantina che ama la bella vita, con la capigliatura rosso fuoco. E’ dolce, sensibile anche se, a volte, perde tempo a rincorrere i suoi avversari che cercano di sbarrarle la strada. Viene contattata nel suo studio: un attico lussuoso in via Roma, le vengono poste delle domande alle quali ella risponde in modo sicuro e garbato. Ella non ama parlare della propria vita segreta. Si congeda fornendo un alibi sicuro confermando la sua presenza nell’ufficio nell’ora del delitto. Il suo collega avvalora la sua tesi esposta con emozione e dolore profondo per la morte di Michele. Erano tre mesi che essi non si vedevano: i litigi erano oramai stati messi da parte. Daniela è la vicina di casa di Michele, i sospetti cadono subito su di lei studentessa ventenne di Lettere che ama la poesia e la bella vita. Dalla sua ha un testamento che la riconosce come erede di un bel gruzzolo dell’impero finanziario di Michele. Durante l’interrogatorio Daniela pensa a rime e versi e risponde agli investigatori in modo vago. Non ha un alibi: è subito sospettata, gli esami dei RIS hanno trovato dei capelli biondi che sembrano incastrarla. Il movente sarebbe da ricercare in ambito complesso: la gelosia cieca e furiosa per Michele e il cospicuo gruzzolo che gli frutterebbe l’eredità. Il magistrato dispone l’arresto di Daniela Giacobini per omicidio: inizia la sua lunga battaglia per dimostrare la sua innocenza. A volte la giustizia è sommaria: si cercano capri espiatori da dare in pasto all’opinione pubblica. L’attenzione degli inquirenti si pose sui possibili complici, anche se Daniela dice di non avere compagni misteriosi. Rosanna e Mary hanno un alibi di ferro: erano a Cuneo dove lavoravano. Daniela viene portata nel carcere al Cerialdo a Cuneo: ella è innocente ma le frettolose indagini l’hanno fatta ritenere colpevole. Passa il tempo leggendo poesie e piangendo dalla disperazione per essere vittima di un marchingegno più grande di lei. I versi le danno la forza per lottare e continuare ad andare avanti, il terribile pasticcio che le è piombato addosso la rende disperata, a volte, rattristata. Jimmy piange, ma pensa che Daniela sia innocente, passa il tempo a camminare sul Viale Mellano , in preda ad attacchi di panico. Quello che gli è piombato addosso lo rende nervoso, irascibile. Anche lui cerca la verità per dare la caccia agli assassini di suo padre. Non pago delle indagini degli inquirenti ingaggia un detective per cercare di far luce sui nemici di suo padre o sulle persone, apparentemente, non visibili che Michele frequentava. Si ubriaca per dimenticare il presente e pensa a rifarsi una vita in qualche paradiso fiscale per cercare di sfuggire dalle tenebre quotidiane. Daniela passa il tempo a balbettare e piangere dalla disperazione. Le rime fanno da sottofondo: continua a urlare di essere innocente. I secondini avvertono il medico delle sue precarie condizioni psicofisiche. Continua a dire al suo avvocato di essere presente al momento del delitto nell’appartamento attiguo a quello di Michele, ma di essere stata impegnata a studiare per un difficile esame. Ma le indagini accurate del detective, sopportate da tante testimonianze di persone vicini alla vittima dell’assassino, prendono la pista della donna americana. Una donna misteriosa dall’accento straniero sarebbe stata vista aggirarsi per il Viale Vallauri nel lasso di tempo intercorso tra l’una e le due. Chi era la donna americana? Era la domanda che il detective si pose. Jimmy della vita di suo padre sapeva poco perché egli faceva soventi viaggi verso il mondo misterioso. Ammise che egli aveva un ranch negli Stati Uniti e delle case nelle più rinomate località turistiche, quindi le persone che frequentava erano le più disparate. I tabulati telefonici misero in evidenza numerose chiamate internazionali. La testimonianza di una donna che passeggiava vicino al luogo del delitto fu determinante per far ripartire le indagini da zero. Furono visitati tutti gli alberghi della provincia, ma della donna misteriosa non vi era traccia. Era stata descritta come una donna sulla trentina con i capelli castani. L’indagine durò parecchio tempo. Il caso fu riaperto: Daniela venne scarcerata dopo dieci giorni di galera. Da un bigliettoa aereo Milano-Detroit fu possibile risalire a Jenny O’Brian, donna manager americana. Ella era una donna che Michele aveva conosciuto in Venezuela, delle lettere furono miracolosamente trovate in casa del morto. Il diario segreto di Michele era di difficile comprensione ma l’accenno a Jenny fu determinante per il ritrovamento dell’assassina. Il movente sarebbe da ricercare nella gelosia e nella relazione che si era interrotta bruscamente poco tempo prima del delitto.


Commenti

pubblicato il 30/12/2007 22.38.11
ulisse45, ha scritto: Caro amico, mi spiace essere schietto, ma non ci siamo proprio. Cordialità, ulisse45.

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