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lavoro pubblicato giovedì 20 settembre 2007
ultima lettura lunedì 22 aprile 2019

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L'invasione

di Giovanni Giuliano. Letto 3954 volte. Dallo scaffale Racconti

Gli alieni, esseri dello spazio sconosciuto, hanno deciso di mandare altre persone a visionare la popolazione della terra. La Macchina che essi posseg...

Gli alieni, esseri dello spazio sconosciuto, hanno deciso di mandare altre persone a visionare la popolazione della terra. La Macchina che essi posseggono può far sì che individui della terra rapiti siano soggiogati al loro volere: il lavaggio del cervello li porta alla completa sottomissione fisica e psicologica. Manderanno nella Torino del 2030 due donne che avranno il compito di adescare gli uomini per poterli “testare geneticamente”. Il tutto per raccogliere preziose informazioni sugli esseri umani. La genetica e le scienze tecniche per gli alieni non hanno segreti: essi sono superiori in tutti i campi, eccetto quello dell’arte. Visionando le fotografie di Firenze la loro mente non riesce a sviluppare simmetrie che si innalzano nelle scene dei dipinti fatti dai geni fiorentini. Anche l’architettura fa loro pensare, che sono molto presi dalle scienze esatte e mostrano deficienze sotto l’aspetto artistico. Capire i metodi riproduttivi umani e il loro modo di pensare è fondamentale per pianificare un’eventuale invasione della terra. Anche se pianificare un’invasione necessita di calibrate motivazioni che debbono dare un tornaconto agli alieni. I minerali e le altre risorse del pianeta fanno loro gola: dallo spazio hanno fotografato tutto quello che la laboriosità della civiltà umana ha prodotto. Ma la loro progressiva espansione verso altri pianeti, di diversi sistemi solari, mette in evidenza il loro modo di ragionare volgare: loro non sanno cosa siano i sentimenti. La meccanica delle cose prende il sopravvento sull’etica. Gli alieni non sanno cosa sia l’amore: essi si riproducono brutalmente per dare continuità alla specie senza pensare ai legami affettivi che possono nascere tra gli esseri anche di diversi pianeti. Gli esseri rapiti vengono addestrati allo spionaggio e al raccoglimento di informazioni top secret utili alla difesa della terra. Infiltrare esseri soggiogati al loro volere è il perno della loro pianificata operazione d’invasione. Dopo aver studiato attentamente le rilevazioni scientifiche delle loro macchine spia hanno iniziato a redigere il piano di spionaggio e l’operazione cruciale dell’infiltramento nelle entità più importanti della terra. Loro hanno individuato due nazioni predominanti: Stati Uniti d’America e Russia. Queste due nazioni dispongono di missili con testate nucleari: impadronirsi dei loro segreti può essere fondamentale per annientare le difese della terra e far sì che le difese nucleari siano annientate in poco tempo. Predisporre un piano d’invasione è la cosa peculiare degli alieni. Ma adesso veniamo al piano di infiltrazione nella città di Torino: gli alieni avevano pensato di infiltrare nell’industria aerospaziale e nei luoghi chiave almeno una cinquantina di persone che avrebbero dovuto redigere una relazione dettagliata sulla situazione italiana. Era un giorno caldo d’aprile, Maria e Nadia stavano camminando lungo il Po, quando una vecchietta chiese loro un favore e le invitò a salire su di una barca di dimensioni piccole. Un marchingegno in mano alla vecchietta sprigionò energia che soggioga gli esseri umani della terra. Dopo essere state addormentate, Maria e Nadia furono portate in un casolare segreto a Moncalieri, dove gli alieni avevano una base: era tutto rinchiuso in un posto isolato. Gli alieni pensavano di riuscire a raccogliere informazioni sugli abitanti della terra in un lasso di tempo molto breve. Dopo essere state sottoposte all’operazione del lavaggio del cervello, le due malcapitate furono indottrinate alla teoria degli alieni, ma che cos’era questa nuova cultura aliena? Descrivere tutto in poche righe è impresa ardua. Gli alieni, da sempre in lite con gli abitanti delle altre galassie, erano in continua e perenne ricerca di nuove risorse mineralogiche da consumare per i propri usi. Una deficienza strutturale di persone che lavorassero e la scarsità di materie prime era una delle cause principale del mettere in piedi un piano d’invasione degli altri pianeti. Ma adesso veniamo a Maria e Nadia: due ragazze sulla trentina, bruna la prima con viso ovale e carnagione scura. Mora la seconda, con occhi azzurri e un bel fisico formoso che metteva in risalto un fisico tipicamente mediterraneo. Entrambe lavoravano in un centro di ricerca (punto nevralgico per gli alieni). Capire e comprendere al meglio le conoscenze degli italiani era fondamentale per calcolare con quali mezzi gli alieni avrebbero dovuto invadere la terra per riuscire facilmente a vincere e sconfiggere gli abitanti della terra. Sul loro luogo di lavoro, Maria e Nadia, soggiogate alla volontà degli alieni, iniziarono a reperire informazioni navigando sulla rete segreta aziendale. Entrambe lavoravano in un’azienda che produceva componenti per aeromobili. Senza destare sospetti iniziarono a salvare su cd informazioni riservate e sconosciute ai più. Le caratteristiche dei mezzi aerei erano oramai in loro possesso, la loro mente era stata condizionata dagli alieni grazie ad un’energia nuova che polarizzava il sistema nervoso centrale dell’individuo umano. A Moncalieri, nel casolare sperduto, gli alieni avevano cominciato ad esaminare dati top secret, che riguardavano le caratteristiche tecniche di un super aereo da combattimento. Il flusso del pensiero delle due donne era deviato verso una completa sottomissione agli alieni. In una stanza angusta: tre metri per quattro, dei fili metallici e delle rotelle che sembravano delle maniglie magnetiche che servivano a scaricare le informazioni che esse avevano immagazzinato. Dopo un po’ di tempo si ritrovarono legate e imbavagliate e capirono nel vedere questi individui misteriosi: alti un metro e trenta con due occhi e un viso dal quale pendevano dei fili metallici luccicanti di essere costrette a fare la loro volontà. Il loro pensiero si pose su quei macchinari misteriosi che, a loro parere, erano in grado di soggiogare gli esseri umani a esseri più dotati telepaticamente. Ad entrambe venne in mente l’idea di scappare, ma la superiorità fisica degli alieni era indiscutibile. Allora entrambe cercarono di raccogliere informazioni su quello che volevano gli invasori. Capirono quasi subito che la loro idea principale era quella di annientare le difese aeree della terra e di poter procedere rapidamente all’invasione, riducendo in schiavitù gli esseri di sana e robusta costituzione fisica. Maria provò a divincolarsi dalle catene, ma un rumore attirò l’attenzione di un alieno che le puntò contro un bastone che dava scariche elettriche di alto amperaggio che provocarono un dolore fitto alla testa della sventurata. Alle loro minacce verbali seguirono quelle fisiche: a questo punto entrambe capirono che per il loro bene era meglio demordere dall’idea di fuggire e di nascondersi in un luogo segreto. Il lunedì seguente, entrambe vennero di nuovo portate sulla macchina per il lavaggio del cervello e si dimenticarono di tutto quello che avevano pensato: l’effetto durava per 24 ore. Andate a lavorare tranquillamente continuarono a reperire informazioni sull’aereo da combattimento italiano. Entrambe possedevano una password segreta che consentiva loro di accedere ad informazioni top secret. Alla sera, quando rientrarono nel casolare gli alieni si fecero più insistenti minacciandole di morte se non fossero state in grado di portare informazioni più precise sul caccia che, secondo i loro calcoli, avrebbe potuto ostacolare l’invasione del pianeta. Ma il martedì qualcosa andò per storto: Nadia fu sorpresa ad intrufolarsi di nascosto nell’ufficio di uno dei responsabili della ricerca dell’azienda e portata in direzione le fu comunicato di essere stata licenziata per spionaggio industriale. Le domande degli inquirenti si fecero più incalzanti: il dottor Verri, direttore, voleva sapere per chi ella lavorasse e avvertì la Polizia, perché il materiale ritrovato nella sua borsetta era top secret. La telepatia e il lavaggio del cervello durò solo un’ora. Dunque una sfortuna per la malcapitata permetteva agli esseri umani di venire a conoscenza del piano segreto degli alieni di invadere la terra. Anche l’ufficio di Maria fu perquisito e anche qua in un cassetto fu ritrovata merce interessante per la concorrenza. Viste le perquisizioni, tutti pensarono ai russi, ma trascorse le 24 ore le due donne iniziarono a parlare del casolare e degli alieni: esseri alti un metro e trenta, dalle sembianze di extraterrestri. Le macchine che essi possedevano potevano rendere l’uomo schiavo per 24 ore. Da subito, gli inquirenti pensarono ad idiozie deliranti frutto della loro fantasia. Ma la loro insistenza e la precisione del descrivere i particolari li portò a compiere un sopralluogo nel famoso casolare isolato. L’arrivare improvviso di pattuglie della polizia fece scappare gli alieni, che dimenticarono una strana macchina o aggeggio dotato di cavi elettrici misteriosi e di maniglie dotate di sensori particolari. Portata ad analizzare alla NASA, fu messa in luce l’esistenza di materiali sconosciuti agli abitanti della terra, anche l’energia che faceva funzionare il marchingegno era misteriosa. Come avrebbero dovuto reagire gli italiani? Subito ne fu informato il governo che, incredulo, buttò giù un piano d’intervento top secret: la stampa doveva essere tenuta all’oscuro di tutto per non allarmare la popolazione. Era idea comune che la terra fosse vulnerabile dinnanzi ad un’invasione aliena, anche perché solo la descrizione delle due ragazze poteva fare luce sulla vicenda o intrigo che senza destare sospetti nell’opinione pubblica avrebbe permesso di stabilire una linea difensiva efficace. I Grandi della terra, in contatto perenne, pensarono subito alle difese aeree e alle armi nucleari da utilizzare contro le astronavi nemiche. Fu, subito, convocato un vertice tra le maggiori potente del pianeta per mettere appunto un piano globale di difesa. Gli eserciti della terra e le loro divisioni aeree sarebbero state in grado di resistere alle forze aliene? Quanti erano gli alieni? A tutte queste domande non fu possibile rispondere, anche perché gli elementi in loro possesso erano poca cos. Due brevi racconti di due ragazze impaurite erano gli indizi su cui lavorare. Sara e Nadia impaurite provarono, ancora una volta a descrivere quello che avevano visto e vissuto, ma il loro modo di esporre le cose pareva alquanto essere disorganico. I metalli dell’astronave erano, a loro, sconosciuti. L’unico indizio fu sul fatto che il metallo era di colore grigio lucente che, a volte, scompariva nell’aria. Quindi questi pochi indizi furono in grado di mettere in evidenza il fatto che doveva trattarsi di materiali più avanzati e di molto di quelli in possesso del genere umano. E i raggi misteriosi potevano abbattere gli aerei terrestri? Forse sì! I grandi del pianeta pianificarono la difesa: furono individuate località segrete dove predisporre forze militari fedelissime per la resistenza alla probabile invasione aliena. Le due ragazze parlarono del fatto che gli ominidi avevano fatto vedere foto che mettevano in evidenza gravi problemi per il loro pianeta: Andromeda. L’inquinamento ambientale e la scarsità di materie prime erano, forse, la causa principale dei loro spostamenti nello spazio alla ricerca di nuovi pianeti da sfruttare e colonizzare. Le forze della terra sarebbero state in grado, seppur la loro litigiosità, a predisporre un’efficace azione di contrasto all’agognata invasione aliena? Domanda alquanto misteriosa che mette in luce scarsità di elementi e indizi di causa.


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