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lavoro pubblicato venerdì 14 settembre 2007
ultima lettura lunedì 2 dicembre 2019

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L'OMINO DEL NORD

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 1463 volte. Dallo scaffale Fiabe

L’OMINO DEL NORD L’omino del nord veniva dal freddo dei giorni , veniva dai monti dai paesi pieni di neve si mise in viaggio portando con ...

L’OMINO DEL NORD L’omino del nord veniva dal freddo dei giorni , veniva dai monti dai paesi pieni di neve si mise in viaggio portando con sé un sacco di dubbi , incertezze una sottile tristezza che si notava appena arrampicarsi lungo il labbro inferiore creando cosi una smorfia perenne di compassione per se stesso . Inseguendo un suo pensiero felice arrivò così lontano da non credere a suoi occhi. Vi giunse un bel mattino in una lontana terra del sud ad ovest del cuore alla ricerca d’ un sentimento , d’ una intuizione d’una nuova filosofia di vita , d’un sorriso da regalare a tutti i bambini del mondo. L’omino del nord piccolo e goffo generato in una grande fabbrica figlio d’un operaio e d’una operaia ,perseguitati da un caporeparto dispotico che non amava il colore della loro pelle . Padre a sua volta d’un sogno chiamato benessere ,progresso modernità . L’omino del nord era così piccolo che il vento lo condusse con sé verso il sud in braccio facendolo volare su boschi e pianure su città e paesi . Gioioso si lasciò andare al suo istinto e ascoltando la canzone delle onde che chete ,allegre spensierate lo portarono aldilà di quella storia che lui aveva un giorno immaginata. Trovò così un paradiso un luogo ameno senza nome lui piccolo e indifeso nero e sporco di fuliggine intossicato dallo smog ,stressato fino all’inverosimile , quando si trovò di fronte al mare lasciò cadere per terra il suo grigio impermeabile e corse a più non posso come non mai nella sua vita verso quelle acque limpide e celeste . L’omino cantò e si perse tra le onde, giocò con i pesci e le nubi, giocò con il sole si tuffò e rituffo in quella immensità si perse dentro di sé, dentro i suoi desideri segreti. Nuotando contro quelle correnti marine contro l’avversa sorte contro le burrascose onde del mare spumeggianti e bianche gli sembrò ritrovare tante cose perdute ,emozioni sepolte ,libertà mai assaporate ebbe la sensazione di essere per un attimo quello che aveva sempre sperato d’essere un uomo libero. Ballò sulla sabbia dorata , ballò sulla sedia a sdraio sugli ombrelloni . Da solo costruì un castello gigantesco fatto di sabbia e quando l’ebbe finito invitò il bagnino , la signorina in bikini , l’uomo con i baffi , la signora con il cagnolino , Il bambino con le palettine , il ragazzo con le cuffiette, chiunque incontrasse invitò ad entrare in quel suo castello . Scese così la notte in punta di piedi portando seco un sacco di passioni ,sonnambula vestita in camicia di seta vagando nell’universo illuminato dai fuochi dei falò delle spiagge . Scese leggera e con grazia a far innamorare chiunque fosse solo. La musica s’udiva all’ unisono con il canto delle onde del mare e l’omino del nord innanzi al cielo stellato divenne il signore d’un sogno grande come il mondo, grande come il cuore che gli batteva in quel suo piccolo petto e meditando sull’ amore che egli ora sentiva ardere in se non ebbe più paura d’essere ciò che era stato un tempo sconosciuto e solo . Non ebbe più paura di fallire ,di se stesso e degli altri ed una stellina lo prese per mano e lo condusse con lei nel cielo ridendo cantando in coro egli divenne una meteora con una lunga scia luminosa e sfrecciante in una calda notte d’estate sensuale e intrisa di tanti piccoli sogni.


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