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lavoro pubblicato giovedì 6 settembre 2007
ultima lettura martedì 23 aprile 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

quo vadis simo

di simo 75. Letto 2561 volte. Dallo scaffale Racconti

Rapito tra i rovi insidiosi di un antico altrove mi distacco dal disegno del mio corpo agonie festanti massacrano le quotidianità di uomini inquadra...

Rapito tra i rovi insidiosi di un antico altrove mi distacco dal disegno del mio corpo agonie festanti massacrano le quotidianità di uomini inquadrati.Come scorpione inferocito dal fuoco l'occhio del male avvelena l'insulsa pietà tutto si fa distacco sempre più lontano dal tempo e lo spazio non percepisco più le distanze che mi collegano all'esistere. Desistere la comprensione per cavalcare il denso sapore di luci primordiali un orto in seme non vale l'eterna bellezza di una foglia morta che magnificamente incoerente vaga tra i deliri d'autunno. Sguardi dilaniati da colori mancanti infrangono pianti apparenti nessun sogno nessuna realtà vale il lamento di rose spezzate dall'euforia del vento instabili foschie invadenti crismi abbagliano il gorgo furioso dell'illimitato desiderio strade costrette nell'astinenza di croci turbolente si perdono tra orgie di sabbia si perdono tra miraggi di sabbia .Sbava lussuria il sole malato di vita ride rabbioso il destino oltraggiando di dolore il quieto cammino


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