ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato sabato 1 settembre 2007
ultima lettura sabato 19 gennaio 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

vivere dietro le sbarre

di nine. Letto 3632 volte. Dallo scaffale Racconti

Fra poco dovrebbe passare l’uomo con il cilindro, sono le 9.07 ancora massimo un minuto e arriva, non ho dubbi. Ah eccolo in fondo alla strada, il pas...

Fra poco dovrebbe passare l’uomo con il cilindro, sono le 9.07 ancora massimo un minuto e arriva, non ho dubbi. Ah eccolo in fondo alla strada, il passo veloce e il respiro un po’ pesante, ha l’aria stanca come tutti i lunedì mattina. Si avvicina ancora un po’ e si ferma sotto la mia finestra, le 9.08, in perfetto orario, come sempre del resto. Eh sì da queste sbarre osservo tutto, potrei raccontare nei minimi dettagli ogni vostro movimento, raccontarvi i vostri stati d’animo, i vostri pensieri perché per me i vostri occhi riflettono la vostra anima. No, non vi preoccupate non sono un mago né sono pericoloso, mi definisco un attento osservatore, più perché ho tanto tempo libero che per passione, passo tutti i miei giorni a vedere cosa c’è al di là di queste sbarre e voi, che neppure sapete che esisto, mi tenete compagnia, date una pennellata di colore alle mie giornate. Il tipo con il cilindro è sempre più impaziente, continua a camminare avanti e indietro fissando l’orologio, sta aspettando il ragazzo spettinato ma è troppo presto, alle 9.19 se ne andrà sbuffando e imprecando contro quell’ “inguaribile ritardatario”. Alle 9.25 arriva il ragazzo, si fa tutta la strada di corsa sperando che il signore con il cilindro lo stia ancora aspettando ma quotidianamente la sua speranza si rivela vana, ecco è giunto sotto le mie sbarre, si guarda in giro, cerca il suo amico ma non ce n’è traccia; in tutti questi mesi non ha mai alzato gli occhi per chiedermi se l’avevo visto, non s’è nemmeno accorto di me eppure gli avrei potuto dire che se arriva dopo le 9.19 non troverà mai il signore col cilindro, quell’uomo è un orologio vivente, tutte le mattine attende 11 minuti e poi se ne va. Certo che è strano, cosa avranno mai in comune questi due da tentare di incontrarsi tutte le mattine! Va beh sono le 9.30 arriva la colazione, per qualche minuto abbandono la mia postazione, se non volete essere tracciati, affrettatevi e passate adesso sotto le mie sbarre…! Allora mi siete sfuggiti?! Beh in ogni caso tempo scaduto sono di nuovo qui in attesa del momento migliore della mia giornata, fra pochi minuti dovrebbe passare lei, se ha litigato con il suo fidanzato la vedo attraversare fra le 9.50 e le 10.00 se invece hanno fatto pace possono essere anche le 10.20, in questo caso è tutta trafelata perché rischia di arrivare in ritardo in ufficio. Percepisco il suo profumo prima che passi sotto la mia finestra, così ho il tempo di accostarmi il più possibile al muro per vederla in volto anche se per pochi secondi, il sorriso splendente e il passo fermo incrementano il suo fascino e quello sguardo sicuro di sé spaventa gli uomini giusto quel che serve a renderla ancor più interessante. Il figlio del meccanico dell’officina di fronte tutte le mattine rimane immobile qualche secondo a guardarla e da qualche settimana sembra sia intenzionato a rivolgerle la parola. Prima del suo passaggio lo vedo che cammina avanti e indietro nervosamente ripetendo a memoria un discorso preparato nei minimi dettagli, quando la vede in fondo alla via fa per attraversare ma poi si ferma impietrito in contemplazione. Uno di questi giorni vorrei urlare a questa divinità se può volgere il suo sguardo verso quel povero ragazzo così timido, ma non mi ascolterebbe. No, tutti voi, se parlo non mi ascoltate o fate finta di darmi ragione solo fin quando levo il disturbo, non è corretto comportarsi cosi… Verso l’1.30 vedo passare i ragazzi che tornano da scuola, mi diverto ad ascoltare i loro discorsi, se solo sapessero che qualcuno può sentirli abbasserebbero la voce per non far violare i loro segreti. C’è lo spaccone che si vanta di non aver paura di nessuno ma se vede un ragnetto inizia a urlare, ci sono due ragazzi che si amano ma non hanno il coraggio di dirselo, c’è una ragazzina che non vorrebbe mai andare a casa e cerca di convincere gli amici a restare fuori, molti passano con gli auricolari nelle orecchie ignorando chi gli sta affianco. Nessuno di loro mi ha mai notato eppure io sono sempre qui, pronto a salutarli dalle mie finestre se soltanto loro volessero. Poi verso le 4 passa la signora cattiva e allora mi abbasso e mi nascondo affinché non mi veda e non sgridi il suo bambino perché mi saluta, sono le uniche due persone con cui ho avuto un contatto, l’unica dimostrazione che non sono diventato un’ombra. Un pomeriggio questo bimbo con i capelli dorati e un suo amichetto stavano giocando a tirarsi una pallina da tennis e sbagliando un tiro la pallina è finita nella mia stanza allora l’ho presa, mi sono affacciato da dietro le sbarre, gli ho sorriso e gli ho restituito l’amato gioco. Non l’avessi mai fatto la madre ha iniziato a gridarmi di sparire e ha ordinato ai bimbi di non parlare mai con chiunque compaia da queste finestre perché sono persone cattive che vogliono fare solo del male. Ho cercato di spiegarle che non è vero, che io amo i bambini, che adoravo mio figlio e che ancora oggi non mi perdono la sua morte anche se non potevo evitarla ma certi pregiudizi non si cambiano. Mi hanno chiuso qui dentro da quando ho chiesto qualche giorno di ferie da trascorrere con mio figlio; tutti mi hanno detto che lui era morto da due anni (come se non lo sapessi) e che quindi la mia richiesta era insensata, nessuno mi ha lasciato spiegare che mio figlio lo rivedo in tutti i bambini, che volevo aiutare un istituto di accoglienza per orfani. Quando mi hanno negato questa possibilità ho abbandonato il lavoro e trascorso le mie giornate fuori dai cancelli della scuola facendo giochini per far ridere i bambini, regalando loro delle caramelle, a qualcuno ho chiesto se gli sarebbe piaciuto essere mio figlio, ma le madri avevano paura glieli portassi via e così mi hanno fatto rinchiudere. Sono ormai tre anni che sto dietro queste sbarre, un pazzo è condannato a vita, io vi servo per definirvi normali e invece di ringraziarmi non mi degnate neppure di uno sguardo quando passate sotto la mia finestra, non sapete nemmeno che esisto, ma io so tutto di voi…


Commenti

pubblicato il 29/09/2007 13.45.35
Franco G, ha scritto: Interessante vedere come stare dietro le sbarre sia un tema coinvolgente che lascia spazio alla fantasia e alla creatività. Mi è piaciuto molto!

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: