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lavoro pubblicato domenica 5 agosto 2007
ultima lettura martedì 23 aprile 2019

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500

di Matteo Bertoncello Brotto . Letto 3579 volte. Dallo scaffale Racconti

CINQUECENTO Ultimamente si è molto sentito parlare del ritorno di un mito, immagini accattivanti, velato mistero, foto retrò per celebrare un ann...

CINQUECENTO Ultimamente si è molto sentito parlare del ritorno di un mito, immagini accattivanti, velato mistero, foto retrò per celebrare un anniversario e un battesimo nello stesso momento…. Mi sono chiesto se sono un cinquecentista e, soprattutto che cosa significa esserlo. Io credo che essere cinquecentista presupponga si essere possessore di quella macchina popolare voluta da Mussolini ormai 50 anni or sono, ma soprattutto presupponga portare dietro un pezzo di storia ed incrementarla giorno dopo giorno. Sono possessore di una Fiat 500L del maggio 1970, macchina inizialmente di proprietà di uno dei fratelli di mia mamma. Mio nonno morì quando mia madre (la più grande dei figli) aveva 11 anni; non essendo di origini ricche mia nonna dovette fare i salti mortali per crescere quattro figli. La nostra storia con la 500 si apre quando mio zio ricevette la chiamata per la visita di leva, quando c’era chi si toglieva i denti per stare a casa. Mia nonna gli promise che se lo lasciavano a casa gli avrebbe comprato la macchina, e così fu. Era blu scuro, immaginatela col cofano aperto, l’antenna lunga, ruote larghe e balestre rigide e attaccato dietro un poster con una ragazza non molto castigata, l’antifurto ed una tromba tipo Generale Lee. Con quella macchina mio zio ha arato campi, andava a manetta in montagna con gli amici (rimettendoci quasi sempre le balestre rigide), si è imboscato con donne e via. C’era l’autoradio si, ma di quelli tipo radiosveglia da camera in plasticone bianco, ma era sufficiente eccome. Poi viene il passaggio di consegna, il secondo fratello, di carattere diverso, più nervosetto, e quando andava in balera (ho ancora su una figurina dell’Acquarius club di Campodarsego) e lo lasciava a piedi, non credo fosse così amore a prima vista. Ci fu quindi subito il passaggio di consegna al terzo fratello, ma qui non ho mai sentito aneddoti eclatanti. Questo non è riuscito a scapolare il militare, e quando doveva correre a prendere il treno per tornare in caserma serviva un accompagnatore. I due fratelli più grandi erano sempre in giro, quindi ci fu il passaggio di consegne a mia mamma. Su e giù per stradine a riprendere mano con la guida e via, la macchina divenne sua. Tracce sulla carrozzeria, quando un tizio uscì da uno stop sfracellandosi contro mamma e nonna e passando dalla parte della ragione perché tutti e due avevano la stessa assicurazione ma lui era amico del titolare, eran altri tempi ma probabilmente pure oggi non è cambiato nulla. La storia degli incidenti si riverbera sulla mia pelle e la mia storia, ma procediamo con calma; la 500 la sento sulla mia pelle, all’inizio scottava ora ci sta dentro. Andavo su e giù per il giardino a sedici, diciassette anni, poi con la patente non l’usai molto perché la doppietta non è un gioco da ragazzi, ma la necessità fa virtù, e un cambio d’abitazione mi ha obbligato a provare spostarmi con lei. Tanti dritti e grattate, tanti insulti perché la mia generazione ha bisogno di essere omologata, serve la macchina che corre, assettata, assetata di fama e glamour e una vecchia scatoletta non da questo. La 500 era il freno per la “normalità” se Dio voleva si fosse rotta avrei avuto pure io una macchina come gli altri, e allora accellerate, curve fatte da cani nella speranza andasse, ma non fu così mai. Amore ed odio, questo era con una preferenza accentuata per il secondo. Tutti ti dicono che ti invidiano perché hai la macchina più bella di tutti “ah se l’avessi io” ma non si sarebbero mai fatti vedere da una ragazza con quella macchinetta ne sarebbero mai usciti un sabato sera…si fa sempre presto a parlare! Inconsciamente si stava legando a me, partendo dal colore, l’ho scelto io l’attuale, un blu elettrico molto particolare, non ne ho ancora trovata nessuna in giro con la mia tonalità, e me ne vanto! Poi gli specchietti California, i mitici specchietti dell’Abarth. Pensavo l’altro giorno prima di mettermi a scrivere anche all’importanza per il cuore che ha avuto, anche qui c’è stata anche se era sempre in garage e l’odiavo, scherzi del destino! Ho flashback di E. che è stata la mia prima attrazione e l’ho portata più volte a casa dalla biblioteca proprio in 500, a lei piaceva molto non si è mai fatta problemi. Ricordo C. il primo grande amore, non ci è mai salita, ci tenevo ad andar da lei con la macchina da festa, però le ho scritto una lettera dopo che mi ha mollato ed ero in tilt, e, fra le altre, pensando a tutte le cose che non avevamo ancora fatto le dicevo che non eravamo ancora andati via in 500. Anche M. mi ha visto in 500, lei che era figlia di un noto dottore, e pure molto vergognosa ma ci sono andato volutamente, anche se le ho risparmiato il giro, non avrebbe mai capito la bellezza di quella macchina. Dopo che avevo detto ad F. che mi piaceva davvero molto ci siam trovati a parlare e mi disse che non era reciproco…quel giorno ero li con la 500, e volevo proprio esserci con lei per dimostrarle chi ero, e l’ho pure portata fare un giro, lo ricordo ancora quel giro come fosse ieri, dovevo pure fargliela provare ma il parcheggio dove siam andati era particolarmente pieno di spettatori e non è andata. Qui ritorna pure la storia degli incidenti…era qualche giorno prima della mia laurea, un giorno speciale. Avevo finito l’ultimo esame, avevo in macchina le copie della tesi e il giorno dopo avrei saputo la data dell’evento…canticchiavo dalle parti di Arsego tornando a casa da Padova, mi sarei fermato a salutare nonna, ma una Smart orribile verde vomito ha saltato uno stop e le sono entrato dentro. Ho distrutto il davanti fin quasi alla ruota; ero in ragione totale, ma siccome è una macchina vecchia non mi sono neanche pagato tutte le spese…viva l’Italia e i suoi paradossi!!!! Ho cambiato molto la mia visione da quella volta; fondamentalmente non mi fregava niente di me, ma ero disperato per come quella piccola macchina era ridotta, pensare che se fosse successo qualche anno prima avrei festeggiato. Per quasi un anno non l’ho guidata, mi sono comprato con tanti sacrifici una macchina mia e la 500 è stata ferma in un angolo, poi ho sentito il bisogno di guidarla e l’ho risentita totalmente mia… Ho deciso di personalizzarla ed andare ai raduni per viverla al massimo, sono modifiche semplici ma ne vado orgoglioso. Ho preso un volante sportivo, non di quelli piccolissimi da kart, ma uno più grande, poi ho montato uno scarico doppio originale per Cinquecento L, me l’hanno spacciato come quello che si nota meno, in verità fa un rumore assurdo, quindi ho fatto una modifica facendoci inserire un silenziatore…quello scarico e il volante l’ho montato io con mio padre, tutto in famiglia. Per finire l’ultima scelta è andata sul cofano motore, ho la marmitta che scalda un sacco quindi lo tengo aperto, ma non come le Abarth, ma al contrario con il suo gancio originale, come era all’inizio, è una scelta mia alla fine ho sempre amato il retrò…. Non voglio trarre conclusioni, ma credo che da queste righe si possa capire che cosa significa per me quella scatoletta che ho


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