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lavoro pubblicato domenica 22 luglio 2007
ultima lettura giovedì 22 agosto 2019

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L’eroe che in me si cela balzò

di gregnapola. Letto 725 volte. Dallo scaffale Umoristici

Calavano tenebre sudaticce in sordidi rigagnoli di grasso. Il cervello, tra il ‘discinto’ e ‘all’ammasso’, palesava dal cranio le sue cicce. I...

Calavano tenebre sudaticce in sordidi rigagnoli di grasso. Il cervello, tra il ‘discinto’ e ‘all’ammasso’, palesava dal cranio le sue cicce. I neuroni pressati dal cogito sudavan sotto ascella come becchi; eppure, quasi fosser Yuri Checchi, balzàvan dal còmpromesso al rògito. Pensare s’era fatto impensabile Vietato era il pensiero. Punto e a capo. Fossi stato tu fuori come Lapo demtro restavi un pirla impeccabile Sguazzavano i ricordi nel sudore. Saigon era al confronto un fico secco. Fabrizio e l’ Angiolieri un solo Cecco(*) anarchici d’identico furore. Il sangue mi bolliva nelle vene 40 gradi segnava il mercurio Vedevo le due Kessler con Don Lurio ma era solo l’entourage del mio pene. Capii ch’ era il momento dell’azione L’eroe che in me si cela balzò in piedi urlando: “So che fare! che ti credi?|! Un click! – e l’aria fresca entrò in azione. (*) http://www.filosofico.net/poesiacecco8732135.htm http://www.zenlyrics.com/Fabrizio%20De%20Andre/S'i'+Fosse+Foco+%5BDa+Un+Sonetto+Di+Cecco+Angiolieri/showlyric/searchid/46872/


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