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lavoro pubblicato sabato 21 luglio 2007
ultima lettura lunedì 23 novembre 2020

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Skills

di Tamara Rufo. Letto 1498 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Ha deciso di prendere provvedimenti, i problemi del mondo non si risolvono restando seduti in poltrona. Claudio lo sa, il progetto è ambizioso, magar...

Ha deciso di prendere provvedimenti, i problemi del mondo non si risolvono restando seduti in poltrona. Claudio lo sa, il progetto è ambizioso, magari avrà bisogno di una mano, si inchinerà e striscerà di fronte al suo capo se necessario, ma è arrivata l’ora di finirla. Sua moglie starà guardando la televisione come tutte le mattine, mangerà qui e là e si metterà a stirare, passando la giornata tra una visita alla madre e l’acquisto di qualche vestito, fino ad accumulare il biasimo che riverserà su di lui quando arriverà tardi a cena questa sera. Un quadro che a pensarci gli incrina i lati della bocca, veritiero da richiedergli ancora dodici sedute dall’analista. La situazione è intollerabile, l’importante è agire con cautela, tra una giornata e l’altra, senza niente che lasci presagire il cambiamento elaborato: ancora mangiare, parlare, lavorare, mangiare di nuovo e andare a dormire; persino i rapporti sessuali con sua moglie rimangono gli stessi, di modo che nemmeno chi lo conosce si accorge che qualcosa è diverso. Claudio ha assunto questa decisione in piena coscienza, con l’involontario aiuto del capo – un ingegnere elettronico conosciuto in tutto il mondo – ha progettato la meraviglia della tecnologia moderna, la più grande speranza di liberazione individuale dall’oppressione del letto matrimoniale, degli appuntamenti da rispettare, dei figli da istruire, dello stesso capo che esige puntualità e spirito creativo. Lo stesso capo che ora gli permette di agire al sicuro, sollevandolo da ogni responsabilità, ricambiandone l’eccitazione che prova, dello stesso capo che non sa nulla delle sue intenzioni e che, come d’abitudine, non si accerta di lui se non che sappia fare quello che fa, tanto è interessato al risultato. “Lavorare per obiettivi” gli ha insegnato. Claudio lavora da mesi al suo progetto non pensando ad altro. Ha preso i suoi vestiti dall’armadio, si è diretto in bagno e in ogni angolo della casa ed ha filmato tutto, anche sua moglie mentre si vestiva. La procedura è completata, ogni dato necessario è stato raccolto, la duplicazione finalmente ha avuto inizio. Claudio si sente surriscaldare quando finalmente arriva il gran giorno. Perché non dovrebbe approfittarne, si domanda? Non credeva che avrebbe funzionato e invece, male che vada si ripete adesso, male che vada sarà un esperimento. Eccolo dunque: il fantoccio, modello Claudio – unique. È pronto. Funzionalità fisica eccellente, capacità di recupero muscolare paragonabile alla propria, lui stesso impiega qualche istante per capire: chi dei due è il vero robot? (4 mesi dopo) Come ogni mattina la segretaria apre la posta non appena arriva in ufficio e legge: Nota n. D056 del 09.07.2227, J. D. Eyesmen, Presidente della Fanta-EyeConstruction, esige in oleo-conferenza l’immediata presenza di ogni F-Director subindicato. … “ Signori, il Presidente si alza in piedi ed ingombrante nella sua tuta a cinquanta chilometri di altezza dalla base di controllo comincia a parlare, durante questo viaggio d’affari ho avuto la conferma che la Fanta-EyeConstruction è la più immensa multinazionale al mondo, solida sul mercato che essa stessa alimenta e rifornisce, a partire dal più piccolo metro cubo di volume aggiuntivo che l’atmosfera abbisogna al più preciso corpo di manovra bilanciante la velocità e la rotazione terrestre, non esistono irregolarità, la licenza all’immissione di ogni prototipo – compreso il modello “di identità”, è limitata all’interno delle comunità ai finanziatori dei singoli appalti ed è sotto la loro diretta responsabilità. Per le motivazioni che voi tutti conoscete, gli addetti ai lavori ogni giorno si recano agli stabilimenti e ai laboratori senza avere conoscenza dei dettagli e dello stadio di sviluppo. Ma…, Eyesmen si blocca un istante, rimane immobile cercando di ristabilire il proprio equilibrio emotivo, tutto questo potrebbe finire oggi. L’ologramma sussulta, piccoli e micro-impulsi alterano il campo elettrico, l’immagine perde la sua transitorietà e flette. Eyesmen tenta movimenti prudenti, non vuole allarmismi, ma la sua proiezione a distanza muove avanti e indietro testimoniando il livello raggiunto dalla preoccupazione. I prototipi, continua a parlare, come sapete, svolgono la loro abituale attività ascoltando messaggi registrati e compiendo azioni prefissate grazie ad un sofisticato nucleo centrale che comunica al sistema operativo di riferimento quali sono le mansioni – da previsione – di volta in volta da attuare. Una segretaria, ad esempio, è programmata in modo tale che al mattino è già stanca e non vede l’ora di ritornare a casa. Riceve un segnale che la spinge a quella che chiamiamo “normalizzazione”: cucina, lava, sistema, controlla i suoi piccoli e quindi implicitamente verifica se il loro sistema è funzionante; come ogni “vera” donna ha le sue differenze e le sue contraddizioni, ha i suoi appetiti. È una macchina, prototipo tipo – Da Casa. Una fantoccia che cammina tranquilla, con passo calmo e dosato, programmata per non preoccuparsi di nulla se non di ciò che da lei ci si aspetta. Ora Signori…, un improvviso sbalzo di tensione nel ricordo dell’esperienza crea una momentanea pressurizzazione dell’immagine, un’assenza di gravità che muove l’uomo in maniera più rapida del normale e anche la voce arriva più veloce, sfalsata, il vecch…Franco Gis…ctor di questa segretaria, rimpiazzato …ni mesi fa per un incresc… ha visto perire l’uomo in un incidente imbarazzante… – qualche minuto e il monitor raggiunge da solo la nuova frequenza senza che sia necessario intervenire – sapete che il sistema di imprinting del modello in sostituzione era programmato secondo l’ultimo diagramma di impulso in termini di preparazione tecnico-scientifica e di capacità di interazione inter-personale. Ora, il sistema suddetto ha dimostrato di non essere affatto definito, un’imprevedibile devianza è sorta all’improvviso: il fantoccio a partire da un momento a noi sconosciuto, ha iniziato ad operare scelte di testa propria mostrando lo sviluppo refrattario di una coscienza alternativa, divergente da quella di cui era stato fornito. L’assenza di alterazioni era soltanto apparente: lo sviluppo sensoriale e meccanico non è più inibito alla ribellione. Signori, siamo di fronte a scale di apprendimento complesse. Il fantoccio una sera è rientrato a casa dalla moglie e, con sorprendente apprensione, senza informare nessuno, ha fatto il possibile ed ha avuto successo, si è sostituito con un altro fantoccio di sua fabbricazione. Il prototipo uomo tipo – Da Casa vaga senza controllo chissà dove, completamente ignaro della propria condizione di essere vivente artificiale. Spero…, il Presidente agita le pupille disperatamente, l’inconscio conservativo dei suoi subordinati si risveglia, lo stato di latente preoccupazione viene allarmato, spero capiate quale danno una simile falla possa causare all’intera organizzazione: mi aspetto un provvedimento immediato e, chiaramente, in completa riservatezza...” 50 anni dopo. Sulla targa di un circuito integrato è riportato: “Al Padre Fondatore, prototipo renitente cui si deve l’estinzione dell’anomalia umana e della sua duplicazione estesa, proprietario nel sistema di memoria della specifica tabella di skills idonee alla creazione del prodotto.”


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