Il sole come ogni anno
crede di aver vinto
sul mio cervello che a giugno
minaccia lo squaglio
e le poche ombre ridono
per il benservito a indicar...
Il sole come ogni anno
crede di aver vinto
sul mio cervello che a giugno
minaccia lo squaglio
e le poche ombre ridono
per il benservito a indicarmi
l'arruolamento verso l'inferno dei vivi
ma come sempre è sul filo del baratro
che mi esplode il vulcano di rabbia
addormentato nello stomaco
allora prendo a calci in culo
le emozioni fasulle che tergiversano
sulle incertezze e i carboni ardenti
dissemitati selciato per il rituale
a metà tra infanzia e pasto del tempo,
saltellare in equilibrio
su una sola gamba mentre l'altra
piegata a grilletto
pronta a sparare le idiozie,
sfregiare le maschere di certi amori
di vergini che nell'ipocrisia offendono
le troie in lamento di metterci la faccia
e a muso duro respingono giudizi
-E' la stagione dei dolori per bruciare le ferite,
fermare i ricordi nel gioco coi bisturi
sulla carne viva
-Anche i demoni perversi all'insaputa regalano
qualche vantaggio come arrostire
il tarlo dei tormenti e nel beneficio
la dannazione sulla tavola del mare
senza vento veleggia con lo sbuffo
dei respiri di sollievo
-All'inferno il paradiso è una sosta
tra un male che muore e uno che rinasce
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Da:Pensieri Alternativi
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