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lavoro pubblicato venerdì 1 giugno 2007
ultima lettura martedì 21 maggio 2019

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LA FANTASTICA FAVELLA

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 1357 volte. Dallo scaffale Fiabe

LA FANTASTICA FAVELLA Fantasia d’un sogno dalla lingua rosa ovvero le faville della favola bella Apparvero loro lingue come di fuoco ...

LA FANTASTICA FAVELLA Fantasia d’un sogno dalla lingua rosa ovvero le faville della favola bella Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. Dolce aria intrisa di estive fantasie rincorse per i prati bagnati dalla brina turchina ove il contadino Tonino coltiva cavolfiori altre magiche verdure capace di guarire da ogni male ed di far parlare chiunque in qualsiasi lingua si voglia. Ad ognuno che incontra dice entusiasta: Le mie verdure hanno poteri non comuni ,basta mangiarne un po’ per divenire assai sapienti. Guariscono da ogni male sa , fanno parlare e comprendere popoli diversi per questo me ne fanno gran richiesta da ogni parte del mondo. Special modo i governanti e gli ambasciatori ,i professori , ed i capitan d’industria e tanta altra gente comune in cerca d’un anima gemella. Coltivo quest’ orto un tempo coltivato da mio padre e dal padre di mio padre da generazioni ormai coltiviamo verdure magiche capace di far parlare i muti e di compiere qualunque miracoli si desideri . Prego signori entrate senza timore nel mio mondo fatato vi farò regalo d’ogni cosa voi cercate. Troverete cavolfiori giganti dove tra le sue foglie si nasconde avvolte lo gnomo birichino dal berretto rosso e dal naso a peperoncino dal carattere arcigno dispettoso invero crudele capace d’ ogni cattiveria come nel tirare la coda ad ogni gatto che gli passa vicino. Quest’ ultimo saltando fuori dal suo nascondiglio replica : Non state a credere quel matto del contadino Tonino le sue erbe sono amare e non sanno di nulla guardate come mi hanno ridotto uno scherzo di madre natura trasformato in un orribile gnomo malvagio ,un tempo ero alto è forte avevo una moglie e dei figli , dal giorno in cui desiderai di diventare migliore e di mangiare quelle maledette erbe del contadino Tonino così son diventato . Forse è meglio voltare pagina . Giorni di primavera la macchina Giannina dopo aver fatto stamattina benzina vicino al mare è rimasta lì per ore incantata a guardare le onde del mare andare e ritornare poi in un pensiero e divenuta un gabbiano ha volato sul mare attraverso i suoi ricordi di fanciulla ha cavalcato le onde passando sopra la testa dei pesci dalla grandi mascelle pronti ad ingoiare e masticare i branchi di pesciolini sperduti , battaglioni di cavallucci marini ,cose e sensazioni . Il vecchio faro sul promontorio dalla lunga barba bianca scrutando l’orizzonte ha compreso ogni cosa ed ha visto tutto , lui che conosce ogni vascello che passa di lì sempre entusiasta anche nell’età avanzata saluta ancora illuminandosi sbattendo le finestre ciglia arrossendo talvolta nel veder rispondere a quel suo batticuore con un grazioso suono la signorina sirena a bordo della nave nel lento suo passaggio. Quanti anni ho non ricordo più forse secoli ,millenni, ammiro il mare mutare aspetto forma, regalarmi momenti meravigliosi . Sono qui da secoli a guardia delle coste , non ho mai chiesto nulla in cambio ,tranne essere salutato dalle navi al loro passaggio . In questo vecchio faro un tempo soggiornava un meditabondo guardiano sapeva dipingere e suonare scrivere stornelli lì sembra tra quelle mura egli crebbe e imparò ad amare. Ora lui riposa in quel piccolo giardino ai piedi del faro all’ombra d’una croce sotto i rami della signora quercia orbo d’un occhio dove le comare cornacchie ed passeri si ritrovano a giocare a scopone e a briscola a raccontare aneddoti avventure e sfortune : Sapete l’altro giorno dice comare cornacchia per poco un cacciatore non mi faceva secca . Ho sentito sfiorare le ali da un colpo di fucile la pallottola mi è passata vicino al becco ho avuto una tremenda paura , pensavo di dover morire da un momento all’altro poi gli spari son terminati ed io ho potuto di nuovo volare via a nascondermi dalla vista degli umani. Una bella paura poverina dice compare passero io sono invece divenuto amico d’un noto politico dopo una brutta avventura passata sul balcone di casa sua , lui mi salvò da una terribile tempesta , infreddolito e claudicante divenimmo ottimi amici. Oggi ogni qualvolta lo vado a trovare gli canto qualche dolce canzoncina lui mi fa trovare semi deliziosi perciò sé hai qualche problema con gli umani dillo a me che ne parlo a lui vedrai mette a posto ogni cosa senza chiedere nulla in cambio . Che fortuna aver trovato un benefattore simile risponde comare cornacchia . Lo puoi dire forte risponde compare passero. Così un po’ litigando un po’ raccontandosi bugie d’ogni genere passano giocando po’ di tempo insieme in lieta compagnia tutti gli animali che abitano lassù tra i rami della vecchia quercia illuminati dal santo spirito dell’ estate nel suo discendere in mezzo a noi.


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