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lavoro pubblicato lunedì 21 maggio 2007
ultima lettura sabato 16 marzo 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Il bacio (seconda parte)

di Kirby. Letto 1024 volte. Dallo scaffale Pulp

- Vado a prendermi un altro aperitivo. Dissi per congedarmi dal coglione. - Fai pure Ritornai dal piccolo cameriere per il bis, quando un paio di ma...

- Vado a prendermi un altro aperitivo. Dissi per congedarmi dal coglione. - Fai pure Ritornai dal piccolo cameriere per il bis, quando un paio di mani coprirono i miei occhi. Uso le mie mani per sondare le sue: dita lunghe, unghie appuntite, un paio d’anelli, fredda pelle. Feci uno sbuffo, tolsi le mani che mi coprivano il volto. Era Erika, che guardandomi negli occhi sorride ed emette un timido “ciao” a bassa voce. Strinsi le mie mani intorno alla sua vita e ci baciammo. - Come stai? Domando lei. - Bene, bene. Hai già salutato il tuo caro Vincent? - Dai, non essere geloso. Rispose lei passandomi una mano sulla guancia – Per me ci sei solo tu. I suoi capelli castani erano ancora più lunghi di quando l’avevo conosciuta, ora arrivavano alla vita. - Vuoi un aperitivo? Offre Vincent… Mentre il giovane cameriere porgeva il bicchiere ad Erika, lei esclamò: “ Ivan! Ciao! ” - Ciao Erika. Rispose lui, abbassando leggermente lo sguardo - Che piacere rivederti, era un po’ che eri scomparso. Cove sei stato ? - Ho lavorato per un paio di mesi su una nave da crociera. Sono tornato da poco. - Oh interessante. Poi si rivolse a me: “Ti ricordi d’Ivan? Quel ragazzo che ci accompagnò a casa quando eri troppo ubriaco per guidare. - Vagamente…Ciao e grazie per quella sera. Gli strinsi la mano. Come potevo ricordarlo ? quella sera era completamente ubriaco. Lo guardai negli occhi; ebbi la sensazione che aveva una certa malinconia in sé. Mi sentii a disagio, ebbi la necessità di allontanarmi da lui. - Beh io vado a farmi un giro, ci vediamo al prossimo aperitivo. Mi congedai dai due. Il party era entrato nel vivo, c’erano almeno una trentina di persone. Ricominciai a vagare per la villa. Ragazzi che bevono, parlano, mangiano, corteggiano. Alcuni vestiti con abiti firmati, altri sono più “alternative”. Uno sconosciuto si siede al pianoforte che era posto in un angolo del salone principale inizia a suonare musica da camera; che effettivamente si sposa bene con la luce emanata dai faretti, che s’infrange sulle pareti. L’atmosfera è molto rilassata, sembra l’inaugurazione di una galleria d’arte; peccato che la metà degli invitati non saprebbe distinguere un quadro fatto da uno scimpanzé da un dipinto da Renoir. Salgo le scale per il primo piano. Un tappeto rosso occupa la mia salita lungo l’ampia scala. In cima potei intravedere Vincent, che entrava in una stanza del primo piano. Cingeva il braccio intorno alla vita di una ragazza. Erano di spalle, riuscii ad ammirare solo il suo posteriore e i suoi lunghi capelli biondi; poi scomparve in una stanza. Il primo piano era costituito da un corridoio e una seria di stanze poste ai lati. In fondo al corridoio, una piccola stanza con un gran balcone che dava la vista al giardino intorno alla villa. Il cielo notturno era leggermente coperto di nuvole, e la luna era scomparsa dietro di loro. Una moderata e fredda brezza le muoveva in modo rapido… Nemmeno il tempo di osservare la vista che una flebile voce m’interruppe… - Scusa. Nel voltarmi vidi il nostro cameriere che stava dietro di me con aria leggermente sottomessa. -Cosa c’è? - Scusa, volevo chiederti una cosa. - Dimmi pure - Che cosa provi per Erika ? Sei innamorato di lei ? Domandò senza preamboli l’impertinente. - Amore ? Che cos’è l’amore ? HAHAHA. Feci una finta risata di scherno. - Sii serio per favore. Rispose lui con più audacia Ci fu un breve silenzio tra , poi domandai : “Perché fai questa domanda ?” Lui non rispose ed inclino leggermente il capo. - Il tuo silenzio è fin troppo evidente. Se c’è qualcuno innamorato di lei, quello sei tu. - Si. Disse annuendo , poi continuò : “Sono innamorato di lei…” - Senti Paperino . Cosa vuoi sapere ora ? e non fare il muto che non ho tempo da perdere. - Volevo sapere se la vostra storia è seria… - HAHAHA . Questa volta risi sinceramente. – Povero pulcino cotto d’amore. Spiacente ma non posso accontentarti, poich é nemmeno io conosco la risposta. - Capisco… Disse sconsolato. Ci fu un attimo di riflessione , poi dissi : “ beh in fondo ti devo un favore . Vedrò cosa posso fare per te. Ci vediamo dopo. Senza aspettare una sua replica mi avviai al piano terra. Passai davanti alla stanza dove Vincent era entrato e pensai : “ Strana la vita ero venuto in questa villa con l’idea che Vincent volesse portarmi via Erika, invece mi accorgo che il pericolo era un altro… Ritornai alla “galleria d’arte”. Il tizio al pianoforte stava suonando un’aria di Chopin. Il pubblico presente sembrava impassibile alle dolci note che si propagavano nell’aria. Cercai con lo sguardo Erika. Stava parlando con la ragazza-drugo dal nome impronunciabile. Mentre mi avvicinavo a loro, pensavo all’argomento su cui discorrevano. Politica ? Sport ? Musica ? M’avvicinai fino a poter sentire le loro parole… - Molto bello il tuo corpetto bianco, dove lo hai comprato ? Domandò Erika - No, lo ha cucito una mia amica, su misura. Rispose lei. - Credi che potrebbe cucire qualcosa di simile anche per me ? - Ma certo. Ero arrivato vicino a loro giusto per ascoltare queste frasi, mentre le osservavo in silenzio, un sorriso mi si stampò sul volto. “ Le ragazze sono sempre le ragazze “ pensai . Erika notò il mio cambiamento d’espressione : “ Cosa c’è ?” Domandò. - Niente , niente ero semplicemente soprappensiero. Mi affrettai a rispondere. - Conosci Shahraza’d ? - Solo di vista…piacere Nemo. Le strinsi la mano. - Piacere mio - Shahraza’d, un nome orientale, lo sono, forse , i tuoi genitori ? Domandai con viva curiosità - No , assolutamente. A diciotto anni ho cambiato il mio nome, all’anagrafe, con questo - Qual’era il tuo vecchio nome ? - No, non esiste più, forse non è mai esistito, ho tagliato con il passato… Del dire queste parole i suoi occhi si illuminarono,e con una sorta di patriottismo continuava a rispondere alla mie domande - Allora questo nuovo nome da dove è uscito ? - Questo è il nome della protagonista del libro “Le mille e una notte”. Un libro che ho letto nella mia vita passata. - Cosa ha di particolare questa ragazza ? - Era una schiva dello sceicco condannata a morte, con la sua astuzia e i suoi racconti, si salva dal suo destino e diverrà sua sposa. In genere, quando qualcuno inizia a far dei discorsi troppo seri stempero l’atmosfera con qualche battuta; ma non in quel caso. Ero rimasto colpito da quelle parole e soprattutto nel modo in cui le aveva dette. Strano , come basti poco per avere rispetto di una persona, inoltre capii che lei era dotata di notevole carisma… Continuammo a parlare per un po’ di tempo, nel frattempo si erano uniti altri due segugi che sbavavano per Shahraza’d. Ad un tratto volsi lo sguardo al banco degli alcolici e incrocia gli occhi con Ivan. Ritornarono alla mia mente le sue parole… Cosa c’era tra me ed Erika, la amavo, lai mi amava ?. Non m’ero mai preoccupato di queste questioni, sono sempre andato avanti senza dar peso cosa facessi…maledetto bastardello che mi aveva messo la pulce nell’orecchio. Nel frattempo il pianista era cambiato, ora c’era un tizio che suonava musica composta da lui. Una musica gradevole molto “chill out”. Lascia che la musica mi desse l’ispirazione. Decisi di dare una scossa alla situazione.


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