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lavoro pubblicato mercoledì 9 maggio 2007
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

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Splennit e la Chronosfera

di FRANCESCO VESPA. Letto 2549 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Splennit e La Chronosfera (un racconto del liceo ) I primi grappoli di Protoplasmi neri s’impadronirono del tempio di Shonburn : co...

Splennit e La Chronosfera (un racconto del liceo ) I primi grappoli di Protoplasmi neri s’impadronirono del tempio di Shonburn : contorte figure del nulla adornavano membra scremate e spremanti. L’Aortatunnel del Quantrill era costeggiata da orride mani nodose in procinto di toccare il vestibolo di Wromlin, mani nodose fatte di pasta pregnante e capillari mesosottici ultrapompanti .In lontananza i suoni della Chronosfera, musiche alienanti. Turgidi Peli di astrosplenica dal sapore di cristallo si elevarono nel macrospettro che avvolgeva il regno di Tamburya ed eterno prisma che scomponeva a vuoto le memorie di embrioni monocefali incubati nel Liquor. La città era in penombra e Splennit,con la sua pelle dolcemente ambrata, reduce dei cosmosoli di Gentra, ormai quasi un lontano ricordo,era più arzillo che mai,sotto quei tocchi sbiaditi di UV,si girava costantemente a guardare il riflesso sul trivetro allo smalto albino: di fronte , di profilo, a tre quarti. Si tocca il quinto volto e l’accarezza : preoccupazioni immateriali di un giovane Plurimorpho in cerca di Shaduà gigantesco maglio Fotovoltaico appartenente alle grandi radure di Eskaron. Infila un dito nella stoffa di fibre ottiche e calza le nuove scarpe d’amianto. Attende . Attende un lavoretto sulla terra: folle e sbadata ricerca di soldi. Chiude gli occhi e sogna un’astrotraslazione su Quel bel pianeta,lui che la terra non l’aveva mai vista,lui che voleva esser membro dell’agenzia di Conny Mason, almeno nei sogni. Scivola giù per le scale di corda ,canticchia la melodia di Chronosfera. Quando esce dal portone Bioyperquadriconico il tubomondo gli sembra mutato di mille ore in più. Il Tron si scorpora dal pulso reattore,dietro i Mecca plastoansiani scoloriti dallo scandire del Kronos, abbracciati dalle nuvole nivee. I grandi giganti Orga dalle porte automatiche sobbalzano e Sbuffano. Ragazzini radio atomici di periferia che fantasticano di vincer la guerra dei Laserflash , tutti con tanti protoni in testa e technoutopie in tasca, dai chip crostocostosi e le sigarette al neon finite. Splennit sbadiglia imbarazzato e si accarezza i capelli equipotenziali. Scappa lontano ,sul pianeta terra , dove nessuno saprà come cercarlo. Mia vecchia Conny Mason ora sono qui.


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