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lavoro pubblicato sabato 5 maggio 2007
ultima lettura martedì 12 novembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Destination Nowhere

di GordonVega. Letto 600 volte. Dallo scaffale Poesia

A volte è come scivolare. Ci si appiglia a quel che si trova,presi tra stupore e meraviglia, perché cadere non è mai un fatto d’esperienza. A vol...

A volte è come scivolare. Ci si appiglia a quel che si trova,presi tra stupore e meraviglia, perché cadere non è mai un fatto d’esperienza. A volte la vita è sgomitare... A volte è difficile agitarsi sotto le coperte della notte e fare finta che non faccia freddo, perché a volte fa freddo. Indiscutibilmente. A volte dai tutto ciò che hai ed indietro torna vento,tempesta,al più gelida indifferenza. A volte ti chiedi se valga la pena...poi si va avanti, un passo alla volta,un respiro alla volta,una paura alla volta. E’ a questo che siamo stati educati e ciò sappiamo fare. A volte ci sbraniamo,spesso per indispensabili paccottiglie; a volte tutto è spreco e scegliere è questione di...”luccicanze”. A volte resta solo la libertà ed il timore che il suono sia vuoto, un’icona,un Santo Grahal che ingenuamente rincorriamo. A volte è di sera che ci incontriamo,nel fumo denso di una birreria,a raccontarci niente. A volte il futuro è una famiglia,una donna, un figlio e un angolo cottura;il divano buono per le partite alla domenica e la sensazione spietata che qualcosa stia sfuggendo. Il tempo...i trent’anni Eppure mi dicono “sei giovane,ragazzo!sei giovane e devi...ballare” Allora via,su strade luccicanti e viali in fiore,via,addosso alla vita con una voglia feroce,assolutamente decisi a prendere ciò che ci spetta... Sorridenti,felici,proiettati,con la velocità di una pallottola, verso il domani,su,su,per il culo del mondo... A volte la vita ce la fumiamo,se ciò che ci piace è ciò che ci uccide;una bottiglia,una sigaretta,una ragazza di ventura conosciuta per vie orizzontali. A volte è Solitudine il nome della strada, Solitudine il nome della strada. A volte non c’è angolo del mondo che non ci parli di lei, lei che aveva spruzzi di arcobaleno con cui guarirci e consolarci. A volte il mese è Novembre,13 il giorno,mezzanotte l’ora, e la somma di tutte le cose non può dare un tranquillizzante totale. A volte sei solo e ti ridono in faccia se parli di fughe e rimpianti,loro che gonfiano i polmoni scalpitando per un’altra partenza,cavalli di una razza cui non appartengo: i Vincenti. Sono loro a quadrare i conti,l’esempio e la virtù. A volte domani è solo una parola che rimbomba coma una cantilena idiota fra i rumori e gli scrosci di troppe domande. A volte sei tu e te stesso e la notte che viene e il dolore che morde e il silenzio che spaventa. Eri nato ragazzo sotto un sole brillante,con le mani golose a vendemmiare speranze...e ora... A volte la destinazione è apparente,lo spostamento subdolo; a volte è solo come scartare di lato,evitare l’affronto. A volte è desiderio,succhiare l’attesa fino a cibarsi. A volte è una penna ed un pezzo di carta;parole sparse per dare un’impressione di vita pagata al prezzo di mercato. A volte ti feriscono e crollano i templi della tua bella onestà;ti lasciano lì a contare il coraggio che resta. A volte è amore,ma te lo urlano in faccia,come se fosse guerra e qualcuno,infine,vincesse. A volte poi non è niente,solo tempo che passa, stupido tempo che và... a volte,lo sai,è come scivolare


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