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lavoro pubblicato lunedì 30 aprile 2007
ultima lettura giovedì 13 giugno 2019

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FANTARIME

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 819 volte. Dallo scaffale Fantasia

FANTARIME DI APRILE DOLCE DORMIRE Rime in libertà agghindate di accenti e di punti esclamativi sole in mezzo al foglio bianco ove prende vi...

FANTARIME DI APRILE DOLCE DORMIRE Rime in libertà agghindate di accenti e di punti esclamativi sole in mezzo al foglio bianco ove prende vita la logica dell’inchiostro, la filastrocca bislacca a spasso per il parco pubblico in cerca di sinonimi , in bilico sul filo di piombo teso nella sera svestita sotto la luna ove al suono di mille violini elettrici le macchine tubano all’ombra d’un grande albero a forma di cuore. Rime innamorate di cui non sì sa nulla ,sarebbe bello seguirle per strade illuminate fermarsi al bar con loro a parlare per ore di come và la vita seguirle fino in cielo vederle danzare allegre e spensierate senza tanti grilli per la testa. La gente cangia aspetto si chiede perché, poi desume che sia un giorno di festa esente d’esperimenti di sinistri introiti detratti dall’imposte da malvagi impiegati dai cervelli elettrici. Rime meretrici narrate in fretta senza metri sulla lingua uguali ad ieri e oggi forse simile a se stesse, rassegnate rime metaplasmo chete dall’aspetto offese sulla soglia d’una nuova stagione melodrammatica. Rime di cui non si comprende il fine del traghettare da sponda a sponda senza l’aiuto del vecchio Caronte. Virtuale viaggio nell’ade nella forma ossessiva dell’essere echinococco coccolato, bulbo oculare estratto, estrogeno infetto messaggio d’un sogno giallo limone nato sulle pendici d’un monte di rifiuti, fatto di latta, di plastica ,di sacchetti colmi d’ ogni iniquità ,di vite consumate troppo in fretta gettate via per essere usate come recipiente come scusante a questa esistenza . Solitario lo spirito si consuma nel verseggiare nello scalare la vetta per cadere nell’oblio dei sensi svanire nei sentimenti attraverso la memoria fuggit tempus . Bel giardino dell’eden dove crebbe la volontà dove i bimbi giocavano a pallone schivando pallottole , manganelli , auto in corsa, dove cresceva l’erba del re di maggio. Canzoni impazzite in zefiri sinistri e musicali sfreccianti per le strade senza peli sulle gambe perduti in domani forse migliori germoglianti all’improvviso note arrampicanti tra crini comuni invitate a partecipare alla causa legale senza alcun imputato come colpevole di fatto. Finzioni , emozioni. Fiori di pesco uscire dalla storia per essere uguale nella sequenza cinematografica avvilito nel pensiero controverso stretto in petto s’ode il botto ad un tiro di schioppo contratto , lutto , notte , motto , ratto povero coro degli orchi sotto gli archi di san rocco . Colpevole di fatto ,botto ,morto ,rotto nell’aria ecco il matto strambotto dei gatti. Dolorose fantarime di aprile aprono altri mondi , nel vento corrono canterini ritornelli marini . Comprata gazzetta gambizzato in piazzetta ,pezzetti di notizie nefaste di paesi lontani , contro luce il deretano del veterano ritornato dalla guerra ragionante intorno a dubbi e dolori false promesse , errori commessi . Dialogando con politici istrioni , lupi mannari perduto nel tempo canoro anche lui elettore ululante , urbano urlatore bucato ruota anteriore di auto comprata di seconda mano da venditore senza fissa dimora. Dolce lasciarsi andare dormire ,ancora ferito trascinarsi verso il sole cantando assaporare il sapere e l’amore rincorso , aprire le ali e lasciarsi trasportare dal vento . Ecco il vorticoso canto della mia primaverile rima di aprile.


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