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lavoro pubblicato lunedì 26 marzo 2007
ultima lettura mercoledì 11 dicembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Ma davvero pensate di valere

di anf. Letto 1554 volte. Dallo scaffale Pulp

PIù DI UN TOSSICOFILIACO? SORGHEBI DERMADI. Non vogliamo annoiarci neppure sulla morte. Solo la morte spettacolare è degna di essere commemora...

PIù DI UN TOSSICOFILIACO? SORGHEBI DERMADI. Non vogliamo annoiarci neppure sulla morte. Solo la morte spettacolare è degna di essere commemorata. Scelte collettive indicano la nostra bava da assassini mentre predicatori gioiscono con ghigna benevole la propria fortuna di masticatori del bene senza rischiare neppure una coltellata. Un essere che ancora non ha scorto che l’oggetto del suo ribrezzo coincide con se stesso e proietta all’esterno di sé questo rancore ancestrale ignora nell’unica salvezza il perdersi prematuramente lucido. La consapevolezza lo avvinghierà quando le forze verranno meno stritolandolo o conducendolo a una indolenza prodigiosa. Come può una gravida leggere un giornale quotidiano senza abortire? Il borghese non si muove mai da se stesso se non per infauste cause esterne egli riguardanti. Immagino qualcosa di più frustrante di essere in città senza MP3. Come orecchie in apnea. Angelo della civiltà. Anima di gelo della civile viltà. Colpiti da nascita l’arroganza della società ci infligge il PERCEPIRE SORDIDO. I pedofili sono innocenti. La società che non gli ha consentito con restrizioni oppressive mentali di godere le fanciulle loro giovani coetanee è colpevole. La violenza pedofilica è un’altra cosa. [per lo stupro è anche meglio. È logico non volendo dire naturale. Tutte queste fighe camminanti bellissime non indispensabili, intercambiabili con l’ombelico di fuori, il culo stampato in aderenze impossibili. Tette che senza ombra di dubbio richiamano(vogliono accogliere. Ripeto. Vogliono.) Ma vuoi che qualcuno non sbrocchi? E non ho scritto legittimo. Non sono mica uno psicoanalista? È “pratica” diffusa nel mondo da tutti i tempi lo stupro. Esiste la violenza da sempre ma che lo stupore di questo atto sia fuoriluogo, anche se si può concedere, ma esso deve durare il tempo di…diciamo, di uno stupro veloce(ancora per fibra applausi). All’arme del millenovecentosettantaquattro. E ora posso dire senz’altro che il vero fascismo è proprio questo potere della società dei consumi che sta distruggendo l’Italia. E questa cosa è venuta talmente rapidamente che in fondo non ce ne siamo resi conto. È avvenuto tutto in questi ultimi cinque sei sette dieci anni. È stato una specie di incubo in cui abbiamo visto l’Italia intorno a noi distruggersi distruggere e sparire. E adesso risvegliandosi forse da questo incubo e guardandoci intorno ci accorgiamo che non c’è più niente da fare. Basta una generazione per spazzare via i frutti di quelle precedenti. Solo gli ingenui e i prostituiti del terrore altrui SI IMPEGNANO non avendo altra occupazione che sperare di sopravvivere. In occhi di cristallo si specchia il mio passato. Vagare tra i fiumi del dolore non placa le mie paure. Vene nodose attendono il bacio di una bacchetta magica per sfiorare nuovi templi. Sarò un vento tra i miasmi delle città malsane. Le medicine per il corpo. Le droghe per la mente. I … per gustarsi il momento della loro fine. I nostri genitori … hanno creduto in valori che non sono riusciti a rispettare. Hanno così sancito che i loro figli avrebbero colmato l’ammanco. I loro sgraziati rigidi valori ci hanno intimato spietati i PRECETTI creando così dei mostri raffinati oppure dei morti mai nati. Perfetto. Squallido Occidente esempio di benessere e progresso illuminato. Il prurito è il vero responsabile della tua venuta. Allora mi metto io nei vostri panni e poi torno subito. Io odiavo i conati e pensando ad essi potevo sorridere impunemente. Ora amo l’atto di vomitare ma non ho più sorrisi da distribuire al piacere. Crepiamo quindi. CREPIAMO QUINDI. … VOI. … IO. Io non mi gratto. La differenza. Un … buono è un … morto. Che se si uccide per una puttana fa un’esperienza più profonda dell’eroe che mette a soqquadro il mondo. La fine è importante in tutte le cose. Ogni cosa succede ha una sua ragione(ma anche no!). Tranne Dio per Sé di nessuna necessità. Borghese(licenza poetica) divino fatto annega la vita che dal niente è di nessuno. Né alcuna vita è mai sazia di vivere in alcun presente, che tanto è vita quanto si continua nel futuro, quanto manca del vivere. Che se si possedesse ora qui tutta e di niente mancasse se niente l’aspettasse nel futuro non si continuerebbe. Cesserebbe di esser vita. Qualunque cosa facciate è il sesso la radice di tutto. E l'assenza di esso. Immobili … respirano oltre il dovuto. La vita è un brutto viaggio acido tranne a chi gli sale perbene. Un bel viaggio verso la morte consolatrice. Ma la bava e la sborrata con le donne mi erano proibite. Buonismo e TV creano carneficine più di quelle dall’audience inventate. Il criminale è una persona data dalla precarietà della condizione toccata o dall’estrema degenerazione narcisistica in movimento. In realtà egli si intende comunemente di individuo ricco. I … perdonano anzi a malincuore accusano i criminali ricchi poiché essi stessi si proiettano nelle loro vite uniche che meritano di essere vissute. Condanne di sogni infranti di milioni di persone. A patto di restare ricchi per immaginarsi al posto loro un giorno, salvi. Tutti felici nell’opulenza. Ma la domanda è, se i criminali sono a spasso venerati chi c’è al posto loro in galera? E qui si ritorna al titolo. Come una masturbazione che poi finisce “male”. I genitori borghesi vogliono e devono essere presi in giro. E non bisogna far vivere tranquilli chi ha troppa buona coscienza. ( A futura memoria). Pubblicità per particolari oggetti per fantasie erotiche abiti in lattice biancheria intima: - Tutte le donne hanno delle fantasie ma quasi tutte sono troppo timide per entrare in un negozio e dire alla commessa cosa vogliono. Le donne vogliono essere desiderate e agli uomini piace quando la loro donna fa quello sforzo in più per rendersi desiderabile. Dopotutto senza sesso nessuno di noi sarebbe al mondo. E siamo tutti nati dalla fica di una donna, è quello il centro del mondo. E più cose riusciamo a fare per glorificare quella sacra parte, più aiutiamo l’umanità… - O santo cielo ma quando hai detto quella parola, se non sbaglio era FICA, pensavo stesse soffocando. - Ho detto le cose come stanno, tesoro. Una fica è una fica è una fica è una fica… ovvero Sorghebe banalità eroica. Traduzione inversa: Il senso comune deve essere costantemente rassicurato a dis-capito del reale. (anf) Inluogo "Nella notte massificata, tra locande e rustichezze scenografiche, si consuma l’usurpazione. La normalità a quest’ora dovrebbe dormire. Il popolo invece esce dopo mezzanotte, questo simulacro della movida è un’occupazione vera e propria, le città sono in balìa dei minorati.- e - ché la democrazia sancisce la fine di ogni fecondità culturale- Di nuovo alla Fanfara-cafè, all’alba, fradicio tra la volgarità delle ventenni che sfollano, l’impostura pagana dell’abito succinto, cosmesi mignottesche che alludono. Troppo poco ormonale, troppo poco “pensato”... una femmina che è maschio nell’auto-distruzione; durante il coito imperversa, protrae l’annientamento. Il suo godere deflagra di verbi terribili. Da qualsiasi storia, si esce in solitudine, ogni ricordo è una comproprietà fasulla. Eros è incontrarsi in quella solitudine... Si finisce invece su quel viride intriso di sperma, nell’odore che stratifica. Non si dovrebbe fumare, son luoghi pubblici anche questi. Tendaggi pluviali, tappezzerie e moquette in monocromia – un’elevata assorbenza, una certa tenuta dello sporco. Carta da parati e piante finte lungo il corridoio; qualche seggiola. Uomini senza mutande gironzolano in erezione, carabina alla mano; è l’opposto di una metafora – ogni simbolo si spolpa fino alla carne cruda e alle mucose dell’istinto. Il più attraente degli osceni, è quel richiamo della repellenza, non soltanto morale. Ci si sfracella nell’animalità antropologica che ambisce ai grugniti, in quel degrado della copula asservita, offerta in pasto a una folta platea di pochi intimi – è poco animalesco, in verità. La masturbazione di gruppo è la nuova frontiera della sessualità occidentale, c’è una moltitudine disposta a raggiungere la suburra in cui sorge questo centro, seminterrato alle falde dell’edificio, grezzo, mai tinteggiato: (ri)costruito di fretta, dopo l’aprile-quarantacinque. Nella saletta, accostati tre letti in una sorta di palco, è la promiscuità esibita di un’orgia arcaica, narcisizzata dalla fruizione diretta e rumoreggiante degli spettatori. Pubblico di maschi in prevalenza, ma non soltanto. L’ordine è garantito dalla pacchia voyeur, l’autoerotismo è sempre disciplinato – di una disciplina senza speranza. Si guarda e ci si guarda reciprocamente guardare, in frenetiche autonomie, tra lo sguaiato incitamento delle femmine in scena e i su(e)ccitati grugniti dei maschi all’opera." (Bosforo)


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