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lavoro pubblicato domenica 25 marzo 2007
ultima lettura giovedì 31 gennaio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

risvegli...

di franconow. Letto 892 volte. Dallo scaffale Pulp

cenone di capodanno in famiglia, e risveglio molto particolare... sono graditi i commenti, positivi o negativi, non importa...

...ma dove cazzo ho dormito? ho freddo,

un sole velato filtra dalle persiane...forse è mezzogiorno?

mi giro, lo zio piero mi fissa con un occhio sbarrato, vuoto, senza luce.

l'altro, in compenso, manca.

scatto in piedi.

sono nudo.

sul cumulo di cadaveri, che qualche ora prima, erano i miei parenti.

ricordo.

 

già da qualche giorno, vedevo l'ala del demone volteggiare su di me.

non volevo non volevo non volevo.

ma sapevo che sarebbe successo, era solo questione di tempo.

il cenone, tutti riuniti, ancora una volta insieme.

la zia elvira con i suoi sessant'anni e le sue ridicole scarpe rosse con il tacco a spillo, il trucco pesante sulle sopracciglia inesistenti e più oro addosso che la madonna quando va in processione.

lo zio piero, degno consorte, una vita di lavoro artigiano in nero, per trovarsi milionario (in euro) all'età della pensione, con la casa assegnata dal comune, in quanto nullatenente...

i miei cugini, fabio e roberto, che hanno rilevato l'attività del padre, pure loro nullatenenti pure loro milionari, con l'hobby della caccia al negro, o al barbone, o allo zingaro...quando escono dalla disco, ubriachi e strafatti.

carola e lucia, loro compagne, volgari nei tratti e cattive nell'anima, vite perse in specchi che non riflettono mai l'immagine giusta.

e i loro amici, nicky, pedro e christian, che a trent'anni ancora vivono vite inutili, alle spalle di genitori assenti, ma danarosi.

e poi, ci sono io, unico rappresentante in vita del mio ramo familiare...

a capodanno, il loro passatempo preferito, è sbattermi in faccia i loro soldi, i loro rolex, le auto, e le barche, le vacanze in costa smeralda...penso che mi invitino solo per questo.

esempio tipico di conversazione:

"...e tu, franco, dove sei andato in vacanza, quest'anno?"

" ho fatto una settimana avanti-indietro tra bologna e porto corsini..."

"..."

"...sì, sono solo 85 chilometri, e poi in spiaggia c'è lo spazio per far volare gli aquiloni..."

"eh, gli aquiloni! sempre a sognare...ma quand'è che ti deciderai a mollare i sogni e a fare sul serio? guarda i tuoi cugini! professionisti affermati! "

" beh, il mio lavoro, lo so fare bene..."

"ma sei solo un'operaio, con uno stipendio di merda..."

e così via...

 

 

ricordo.

ricordo il momento in cui, l'ala del demone è scesa finalmente su di me, ed ha coperto la mia anima.

 

fabio e roberto, già ubriachi, (come gli altri, del resto) stavano raccontando di come avevano portato in campagna il corpo di un muratore rumeno, dopo che era volato dall'impalcatura, nel loro cantiere.

e lo zio piero a complimentarsi per come avevano risolto il problema,

"tanto ormai era morto, che ci potevate fare?"

la zia elvira "avete fatto bene, questi rumeni, sono sempre ubriachi..."

un coro unanime

"sììììì, e poi, sti rumeni, sono tutti gentaglia..."

" e poi, pensa che culo, è morto proprio il giorno dello stipendio...e gli dovevamo tre mensilità..."

le risate si sprecano.

 

ricordo.

il tocco dell'ala ed il buio nell'anima.

 

io che vado in bagno, mi spoglio, strappo dal muro, il tubo d'acciaio della doccia.

torno in sala e li trovo a brindare.

i botti in sottofondo.

salto sul tavolo.

sono veloce.

letale.

spietato.

e loro, sono ubriachi.

fanno la fine dei cuccioli di foca sulla banchisa.

colpisco e volano denti, ciocche di capelli, occhi...

un minuto, ed è tutto finito.

non basta.

ammucchio i cadaveri e continuo a colpire,

ancora

il rumore delle ossa spezzate, riempie il silenzio.

ancora

i colpi, si susseguono costanti , come atroci rintocchi di un mostruoso orologio.

ancora

morte, aleggia nell'aria , impregnando i pensieri col suo nauseabondo odore.

ancora.

colpisco fino a quando crollo, con un urlo selvaggio, svenuto per lo sforzo.

 

ed ora.

non c'è un centimetro della mia pelle che non sia rossa di sangue...ovunque, in sala...tutto è rosso. schizzi dal pavimento al soffitto, materia organica spalmata sui muri, puzza di merda dai corpi sventrati. immergo le mani nel torace squarciato di fabio, strappo il cuore e me lo passo sui capelli, poi, me li aggiusto con le mani.

ok. sono in ordine, posso uscire ad augurare il buon anno al vicinato.

AUGURI...

 

 



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