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lavoro pubblicato lunedì 26 febbraio 2007
ultima lettura giovedì 14 marzo 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

MARIKOLL DI ONAI

di (IPROC) Marcello Randazzo. Letto 1214 volte. Dallo scaffale Fantasia

FIGLIO DI UN ELFO E DI UN ORCO,ORFANO DI MADRE E PADRE,RIFUTATO DA ENTRAMBE LE RAZZE,IL SUO NOME E MARIKOLL

Marikoll di Onai (DISEGNO NON DISPONIBILE) [..]è il più isolato villaggio del Mondo Zarem. Posto a ovest, è chiuso, da un lato, dal Deserto Bianco, dall’altro, da una piccola foresta che porta ai Canti Bianchi. L’intero Mondo Zarem,è dominato dalle forze oscure. Il sovrano è un demone di nome Venor. 1 IL VILLAGGIO ONAI (DISEGNO NON DISPONIBILE) (…) Il secondo sole stava per tramontare. Era una giornata d’estate particolarmente fresca; L’erba era verde vivo e ondeggiava verso le mura della città. Su in cima alla collina, Marikoll ammirava la città che spiccava imponente con il suo gran campanile. A Marikoll piaceva starsene là sopra da solo, con gli occhi chiusi e la spada appoggiata al fianco… Quando stava lassù era come pacificato, annullava ogni pensiero. Riusciva a concentrarsi solo su se stesso. Ma quello non sarebbe stato uno di quei giorni, da lì a poco la città avrebbe subito un attacco, una sanguinosa battaglia. Marikoll continuava ad osservare la pianura come un guerriero di Rasa, quando quella pace in cui si era rifugiato venne disturbata dall’ avanzamento dei nemici. Erano una decina, tutti elfi neri. Tutti pronti e in posizione. Il capo: un giovane elfo, esile, lunghi capelli neri gridò: “ Distruggete tutto il villaggio, uccidete tutti! Scendiamo compatti fino al campanile, poi tagliamo per i condotti, da lì sbucheremo direttamente nel loro nascondiglio. Attacchiamoli alle spalle: se non ci facciamo sentire sarà un gioco da ragazzi. Io starò in testa al gruppo, dietro di me la squadra d’attacco. Suonate il corno di Firomir per avvertire gli arcieri fuori le mura." (…) L’attacco degli elfi fu annunciato dal suono di un corno, spezzando il silenzio della città. Marikoll levò in alto la spada e scese lungo la collina, la truppa di elfi marciava compatta verso il campanile, fra gli sguardi impauriti degli abitanti della città. << Buongiorno Generale. >> Marikoll si voltò. A parlare era un essere alto pressappoco quanto lui, piuttosto tozzo, con il volto interamente coperto da una fitta barba. Sono il soldato semplice Naniro, signore, siamo accampati dietro la collina, aspettiamo un suo ordine. << Quanti siete?. >> << Siamo una trentina, tutti pronti. >> Marikoll sorrise spavaldamente. << Già, tutti pronti. Siete pronti a morire?. >> Il soldato sorrise e strizzò l’occhio. << Soldato >> gridò Marikoll, << ordini alle truppe di dividersi in due gruppi, il primo fuori le mura, si preoccupi di sterminare gli arcieri nemici, il secondo, attraversi ad uno ad uno i vari livelli dei condotti e si occupi di non lasciar passare alcun elfo, noi due aspetteremo davanti al nascondiglio della città, in modo da proteggere i civili. >> (…) Gli elfi, passavano davanti a case e botteghe, uccidevano tutti coloro che incontravano inclusi donne e bambini. Nessuno poteva pensare di sfuggire alla loro furia distruttrice. Tra il caos di razze e lingue della gente, tra la moltitudine di strade, vie, passaggi vari che la città di Onai presentava, Marikoll entrò sicuro in un vicolo laterale e aprì una porta vecchia e ammuffita, dinnanzi a lui solo l’oscurità più profonda. << Eccoci. >>Il generale assunse un’aria solenne. << Da qui in poi nessuna paura. >> Il soldato semplice Naniro annuì. Si ritrovarono davanti un’altra porta, arrugginita e più piccola della prima, Marikoll la forzò e continuarono il cammino. Non si vedeva nulla. Anche l’aria era spessa e densa, satura d’odore di chiuso. Dopo un po’gli occhi si abituarono all’oscurità e riuscirono a distinguere la scala di gradini umidi e sconnessi che si inabissava nel buio. I loro passi risuonavano nella cavità. Poi, dopo l’ennesima svolta, silenzio. << Ci siamo >> bisbigliò Marikoll al soldato. (…) E’ sempre così, appena prima dell’attacco, il cuore batte forte nel petto, il sangue pulsa alla tempia, come colpi di martello. Appoggiò l’orecchio alla parete, non sentiva niente. Prese il pugnale e lo conficcò per terra, riuscì a cogliere i passi degli elfi dall’altra parte. Marikoll riprese il suo pugnale da terra, sguainò silenziosamente la sua immensa spada nera Narai. Un istante ancora d’attesa, poi con un calcio buttò giù una vecchia porta, lui e il soldato semplice fecero irruzione urlando. La stanza era grande e piena di polvere e ragnatele. Una casa di ricchi abbandonata, avevano sbagliato porta, era l’altra, ma adesso il nemico sapeva che loro erano li. I passi erano consecutivi, significava solo una cosa, che molti elfi correvano verso il generale e il soldato semplice. Gli elfi arrivarono dentro la stanza e la battaglia ebbe inizio. Marikoll sembrava una furia: si gettava con violenza sui nemici, la spada che trapassava i corpi di qua e di là. Nella foga della battaglia, i combattenti passarono di stanza in stanza, percorrendo tutta l’abitazione, fino al giardino esterno. Gli elfi con le asce avevano palesemente la peggio. La piccola squadra elfica stava per essere battuta da due soli guerrieri. << Ritirata! >>gridò un soldato degli elfi. Quelli che erano ancora tutti interi si misero a correre verso il cancello del giardino. << Inseguiamoli! >> urlò il soldato semplice Naniro. << Fermo non correre verso di loro sono già morti! >> << Ma come? Li lasciamo andare cosi?>> << Si, se vuoi inseguirli fallo! >> << No signore meglio restare al suo fianco… >> rispose il soldato semplice. Gli elfi dopo aver saltato il cancello del giardino, si precipitarono giù per le scale, poi via, armi in pugno verso le botteghe e i negozi. (…) Molti negozi si affacciavano sulla strada con nient’altro che la porta d’ingresso e una piccola vetrata. Durante la corsa, gli elfi urtavano tutti e se capitava l’occasione di uccidere qualcuno non se la facevano scappare. Ma Marikoll continuava a camminare tranquillamente vero il senso dei fuggitivi. Prese un panno da terra, pulì la spada, tolse il sangue dalla lama, riprese a camminare. L’elfo si fermò per riprendere fiato, Marikoll iniziò a correre verso di lui, si lanciò con la spada puntata verso l’avversario che aveva già alzato le mani in segno di arresa. << Mi arrendo, abbi pietà di me… >> disse l’ elfo con il fiatone. << Ne hai avuta pietà tu? >>disse con ira Marikoll Marikoll sollevò la spada e decapitò l’elfo con una gelida freddezza. << No! >>gridò il giovane soldato semplice. << Perché lo hai fatto? Si era arreso… aveva chiesto anche pietà. >> Marikoll guardò il soldato Naniro e sorrise. << Naniro, dammi il tuo pugnale! >> << Si, certo.>> Marikoll prese il pugnale, controllò il peso con la mano, guardava l’altro elfo che stava ancora fuggendo, prese la mira, aspettò un attimo… << Impossibile! Non mi dica che vuole lanciare il pugnale da questa distanza, saranno 400m circa!>> A quel punto il soldato semplice pensò: “Marikoll è un pazzo scatenato ed anche un po’ stupido.” << Zitto! >> << Fai un attimo di silenzio, devo concentrarmi! >> Marikoll lanciò il pugnale. Il pugnale volava, planava in aria, fino a colpire la gamba dell’elfo. << Assurdo, è icredibile!Ma lei chi è veramente!? >>, il soldato semplice Naniro ritirò tutti i pensieri che aveva fatto un attimo prima. << Peccato che ha sbagliato, lo ha colpito ad una gamba.>> << E chi ha detto che ho sbagliato il colpo? Vai tu ad ucciderlo! >>, disse Marikoll con faccia beffarda. Quasi per magia il cielo diventò rosso, un elfo gridò: “Il giudizio di Venor, il giudizio di Venor, siamo tutti spacciati!!. >> Un suono assordante, poi una grandissima esplosione. La grande città Onai era esplosa, erano rimasti solo cumuli di macerie. 2 La Sorgente dei Maghi (DISEGNO NON DISPONIBILE) << Guarda Pyroc, c’è qualcuno per terra! >> Pyroc : << senti tu, sveglia, apri gli occhi. >> Marikoll si risvegliò sdraiato ai piedi di un albero, vicino alla Sorgente dei Maghi. Il tizio che lo svegliò si chiamava Pyroc, prese un foglio dalla tasca destra e lo aprì, come per magia nel foglio si disegnarono tutte le città del Mondo Zarem. Marikoll indicò col dito il Villaggio Onai, chiedendo dove si trovava << senti imbecille, io mi chiamo Pyroc, sono un elfo bianco, membro del consiglio dei maghi, il luogo in cui ti trovi si chiama La Sorgente dei Maghi.>> << adesso dimmi tu chi sei e da dove vieni! >> << Io mi chiamo Marikoll, sono un….Beh non so a che razza appartengo, sono nato a Onai e fin da piccolo combattevo nell’esercito dei Rasa a fianco di mio padre, ma non ho mai fatto un vero addestramento; all’età di 16 anni ho ucciso il primo elfo grigio e da quel momento ci ho preso gusto, fino a oggi ho ucciso 3500 grigi, li ho contati tutti perché sono tutte le pene che dovrò scontare nel regno del Gigo, fino a ieri sera stavo combattendo per difendere il mio villaggio, ricordo un suono assordante, una grande esplosione… mi sono risvegliato qui!>> Dopo il racconto di Marikoll, Pyroc scoppiò a ridere… << Senti Pyroc, se vuoi morire ti accontento!>> disse Marikoll irritato dalle risate di Pyroc. << hahah tu, hahah,non riesco a parlare, hahah tu vorresti uccidermi, hahah >> << adesso basta! mi hai stancato! l’hai voluto tu!>> Marikoll prese la spada da terra e la puntò verso la testa di Pyroc. Il Mago alzò lentamente il dito indice della mano sinistra verso la punta della lama, soffiò verso il suo dito. Il dito del Mago si illuminò di blu e la spada diventò cenere. << Marikoll, le mie risate sono dovute alla storia che mi hai raccontato… >> disse il Mago ridendo << Ascoltami Marikoll, tu non sei nato a Onai e non sei un guerriero Rasa, per il semplice motivo che Onai è stata distrutta duemila anni fa da una roccia infuocata caduta dal cielo, poi i cavalieri Rasa ormai non esistono più! Sono tutti sotto il comando di Venor.>> Alle parole di Pyroc, Marikoll si zittì, non riusciva a parlare. << Pyroc, dimmi, non stai mentendo sono passati davvero duemila anni dopo l’esplosione?.>> chiese Marikoll stupito. <> Marikoll e il mago Pyroc camminarono per circa dieci minuti, poi si fermarono davanti a uno specchio, Pyroc pronunciò una frase incomprensibile e lo specchio scomparve creando una nuvola di fumo gigantesca. La nuvola saliva lentamente nel cielo e pian piano apparivano le mura della sorgente dei maghi. La costruzione più grande vista da Marikoll, le bianche mura erano alte circa cinquanta metri, delle grandi lettere decoravano le torri di guardia e l’arco del maestoso cancello. La saggezza di Nanil Marikoll e Piroc raggiunsero la grande torre di Nanil, salirono le scale fino in cima e raggiunsero la casa di Nanil. << Marikoll, si parla di te in tutta Zarem, la tua fama ti precede!>> Marikoll vide Nanil e rimase a bocca aperta… Nanil era una ragazza, non un vecchio rimbambito come pensava . La risata di Nanil interruppe i pensieri di Marikoll, che non riusciva a credere che una ragazza così giovane potesse avere il comando di un’intera città e vegliava sulla vita di molte persone. << Ebbene Marikoll, quali sono le tue tre domande? >> << Come sono arrivato qui? >> ed ecco pronunciata la prima domanda… La potente maga rispose immediatamente. << Marikoll tu sei arrivato qui seguendo il mio amico Pyroc, adesso passiamo alla seconda domanda >> << Mi prendi in giro? >> la seconda… E per la seconda volata la maga rispose. << Marikoll non ti prendo in giro ma ti è rimasta solo un’ ultima domanda >> Marikoll pensò bene alla terza ed ultima domanda cercando di trovare le parole giuste affinché potesse ricevere una risposta adeguata senza cadere nuovamente nel tranello della maga, infine, dopo una lunga riflessione, disse: << Dimmi cosa è successo prima di risvegliarmi ai piedi di quel gigantesco albero dove mi ha trovato Pyroc?! >> << Questa sì che è una vera domanda! Adesso siediti e dammi le mani, ti illustrerò duemila anni in sole due ore, abbi fede! >>. L’impero Venor….. (DISEGNO NN DISPONIBILE) Venor era l’unico impero in tutto il mondo Zarem, comandato da un solo imperatore, che se da una parte eseguiva gli ordini del gran Consiglio, dall’altra prendeva da solo le proprie decisioni. Negli anni passati, l’impero Venor si limitava a studiare scientificamente il mondo, ma dopo che salì al comando Venor I di Ginsa, non si limitò più alle piccole scoperte ma puntò alla dominazione dell’universo intero, sperimentando le nuove di armi sui soldati nemici.. Non si sa bene cosa accadde, ma l’impero fu colpito da un disgrazia: una forma di vita mai vista prima distrusse tutti i laboratori e l’intero villaggio, poi cadde a terra e morì, il suo corpo svanì nel nulla, quasi fosse evaporato. Passarono molti anni prima della rinascita dell’impero Venor… Ricostruito l’impero il Consiglio decise di nominare un nuovo imperatore, la scelta ricadde sul figlio di Venor I, Orlon Venor II di Ginsa. Era giovane ma molto furbo, usò la sua autorità per finire ciò che aveva cominciato il padre, così invase tutte le città al sud dell’impero, poi innalzò le Mura di Bàremir per proteggere il suo impero da qualsiasi attacco, così da evitare nuovamente la distruzione dell’impero come era successo anni prima. Munì di armi tecnologiche i suoi soldati, egli divenne più forte grazie al Calice Blu capace di aumentare la muscolatura di chi ne beve l’essenza….. Attaccò il Villaggio Onai convinto di trovare il Calice Rosso, quello dell’eterna vita, ma il piano non ebbe un lieto fine, perché un essere aveva bevuto l’essenza di quel calice nel momento stesso in cui lo trovò… Colui di cui ti narro la storia sei tu: Marikoll! << Marikoll solo per questo motivo sei rimasto vivo tutti questi anni.>> Adesso Venor sta cercando i restanti tre Calici con l’intento di berne l’essenza e diventare una Divinità… << Marikoll prendi questa mappa del mondo Zarem e vai ad est, troverai il Villaggio Orchetti, a nord del villaggio vive un vecchio Fabbro, vai da lui e dì che ti mando io, ti forgerà qualsiasi spada tu desideri, ma stai attento alle sue tre prove, non posso dirti altro… adesso vai! >> Marikoll ringrazio Nanil e Pyroc, prese la mappa e la piegò per riporla in tasca, uscì dalla grande torre e decise di lasciare la Sorgente dei Maghi per iniziare la ricerca. L’atmosfera era stranamente silenziosa, la brina del mattino aleggiava sulle due altissime Torri Gemelle, l’aria era pungente. Scese dal cavallo che gli era stato regalato da Pyroc, per salire nel gran sentiero che si inoltrava nel Villaggio Orchetti, prima di avventurarsi, si voltò un’ultima volta a guardare la grande Sorgente dei Maghi…. All’improvviso Marikoll fu assalito da una banda di quattro fuorilegge, pur preso alla sprovvista, riuscì a dar loro una dura lezione, uccidendone tre, alla vista della grande forza di Marikoll il quarto fuggì. Fortunatamente, dopo quel fastidioso incontro, non si presentarono più noiosi imprevisti e fu libero di riprendere il viaggio… Una volta giunto al villaggio, Marikoll fu accolto con tutti gli onori dal Barone Larom, signore e re di quel villaggio. << Nessuno in queste terre potrà mai dimenticare il debito che ha con te, straniero! hai ucciso tre dei più temuti fuorilegge, quale nome dobbiamo ricordare ai posteri quando narreremo le tue gesta?>> chiese il Barone con voce tremante… << Marikoll, il mio nome è Marikoll. >> << Ebbene Marikoll, tu sarai sempre ben accolto, qualsiasi cosa tu chieda ti sarà data…>> Marikoll non fu di grandi pretese e chiese come potesse raggiungere la casa del fabbro. Il Barone spiegò la strada più veloce per raggiungere il Fabbro e raccomandò a Marikoll di non fermarsi mai dopo aver superato il cancello che separa il villaggio dalla casa del Fabbro…… Il Fabbro (DISEGNO NON DISPONIBILE) Marikoll oltrepassò il grande cancello che separava il villaggio dalla dimora del Fabbro, non si voltò mai indietro e non si fermò, ricordandosi il consiglio del barone, proseguì il suo cammino per due ore sempre nella stessa direzione, tra i rami della foresta intravide una casa….. Il suo viaggio era giunto al termine, aveva trovato la casa del Fabbro, aprì la porta e vide un Orco piccolo e barbuto con una tuta nera con strisce bianche, impugnava un martello con un manico curvo, indossava anche un cappello con una lente d’ingrandimento che fuoriusciva dalla piegatura destra… Il vecchio orco aprì bocca per primo e disse: << Tu sei Marikoll di Onai, ti ha mandato Nanil qui, giusto?!>> Marikoll rispose con un sì secco. Così il brutto vecchio proseguì… << Bene! Che arma vuoi che ti forgi,un arco, una spada, uno spadone, un manganello, dei guanti chiodati… disegnami la tua arma e io le darò vita.>> Il Fabbro prese una matita di carbone e un foglio di carta dalla credenza. Marikoll, abile anche nel disegnare, creò una spada unica nel suo genere…. Consegnò il foglio al Fabbro, che si mise subito a lavorare… Dopo cinque ore, il fabbro uscì dalla casa con la spada avvolta in un panno bianco di seta, quasi del tutto coperta alla vista si intravedeva solo l’impugnatura… Marikoll si avvicinò al vecchio con il braccio teso verso l’impugnatura della spada, ma quando stava per afferrarla, il vecchio Fabbro la tirò a sé e pronunciò tali parole: << Se sei destinato a questa spada devi superare la mia prova, non sono tre come ti aveva detto Nenil, la prova è soltanto una!>> <> disse il giovane Marikoll (beh diciamo giovane..) Il Fabbro disse con voce tonante: <> Marikoll prese la spada, tolse il velo con l’aiuto del vento che si innalzò come per magia, ebbe la sensazione che l’arma si fosse animata e cercava di comunicare con lui, la lama tagliò il vento e creò un suono incantevole… Senza ripensamenti Marikoll lanciò in aria la bellissima spada, fissò i movimenti della spada che scendeva ad una velocità assurda, Marikoll distorse per un attimo lo sguardo e la spada era già per terra, la lama affilatissima aveva tagliato in due la manica del grande cappotto di Marikoll, ma il braccio non presentava alcun graffio... Il Fabbro con grande entusiasmo gridò: << Lei ti ha scelto! La spada ha deciso che il suo padrone devi essere tu… Bene… Hai superato la mia prova! La spada è tua! Adesso puoi anche andare per la tua strada…>> Marikoll prese la spada da terra, la impugnò con entrambe le mani e osservandola varie volte le diede un nome:Soram Finol (in elfico significava Spada Diabolica). Dopo una settimana… Marikoll da parecchio tempo aveva abbandonato il villaggio Orchetti, camminando senza una meta si ritrovò alle porte della città. La Città Fanalar (DISEGNO NON DISPONIBILE) La vecchia porta di pietra si aprì scricchiolando e Marikoll entrò in città. Fece qualche passo e improvvisamente si scatenò l’inferno: suonavano campane d’allarme, tutti urlavano, vi era un frastuono di migliaia di stivali e zoccoli che correvano sulle strade di pietra…la città era in pieno caos. Un gruppetto di soldati avvistò Marikoll, uno di loro gridò: <> Marikoll con molta calma impugnò la spada con la mano destra pronto ad estrarla… Marikoll udì una voce nella testa che diceva: << Bene finalmente ti ho trovato! Sono ventanni che aspetto questo momento, mi sono allenato apposta per ucciderti, cosi avrò la mia vendetta…>> <> disse un tizio uscito dal gruppo di soldati… <>. Marikoll aspettava da molto tempo un incontro alla sua altezza… Il cuore iniziò a pompare più velocemente il sangue, l’adrenalina incitò Marikoll ad attaccare per primo, così ebbe inizio lo scontro. Orlon con il suono dell’arpa attaccava Marikoll che riusciva solo a schivare i colpi senza sferrare un attacco diretto. L’arpa di Orlon usava un onda sonora capace di distruggere anche una roccia a pochi metri di distanza, infatti tutti i colpi che Marikoll riusciva a schivare, causarono la distruzione di un palazzo nei dintorni…. Così Marikoll pensò che l’unica cosa da fare era lanciargli la spada mentre schivava i colpi letali dell’arpa… Marikoll iniziò a correre verso Orlon che stava per scagliargli un’ennesima onda sonora, nell’avanzare cambiò più volte direzione fino a quando non si trovò ad un metro dall’avversario, fermandosi improvvisamente sfruttò la spinta della corsa per lanciare la spada ad una velocità impressionante….. l’impatto della spada con l’arpa creò un onda d’urto potentissima che distrusse tutti i palazzi ancora in piedi e scagliò Orlon dall’altra parte della città.. Marikoll si rialzò immediatamente dopo l’urto, raccolse la spada che si era fusa con l’arpa, creando una nuova arma ... Dopo la distruzione della maestosa città Fanalar, Marikoll si incamminò verso sud, presso le due Torri Gemelle. L’impero emise una taglia di K/cu 4.000.000 crediti in oro per chi uccidesse Marikoll, soprannominato Lainorfin che significava il Distruttore…. L’impero assunse due agenti speciali per arrestare o uccidere Marikoll: Lady Fiona, era tra i più bravi , alta e dai lunghi capelli dorati, amava la lotta corpo a corpo e raramente usava la sua potente spada allungabile Lady Alina di media statura e con capelli neri, amava uccidere le sue prede con arco e frecce…. Dopo due anni di ricerche le due Lady (come si facevano chiamare) incontrarono Marikoll in un villaggio-città di nome Levie…. (DISEGNO NON DISPONIBILE) L’incontro delle Lady I rintocchi della grande campana avvisarono tutti i cittadini dell’arrivo del Distruttore, ormai temuto da tutti e perseguitato per la sua taglia… Uno strano tizio con assurde armi sfidò apertamente Marikoll, che camminava verso la grande piazza. Ci fu un grande passa parola, la gente si radunò intorno ai due tizi per vedere il grande scontro… Incuriosite dal grande evento le due Lady cercarono due posti in prima fila per osservare da vicino il loro obiettivo... Il tizio misterioso sghignazzava: << E’ stato fin troppo facile! Sono riuscito ad eliminarti in un sol colpo. Si, proprio un lavoretto facile, hahah >> Nella piazza si creò un grande silenzio… Il grande Marikoll dai K/cu 4.000.000 crediti in oro, temuto da tutti, colui il quale la fama lo precedeva…sconfitto con un solo colpo?!… Una delle Lady guardando attorno disse: <> Lady Fiona le rispose: <> Il Tizio: <> E una sagoma scura si rialzò da sotto le macerie…… Il Tizio : <> Il Tizio mirò verso alcuni bambini della piazza… Il Tizio sparò un proiettile gigante verso quei bambini, Marikoll con un grandissimo scatto iniziò a correre verso il proiettile, sentiva il cuore battere sempre più forte, il suono del proiettile che tagliava l’aria era assordante, assomigliava al rumore della lama forgiata dal Fabbro… Marikoll continuava correre verso il proiettile, in pochi attimi riuscì ad estrarre la spada, le donne iniziarono ad urlare, i bambini che erano nella traiettoria del proiettile cercavano di correre il più lontano possibile.. scappando chi a destra, chi a sinistra… Silenzio……………. Marikoll deviò il proiettile che distrusse una decina di palazzi….. Così facendo, con lo stupore dei presenti, salvò la vita a tutti quelli che si trovavano nella direzione del proiettile. Lady Fiona mormorò incredula: << Non è possibile …>> La gente che era lì a guardare << E’ riuscito a deviarlo…>> un bambino disse:<< Fantastico!! Ma allora non è così cattivo come dicono…>> altri dissero:<< E’davvero un mostro, è riuscito a deviare quel colpo salvando la vita a tutti… ma perché lo ha fatto se è il Distruttore? >> Il Tizio << Con un solo colpo hai spostato il proiettile?!..>> Marikoll << Parli troppo per i miei gusti!!..>> Il Distruttore (Marikoll) prese la rincorsa e lanciò la spada verso il Tizio….. La spada perforò il petto del Tizio uccidendolo all’istante… Lady Alina << Ma è strabiliante!!! E’ riuscito ad ucciderlo con un colpo solo! Hai visto Fiona?>> Lady Fiona<< Uhm, fortuna… pura e semplice fortuna!>> Tutti restarono a bocca aperta.. Marikoll raccolse la spada dal petto del Tizio, pulì la lama sporcatasi del sangue di quell’ essere insignificante…. Mentre la gente si ritirava nelle proprie abitazioni, un mezz’elfo incrociò lo sguardo di Marikoll. Il Distruttore avvertì una forza diabolica provenire dal mezz’elfo.. Il mezz’elfo proseguì il suo cammino nella direzione di una panchina, dove si sedette a mangiare una tylon (un panino con dei pezzettini di budella di animale). Il mezz’elfo e Marikoll parlarono telepaticamente….. Il mezz’elfo << Alla fine ti ho trovato Marikoll di Onai!>> Marikoll << Chi sei?>> Il mezz’elfo << Non ti ricordi di me? Moller, Moller Denir Saners.>> Marikoll << Cosa vuoi da me?!>> Sanners << Voglio la tua vita, ehehe… forse sono stato troppo teatrale, non temere oggi sono solo un messaggero, in realtà sono qui solo per avvertirti: presto la tua vita verrà annientata..>> Marikoll << Cosa?>> Sanners << Adesso il mio tempo sta per finire, mi troverai in cima al Tempio Perduto, che si trova sopra le spalle dell’ultimo Titano esistente a Zarem. Il Titano Loren Samalar vaga per i deserti bianchi se riuscirai a trovarlo e a scalarne le grandi braccia sarai degno di affrontarmi…..>> Lo strano demone sparì nel nulla così come era apparso…. Marikoll preso dalla sfida lanciata dal demone lasciò la città e si mise in cammino verso sud, nei pressi delle strade spente…. Dopo due settimane di vagabondaggio Marikoll raggiunse il grande Deserto Bianco, iniziò a seguire le prime orme del gigante, erano grandi quanto crateri… Il Titano del Tempio Perduto Il Titano camminava a zonzo nel deserto. Marikoll cercò in tutti i modi di attirare l’attenzione del Titano su di lui, ma non lo vedeva neanche.. L’obiettivo di Marikoll era il Tempio sulle spalle del Titano……..lì si celava il nascondiglio di Moller Denir Saners e probabilmente un altro calice. Il problema era raggiungere il Titano, che si spostava velocemente nel deserto…. Dopo averlo inseguito per molto e molto tempo ancora, il fato decise di essere benevolente e fece incontrare a Marikoll un elfo grigio, di nome Loninè, che raccontò al nostro eroe di essere stato un pilota dell’esercito delle Anime Saltanti, di essere stato colpito durante un conflitto aereo precipitando nel Deserto, vagava già da dieci anni alla ricerca del pezzo mancante del motore del suo aereo…. Marikoll odiava tutti gli elfi grigi, dato che avevano tradito suo padre uccidendolo alle spalle.. Ma l’unica possibilità che aveva per raggiungere la vetta del Tempio era aiutare quell’elfo a riparare l’aereo e forse così avrebbe potuto volare fin sopra il Titano… Dopo un attimo di riflessione Marikoll decise di aiutare l’elfo nel cercare il pezzo mancante dell’aereo ma ad una condizione: l’elfo avrebbe dovuto portarlo fin sulle spalle del Titano per poi farlo scendere direttamente al Tempio Perduto. L’ elfo accettò, in fondo una mano in più nelle ricerche gli sarebbe stata utile, si caricò delle proprie armi e iniziò il viaggio in compagnia del Generale. In un altro luogo del mondo Zarem… Città OLEM La città più a Nord - Ovest di tutta Zarem… La dimora degli Angeli di Byron… Più di mille anni fa, la guerra tra orchi e elfi spinse il generale Byron a costruire un rifugio per le popolazioni che non scesero in guerra… Il posto più sicuro poteva essere solo sopra le nuvole, pensò Byron ,con l’aiuto dei più potenti maghi (tra questi anche il padre di Pyroc), sollevò quattro isole nel cielo, creando delle città abitabili per i popoli contrari alla guerra… Le popolazioni, diverse tra loro per razze, lingue, usi e costumi, si mescolarono tra loro creando un’unica società multirazziale e diedero vita ad una nuova razza: la Angechal (simili agli elfi, ma con la presenza di due grandi ali posteriori ). Vi fu un’ulteriore mutazione, il figlio del giullare Deron, pur nascendo da Angechal, non era un elfo con ali, bensì un orco alato di colore blu, il suo nome era Lokiram … Così il Consiglio del cielo della città OLEM chiese al padre Deron di uccidere il figlio… Ma il povero giullare non poteva uccidere il proprio figlio e cercò di fuggire scendendo in quel mondo terrestre di cui aveva sentito narrare l’esistenza dalle popolazioni precedenti alla nuova razza, scoperto, fu inseguito e catturato dall’esercito: la prigionia di Deron non avrebbe avuto fine se non con la sua morte, la fine del piccolo Lokiram fu sottoposta alla saggia decisione della maga di OLEM… Dopo dieci ore di riflessione, la maga comunicò al consiglio che la cosa migliore da fare non era uccidere il piccolo, ma lasciarlo vivere nel mondo terrestre dopo averlo privato delle ali, la sua vita sarebbe stata affidata al fato… Il Consiglio di OLEM accettò in pieno la saggezza della Maga, così tagliarono le ali nere di Lokiram e lo gettarono giù per le scale delle nuvole…. Adesso Il Consiglio di OLEM si è riunito… Nanil << Finalmente di nuovo tutti seduti qui attorno a questo vecchio tavolo… >> Venor << Sì, mio padre mi aveva parlato di questo posto…>> Marsin << Anche noi nani siamo importanti per il mondo Zarem, non potevo mancare >> Venor << Nessuno ti ha detto di venire, stupido nano!!>> Marsin << Da tanto tempo non uso la spada, fuori di qui! Non esiterò ad ucciderti! >> GINGO << SILENZIO! Non siamo qui per discutere dei vostri capricci…>> Venor <> Marsin << Perdona la mia lingua… Grande GINGO >> GINGO << Siamo solo noi oggi?! A rappresentare i nani è Marsin, Venor per gli elfi grigi, Rina per gli elfi dei boschi, Lilia per gli uomini, Turon per gli angechal, Nanil per i maghi, mancano parecchie razze, ma ne bastano quattro per dare inizio al Consiglio.>> Venor << Ma che ci stiamo a fare qui?>> Nanil << Siamo tutti qui per dirti di rinunciare alla tua stupida guerra, lo sai che non li troverai mai i calici…>> Venor << Stupida maga…spero che la tua saggezza superi la mia scienza!! La razza dei Grigi non è più stupida, adesso usiamo delle nuove armi talmente potenti alle quali, né la tua magia né qualsiasi altra arma, può opporsi…>> GINGO << Ti ringrazio Venor per tutte le anime che mi offri ogni giorno, per me la tua guerra può continuare… hai la mia approvazione!>> Venor << Lilia, tu vuoi dire qualcosa? O gli uomini si ritirano come fecero ai tempi di mio padre..!!>> Lilia << No! Non penso proprio che questa volta gli uomini si tirino indietro… Io mi dichiaro neutrale ma il primo che mi attaccherà sarà mio nemico!>> Turon << Io, beh, io non so…ehm, forse, no, ma …?!...S…ssì…Sì, sono con te Venor….>> Venor <>.. E così il Consiglio si sciolse, Venor aveva ottenuto ciò che voleva la guerra poteva continuare, ma stavolta con l’approvazione del Consiglio… Nanil << Venor, prima che tu vada via, ti ricordo che nel mondo di sotto esiste qualcuno più forte di tutti noi, anche più forte di GINGO..>> GINGO << Hahah… non esiste un essere più forte di me, io sono la divinità della morte, come fa ad essere più forte…>> Venor << A chi ti riferisci Nanil? Mostrami il volto di questo essere…>> Nanil <> Venor << Ho capito a chi ti riferisci…a colui che si chiama Marikoll, detto Lainorfin (il distruttore nella vostra lingua), di cui tutto il mondo di sotto parla ultimamente… E’ solo un moscerino, un ragazzo col cappuccio che si diverte un po’, l’ho fatto seguire da due delle più fidate killer sotto il mio servizio: Lady Fiona e Lady Alina, il rapporto che mi hanno portato diceva che era stato molto fortunato nell’ultimo combattimento a cui hanno assistito e nient’altro….>> Nanil << Il mio istinto ha sempre ragione! Mi fido e credo in quel ragazzo che sia fortunato o imbattibile… il tempo ci darà le risposte e forse tu ti arrenderai dinnanzi ad una simile potenza…>> Quella fu l’ultima volta che i membri del Consiglio si videro, ognuno tornò nei propri reami e si preparò alla guerra…. Nessuno era alleato di nessuno, tranne l’imperatore tiranno Venor e la divinità della morte GINGO, l’unica divinità rimasta in tutto il Mondo Zarem. (DISEGNO NON DISPONIBILE) La Missione di Lady Fiona Raramente mi appassiono ad una preda… ma Marikoll ha qualcosa che vale la pena distruggere; mio grande imperatore Venor chiedo il permesso di continuare la mia missione da sola…. Venor << Sei una delle migliori, no, anzi sei la migliore, so che non mi deluderai… Ricordati di mandare Marikoll da GINGO, che desidera divertirsi con l’anima di quel moscerino.>> Lady Fiona << Grazie per la fiducia che ripone in me. Non la deluderò…>> Così la bellissima Fiona si armò e con il suo velocissimo Dorem (Mezzo di trasporto con due ruote, ideato dagli scienziati di Venor . Per far girare le ruote usa la compressione dell’aria e dell’acqua, per Venor la scienza è superiore alla magia e vuole dimostrarlo a tutti..) Così la bella Fiona si incamminò verso est dell’impero Venor, alla ricerca di Marikoll. Da un’altra parte….. Nei tre maestosi vulcani di tutta Zarem, chiamati I Tre Rossi… La regina Lilia, radunò tutte le sue truppe e ordinò al popolo di prepararsi a difendere il proprio regno. La razza umana si stava preparando alla guerra ma mancava ancora qualcosa… Forse una motivazione, forse un eroe, o forse c’era ancora troppa paura… I cavalieri più coraggiosi chiamati 10 Gonfin, benedetti dalla magia di Nanil (capo del Consiglio dei Maghi), si misero in viaggio verso le due Torri Gemelle, che distavano a cavallo circa sei giorni e cinque notti… Marikoll Muore L’ addestramento del mago nero (DISEGNO NON DISPONIBILE)


Commenti

pubblicato il 19/10/2011 3.43.21
Tatylop, ha scritto: Ma non l'hai finito?

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