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lavoro pubblicato martedì 13 febbraio 2007
ultima lettura martedì 19 maggio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Oggi sposi -ultima parte-

di Ciro Ascione. Letto 1341 volte. Dallo scaffale Racconti

Finito il secondo secondo (detto apposta anche qui) noto che gli sposi parlano fitto fitto con i musici. Dopo la conversazione la sposa prende il mic...

Finito il secondo secondo (detto apposta anche qui) noto che gli sposi parlano fitto fitto con i musici. Dopo la conversazione la sposa prende il microfono ed invita tutte le ragazze ad avvicinarsi. Capisco che non ci sarà il cinghiale che io pensavo portassero come terzo secondo ma che al suo posto ci sarà il lancio del bouchet, della giarrettiera, e poi la torta con relative foto del taglio, altri auguri agli sposi ed infine il meritato riposo. Dopo un po' di fronte alla sposa c'è un nutrito gruppetto di fanciulle di varia età e levatura sociale. In prima fila un po' di bambine fra cui Antonella (signore fa che non lo prenda lei, fa che non lo prenda lei...) e la bambina ricca, subito dopo le ballerine solitarie dietro di loro altre ragazze lì più per fare numero che per prendere il bouchet. La sposa si gira di spalle e lancia il mazzo di fiori secchi costato un sacco di soldi, una bestemmia ed una scoppola al povero Mario, le ballerine si sporgono facendosi fitta guerra che non fa altro che semplificare il compito alla bambina ricca che lo raccoglie senza nessuna fatica. Mio zio Mimmo, padre di Paki, spera che il figlio ne diventi il futuro sposo così può smettere di spendere soldi al super enalotto in attesa del 6. Tocca adesso allo sposo lanciare la giarrettiera. Ovviamente prima del lancio deve toglierla. Assisto alla scena. Avrei fatto meglio a non farlo. La sposa, che non era proprio una modella, dopo aver sollevato l'ampia gonna ha mostrato al pubblico una gamba corta e tozza alla quale nemmeno la giarrettiera di pizzo aggiungeva sensualità. Tolta la giarrettiera alla sua donna, Mario si gira e la lancia ad un pubblico che di tutto ha voglia tranne che di sposarsi. Viene raccolta da terra da un bambino che la usa come fionda per tirare le molliche a Paki. I vari gruppetti che hanno assistito alla scena si sfaldano e adesso tutti sono seduti al tavolo a mangiare le fragole con il gelato al fiordilatte. Mentre tutti sono concentrati sulle fragole le luci si spengono. Entra una torta di 3 metri quadri tutta illuminata da candeline sulla quale gli sposini decorativi si sentono piccoli e perduti come in un deserto. Ma la sorpresa non finisce qui... Dal microfono viene chiesto agli invitati di affacciarsi alle finestre. Ed ecco dopo pochi secondi gli scoppi dei fuochi artificiali che si riflettevano nel laghetto artificiale e subito dopo una voce che diceva che era una sorpresa fatta solo per i due giovano sposini “che l'erano veramente simpatici”. Siccome non avevo voglia di stare schiacciato alle finestre scendo, e nel passare di fronte all'altra sala sento un altra voce che ripete le stesse cose all'altra coppia di sposi. Che tristezza. Vedo l'ubriacone che racconta a zio Pasquale di quando negli anni ottanta vendeva fuochi d'artificio. Salgo. Assisto alle foto del taglio della torta della quale mi scofano tre porzioni. Vengono portati i caffè e contemporaneamente distribuite le bomboniere con i confetti. Si vede che il ristorante voleva chiudere (fra una cosa e l'altra si era fatta l'una). Dopo le distribuzioni, la sala si svuota, rimaniamo in pochissimi. Giro fra i tavoli per vedere se qualcuno avesse dimenticato i confetti ma trovo di meglio. Un pacchetto pieno di Marlboro mi chiamava a gran voce. Lo infilo in tasca. Saluto gli sposi, i miei e scendo velocemente. Esco e vedo che non ci sono parenti in giro solo l'ubriaco con una sigaretta accesa. Mi pregusto un giro lungo lago con una bella sigaretta digestiva, mi avvicino per chiedergli da accendere quando.... “Ciro!” mi giro e... e vedo Antonella che mi sta correndo incontro per darmi il bacino della buonanotte. Mentre me lo da mi dice che è arrabbiata perchè volevo andarmene senza salutarla e che se voglio il suo perdono devo stare un po' con lei. Le rispondo semplicemente “Ok”. Lei mi prende per mano e mi dice: “Allora adesso facciamo una passeggiata”. La luna si riflette nello specchio d'acqua artificiale mentre io e la mia cuginetta camminiamo sul sentiero degli innamorati. THE END Nei tre lunghi mesi che ci ho messo per scrivere che ho impiegato per combattere contro la mia pigrizia e terminare questo racconto Alessia è peggiorata e non muove più i muscoli facciali. Se vi è scappato un sorriso durante la lettura dedicatelo a lei che non può più sorridere. Ciro


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