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lavoro pubblicato venerdì 9 febbraio 2007
ultima lettura lunedì 26 ottobre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Oggi sposi -quarta parte-

di Ciro Ascione. Letto 1059 volte. Dallo scaffale Racconti

Arrivato al ristorante e non essendo più di fretta mi tocca salutare i parenti. La prima che pretende il mio saluto è Antonella. Mi abbasso, le do un ...

Arrivato al ristorante e non essendo più di fretta mi tocca salutare i parenti. La prima che pretende il mio saluto è Antonella. Mi abbasso, le do un bacino sulla guancia e fortunatamente prima che riesca a saltarmi in braccio Paki l'afferra e la trascina a vedere gli sposi che si fanno le foto. Menomale non avrei saputo che dirle. Dopo Antonella mi si para davanti zia Anna ovvero la proprietaria della voce incazzata. Dopo i baci di rito (tutti e due se no si offende) mi chiede dell'università. Brividi lungo la schiena e silenzio durante il quale penso ad un episodio successo proprio un anno fa e proprio a causa di questa mia zia. Dovete sapere (ma anche no) che l'anno scorso di questi tempi frequentavo una ragazza. Una sera, approfittando di essere solo a casa, l'avevo invitata a cena e lei per non so quale motivo aveva accettato. Bene, anzi benissimo. Fatto sta che mezz'ora prima dell'appuntamento zia Anna mi chiama per sapere se avevo bisogno di qualcosa e per invitarmi a cena a casa sua, la ringrazio ma le rispondo di non aver bisogno di nulla e soprattutto non le dico nulla dell'incontro e metto giu dopo averla ringraziata ancora. Subito dopo squilla il telefono. Era la tipa. Stava male e non sarebbe più venuta e nemmeno io purtroppo. Rispondo un generico “bene” e nel frattempo vedo la mia sessione di laurea spostarsi di mese in mese per anni e anni. Liquido zia Anna con una scusa banale, saluto al volo gli altri parenti e sono libero. Mi avvicino al banco del buffet e chiedo da bere. Il ragazzo dall'aria spocchiosa mi versa dell'analcolico. Gli rido in faccia, gli ridò il bicchiere dicendogli di non farlo più e mi faccio dare un cocktail ovvero una roba verde che ho poi scoperto essere succo di kiwi e spumante. Mi metto con aria distratta ma solo in apparenza a guardarmi intorno. Noto fra l'ampia varietà di sfumature di femminilita presenti fra le invitate un generoso decoltè a cui segue un viso carino. Porgo il bicchiere allo spocchioso, che lo riempie solo a metà, e mi dirigo verso di lei. Prima di arrivare alla metà però un tipo arriva, l'abbraccia e la bacia. Dopo un po' arriva anche una bimba dal cui labbiale deduco la parola mamma. Adesso nel mio stomaco ci sono due liquidi verdi. Infatti oltre al cocktail adesso c'è anche bile prodotta in quantità industriali. Mentre penso che l'unica soluzione per passare una serata dignitosa sia di rovinarmi di alcool, mi giro e vedo un cameriere più anziano che mi guarda e se la ride. Mi avvicino e gli porgo il bicchiere. Me lo rende pieno di liquido verde. Ha capito ed io ho capito che posso contare su un complice per il mio progetto. Arrivano degli stuzzichini nuovi ed il salame di cinghiale. Mi butto nella mischia e ne prendo più che posso. Poi ripasso dal mio complice. Fra stuzzichini e cose varie arriva una leggerissima ebbrezza che mi rende più espansivo e soprattutto la cena al piano superiore. La disposizione degli invitati ai tavoli rispecchia fedelmente le relazioni interpersonali della mia famiglia. Al mio tavolo altre ai miei ci sono i miei prozii, altri miei zii genitori di Antonella, ovviamente anche lei e ovviamente il posto vicino al suo è libero ed è il mio! Ora non posso più scappare. Rispondo vago alle sue domande sull'università e sulla fidanzata (voleva proprio essere certa del mio essere single) poi le chiedo di lei, cosa fa, cosa vuole fare da grande... A questa domanda mi risponde seria che vuole fare l'ostetrica perchè i bambine le piacciono tanto, che lei ne vorrebbe almeno tre e tante altre cose. Se non fosse per l'età e per il fatto che sia mia cugina avrei potuto pensare che stesse provando a convincermi a fare un bambino con lei. Guardo mio zio sperando che interrompa questa conversazione surreale ma lui mi guarda e se la ride di gusto e poi guarda dolcemente la sua bambina che vive i suoi primi amori. A tavola viene portato il vino. Bianco e fresco. Il mio istinto è quello di prenderlo e attaccarmi al collo della bottiglia ma riesco a trattenermi e a servirlo agli altri prima di riempire il mio bicchiere. Brindiamo. Il mio bicchiere è il primo e l'unico ad essere vuoto. Sto per riempirlo nuovamente ma mia madre mi ferma con uno sguardo di disapprovazione. Antonella riprende a parlarmi di cose che non ricordo. Invoco Paki che come se mi avesse sentito dopo pochi miunti arriva e se la porta via. Penso a tutte le volte che ho invocato Dio, invano. Se fosse così semplice anche con lui.... Parlo di cose sterili con chi è rimasto al tavolo approfittando dei momenti di distrazione di mia madre per bere un po'. Arriva l'antipasto di mare. Piccoli molluschi in un piatto enorme. Lo mangio in assoluto silenzio che viene disturbato dalle note di una canzone stupenda cantata in modo orrendo dai due del piano bar che la dedicano agli sposi. Agghiacciante. Se questa cosa poteva bastare purtroppo non è stato così. Infatti i suonatori erano d'accordo con gli amici degli sposi e così comincia una specie di Sanremo stonato fatto di canzoni sdolcinate dedicate agli sposi. Ancora più agghiacciante. Antonella tornata al tavolo mi chiede se voglio cantare una canzone con lei. Vorrei risponderle che è meglio sentire dei cani ululare il loro amore alla luna piuttosto che la mia voce ma mi linito ad un semplice “Mi vergogno”. Non l'avessi mai fatto! Inizia a dire che lei non è timida e bla bla bla. Cerco Paki coi pensieri e con lo sguardo. Lo vedo alle prese con un piatto di spaghetti agli scampi molto impegnativo. Questa volta non verrà. Mi chiedo A quale portata sia arrivato il padreterno. Comunque l'arrivo del primo primo (è detto due volte apposta) ferma Sanremo.


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