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lavoro pubblicato giovedì 1 febbraio 2007
ultima lettura giovedì 16 maggio 2019

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angelianilpianetadegliangeli

di markan. Letto 1383 volte. Dallo scaffale Fiabe

ANGELIAN IL PIANETA DEGLI ANGELI CAPITOLO 1IL RISVEGLIO DELL’ANGELO C’era una volta tanto tempo fa una leggendaria, bellissima e magica città chiamata...

ANGELIAN IL PIANETA DEGLI ANGELI CAPITOLO 1IL RISVEGLIO DELL’ANGELO C’era una volta tanto tempo fa una leggendaria, bellissima e magica città chiamata Thorakoll. Essa aveva degli stupendi castelli medioevali, dei laghi cristallini, delle immense e sperdute foreste e sulle strade vi erano tanti mercati.In questa città gli abitanti erano dei bellissimi uomini e delle bellissime donne.In un giorno come tanti altri, un giovane di nome Kaserac, stava facendo una passeggiata lungo il mercato di Thorakoll, qui egli vide un mendicante il quale stava cercando l’elemosina per poter mangiare.Il giovane prese dalla tasca una moneta e gliela dette.Il mendicante lo guardò con paura e timore come se lo conoscesse e gridò: “Occhi d’angelo, occhi d’angelo”.Tutti si fermarono di colpo, come se le parole pronunciate dal mendicante avessero rievocato nelle loro menti spiacevoli ricordi.La gente si riunì tutta attorno al mendicante e insieme gettarono dei sassi a Kaserac gridando: “Vattene! Sparisci e non farti più vedere”.Il giovane terrorizzato dalla gente che lo accusava scappò via a gran velocità. Le persone di Thorakoll continuavano a lanciargli sassi.Kaserac corse così tanto da non rendersi conto di dove andava, finché non giunse dinanzi ad una porta aperta.Egli nel cercare di salvare la propria pelle dimenticò le buone maniere ed entrò nella casa disabitata.Qui incontrò uno strano tizio il quale gli disse: “Accomodati pure Kaserac, io ti stavo aspettando”.Kaserac lo ringraziò per la sua ospitalità e aggiunse: “Chi sei? Come fai a conoscermi”?Il misterioso individuo aggiunse: “Io sono uno come te: un odiato dalla gente a causa dell’aspetto”.Kaserac continuò: “Io non stavo facendo niente di male, camminavo tranquillo per i fatti miei. Ho visto un mendicante in cerca di elemosina e mi sono avvicinato per dargli una moneta. Lui ha gridato delle strane parole e tutti mi hanno guardato con disprezzo. Ma come possono delle semplici parole scatenare tanto astio nel cuore delle persone”?Lo sconosciuto uscì allo scoperto e scrutò attentamente Kaserac, poi disse: “Tu ragazzo mio appartieni a una stirpe estinta da secoli, in te hanno visto ciò che più temono ed è stato questo a scatenare la tua ira; perché temono che la razza alata che un tempo viveva ad Angelian ritorni”.Kaserac meravigliato da quelle parole aggiunse: “Non è vero, tu stai mentendo”.Il misterioso individuo continuò: “Capisco che le mie parole possano averti turbato, ma tu devi credermi. Ciò che ti ho rivelato e la verità”.Il giovane iniziò a tremare e cadde sul pavimento stravolto dalle rivelazioni. Rimase inginocchiato per qualche istante, poi si rialzò e disse: “Che cosa devo fare ora”?Il misterioso individuo concluse: “Viaggia, cerca le tue radici, fatti dei nuovi amici e vivi”.Quelle parole lo fecero risollevare e dopo essersi rialzato uscì dalla casa salutando il tizio che gli aveva dato le spiegazioni e che lo aveva ospitato quando era braccato da tutti.Kaserac iniziò il suo cammino, lungo la strada incotrò la gente con cui per anni aveva vissuto e parlato. Ma ora era visto con occhi diversi e tutti quando egli passava dicevano fra loro in sottovoce: “Guardate con quale coraggio osa farsi vedere”.Il giorno stava quasi per giungere alla sua conclusione, durante la notte Kaserac era giunto dinanzi allo porta di un monastero antico.Egli bussò alla soglia per chiedere ai monaci di ospitarlo per la notte.I monaci aprirono e non appena lo videro si prostrarono ai suoi piedi, e lo guardarono con riverenza.Lui entrò e chiese se poteva parlare con il l’abate per chiedere ospitalità per la notte.I monaci lo condussero verso una lunga scala e insieme a lui la salirono.Alla fine della scalinata, i monaci e Kaserac giunsero dinanzi a una porta.I monaci bussarono alla soglia, l’abate disse: “Entrate pure”.Essi entrarono e uno di loro disse: “Questo viandante chiede di conferire con voi”.L’abate aggiunse: “Parla pure, esponi il tuo problema e se ci sarà possibile ti aiuteremo molto volentieri”.Kaserac si inginocchiò e disse: “Ho chiesto di conferire con voi, per domandarle ospitalità per questa notte; vi garantisco che all’alba togliero il disturbo”.L’abate lo guardò e aggiunse: “Siamo onorati di averti come ospite, la tua presenza non ci disturba affatto”.Kaserac lo ringraziò e si alzò, in seguito egli fu accompagnato nella sua stanza da un monaco.Un’ora dopo venne chiamato per la cena, lui si presentò e insieme agli altri monaci si diresse nella sala da pranzo, la quale si trovava nella parte inferiore del monastero.Dopo essersi seduti a tavola, l’abate disse a Kaserac: “Qual è il motivo del tuo viaggio giovane straniero”.Kaserac rispose: “Sono stato scacciato dalla città, per via della mia natura ed ora sono in viaggio alla ricerca delle mie origini”.L’abate disse: “Dopo aver cenato raggiungimi nella mia stanza, ho bisogno di parlare con te”.L’abate disse: “Dopo aver cenato raggiungimi nella mia stanza, ho bisogno di parlare con te”.Tutti mangiarono, la cena durò tre quarti d’ora.Kaserac, non appena finito di mangiare seguì il monaco nella sua stanza. Qui egli disse: “In questa terra esiste un luogo chiamato Lago smeraldo. Esso è conosciuto per via della sua capacità di far vedere alle persone il loro vero animo. Ma prima di partire voglio che tu sappia che il tuo viaggio potrebbe anche non condurti da nessuna parte, perché ciò che cerchi potrebbe non esistere”.Dopo aver finito di parlare, il monaco prese dalla libreria un libro, lo aprì e dopo aver mostrato a Kaserac l’immagine di un pianeta simile al loro gli rivelò: “Tanto tempo fa, esisteva un’altra Terra. Essa era abitata da due stirpi: la razza alata e gli stregoni.In quel mondo esisteva un’unica città chiamata Angelian, in onore di colore che l’abitarono per primi.Col passare del tempo, l’invidia e la bromosia degli stregoni verso degli esseri superiori a loro, per via della capacità di volora e di sfruttare gli elementi della Terra come forza crebbe sempre più; finché un giorno gli stregoni crearono degli esseri meccanici simili a dei gorilla con la testa di leone.Questi esseri erano conosciuti con il nome di Marganuz.Essi oltre ad avere gli stessi poteri degli angeli ad eccezione della capacità di volare, avevano ereditato anche l’invidia e la bramosia di potere degli stregoni e per questo dichiararono guerra alla razza alata.Dal conflitto si salvarono solo sei angeli il il cuore della Terra di tristezza e decise di inglobare dentro di se i poteri che aveva regalato agli angeli ed esso si ruppe in sei parti, le quali entrarono in sei angeli privandoli delle loro capacità e delle loro ali, affinché essi non avessero provato dei sentimenti verso gli altri.Successivamente, essa scaraventò i sei angeli sopravissuti e i Marganuz su un pianeta gemello trasformandoli in dei bellissimi esseri umani e sigillò lo spazio che separava le due Terre con uno specchio di luce ed aria.Questo è ciò che riportano i libri di storia, ma essa è solo una leggenda. Nessuno sa se questi fatti narrati sono il frutto della fantasia di un uomo, o la verità”.Quel racconto e le parole del monaco motivarono ancor di più Kaserac, il quale ringraziò il monaco e andò a dormire.Il mattino seguente, il giovane si alzò dal letto uscì dal monastero e si voltò per salutare i monaci poi riprese il suo viaggio.Egli cammino per ore e ore, finché non giunse al famoso Lago smeraldo.Qui Kaserac volse lo sguardo verso il lago e vide se stesso coperto dalle fiamme e con delle bellissime ali d’angelo di color rosso.Quell’immagine produsse in lui una forte attrazione ed egli si tuffò dentro: il lago perse tutto il suo colore cristallino e al suo posto comparve un fuoco.Mentre scendeva negli abissi del lago, Kaserac rivide nella sua mente tutto ciò che il monaco gli aveva raccontato.Dopo un’ora di discesa, Kaserac si fermò e udì una voce: “Ora che conosci il tuo passato trovai i tuoi fratelli e tornate nel mondo che vi appartiene”.Subito dopo, Kaserac venne riportato indietro ad una velocità impressionabile. Egli dopo essere uscito dal lago venne preso da un senso di colpa verso coloro che i suoi antenati avevano fatto soffrire.In seguito, il suo corpo divenne ancora più bello di prima e un’alone di fuoco lo ricoprì.Kaserac dopo aver subito questa trasformazione decise di dar retta alla voce che gli aveva parlato nel lago e partì in cerca dei suoi fratelli andati dispersi.


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