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lavoro pubblicato giovedì 18 gennaio 2007
ultima lettura venerdì 10 aprile 2020

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Una stella, un desiderio

di Ciro Ascione. Letto 928 volte. Dallo scaffale Racconti

Come tutte le sere si era seduto (che stanchezza) su una panchina fa la fabbrica e casa sua. Come tutte le sere staccava dal lavoro a mezzanotte circ...

Come tutte le sere si era seduto (che stanchezza) su una panchina fa la fabbrica e casa sua. Come tutte le sere staccava dal lavoro a mezzanotte circa e circa una ventina di minuti dopo si sedeva lì a mangiare qualcosa e fumare una sigaretta poiché se fosse tornato a casa (camera e cucina che divideva con altri tre) avrebbe sicuramente svegliato gli altri che la mattina si sarebbero dovuti alzare presto per raggiungere il luogo che lui aveva appena lasciato. Si certo avrebbe preferito sedersi a tavola ma in fin dei conti quella panchina non gli dispiaceva, era in un giardino ben curato in una stradina poco trafficata e poi da casa sua non riusciva a vedere nemmeno il cielo poiché le uniche finestre affacciavano su un palazzo più alto e più squallido di quello in cui viveva. Finito il panino, fece alcuni sorsi di birra poi con il solito gesto tirò fuori dal pacchetto (MS morbide) una sigaretta, la mise fra le labbra (leggermente a sinistra sennò non riusciva ad accenderla), l'accese e si mise ad osservare le stelle che quella sera d'agosto sembravano più numerose del solito. Era arrivato agli ultimi due tiri quando una scia luminosa (una stella, un desiderio,una stella, un desiderio) tagliò le linee che aveva disegnato sulla sua testa. Chissà se l'aveva visto anche lei (la terra è diversa ma il cielo è sempre lo stesso) Chissà lei cosa stava facendo in quel momento. La immaginava a letto, i capelli sciolti, la camicia da notte (leggermente scollata), che dormiva serena. Sentiva il suo respiro regolare (quante volte quel suono nelle notti d'insonnia l'aveva calmato), respirava il suo profumo e assunse senza accorgesene quell'espressione che assumeva da piccolo quando osservava le stelle (meraviglia!) e che faceva dire a sua nonna (pace all'anima sua): “Un giorno le stelle ti ringrazieranno per come le guardi, credimi, e faranno avverare un tuo desiderio però solo se lo esprimi con forza, solo se è veramente ciò che desideri” Lui in desiderio lo aveva espresso (più forte che poteva come quando era bambino), sperando che sua nonna avesse ragione (i sogni non possono morire, non devono morire), si alzò butto via il mozzicone e si avviò verso casa.


Commenti

pubblicato il 22/01/2007 11.54.04
Ciro Ascione, ha scritto: Grazie mille per il giudizio positivo!

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