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lavoro pubblicato martedì 5 dicembre 2006
ultima lettura martedì 22 settembre 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Gazza Ladra - Versione A

di uNico. Letto 1593 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Un breve racconto su un sottomarino speciale e le sue avventure... Se volete contattarmi, mandate un'email a: nico140@supereva.it

Lasciammo il porto una calda mattina d'aprile col nuovo carico e facemmo rotta per il Giappone a tutta velocità: la Gazza Ladra era ancora un buon sommergibile, nonostante fosse un residuato della Guerra Fredda riadattato per il trasporto di vari tipi di merci dai nostri abili tecnici, che s'occupavano anche della sua manutenzione, rendendone massima l'efficienza.
Il viaggio fu tranquillo per i primi giorni, col paesaggio che scorreva nei monitor e le mansioni venivano svolte con tranquillità da tutto l'equipaggio, sempre allegro e incurante di eventuali tempeste che si scatenassero nel mondo di superficie: quando viaggiavamo col sottomarino eravamo come immuni ai problemi che affliggono quotidianamente l'umanità, liberi di godere di quell'universo pieno di pace.
Sulla Gazza Ladra mi occupavo del sonar, e i miei quindici anni d'esperienza mi hanno fatto diventare uno dei migliori di tutto il Pacifico. E' un lavoro che mi ha sempre attirato e seguire le linee dei contorni dei fondali mi fa sentire un po' più a contatto col mare degli altri. Con quel viaggio stavamo collaudando il nuovo 3dsonar, un'invenzione meravigliosa di creazione australiana: mi sentivo come un bimbo che abbia ricevuto un gioco nuovo la mattina di Natale!
Purtoppo ogni cosa deve avere una brusca frenata, anche il più fanciullesco entusiasmo: avevamo da poco superato la dorsale oceanica e tutto sembrava filare liscio come sempre: lo schermo risultava “pulito” per oltre 10 miglia e viaggiavamo a medio regime ad una profondità di 800 metri, quando improvvisamente lo scafo fu scosso da una violenta vibrazione, e il sottomarino s'inclinò da un lato, anche se di poco; le luci di emergenza si accesero. 
-Rich, dammi il rapporto immediato dei danni! Evvans, cosa abbiamo urtato?
Ripresi il controllo di me stesso e notai come una parte della ricostruzione in 3d avesse perso definizione: -Ho una lettura approssimativa dell'immagine dal lato sinistro; non credo che si sia trattato di una roccia, comandante... 
Il rapporto giunse telegrafico e incredibile: -Abbiamo uno squarcio alla sezione anteriore sinistra e imbarchiamo acqua; forse una mina!
Non credevamo alle nostre orecchie, e ancora doveva arrivare il peggio: il comandante Pton fece fermare il sottomarino, e improvvisamente un segnale arrivò nella sala comunicazioni: -All'equipaggio della Gazza Ladra; sono Kojima, comandante del sottomarino Jun e a capo d'una squadra di tre sommergibili tattici: vi suggerisco di consegnarci il carico, se non volete essere affondati! Non vi conviene avanzare oltre: abbiamo piazzato mine “invisibili” ovunque qui attorno. 
Sottomarini da guerra! Non avremmo mai potuto rispondere ad un eventuale attacco: la Gazza Ladra era totalmente sprovvista di qualsiasi arma.
 -Comandante, se vuole consegnare il carico noi la capiremo...
Pton rimase in silenzio un poco a fissarci, cercando di mantenere un contegno, anche se noi sapevamo che era commosso, quindi annunciò: -Grazie, ragazzi: non lo dimenticherò MAI! Fu così che il carico prese una nuova e sconosciuta destinazione.
Eravamo in guai seri: come avremmo potuto giustificarci con la compagnia? Sicuramente avrebbe avuto problemi e naturalmente avrebbe offerto le nostre teste per attutire il colpo. Il capitano allora dichiarò, lasciandoci allibiti: -Ragazzi, è inutile dirvi che ci siamo ficcati in un grosso guaio. Ho preso una decisione, e non voglio che voi vi opponiate: ho intenzione di accollarmi tutta la responsabilità, e lo farò: lo faccio per il vstro bene, ve lo giuro...
Un brusio generale accompagniò quelle parole, poi io mi feci avanti: - Signore, con tutto il rispetto che ho per lei, credo che si sia bevuto il cervello! Insomma, cosa avremmo potuto fare contro tre sottomarini micidiali come quelli? Io parlo per me, ma so di interpretare fedelmente il pensiero di tutto l'equipaggio, se le dico che lei non merita di finire in galera per colpa di qualche fottuto affarista senza scrupoli come coloro che ci hanno affidato questa consegna! Siamo solo noi ad aver rischiato le nostre vite, non loro, questa sera! Noi non l'abbandoneremo al suo destino, anzi lotteremo al suo fianco fino alla fine! Glielo giuro!
Tutti mi fissarono increduli, ma io mantenni un'espressione senza ammissione di ribattute! Allora, anche Tommy si alzò in piedi a fissare il nostro comandante, e subito dopo anche Logan e Jewes, e alla fine tutta la sala comando era in piedi con noi; era un'implicita ammissione di solenne impegno, e questo fece ricadere il comandante Pton sulla sua girevole.


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