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lavoro pubblicato giovedì 9 novembre 2006
ultima lettura domenica 11 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

povero lupo

di GIACIA. Letto 1871 volte. Dallo scaffale Fiabe

Rivisitazione della famosa favola "cappuccetto rosso", un aiuto a quei genitori che non sanno come fare a dire di no all'ennesima caramella chiesta dai piccoli predatori di dolci

C'era una volta una bimba che viveva in una piccola cittadina dove spesso pioveva. Nei giornio di pioggia la mamma le faceva indossare una mantellina con cappuccio tutta rossa, così gli abitanti della cittadina l'avevano soprannominata Cappuccetto Rosso.

La nonna di Cappuccetto Rosso viveva poco distante dalla piccola, ai margini di un piccolo bosco, in una radura bellissima, con tanti fiori, un piccolo ruscello, e tanti, tanti animali. La nonna di Cappuccetto Rosso viveva da sola, ma era felice, amava tutti gli animali del bosco, la lepre Ada, il cervo Ugo, la civetta Giovanna, il falco Aristide, il coniglio Fausto, il lupo Edo, conosciuto da tutti come Golosone.

La nonna di Cappuccetto Rosso era un'ottima cuoca, ma i suoi dolci erano veramente i migliori della vallata.

Torte con cioccolato, biscotti, torroni erano all'ordine del giorno. Cucinava anche cibi sani, prendeva le verdure fresche dal suo orto, i frutti maturi e polposi dal suo frutteto. Offriva i suoi manicaretti a chiunque si trovasse a passare dalle sue parti.

Anche gli animali del bosco amavano la sua cucina, ma nonna Adele (così si chiamava la nonna di Capuccetto Rosso) aveva un grande problema con Golosone, non riusciva a fargli capire che troppi dolci fanno male. Golosone non ne aveva mai abbastanza, e quando poteva entrava di nascosto nella cucina di nonna Adele e rubacchiava fette di torta, interi torroni, biscotti e quanto altro di buono trovava.

Un giorno la mamma di Cappuccetto Rosso chiese alla  bambina di andare a portare alla nonna alcune cose che le sarebbero servite per preparare una torta particolare. Così Cappuccetto Rosso prese il carrello della spesa con il prezioso carico all'interno e si incamminò.

A metà del suo cammino, nel cuore del bosco, CappuccettoRosso sentì dei lamenti, poi un ululato forte e prolungato. Capù subito che si trattava di Golosone, ma strano, non lo vedeva. Provò a chiamarlo più volte, a voce sempre più alta, ma l'unica risposta che riceveva erano quei lamenti. Provò a cercarlo. Lo trovò sdraiato sotto ad una grande quercia, tutto sudato, con le lacrime agli occhi, con la bocca gonfia che ululava. Cappuccetto Rosso si avvicinò a Golosone e cercò di rincuorarlo accarezzandolo, ma quando la sua mano toccò il muso, il lupo si ritrasse di colpo e iniziò a piangere.

Cappuccetto Rosso non sapeva proprio cosa fare, non poteva sopportare di vedere il suo amico in quelle condizioni. Decise di provare a convincerlo a seguirla. Lo prese delicatamente per il collo e lo fece alzare, poi, quasi abbracciandolo cominciòa camminare con lui dirigendosi verso la casa della nonna.

Quando arrivarono, Golosone abbassò le orecchie, mise la coda tra le gambe ed infine si accucciò. Non voleva entrare. Cappuccetto Rosso chiamò la nonna a gran voce:"NONNAAAAAA Golosone sta male, CORRIIIIIIIIII, AIUTOOOO" La nonna spaventata da tale baccano uscì di corsa per vedere cosa stesse succedendo. "Ah, è solo Golosone!" "Ma nonna Golosone sta male" disse Cappuccetto Rosso.

"Certo che sta male, so che sta male, ha mangiato tutta la torta di castagne, metà di quella di mele, un vassoio di biscotti, e per dolce un pezzo di torrone! Chi non starebbe male?" "Ma guarda, nonnina, ha il muso gonfio, non avrà mal di denti?" No, credo che abbia ancora in bocca il pezzo di torrone, ma visto che ha mal di pancia, non ha avuto il coraggio di mangiarlo, ma come vedi, lui non butta niente! Vieni qui, bestiaccia golosa, te ne approfitti perchè sai che ho il cuore tenero e che ti voglio un mondo di bene, ma ora dobbiamo pensare al mal di pancia"

Golosone pensava che la nonna lo sgridasse o lo punisse in qualche modo, e non aveva nessuna intenzione di muoversi, tremava come una foglia!

La nonna che aveva capito, lo conosceva troppo bene, chiese alla nipotina di restare con lui ed entrò in casa. Uscì dopo alcuni minuti con una ciotola di camomilla dove aveva sciolto una medicina per il mal di pancia.

"No che non ti sgrido, no che non ti punisco, testone, ti sei già punito da solo con il mal di pancia che ti sei fatto venire! Ti ho mai negato di entrare nella mia cucina? Ti ho sempre dato i dolci? Si, ma pochi. Non vuoi proprio capire che troppi dolci fanno male? Pensavi  forse che ti dicessi basta per farti un dispetto? Beh, il dispetto te lo sei fatto da solo.Adesso bevi la camomilla, poi vieni in casa, questa notte dormirai davanti al camino, al calduccio, sopra la coperta blù che ti piace tanto. Prima però dammi quel pezzo di torrone che hai in bocca!"

Il lupo, rincuorato da quelle parole, severe, ma dette con tono dolce, sputò il torrone che teneva tra i denti,bevve tutta la camomilla e poi entrò in casa con la nonna e Cappuccetto Rosso.

"Nonna, davvero Golosone ha mangiato tutti quei dolci? Ma non sa che fanno male al pancino ed anche ai denti? Ma i denti se li lava, almeno? Altrimenti si cariano e poi deve andare dal dentista, che ti fa la puntura, usa il trapano, e poi tutte quelle altre cose che puzzano e..."

"Certo che lo sa, glielo ripeto tutti i giorni, ma sai come sono i lupi? Dolci, belli, affettuosi ma testardi. Lui pensava che non volessi dargli i dolci per dispetto, ma io gli dicevo basta proprio per tutto quello che hai detto tu, ma questo muso peloso non mi ha mai ascoltato. Forse, ora, ha capito! Troppi dolci fanno male anche a te, bimba mia, una caramella al giorno può bastare, ma ti devi ricordare di lavare i dentini bene bene, altrimenti sai cosa succede"

"Certo nonna, lo so. Io mangio una caramella solo quando la mamma me lo permette, e non faccio capricci se mi dice no! Non faccio come Golosone!"

Il lupo ascoltava attento. "Aveva ragione la nonna, sono stato proprio uno sciocco testone a non ascoltarla, ma quella torta di cioccolato....hum buona, quella di castagne poi, sublime, ed i biscotti appena sfornati........non potevo lasciarli là sul tavolo! E poi ho voluto anche il torrone! Sciocco, sciocco, sciocco! Da oggi in poi mangerò solo quello che mi darà la nonna, prometto! La mia pancina, che male!"

Nonna e nipote si sedettero per terra accanto a Golosone, lo accarezzarono a lungo, fino aq quando non furono sicure che si fosse addormentato. "Speriamo che dorma, ma soprattutto che non sogni dolci!" Disse la nonna:

Da quella sera Golosone si comportò bene, non rubò più dolci alla nonna. Si impegnò anche a spiegare agli altri animali del bosco che mangiare troppi dolci fa male.



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