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lavoro pubblicato lunedì 22 aprile 2002
ultima lettura giovedì 19 luglio 2018

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Nuvola

di Zak Fett. Letto 2385 volte. Dallo scaffale Eros

Stanotte l’ho sognata. I suoi occhi di pece ancora confrontarsi coi miei. Esistenze trascorse e subite, svanite nel lampo dell’essersi riconosc...

Stanotte l’ho sognata. I suoi occhi di pece ancora confrontarsi coi miei. Esistenze trascorse e subite, svanite nel lampo dell’essersi riconosciuti. Evitata nella realtà ma agognata nel sonno, parlare credendo di stupirti per poi straziare quella tua cinica indifferenza. Ma il mio respiro entra in sincronia con il tuo, i nostri petti si alzano insieme, la tua bocca dischiudendosi è un invito a guardarti, un sollecito di cui non ho bisogno. Il mio presente, quel frutto d’infinite battaglie, lotta contro il mio desiderio di possederti, umiliare sotto il mio corpo il tuo disprezzo, perdermi nel fuoco mentre mordo la tua pelle. Un gorgo strappa ciò che di caro ho saputo creare, mi sento lacerato da ricordi e cerco di afferrarmi allo sdegno per salvarmi. Non si perde chi non vuole che succeda, sorridendo ti cedo illudendomi che non abbia altra conseguenza che risvegliare un piccolo demone da anni sopito. La mia vita, il mio oggi svanisce. Al mio risveglio, in uno specchio ti rivedo. I nostri occhi sono gli stessi, il baratro che mi attirava era il buio tetro bosco dei miei pensieri. Ti vedo per ciò che sei ora, l’ombra della donna amata che non ho saputo, voluto allontanare. Mi sorridi mentre arretri verso le altre figure sbiadite che ti attendono nel nero intrico di alberi. Sereno ti saluto mentre torni tra i ricordi, pensieri che custodisco lontano dalla luce accecante. Non eri Lei, non saresti mai potuta esserlo. Eri superiore a lei, eri la persona che avrei voluto tu fossi, per la nostra vita. Una vita divenuta un mio rimorso, forse solo un’altra piccola follia.


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