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lavoro pubblicato martedì 26 settembre 2006
ultima lettura lunedì 17 giugno 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Le caramelle fanno male

di Miri. Letto 1404 volte. Dallo scaffale Fantasia

TOC TOC … - Chi e’? – SIGNORA C’E’ UN PACCO PER LEI, APRA!- guardo dallo spioncino, non mi fido, sembra tutto ok, c’e’ una persona di mezza eta’ con...

TOC TOC … - Chi e’? – SIGNORA C’E’ UN PACCO PER LEI, APRA!- guardo dallo spioncino, non mi fido, sembra tutto ok, c’e’ una persona di mezza eta’ con una busta in mano che aspetta, metto la catenella e mi accingo ad aprire con cautela – SBAM! La porta sbatte con violenza, il tizio cerca di aprirla con forza ma per fortuna c’e’ la provvidenziale catenella che regge all’urto e io con una spallata cerco di richiudere la porta. Non ci riesco, e’ uno spingere contro spingere con strattoni violenti ‘ MARAAAAA – urlo – portami subito le chiavi! – cerco di richiudere la porta con l’intenzione di bloccarla appena Mara mi porta la chiave. – Mamma dove sono, non le trovo! – Nel cassetto – urlo e cerco di resistere – VOGLIAMO LO ZUCCHERO! - Urlano da fuori. Finalmente si sono smascherati, e’ la Squadra dello Zucchero, gia’ sento altre voci nel corridoio, accidenti se sono arrivati gli altri non riusciro’ a resistere a lungo – Mara le chiaviiiiii - ma Mara non le trova! Urlo a Diego di correre in camera da letto e chiamo Mara. – Mara - sussurro – Vai alla porta sul retro della cucina, aprila e metti la chiave dal lato esterno. Quando ti dico “Vai” esci e sbatti la porta facendo piu’ rumore che puoi, chiudi a chiave dall’esterno, poi scappa subito al piano terra senza fermarti mai. E cerca qualcuno che ti possa proteggere. Fai uscire piu’ gente che puoi in giardino. Ci vediamo li’ tra poco. Ora corri e fai quello che ti ho detto. – Mara corre e si prepara, mi fa un cenno di OK ed e’ pronta. Nel frattempo ricevo due spallate che quasi mi spalancano la porta, ma riesco a richiuderla. - VAI! - Urlo a Mara e lascio la porta nel momento in cui ho calcolato la prossima spallata. Corro nella camera da letto e chiudo a chiave da dentro. Come ho calcolato, due energumeni entrano e non trovando questa volta la mia resistenza vengono violentemente scaraventati a terra, contro il muro di fronte alla porta, con una gran botta che li stordisce per il tempo necessario a me per rinchiudermi nella camera dove mi aspettava Diego. Sentono il rumore dalla cucina e appena si riprendono si precipitano cercando di capire che diavolo e’ successo in cucina. Mara ha il tempo di scappare, ed e’ gia’ in fondo alle scale dove ha trovato il portiere e il vigilante che la accolgono e la calmano, mentre lei racconta cosa e’ successo. Il vigilante chiama subito la Squadra Antitartaro di Assalto Sospeso. Nel frattempo io chiudo a chiave, piano piano, la camera da letto, senza fare rumore. Sposto la tenda della finestra, scopro una botola sulla parte bassa del muro e infilo di corsa Diego nel tunnel-scivolo indicandogli con il dito davanti alla bocca di fare silenzio. Diego scende silenzioso e raggiunge il cortile del piano terra. Mi infilo io stessa nel tunnel, metto un piede nello scalino interno, avevamo fatto fare il tunnel proprio come mezzo di fuga di emergenza e con accuratezza sposto la tenda rimettendola a posto in modo che dalla camera non si veda la botola, richiudo la botola e mi lascio andare giu’ nel tunnel. Non capisco che succede, sembra che non ci sia forza di gravita’ e non scivolo veloce verso il basso, sono fluttuante, come senza peso. Mi aiuto con le mani e mi spingo verso il basso, scendo dolcemente fino al giardino. Esco dal tunnel e corro a prendere per mano il piccolo Diego, scappiamo verso il cortile davanti alla casa e vediamo il piano della Squadra Antitartaro gia’ in atto: una dolce musica a meta’ tra la musica sinfonica e il country americano si diffonde nell’aria, la gente fluttuando leggera a mezzo metro da terra sfila e balla con abiti da sera sfolgoranti di strass e paillettes, c’e’ un cigno bianco con una piccola corona di smeraldi che trasporta con impalpabile leggerezza Mara verso di me. Una carrozza ci aspetta, ha le dimensioni di una grande mela, e sembra uscita da un cartone animato, non sara’ facile entrarci.Decido di far entrare prima Diego, e appena lui si avvicina, la carrozza spalanca una porta e si fa grande a sufficienza da far entrare comodamente Diego, poi si ritira alle sue dimensioni originarie. Si avvicina Mara e la carrozza si allarga di nuovo, anche Mara entra senza problemi. Il nonno, penso, non passera’ mai ma anche per lui la porta si distende e stiracchia con una smorfia di sforzo ma abbastanza da far entrare il nonno tranquillamente. Infine entro io con lo stesso sistema e chiudo la porta. All’interno c’e’ tutto lo spazio per accogliere comodamente quattro persone e sui sedili di velluto broccato rosso ci sediamo tutti quanti. Dal finestrino vedo i tre delinquenti della Squadra dello Zucchero che escono dalla porta principale, danzando a mezzo metro da terra, con i visi beatamente ispirati da una pace interiore e accompagnati ciascuno da una bella ragazza in abito lungo che emana una grazia celestiale: sono le poliziotte della Squadra Antitartaro che hanno catturato i tre criminali e li portano al Centro Liquefazione. Continuo a chiedermi come siano arrivati quei delinquenti a casa mia, visto che rigidamente rispetto le regole e non tengo dolciumi in casa. Decido che, anche se il pericolo sembra passato, raggiungeremo il Centro di Sicurezza Antigrasso come previsto dalle procedure in caso di attacco dentro casa e ordino al cocchiere di partire. La carrozza, di nuovo piccola piccola, e’ trainata da quattro animaletti lontanamente simili a dei cavalli, di colore bianco, con una specie di criniera color bronzo e un mantello color blu notte costellato di stelle luccicanti sulla schiena. La carrozza si muove e decolla, verso l’alto e in avanti. Ci troviamo a un paio di metri da terra e non riusciamo a salire di piu’, sembra che l’effetto antigravita’ creato dalla Squadra Antitartaro sia finito e che la carrozza sia troppo pesante. Mi viene un dubbio: - ragazzi, mollate subito la zavorra - e Diego e Mara iniziano a svuotare le tasche e a buttare dai finestrini caramelle gelline verdi e cioccolatini ai quali appena fuori dal finestrino spuntano due alette impalpabili e se ne vanno sparpagliati ma puntando verso i tre criminali ancora sotto gli effetti della Squadra Antitartaro. Ecco la spiegazione! – mormoro tra me e me. Ci alziamo di un altro paio di metri e davanti a noi compare qualcosa di indefinito: sembra una nuvola di insetti, ci avviciniamo, no, sono piu’ grandi degli insetti, ma che cosa sono? Sembrano bellissime farfalle, hanno delle stupende ali coloratissime un visino carino e simpatico ma deturpato da un naso a forma di sega elettrica. Sono le terribili Farfalle Legnofile e attaccano la nostra carrozza! NON e’ possibile. Esco sul tetto e le caccio a suon di frustate con i miei lunghissimi capelli lisci e viola. Sembrano impaurite anche perche’ quando riesco a colpirne una le scarico addosso un impulso elettrico che la paralizza all’istante lasciandola fluttuare immobile nell’aria. E nel frattempo penso: - ma perche’ non saliamo piu’ in alto? Ho un’altra folgorazione : - ragazzi, se non mollate tutta la zavorra vi faccio segare in due dalle farfalle! E cosi’ Diego e Mara iniziano a tirare dai finestrini una decina di lecca lecca tiralingua, e sorpresa sorpresa il nonno butta giu’ due torte al cioccolato, di quelle che esplodono se non riesci a mangiarle tutte entro due minuti. Finalmente ci alziamo. E lasciamo la nuvola di Farfalle Legnofile diretti verso il Centro Antigrasso. Questa volta sono sicura che riusciremo a superare il blocco perquisizioni senza ulteriori sorprese.


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