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lavoro pubblicato giovedì 14 settembre 2006
ultima lettura domenica 10 marzo 2019

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sex and the music

di Giada Talamo. Letto 4195 volte. Dallo scaffale Cinema

Onori e gloria a Darren Star, il regista della fortunata serie televisiva Sex and the City, alla genialità dei dialoghi sul sesso, coloriti di sapient...

Onori e gloria a Darren Star, il regista della fortunata serie televisiva Sex and the City, alla genialità dei dialoghi sul sesso, coloriti di sapiente umorismo di Carrie Bradshaw, la giornalista che è interpretata dalla carismatica attrice Sarah Jessica Parker. Così, le parole dette e scritte da Carrie, si susseguono sagaci e fiere come è la femminilità che traspare vincente per tutta la durata del telefilm. Dunque, il tema del sesso viene trattato egregiamente nelle sue multiformi argomentazioni che sottolineano le varie associazioni che si possono fare con la sessualità. Ed è proprio in questo caso che si potrebbe attribuire un unico punto critico alla brillante serie tv. Ossia, il non aver evidenziato abbastanza la storica fratellanza che fa della musica la sorella maliziosa per eccellenza del sesso. Un sodalizio inossidabile da sempre per un intramontabile viaggio nella memoria… la traccia di una danza orgiastica in onore del dio Dioniso fino alla presunta adorazione di Satana con la nascita del rock, negli anni 50, che si diceva essere melodia insidiosa nelle menti di giovani ribelli delle regole sociali. Una miriade di “demoni danzanti” le musiche di Elvis Presley, la prima vera icona del sesso con lo storico movimento del bacino. Poi, “tanti giovani indiani” che ballavano con le musiche dei Doors cantate da Jim Morrison, quel sublime poeta urlante della sessualità fallica esibita nei suoi concerti. Quei meravigliosi anni sessanta e settanta in cui, allora come oggi, Il fallo era il simbolo del sesso, già ben immortalato nell’ anima della chitarra di Jimi Hendrix e nell’ esemplare foto di Mick Jagger, il cantante dei Rolling Stones , a cavallo di un enorme fallo. Il sesso, era spesso esaltato nel sapore della sua natura ambigua con i travestimenti di David Bowie, sensuale figura androgina. Mentre in Italia serpeggiava una strachiaccherata Amanda Lear per la sua dubbia appartenenza sessuale. E la massa si chiedeva: “sarà maschio o sarà femmina?” , proprio come in attesa di una importante nascita. Ed ecco così giungere il "gay liberation movement" che era soprattutto un fenomeno sociale che coinvolgeva l'intera popolazione omosessuale. Un gruppo musicale gay tipico dell'era erano i Village People che diventavano con Macho Man, nel 1978, una delle icone della musica velata di richiami sessuali trasgressivi . E come poter dimenticare la voce di Freddie Mercury? Voce potente come un orgasmo multiplo che pare non avere mai una fine. Lui, re e regina del canto che con i suoi Queen innondava di amore, musica, e sesso, intere generazioni degli anni 70, 80, 90 e oltre, fino ad oltrepassare la morte fisica nel 1991. Subito dopo venivano i tempi in cui si iniziava a diffondere la musica rap dei negri che, con le loro voci basse e scure, riuscivano a dipingere le note con un pennello dal colore altamente sensuale. E, BOOM BOOM BOOM... arrivava Mr Boombastic, Shaggy, nel 1995. Così oggi, e più precisamente il 5 febbraio 2001 a Marino, nella provincia romana, durante il concerto di Marylin Manson, una fan del reverendo satanista si trovava ad esssere invitata sul palco per recitare una simulazione di estrema copulatio, come a voler far rivivere il mito di Eros e Thanatos. L'amore, la morte, la musica, il caos. E’ l’ eterno fascino del sesso che si tramuta in una attrazione fatalmente ossessiva nell' attimo in cui penetra la musica. E sarà forse per via di quello stato di psichedelico abbandono tipico degli anni del “ sesso, droga e rock ‘n’ roll” che avrà ispirato Douglas J. Cuomo, il creatore della colonna sonora di Sex and the City? Magari no. Ma, quella apparentemente semplice musichetta, è una delle suonerie Mp3 più in voga del momento. Giada Talamo



Commenti

pubblicato il 08/05/2007 17.54.28
Diego Franchi, ha scritto: Giada Talamo..ma penso ad uno peseudonimo autoironico, da parte di una persona dotata di intelligenza emotiva, come penso quella femminile oppure omosessuale.Natura verso la quale non ho mai sviluppato prevenzioni , e sempre rispettato - ho avuto amici omosessuali che ho stimato per l'eleganza - pur non condividendola . Sono capitato prima sul tuo scritto di settembre 2006 su'Sex and city" ", e ho sentito l'impulso - sensazione che ho , anch'essa, sempre rispettato e seguito entro i limiti imposti dalla volontà di non prevraricare nessuno - di commentare così: No, tutte le persone e le situazioni che citi, non hanno mai più fatto scuola nè tendenza, propio da quando una parte non trascurabile dell'umanità - almeno quella che mangiando tutti i giorni può occuparsi di analizzare la sfera sessuale, perchè in Darfur, per esempio, non possono, perchè occupati a capire come mangiare ogni giorno - ha raggiunto una " coscienza della propia essenza". Che ha permesso di capire che in Freud - pur essendo egli nel vero quando l'ha indicata come la sfera dell'equilibrio per eccellenza - c'erano angoli di paranoia , quando trattava della sessualità. Il tema è stato poi ripulito dalla paranoia dal suo allievo più prestigioso, Jung. La libertà acquisita dal 68 agli anni 70, era la logica reazione agli eccessi di condizionamento perpetuati per secoli , non per anni.Le " trasgressioni"pur presenti, tali restavano, e quindi non hanno mai inciso sul problema di fondo. Ma voglio andare al dunque, anche perchè non mi ritengo all'altezza di approfondire come sembrano - ho detto " sembrano" - capaci di fare i sessuologi, braccio.. sinistro degli psicanalisti. A loro volta nati dalla categoria dei neuropsichiatri, perchè questi ultimi lealmente non hanno voluto partecipare a quello che è stato per decenni un proficuo sfruttamento delle inquietudini nate dalla convivenza delle convenzioni con le prese di coscienza dell'età contemporanea. Moravia scrisse un gustoso racconto lungo - " Lui ed io " - sulla convivenza di un maschietto con il propio pene. Potrebbe esser descritta -quella convivenza - anche da una donna con la propia vagina ( e c'è stato qualcosa , scitto da una certa Blackledge, di cui ho letto soltanto la recensione - momen nomine , questo... " conoscenza nera.." ? - in " Storia della vagina". Dove essa , la vagina, viene analizzata da un punto di vista storico, sociologico, e forse altro. Mi ha colpito il racconto delle donne indù, che anticamente ( quanto anticamente..?) , la mostravano al mare in presenza di uragani, per scongiurare i maremoti. Bene, dicevo , la convivenza descritta da Moravia mostra un pene affezionato e fedele esecutore - salvo disavventure non volute - degli impulsi sessuali del suo " contenitore umano" , ma ovviamente senza il dono della parola.E penso, dicevo, idem per la vagina. Ma se quell'uso della parola fosse possibile, pene e vagina esporrebbero tutta la loro protesta verso ammucchiate, orgie , satanismi, e compagnia cantante. Soluzioni che non hanno risolto niente,salvo annegare problemi e problematiche irrisolte nel caos. Dove loro, i nostri conviventi fedeli e taciturni, non fanno nemmeno in tempo ad assaporare quegli orgasmi che - unici - nascono dalla magia del rapporto sessuale vissuto nella intimità , dopo essere stato eccitato dalla curiosità verso quella " singola" persona, verso quella " singola" emozionalità. Se dovessi chiedermi se sono certo di quanto dico, ti risponderei come Socrate, che sono certo solo di non essere certo. Ma soprattutto perchè la sfera individuale è ..individuale, e quindi esposta a variazioni incalcolabili. E queste variazioni incalcolabili non solo non sono gestibili in fatti " orgiastici, ammucchiastici.."se mi passi il neologismo, ma ne riportano danni che fanno proseguire sulla stessa strada al'infinito.Come accade quando risolvi problemi di stress o di depressione con gli antidepressivi o peggio con la droga. Questo volevo dirti, e da terra , non certo da pulpiti, quando ho poi letto gli altri tuoi scritti. Ed ho trovato quanto di meglio si possa dire da parte di una donna sulla mancata tuttora realizzazione di un autentico rispetto e trattamento alla pari da parte della mia metà del cielo.Sia in forma di comportamenti diretti - lapidazioni, delitti ,prevaricazioni, etc - che indiretta,mostrando ipocrite doglianze, ma fregandocene nella sostanza. E allora il commento è diverso: come mai quella apparente esaltazione delle sfere orgiastiche e perfino sataniste ? Non è la donna che in quelle sfere ci rimette di suo ? Le baccanti è sicuro che raggiungessero l'orgasmo negli accoppiamenti tra una danza e l'altra'?

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