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lavoro pubblicato martedì 29 agosto 2006
ultima lettura venerdì 2 agosto 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

L'ultima volta

di nevedispagna. Letto 1527 volte. Dallo scaffale Sogni

L'ULTIMA VOLTA "Madre...." Un'unghia perfettamente circolare e dorata sfiorò uno stelo. La bellissima Fiorenero si fermò dinnanzi alla Port...

L'ULTIMA VOLTA

 

"Madre...."

Un'unghia perfettamente circolare e dorata sfiorò uno stelo.

La bellissima Fiorenero si fermò dinnanzi alla Porta Fiorita.

"Madre di tutte le Madri...", sospirò.

E Lei si mostrò..sino ad un istante prima si era celata..Ovvero, tutto si era celato.

Fiorenero la bella percepì il lieve cambiameto di calura nell'aria, poi i colori cambiarono in un lento processo di liquefazione.

come vernice scivolata sul metallo.

Fu come scoprire un quadro celato da un altro quadro:la realtà si disciolse sotto le lacrime di Biancafebbre, Madre di tutte le Madri.

Fiorenero lesta cercò riparo, conosceva la terribile quanto incolpevole sofferenza che il contatto con quella rugiada sgorgante da quei cerulei occhi le avrebbe procurato.

Si ritrovò così dinnanzi al baratro del VUOTO CIRCOLARE.

Intanto ritmico ed inesorabile il processo rivelò l'intero ambiente circostante.

Freddo, freddo nelle vene della bellissima Fiorenero.

"Così è, allora", sospirò.

iL VECCHIO E PICCOLO GATTO INGLESE in ultimo le aveva intimato di fuggire da....Mai consiglio(..ordine...), fu più propizio, un grande segreto , una grande missione ed una grande speranza ora portava nel cuore.Cuore stretto da una morsa da quando il CAVALIERE ELETTRICO cadendo sotto gli enigmi della possente MEMORIA RIBELLE l'aveva fulminata con lo sguardo, uno sguardo colmo d'amore e di fiducia:ed allora era rimasta veramente sola...Si toccò la veste spoglia ma fiera,ed il collo teso e deserto d'ornamenti.

Così è, allora", ripetè.

(COSì LUI VUOLE...)

La VOCE le rintronò nella testa.

Un'altra sola volta aveva incontrato la Madre, e mai aveva scordato la sua voce dolce e terribile, leggiadra ma pesante, nuova ma carica di un peso che la sua mente faticava persino a concepire.

E tutto si scosse. La bella Fiorenero avvertì una ruga vibrarle nel volto.

(ECCO...SONO INIZIATE le IMMAGINI).

Le parole rimbalzarono veloci sulle pareti incrociando lievemente le punte dei capelli.

"Madre...Madre...cosa succede...a lungo ti ho cercata....Chi? ...cosa...vuole…"

Ed una lacrima , una delle innumerevoli della BIANCAFEBBRE, la sfiorò. Il contatto appena accennato le procurò un intenso brivido che le percorse e le percosse la schiena obbligandola a chiudere gli occhi e a mordersi il labbro inferiore.

Cadde, cadde proprio al limite del Vuoto Circolare, poi il salto...lieve, per appoggiarsi ad un'idea più sicura.

Lo spazio attorno a se era cambiato di nuovo.

Probabilmente avrebbe dovuto sbrigarsi ,tagliare i dialoghi e sforzarsi di comprendere più velocemente....la velocità...tutto si svolgeva secondo dei ritmi impenetrabili.

Si trovo immersa in un vicolo, stretto, una stradina fatta di orribile cemento gigio.

La bella Fiorenero pietrificata attendeva.

Come attendeva del resto la sua immane missione, letteralmente intralciata da quella visione terribile quanto inspiegabile.

"Madre...Madre Nostra...come...cos'è...dove..."

Le rispose un urlo. Un URLO Da est. Poi un pianto...

(TUTTO INIZIA E FINISCE.....DA UNA VIOLENZA AD UN ALTRA VIOLENZA...Il vecchio ritorna nel nuovo...).

DURANTE IL LUNGHISSIMO VIAGGIO AVEVA VISTO E PROVATO emozioni su di una scala cromatica amplissima . Ma…quella voce...

Si scosse i lunghi capelli. La scena stava cambiando di nuovo.

Adesso si trovava all'inizio d'uno scivolo lastricato di pietra. LA bellissima Fiorenero capiva sempre meno.

Guardo al di sotto. Lo scivolo di pietra proseguiva in una strada a cui bordi c'erano delle grosse porte bianche .Affianco c'era una barriera composta da assi sottili e nere che recintavano una strana costruzione. Qualcosa simile ad una scia di vento impetuoso la sfiorò, scendendo, o almeno così le parse. Istintivamente girò lo sguardo verso la stradina, ma non riuscì a comprendere la natura di tale velocità, ne la provenienza. Cercò allora di fuggire ma non riuscì a muoversi....

(CALMA PICCOLO AMORE MIO. CALMA.)

La voce le colmò l’animo.

"Madre....Madre io devo parlare...sono sfinita...vengo da molto lontano...mostrati ancora...ti prego...un grave pericolo...incombe…su...."

Una lacrima pesantissima le cadde affianco aprendo una voragine.

Sbigottita le si avvicinò.

(NON AVERE PAURA...SONO I SUOI RICORDI....)

Ma lei non sentì. Anzi , si guardò di nuovo attorno, le belle braccia tese attorno al suo bacino, le unghie in posizione di difesa.

Nulla ormai era calcolato, tutto il suo corpo era governato dalla frenesia dell'istinto.

POi guardò in alto.

Nel cielo immensi, apparvero due occhi nerissimi. La voce le morì in gola. Si tastò il fianco cercando la sua...

Un moto di sorpresa la colse ...Cosa stava facendo?Involontariamente si tastò una natica , poi finì un poco più sotto e tocco la pelle nuda.

Inorridì per un istante. La sua veste invidiata per la praticità e la capacità d'adattamento nelle nobili arti della diplomazia, dell'amore e della guerra era...era tagliata in due parti.

La parte superiore aderiva al petto e scendeva sino alla vita nel suo strano tessuto bianco finemente tessuto a mano...ed…ed un disegno incomprensibile o forse una scritta ornavano il ventre. Sotto invece...sotto c'era ben poco...Una ..una pelle d'animale nera stretta e ben levigata copriva i suoi più intimi segreti e non andava molto più in là, scoprendole le lunghe gambe d'avorio. Fu colta dal diSgusto, cercò con gli occhi un riparo per rimuovere quel povero cadavere da se....

"Oh Madre…grandi prove gli ANTICHI mi avevano predetto...Ma questa...devo seppellirlo....devo seppellire questa povera cosa...Oh Madre mia...Madre nostra...Aiutami ad asportare il Sacrilegio dal mio corpo.."

Silenzio.

Attorno a se’ comparve un giardino sovrapponendosi a ciò che sino ad un istante prima aveva percepito.

La bellissima Fiorenero si deterse il sudore dalla fronte.

Ma gli occhi erano ancora lì nel cielo…terribili...

La vita stretta le fece perdere l'equilibrio e mentre cadeva all'indietro fu afferrata da un qualcosa di avvolgente.

Delle invisibili braccia la strinsero a mezz'aria.

"Co..cosa succede...."

Un sussurro...Un sussurro vicinissimo volò nell'orecchio sinistro, entrò nella cavità e si perse dentro lei, ritmicamente, sempre più debole.

(...Non chiedermi come nè perchè, ma lo so....sento quello che senti tu...provo quello che provi tu...non chiedermi...lo so...quello che...tu...tu....)

"io...ti prego...lasciami...soffo..c...."

Tutto sparì.

Un cagnolino nero sbucò dal nulla e leccò le unghie della ragazza.

La voragine era ancora là. Qualcosa di irrimediabilmente triste s'impossessò di lei.

"Ho fallito...ho fallito", pensò."E' semplicemente finita...deve essere..."

La bellissima ragazza si osservò le vesti e si tastò lo strano e lungo tessuto blu che divaricandosi dal basso ventre le avvolgeva ora le gambe.

Rise dentro di se’.

"Sembra…sembra una tuta da guerriero....Degno modo per finire....".Poi si toccò la collana ed ebbe un fremito d'imbarazzo.

(DI COSA TI VERGOGNI?)

Ma LEI chiuse gli occhi.

(PERCHE' ARROSSISCI AMORE MIO?)

Mesta indicò nel cielo.

(ah...AH...TI OSSERVANO...)

La bella ragazza annuì.

(COME E' BELLA QUELLA COLLANA...VORREI VEDERLA ...AVVICINATI...)

La voce sembrava provenire dalla voragine.Dimenticò i terribili occhi.

"Madre!...Arrivo...."

Lentamente si portò sull'orlo. Sporse la testa., poi di scatto si tirò indietro.

(PERCHE' TI FERMI?VIENI....VIENI CARA, MIO AMORE PREDILETTO, VIENI A ME...).La voce echeggiava lontana..

"Perche' mi tormenti?Perchè", singhiozzò stringendosi quella collana color..."Tu sai...sai benissimo... che non posso..."

(..GUARDARE LA MADRE NE' PRONUNCIARE IL SUO NOME!)

La voce ora era dolcissima e imperiosa.

Nel giardino sovrano il silenzio conduceva una stranissima danza .

(MA IO ORA TI DICO...VIENI!)

"Ma gli ANTICHI prescrivono.."

(ME NE FOTTO DEGLI ANTICHI!GUARDA IN QUESTO BUCO!VIENI!).

"Ma...la missione", ribatte esasperata stringendosi la testa."La missione, io devo trovare... riportare il color....il colore...Oh Madre.."

(BIANCAFEBBRE.....!)

"..Madre...la REGINA DI LUCE sta moren....", biascicò senza ascoltare appoggiando le palme sconfitte e le unghie tagliate a punta , nere, per terra, al limitare del nulla.

(QUALE COLORE?...QUALE REGINA?...)

La ragazza sentì un profondissimo nodo alla gola....poi urlò...

(Silenzio...Silenzio in sala!)

"Aaaarghh!Perdonami Madre...Dopo innumerevoli peripezie ero giunta alla Porta Fiorita...Stavo per affrontare il vuoto Circolare quando ti ho percepita...Ma probabilmente tutto è perduto...", si stropicciò gli occhi."...LA ..La REGINA DEVE ESSERE MORTA E TU...", calcolò bene le parole , prese un profondissimo respiro che la strana tuta blu le soffoco’ in grembo, poi continuò.

"..E...E..tu Impazzita, povera Madre mia....Madre nostra, nostra ultima speranza...."

(Breve pausa)

(IO...IMPAZZITA?)

Una fragorosa ed eterna risata spaccò il silenzio, creando un vuoto d'aria tremendo che la risucchio’.

Cadde, cadde per molto tempo senza dire una parola , aspettandosi la meritata fine.

Poi impattò su di una superficie morbida. Aprì gl'occhi e vide nella tenebra lunghi e mossi capelli castani. Preda del terrore , con uno scatto frutto più della disperazione che della volontà, si voltò verso l'alto.

"Una ragazzina...una ragazzina come me... ma come..."

LA CASCATA DI CAPELLI CASTANI SI SCOSSE.

(POVERO AMORE MIO...NE 'VUOTI NE' PORTE FIORITE, NE' COLORI NE' REGINE, NE ANTICHI...)

"Ma madre...io..."

(PICCOLA MIA...QUALE LUNGO VIAGGIO HAI AFFRONTATO...NON VUOI GUARDARMI?NON VUOI RACCONTARMI NULLA?AVVICINATI..)

Ma la BELLA ragazzina voltata non si mosse. E non parlò. la collana iniziò ,nel suo lento tremolio, a riempire di freddo suono la caverna.

(PERCHE' NON MI RACCONTI DEL TUO VIAGGIO SINO A ME ?).

"iO... IO..h compiuto un lungo... io.. ho affrontato...."

"SI...HAI AFFRONTATO GLI SCUDI FORATI, LA MEMORIA RIBELLE, IL GATTO INGLESE CHE TI HA DETTO DI FUGGIRE, LE SIRINGHE SOGNANTI..MA COSA....COSA TI HANNO DETTO ESATTAMENTE ?DIMMI CARA...)

Silenzio.

(NON VUOI DIRLO ALLA MADRE DI TUTTE LE MADRI?E' UN SEGRETO?).

La voce risuonò ovunque nella sua estrema dolcezza.

"No...Madre...Si' Madre ...."Si guardò in un invisibile specchio ed arricciò le labbra in uno strano modo....STrabuzzò gli occhi...poi continuò...

"Hanno.. hanno detto:OGNI SPETTRO...."

(SI...)

La bella ragazzina esitò...

"..SOGNA...."

(SU...SU CARA AVANTI...)

"....LA SUA..."

(DILLO!)

...LA SUA MEMORIA!"

E cadde ai suoi piedi. Fu un attimo.

(ALZATI...ALZATI MIO DOLCE FIORE)

LA ragazzina con fatica, e tenendosi sui polsi, calcò forza sulle gambe, e lentamente si rialzò, coprendosi con le mani la vista della Madre. Poi guardò in alto.

L'apertura della voragine, che avrebbe dovuto rivelare il cielo era completamente oscurata dai due occhi mastodontici.

Fu letteralmente paralizzata dal terrore.

(GUARDA CARA, NON AVER PAURA OSSERVA...COSA VEDI?)

Con enorme fatica la ragazzina rialzò il viso e gradualmente fissò le enormi profonde pupille

All'inizio vide se stessa riflessa nell'iride.

Poi vide qualcos'altro.

...

"Allora Zakka!hai finito quel lavoro che ti ho chiesto?".M. incespicò su un tavolo finendo a terra.

"Maledizione, i fogli!Dai M. alzati, aiutami a raccoglierli!"E si passò le unghie fra i radi capelli.

La musica degli Stones assordava e seduceva la stanza...

" Frasi come versi di poesia, azione e tono quasi teatrale...Immagini e svolgimento prossimi al cinema", si ripeteva come in un mantra mentale M.

Affannato il suo amico ritrovò a stento il foglio perduto.

"Ecco fatto! Guarda qua....", e gli porse il foglio.

M. fissava gli occhi azzurri, la ferma figura del volto aguzzo, i leggeri pennellati castani ad ondeggiare il disegno dei lunghi capelli, il fulgido viola della goccia di lacrima esplosa sul nudo petto.

"Le somiglia, le somiglia molto, vero?"

M annui.Lo sguardo divenne liquido mentre il tempo si fermava.

SI’ LE SOMIGLIA MOLTO..DAVVERO...

Poi l'altro di scatto si volto’, aprì le braccia e aprendo bene i denti urlo':"Bene...Manca solo un'epigrafe per completare l'opera!"

E accarezzo' la tavolozza.

M.lento si avvicina, prende un pennello, e scrive:"AD UNA STORIA MAI RACCONTATA"

L'altro, davanti ai libri, a braccia conserte,annuisce

SI...AD UNA STORIA MAI RACCONTATA...

..

..

....

(BENE CARA...MIO DOLCE AMORE.....ADESSO PUOI GUARDARMI...GUARDAMI..)

E quella che era stata Fiorenero, con il vento freddo sulla mascella che nell'aria si sposta, tremante, volge il viso contro l'oscurita’,contro l'impenetrabilita’ di quei tratti.

E vede se stessa.



Commenti

pubblicato il 29/08/2006 19.44.46
Figo, ha scritto: Uno strano racconto, sì...Molto appassionante, certo...Ma dimmi, perchè ogni riga del testo è così distante dall'altra? Dopo una prima occhiata, avrei giudicato il tuo racconto come un testo teatrale...Tuttavia, leggendolo... Apparte alcuni dubbi e disordini, una storia molto appassionante!
pubblicato il 23/10/2006 12.56.29
Giovanni Geno, ha scritto: complimenti, compresa la confusione iniziale ,davvero un buon lavoro

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