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lavoro pubblicato venerdì 4 agosto 2006
ultima lettura lunedì 23 luglio 2018

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STAVA L'ESTATE NUDA

di DOMENICO DE FERRARO. Letto 1187 volte. Dallo scaffale Sogni

STAVA L’ESTATE NUDA Giorni d’estate dalla bocca color ciliegio magia d’una dea che sparge semenza lungo la fertile terra ove crescono il p...

STAVA L’ESTATE NUDA Giorni d’estate dalla bocca color ciliegio magia d’una dea che sparge semenza lungo la fertile terra ove crescono il pesco e l’albicocca . Vano conoscere ,scoprire se stessi i propri limiti. Maturo sembra l’animo perduto nel dolce canto delle sirene. L’ode del mare tremende paziente giungono a rive inseguite da incubi cittadini meditando su i mendici vestimenti delle figure lasse andare per strade polverose con in tasca note e libri, filosofie spicciole crudeli motivi in un crescendo esplosivo di voci e suoni tutta la città s’accorda al grido del laido cantore ed egli vaga sale scende su e giù per la mètro narrando amore speranza mostrando un cheto sorriso d’interiore delirio. Fanciulle allegre rincorse per via spiriti affini coiti intellettivi armonie fiabesche egli va suonando stornelli stretti intorno alle caviglie simili a serpenti pronti a mordere il calcagno delle giovinette . Indossando la pelle d’un canuto fauno zufolando motivi musicali lasciando alfine interrogare gli ignari spettatori sulle follie odierne sul domani incerto su ciò che affligge il mondo in preda all’orrore della guerra prendendo in giro se stesso e gli altri in un rimare fraseggiare dipingere strimpellare. Comprendere quel bene che egli contempla un sacrificio solitario misure estro liuti discordi fili immaginari legati a muri di pietra lavica. Intonato tuona l’urlo delle donne dai vicoli lunghi la lode dell’amore. Tra bianchi e candite lenzuola profumanti di fresco s’annusa passate passioni. Andare scendere per strada inzuppare al bar un cornetto in una ciotola di latte assaporare desiderare attendere tremanti rime l’ arrivo d’una tregua . Spicchi di luna nei suoi occhi socchiusi. Sentieri , viottoli percorsi in silenzio nella storia universale tenendo in mano l’ascia e il martello . Una fiamma illumina la via nell’incantato bosco di cemento ove ogni cosa sembra realizzarsi . Si perde per contrade silenziose questo amore verso il mare verso la riva in attesa dell’ arrivo d’una scialuppa di salvataggio per fuggire andar lontano. Morire pensare d’essere libero vivere un nuova vita uniti nel dilemma d’una sorte figlia del deserto clemente meritato riposo sollevando la gonna alla morte il popolo balla mentre il rospo nel campo saltella sotto le stelle novelle d’estate .


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