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lavoro pubblicato domenica 30 luglio 2006
ultima lettura domenica 27 gennaio 2019

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NOVILUNIO DI LUGLIO

di DOMENICO DE FERRARO . Letto 1231 volte. Dallo scaffale Fantasia

NOVILUNIO DI LUGLIO Giorni d’estate dalla bocca color ciliegio magia d’una dea che sparge semenza lungo la fertile terra ove crescono il...

NOVILUNIO DI LUGLIO Giorni d’estate dalla bocca color ciliegio magia d’una dea che sparge semenza lungo la fertile terra ove crescono il pesco e l’albicocca . Maturo sembra l’animo perduto nel dolce canto delle sirene. L’ode del mare tremende paziente giungono a rive inseguite da incubi cittadini meditando su i mendici vestimenti delle figure lasse andare per strade polverose con in tasca note e libri, filosofie spicciole crudeli motivi in un crescendo esplosivo di voci e suoni tutta la città s’accorda al grido del laido cantore ed egli vaga sale scende su e giù per la mètro narrando amore speranza mostrando un cheto sorriso d’interiore delirio. Fanciulle allegre rincorse per via spiriti affini coiti intellettivi motivi fiabeschi egli và suonando stornelli stretti intorno alle caviglie simili a serpenti pronti a mordere il calcagno delle giovinette . Indossando la pelle d’un fauno zufolando và fischiettando motivi filosofici lasciando alfine interrogare gli ignari spettatori sulle follie odierne sul domani incerto prendendo in giro se stesso e gli altri in un rimare fraseggiare dipingere strimpellare. Comprendere quel bene che egli contempla un sacrificio solitario misure estro liuti discordi fili immaginari legati a muri di pietra lavica. Intonato tuona l’urlo delle donne dai vicoli lunghi la lode dell’amore. Tra bianchi e candite lenzuola profumanti di fresco s’annusa passate passioni. Andare scendere per strada inzuppare al bar un cornetto in una ciotola di latte assaporare desiderare attendererime tremanti l’ arrivo d’una africa ninfa. Spicchi di luna nei suoi occhi socchiusi. Sentieri , viottoli percorsi in silenzio della storia patria tenendo in mano l’ascia e il martello . Una fiamma illumina la via nell’incantato bosco di cemento ove ogni cosa sembra realizzarsi . Si perde per contrade silenziose questo amore verso il mare verso la riva in attesa dell’ arrivo d’una scialuppa di salvataggio per fuggire andar lontano. Morire pensare d’essere libero vivere un nuova vita uniti nel dilemma d’una sorte senza volto clemente meritato riposo sollevando la gonna alla morte il popolo balla mentre il rospo nel campo saltella sotto le stelle novelle d’estate .


Commenti

pubblicato il 30/07/2006 18.42.44
Figo, ha scritto: Mamma mia! Che strazio...Ma perchè volete ostinarvi a dare un tono di malinconia alle vostre poesie? Non potete rendere questo posto decentemente allegro??? Vabbé...apparte la malinconia, mi è piaciuta molto.

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