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lavoro pubblicato mercoledì 5 luglio 2006
ultima lettura giovedì 10 dicembre 2020

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Giandino, la versione nostrana

di gregnapola. Letto 1378 volte. Dallo scaffale Umoristici

Giandino, la versione nostrana del mito di James Dean. Spunti per una sceneggiatura Giandino è orfano dalla nascita: la madre è morta di parto; il...

Giandino, la versione nostrana del mito di James Dean. Spunti per una sceneggiatura Giandino è orfano dalla nascita: la madre è morta di parto; il padre, appresa la notizia, disse: “Parto anch’io”. E’ stato allevato dalla Suore Sconsolate Scalze della Pia Misericordia di Perdasdefogu (NU). Il piccino è nato cieco e all’età di 1 anno ha contratto la tubercolosi. Le suore però gli vogliono molto bene. All’età di 4 anni, mentre alla radio ascolta una predica del Padre di Radio Maria, le orecchie iniziano a sanguinargli. Le suore gridano al miracolo ma lui non le sente perché è diventato sordo. Il primo miracolo lo compie all’età di 5 anni: durante una cena al ristorante ‘La Pergola’ dell'Hotel Cavalieri Hilton a Roma incontra una lebbrosa. In sua presenza, la donna parla a Luca di Montezemolo, lì presente per una serata di beneficenza in favore dei bambini malati di Alzhimer precoce. Il presidente Cordero le regala un biglietto di tribuna centrale coperta per il Gran Premio di Formula1 a Imola. Tutti gridano al miracolo. La donna, in preda ad autentici spasimi di estasi, schizza brandelli di carne insanguinata sulla faccia di Montezemolo. Che da quel giorno non è più lui ma il presidente della Confindustria. A sei anni, intento a trascrivere in caratteri Braille ‘Le confessioni’ di S.Agostino, gli appare la Madonna. Al primo istante non crede ai suoi occhi. Anche gli altri non è che gli credano molto quando urla: “Ho visto la Madonna!”. E’ infatti noto che i veggenti ci vedono molto bene. Giandino può gridare: “Ho visto la madonna” perché è sordo ma non muto. Infatti, poco dopo, a seguito di un prolasso della trachea, perde la parola. Ma non si dispera: ricorrendo al braille descrive minuziosamente la Madonna come l’ha vista lui. Le Suore lo cacciano immediatamente, perché la descrizione corrisponde in modo impressionante a quella di Penelope Cruz nuda. E’ qui che Giandino, tra le lacrime, confessa in braille le sue telefonate notturne alle linee erotiche. “Ma tu sei sordo e cieco!” esclama angosciata la madre superiora. SMS bollenti sul visore del telefonino dotato di traduttore in braille: questo il drammatico segreto celato dal fanciullo. La superiora, sconvolta, si rivolge al Padre di Radio Maria, il quale la esorta ad avere fiducia nel Signore. Infatti, bussa al portone dell’istituto di Perdasdefogu il regista Almodovar: ha saputo del caso del piccino e intende adottarlo. La religiosa gli replica stizzita: “Non si può perché lei è un culo”. Rapito da tale sincera improntitudine e dai baffi mongoli della suora, il regista adotta lei e la scrittura per il suo prossimo film: “Madonne in crisi di servi”. Il piccolo Giandino a 8 anni viene sodomizzato da un gruppo di dissidenti della Lega Nord: per fortuna, ne lui ne loro conoscono il significato del termine e l’episodio, pur poco edificante, non lascia traumi. A 14 anni ha la sua prima erezione: non conoscendo il braille, la donna delle pulizie del convento è costretta a fare tutto da sola. Rimasta incinta, non porta a termine la gravidanza, stroncata da un aneurisma rettale. A questo punto si rifa vivo il padre – quello vero, non quello di Radio Maria. La vita è stata parca di soddisfazioni con lui: costretto per vivere a fare il magnaccia, è rimasto vedovo altre tre volte. Sconvolto, si è infine convertito allo zoroastrismo. Sconvolto dalla situazione del figlio, perde la ragione: abbandona tutto (che cosa…?) e si guadagna da vivere rompendo le noci col culo durante le adunate leghiste. Giandino muore tragicamente in circostanze misteriose a bordo di una Ferrari lanciata a 300 all’ora nel centro di Palermo. La procura apre un’inchiesta, subito richiusa perché è tutta una metastasi. Nell’ultima scena si vede Almodovar sulla tomba del giovane sfigato; è un autentico mare di fiori, di ogni foggia e colori. Sotto la foto campeggia una grande scritta a caratteri cubitali: ‘Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior’


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