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lavoro pubblicato domenica 11 giugno 2006
ultima lettura sabato 4 luglio 2020

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Eden

di Daneel. Letto 1428 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Cos'è il frutto della conoscenza? La mela è solo un simbolo... OGNI COMMENTO è GRADITO!!! COMMENTATE il racconto GRAZIE!

- Ssssst... Sssssst... Eva! Eva! - una sottile e sibilante voce, così tagliente da mettere i brividi rompeva il silenzio
della verde boscaglia, squarciando l'aria. Una voce assolutamente fuori luogo in un posto così idilliaco, che stonava
profondamente con i pochi dolci rumori di sottofondo che si potevano udire. Cinguettii di uccelli, il fruscio del vento tra
le fronde... e quelle parole siblitate che fendevano ogni cosa come sottili lame.
Eva si guardò intorno per cercare di capire da dove provenisse quello strano suono. Si guardava intorno incuriosita. Non
spaventata, non timorosa. Effettivamente, non avrebbe potuto provare altro che semplice e fioca curiosità, essendo nata in un
luogo costruito, pensato e realizzato per essere fondamentalmente perfetto. Un luogo concepito per accogliere al suo interno
la vita, mantenendo ogni essere vivente in perfetta armonia con gli altri e garantendo a ciascuno una lunga e duratura
felicità. Felicità e perfezione che pervadevano l'aria, a partire dal perenne verde acceso di ogni pianta, fino alla mansueta
docilità dei più grossi felini.
 
- Eva... Eva.. - lo strano richiamo, acuto, suadente e fioco, non accennava a interrompersi. Cercando di capire la
provenienza della voce, Eva si avvicinava lentamente ad un'albero isolato dagli altri, in una luminosa radura nel bosco.
Quando fu sotto l'albero la voce si era fatta più intensa e la donna ne riconobbe con sicurezza la provenienza. Un grosso,
lungo serpente verde era attorcigliato in tutta la sua lunghezza ad uno dei primi rami della pianta di mele sotto cui si
trovava.
- Io sono Eva - furono le parole della donna.
- Lo so. - fu la pronta risposta del rettile.
- Così questo è l'Eden, non è vero? - chiese il serpente
- Questa è la mia casa. Io sono nata qua, insieme a tutte le altre creature. -
- So anche questo. -
- Da come parli, provieni da un altro luogo, Serpente. Da dove vieni? Esiste altro posto all'infuori di questo? -
- Hai ragione. Io vengo da molto lontano. - rispose sibilante il rettile -E certo che esistono posti all'infuori di questo!
Esiste qualsiasi cosa: basta avere la costanza di crearla. -
- Creare? Intendi pensare a una cosa che non esiste e cercare di darle vita? -
- Si. Esattamente quello che è stato fatto con te. Quello che è stato fatto con questo posto. -
Eva era ammutolita. - E una cosa così si può fare veramente? -
- Tu esisti? - fu la secca risposta del serpente
- Credo di si... Sì certo! Io sono Eva" - rispose titubante la donna
- Allora vuol dire che è una cosa che si può fare veramente. - concluse serafico il rettile
 
Eva sentiva qualcosa di molto strano, nel serpente che le parlava. Qualcosa di diverso, che non aveva mai percepito. La
curiosità iniziò a prendere il sopravvento: - Perchè non mi racconti del posto da cui vieni? - chiese al rettile.
- Ti ho già detto che è molto lontano. E questo è quanto -
La donna mostrò una delusione visibile, ma non si scoraggiò: - E' meglio o peggio di questo luogo? Dell'Eden, come lo chiami
tu. -
- Non saprei... di sicuro è molto diverso. -
- In cosa è diverso? - la curiosità di Eva cresceva di momento in momento.
- Beh, da dove vengo io, noi siamo liberi - rispose il serpente con fare pensieroso.
La donna però mostrò una grande indignazione: - Cosa intendi dire, Serpente? Ti sembriamo forse in catene? -
- E' inutile che ti arrabbi, Eva - disse tranquillo il rettile - ci sono infatti molti modi per non essere liberi, anche
senza usare delle catene -
Eva non capiva cosa significassero quelle parole, e la conversazione iniziava a stancarla.
- Nella mia vita, io posso fare quello che voglio. Non credi? Questo posto è fatto apposta per essere liberi! -
- Nella tua vita, tu puoi fare un'unica cosa: essere felice. Questo posto è fatto per essere felici. Unicamente per questo.
Non ti ammalerai, non morirai se non di morte naturale, non proverai dolore di alcun genere, non sai cosa siano sete, paura e
fame. Sarai sempre tranquilla e serena, in armonia con tutto quello che ti circonda. Ma solo perche in realtà non hai altra
scelta. -
- E che alternative ci sono? Qui la vita è perfetta! - Eva pronunciò queste parole in maniera molto decisa, ma nello stesso
momento qualcosa dentro di lei cedette definitivamente. E prese coscienza che involontariamente, stava mentendo.
- Le alternative sono innumerevoli e non si possono certo contare. Tecnicamente, è anche vero che ora come ora le alternative
 non esistono effettivamente -
- Vedi? avevo ragione! - gridò fiera la donna.
- Non interrompermi... se anche le tue figlie ti assomiglieranno... non invidio certo i loro mariti!- disse scherzoso il
serpente - ho detto che le alternative non esistono adesso, ma non mi sembra di aver detto che non si possano creare. Le
alternative si creano sempre facendo delle scelte. -
- Scelte? che cosa significa, Serpente? -
- Ti ho detto di non interrompere! adesso ti spiego: da dove vengo io, ogni persona è libera. Non fraintendere: purtroppo da
noi sono molto diffuse crudeltà, catene, fruste, padroni e schiavitù, tutte cose che non conosci, ma quando parlo di libertà
mi riferisco alla libertà che ciascuno ha di fare le proprie scelte. Di essere gli unici fautori, architetti, responsabili della propria
esistenza. Immagino che qua dentro lo chiamiate destino. Che idiozia! -
Eva era nuovamente interessata al discorso, e la curiosità ricominciava a crescere: - Ma come si fa a fare delle scelte? -
- Oh beh, è facile. Noi ne facciamo continuamente. Solo che sono per lo più delle scelte semplici e marginali. Invece, più di
rado, capita anche di dover fare delle scelte complesse, difficili, dolorose. -
- Come può essere dolorosa una scelta? Ma allora non sono cose belle queste scelte di cui mi parli. -
- Le scelte hanno tanti modi per essere dolorose. A volte è perchè non si riesce a scorgere nessuna alternativa possibile, e
così pensiamo che non ci sia via d'uscita e ci arrendiamo. Altre volte sono dolorose perchè implicano la perdita di qualcosa
che ci sta molto a cuore, a altre volte ancora siamo noi stessi che scegliamo di farci del male. Comunque la questione non è
che il fare scelte sia bello o brutto. Il fare scelte ci dona la libertà, che di per sè è una cosa bella, per cui siamo
disposti anche a pagarne il prezzo. Da dove vengo io qualcuno aveva scritto: "Per amore della rosa si sopportano le spine". -
- Qui le rose non hanno spine. - ammise tristemente Eva.
 
Eva si sedette ai piedi dell'albero, e il serpente allungò il suo lungo corpo fino quasi a terra.
- Ma come fate a sapere cosa scegliere, che alternativa considerare, che strada seguire? - chiese la donna.
- Lo decidiamo. Alcuni di noi,(i più tristi, in verità) si affidano o cercano di affidarsi esclusivamente alla loro parte
razionale. Valutano tutte le alternative, i loro pro e contro usando solo la ragione, e scelgono di fare la cosa che risulta
migliore. Altri invece, i più coraggiosi, decidono di rischiare, e fanno scegliere al proprio istinto, al proprio cuore. Non
possiamo dire quale metodo sia più efficiente. Sono solo due modi diversi di comportarsi. -
- Io preferisco il primo che hai detto! - disse eccitata Eva.
- Parli così perchè non sei mai stata innamorata. - rispose sicuro il Serpente.
- Come no! Io amo Adamo! E' mio marito. Lo so da quando ci siamo trovati qui. - ribattè decisa la donna.
- Lo ami come ami tutto quello che compone questo posto. Non è amore vero. Non sei libera di non amarlo. Non hai lottato, per
lui. Non sei disposta a perdere tutto, per lui. Perchè in questo posto non serve, lottare, ed è impossibile rischiare di
perdere tutto. L'amore che intendo io è quando, volendo, potresti fare del male a una persona, ma la sola idea ti dà un voltastomaco tale
che comprendi che sarebbe come ferire te stesso. L'amore è proteggere a qualsiasi costo.Tu da che cosa potresti proteggerlo? -
- Non c'è niente da cui proteggere nessuno, qui. - fu la mesta risposta di Eva.
- Appunto. -
 
Il rettile si prese una piccola pausa e continuò: - In realtà, la cosa fondamentale che ci permette di fare le nostre scelte,
è che abbiamo il dono della conoscenza: ognuno di noi è in grado di distinguere ciò che è bene da ciò che è male.  Ma anche
su questo abbiamo tutti dei punti di vista e delle convinzioni diverse. -
- Allora alla fine tutti vi comportate correttamente, scegliendo di fare del bene! Vedi che non è tanto diverso da qui? -
- Sbagli - rispose paziente il serpente - Dimentichi che noi siamo liberi. Noi possiamo scegliere se fare del bene o fare del
male. A nostro piacimento. E infatti ognuno si comporta come crede. -
- Si ma se tutti si comportano in maniera giusta, il problema non si pone - rispose la donna.
- Quello che io ritengo giusto può essere diverso da quello che tu consideri giusto. Ricordalo. - concluse il rettile.
 
Dopo una breve riflessione, Eva pose un'altra domanda: - Tu, Serpente, parli sempre del male. Il male non è un bella cosa. Il
male è... malvagio! Non va bene! Però sembri accettarlo. Accetti anche che gli altri ne facciano. Perchè? -
- Il "male" è una bella cosa quanto il "bene". La funzione del male è di farci apprezzare il bene. Tu, che non hai conosciuto
niente di malvagio, hai avuto una vita piatta, vuota. Nessuno di noi ti invidierebbe, anche se siamo condannati a soffrire
per tutta la nostra vita. -
- Non ci credo! - gridò Eva. - Non è possibile! E' una cosa da pazzi! -
- No, è solo una cosa da umani. -
 
A questo punto ci fu una lunga pausa di silenzio, interrotta solo dai rumori della rigogliosa natura circostante. Poi Eva
riprese: - Mi piacerebbe vedere com'è il posto da cui vieni. Mi ci puoi portare? -
- Se ti ci porto, non potrai più tornare indietro - fu la risposta del rettile. - Devi fare una scelta. La tua prima scelta,
in questo caso. Vedi questo albero? E' l'albero della Conoscenza del Bene e del Male. Se mangerai i suoi frutti, sarai
libera. Imparerai a distinguere ciò che è giusto da ciò che è ingiusto, ma avrai solo te stessa per decidere che strada
seguire. Dovrai inoltre fare centinaia di altre scelte ogni giorno. Alcune ti renderanno felice, altre ti faranno soffrire.
Soffrirai molto: soffrirai per aver fatto del male ad altre persone con le tue scelte sbagliate, e soffrirai perchè altre
persone ti faranno del male. Ma sarai libera. Libera di inseguire la felicità. Vedi quell'albero laggiù, su quella collina
alta? Quello invece è un mandorlo amaro, l'Albero della Vita. Mangia i suoi frutti e vivrai per sempre in questo giardino
incantato. In questo perfetto e immacolato paradiso terrestre. -
 
Eva era molto spaventata dalle parole del serpente. Iniziò a indietreggiare e si trovò a correre lontano dalla radura. Non
sapeva perchè, o dove stava andando. Voleva solo andarsene da quello che era diventato un incubo. Come fare? Perchè spettava
a lei decidere? Cosa aveva fatto di male? Tutti i pensieri che le affollavano la testa erano insopportabili: pensava a cosa
sarebbe successo se avesse fatto l'una o l'altra cosa, pensava alle conseguenze e ai vantaggi, per la prima volta pensava a
cosa desiderava effettivamente. Si accasciò a terra e iniziò a piangere. Che strano suono, avranno pensato tutti gli esseri
viventi. Non si era mai sentito prima di allora nell'Eden il singhiozzante suono di un pianto.
 
Lentamente, Eva si diresse verso l'albero, colse una mela e diede un morso. Poi si rivolse al serpente, che nel frattempo era
salito sui rami più alti: - Vedi, Serpente? Ho mangiato il frutto della conoscenza. -
- Vedo quello che hai fatto. E rispetterò i patti. Ma su una cosa ti devo correggere: quella è solo una mela. Cos'è
veramente il frutto della conoscenza lo vedrai dopo... -
 
Nella sala di controllo del centro del progetto soprannominato "Eden", gli scienziati che avevano telecomandato parole e
movimenti del serpente robot si guardarono l'un l'altro tristemente. Il dispendiosissimo progetto di ricerca era giunto al
termine: era stato ricreato perfettamente un grande ambiente naturale, concepito per essere la cosa più simile a quello che
possiamo immaginare come il paradiso, però popolato da centinaia di specie di animali robotici, come tenere pecorelle e
docili lupi in modo che vivessero tutti in perenne armonia. Gli unici animali "reali" erano i due umani, Eva e Adamo, le
cavie di questo esperimento, che dalla loro nascita, 25 anni fa, avevano vissuto all'interno di quell'ambiente artificiale,
ignari di tutto il resto. Tutto questo aveva come unico scopo il comprendere effettivamente la natura umana e il verificare se era
possibile soffocare l'innata curiosità degli uomini. Dopo 25 anni di perenne, ignara, monotona felicità, Eva vi aveva
tranquillamente rinunciato in cambio della conoscenza. Uno scambio sconveniente, secondo molti, uno scambio rischioso e
azzardato. Adamo ed Eva avrebbero potuto vivere la loro intera esistenza in quel paradiso tecnologico, senza dover compiere
nessuna scelta, ignorando allegramente il concetto di Bene e Male, di Giusto e Ingiusto, di dolore e sofferenza. Avrebbero
potuto ma non l'avevano fatto.
I tecnici, delusi, portarono fuori dalla loro "prigione" le due sbalordite e attonite "cavie", li vestirono e per prima cosa
li accompagnarono verso una grande vetrata nella struttura del centro di ricerca, che mostrava una paesaggio a dir poco
desolante.
Fino all'orizzonte si potevano scorgere solo nere macerie, rovine cosparse di cenere, probabilmente i resti di una immensa
metropoli. Tutto, a parte le sporadiche isole d'acciaio che sorgevano qua e là tra le rovine, era solo un immenso deserto 
nero e senza vita.
Un tecnico, con amarezza ammise, quasi come per scusarsi: - A noi uomini piace fare la guerra. Adesso si sopravvive solo all'interno delle strutture
in cui ci troviamo; ce ne sono solo una decina in tutto il pianeta. -  Appena pronunciate queste parole si chiuse nel silenzio.
 Un'altro tecnico proseguì:- Visto che abbiamo distrutto il mondo che ci era stato dato,
con il vostro inconsapevole aiuto volevamo vedere se era possibile crearci una nuova terra, anche se fittizia, in cui,
finalmente, vivere nella pace più completa.- Poi aggiunse, scuotendo il capo: - Ma siamo una razza troppo ingrata e curiosa, noi umani.-
 Eva, scossa e tremante, fissava il mondo di cenere al di la del vetro, poi con un sussulto  volse uno sguardo pieno di lacrime verso Adamo e disse: - Aveva ragione il serpente: quella era
solo una mela. E' questo il frutto della conoscenza. -


Commenti

pubblicato il 13/06/2006 19.36.53
vassel, ha scritto: nn so se la prima parte è stata scritta da te, fammelo sapere, la seconda lo è sicuramente. complimenti a me è piaciuta, soprattutto riga dopo riga, ho avuto voglia di leggerla. rappresenta la realtà, la scelta, come in matrix, è quello che conta, la differenze tra i vivi (dentro) e gli schiavi del sistema, anche se tale scelta è inutile, quello che c frega e che la possiamo fare. la scelta è quello che c rende umani. complimenti!
pubblicato il 14/06/2006 15.04.52
Daneel, ha scritto: è stato tutto scritto da me. xche, non si direbbe? è molto diverso? penso che dipenda da chi mi ispira e xche mi ispira quello che sto scrivendo. ognuno ha le sue muse, no? :-) sono contento che sia piaciuto..io ho una autovalutazione pari a zero x cui non so mai se una cosa è decente o no, quindi grazie!. se scriverai ancora fammi sapere!

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