ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato martedì 16 maggio 2006
ultima lettura domenica 12 agosto 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

La Nuova Era

di Aldo Ungarelli. Letto 2000 volte. Dallo scaffale Fantascienza

LA NUOVA ERA A.Ungarelli 18/4/1998 Prolo...

LA NUOVA ERA A.Ungarelli 18/4/1998 Prologo L'astronave era oramai perduta. In molti si erano lanciati, ognuno col suo modulo di sopravvivenza, ognuno con la speranza che il pianeta sotto di lui fosse vivibile, ognuno con la speranza che anche gli altri compagni avessero avuto la stessa fortuna..... Capitolo I Si riprese lentamente dallo stato di incoscienza in cui era caduta dopo l'urto con il suolo alieno. Il visore, davanti ai suoi occhi, rifletteva le immagini di una piccola prateria composta di qualcosa simile ad erba ma di colore leggermente piu' violaceo e di consistenza simile alla spugna...Dopo il primo momento di smarrimento si rese conto di essere arrivata tutta intera e ricordo' come e perche' si trovasse li'....I pazzi esperimenti compiuti da Luha sull'elaboratore centrale all'insaputa del controllore, la perdita della rotta e del controllo direzionale, l'urto contro il grande meteorite, l'esodo di massa... Ricordava, ora lentamente, anche le fasi culminanti, quando la disciplina non aveva resistito e la follia aveva portato tanti bravi compagni alla morte nel tentativo di impossessarsi di una tuta di sopravvivenza o di un posto nel cannone di eiezione, prima che la grande astronave, finisse in pezzi al contatto con l'atmosfera del pianeta alieno. Dopo un attimo di commozione al pensiero dei suoi amici e dei tanti compagni morti cosi' tragicamente, Opale riprese il controllo di se' ed inizio' le analisi di routine per verificare il tipo di atmosfera che la circondava. Il piccolo ma complesso computer della tuta aveva gia elaborato le analisi ed era pronto a metterle a disposizione le risposte. Un ultimo pensiero ai suoi amici le strappo' una lacrima..."Strano", penso',"credevo non avere piu' lacrime!" poi esamino' i risultati delle analisi....Aria respirabile, 30% di ossigeno, forse un po' pesante, azoto, elio...i soliti gas inerti. Un esame batteriologico le confermo' che anche a livello organico non erano presenti agenti patogeni pericolosi....Almeno questo era quello che il computer le diceva. La temperatura risultava essere intorno ai 28° celsius...Simile al suo lontano ed oramai perduto luogo di provenienza...Terra, Sydney in Australia. Il ricordo le strappo' un altro sospiro che riusci' a reprimere solo in parte....Troppi ricordi avrebbe dovuto reprimere da oggi in poi. Con calma si tolse l'involucro che le aveva permesso di sopravvivere alla caduta sul pianeta. La prima volta che ne aveva visto uno lo aveva paragonato al bozzolo di una farfalla e, con il suo modo divertente di prendere la vita aveva ironizzato dicendo che per loro, le donne, sarebbe stata piu' appropriata una conchiglia, paragonandosi a Venere che sorge dalle acque. Facendo poi ridere tutti i tecnici intorno a lei aveva scimmiottato un atterraggio fascinoso. Cosi' era lei, spiritosa, allegra, con tanta voglia di vivere. Con tanto amore per i suoi amici....Con tanti amici sempre intorno....Ma adesso? Si tolse di dosso il bozzolo di sopravvivenza, e comincio' ad estrarne tutto cio' che le sarebbe stato utile in seguito. Lo zaino, il computer, il fornello atomico, che all'occorrenza si tramutava in torcia e saldatore, cibo liofilizzato ed un desalinizzatore-sterilizzatore d'acqua, gli altri accessori dell'equipaggiamento. Il computer era comunque il pezzo forte : nonostante le sue dimensioni ridottissime era un vero e proprio sistema di elaborazione in grado di analizzare ogni tipo di sostanza liquida solida od aeriforme ed elaborarne la vivibilita' per un essere umano, poteva collegarsi ad altri computer simili o a qualunque tipo di segnale radio venisse intercettato dalle sue antenne.Inoltre era in possesso dei vocaboli-simboli di conversazione ed in grado di tradurre il linguaggio terrestre in qualunque altro linguaggio fin'ora conosciuto. Ancora un po' stordita, Opale raccolse le poche cose e le riuni' insieme, quindi le sistemo' all'interno dello zaino che le avrebbe consentito di immagazzinare e trasportare comodamente il tutto, lo mise sulle spalle e si diresse verso un boschetto di simil-alberi li' vicino. Il boschetto in realta' era una serie di piante con foglie molto lunghe che partendo dal centro dell'arbusto si innalzavano per alcuni metri per poi piegarsi ad arco. Era giunto ormai il tramonto, quindi disdegnando di muoversi di notte in un territorio sconosciuto ed alieno, la donna decise di fermarsi ed attendere la luce del giorno successivo. Non sentiva appetito, la solitudine le aveva chiuso definitivamente lo stomaco. Di nuovo le vennero in mente momenti vissuti quando era ancora nella sua cara Sydney, quando la solitudine le faceva disdegnare il cibo, ai suoi famosi risotti in scatola.....Quanto avrebbe voluto poter accendere il computer e collegarsi ad una chat line e ritrovare gli amici di un tempo....Ma tutto era cambiato, tutto era perduto per sempre. Era bastato che il capo di una nazione armata atomicamente pensasse di poter allargare i propri confini.....E tutto cio' che era stato, era sparito. Il capo di quella nazione era stato sconfitto e la pace ristabilita, ma il pianeta era condannato, avvelenato da sostanze che avrebbero decimato l'intera popolazione terrestre, lentamente ed inesorabilmente. Cosi' la decisione. Tutti i popoli si erano riuniti sotto un'unico governo e con un unico scopo: costruire delle astronavi in grado di trasportare l'umanita' al sicuro su un pianeta simile alla madre terra. Gli scienziati e gli astronomi di tutto il mondo si erano dati convegno ed avevano deciso il pianeta quale sarebbe stato il nuovo mondo. Con le moderne scoperte, il caso aveva voluto che fossero stati fatti dei passi da gigante in fatto di volo spaziale poco tempo prima la catastrofe, sarebbero occorsi pochi anni per raggiungere la terra promessa, quindi quasi tutti coloro che si fossero imbarcati avrebbero raggiunto la meta sperata. Grandi navi con nomi grandiosi erano partite dai moli spaziali attrezzati in fretta e furia. Tutto era andato bene per tre anni. Il popolo umano si era riorganizzato secondo i propri impieghi ricreando piccole citta' dove usi e costumi si erano mantenuti intatti. Poi, durante il quarto anno di navigazione, Luha era riuscito ad introdursi nella sala controllo del grande elaboratore che controllava tutta la nave e l'Apocalisse era tornata ad affacciarsi in tutta la sua orrida ferocia. Invano Actar ed i suoi tecnici, avevano lottato per riportare in rotta la nave, invano avevano cercato di evitare la zona delle meteoriti che gli astronomi avevano individuato gia da molti mesi.. La nave, senza piu' controllo, era penetrata nella fascia di asteroidi che circondava, come il reef di un atollo corallino, un pianeta sconosciuto. Era stato questo il motivo per cui gli scienziati lo avevano scartato: sarebbe stato troppo rischioso tentare di avvicinarsi senza correre il rischio di distruggere le astronavi e con esse l'ultimo residuo di umanita'. Ma ormai questo ennesimo colpo di spugna era stato dato, e l'uomo aveva subito un nuovo scacco. Opale,distesa a terra, avvolta in una coperta a controllo termico, cercava di non pensare a tutto cio' ed a quanto altro i suoi occhi avevano visto. Sola, nel silenzio della notte, cercando nella coperta il calore di un lontano abbraccio, comincio' a piangere in silenzio... Il sonno le porto' un momento di serenita'. Capitolo II Le luci dell'alba ed i rumori della natura aliena risvegliarono Opale. Per un attimo si guardo' intorno, domandandosi dove si trovasse, martellata da un forte dolore di testa, poi la consapevolezza... Il ricordo delle tragedie appena passate le ritorno' alla mente in tutta la sua durezza. Usando la riserva d'acqua della tuta si preparo' un pasto leggero che le avrebbe dato energia per tutta la giornata. Il sapore era disgustoso ma gli scienziati non erano riusciti, nel poco tempo a loro disposizione, a dare anche un buon sapore alla miscela di vitamine e proteine liofilizzate che era il pasto di emergenza della tuta. Con una smorfia di disgusto Opale trangugio' l'intruglio, poi consulto' il computer circa la direzione da prendere. Decise di dirigersi verso un corso d'acqua che il computer aveva fotografato durante la discesa. Non distava che pochi chilometri e la bevanda, sebbene disgustosa, le aveva ridato energia e voglia di vivere. Rimessosi lo zaino in spalla parti' di buon passo verso il corso d'acqua. Le piante-albero crescevano a distanza regolare le une dalle altre e la donna quindi poteva seguire quasi in linea retta la direzione indicatale dal computer. Era quasi giunta a destinazione, distingueva gia' chiaramente il mormorio del corso d'acqua, quando la sua attenzione venne richiamata da un movimento tra gli strani rami. Un esserino colorato e cosparso di lanuggine la stava osservando con occhi interessati ed attenti. Opale ristette un po' a guardarlo, pensando di iniziare la pagina del suo diario di osservazioni con la rilevazione della prima forma di vita locale, ma poi ci ripenso'. Ma si, ne avrebbe incontrati ancora ed ora aveva voglia di togliersi di dosso i vestiti e farsi un bagno nell'acqua del fiumiciattolo di cui udiva ora distintamente il ciottolìo. Dopo pochi minuti di cammino giunse finalmente sulla riva del torrentello. L'acqua appariva limpida e fresca. Opale si tolse lo zaino di dosso e lo mise a terra vicino a lei, quindi con un sospiro di sollievo si tolse hotpans e t-shirt, quindi la biancheria intima, e con indosso solo la pelle si lascio' scivolare in acqua...La freschezza e la lieve corrente ebbero effetto vivificante sui muscoli e sull'umore della donna che emise un profondo sospiro di sollievo. Chiuse gli occhi e si rilasso' sdraiata in una pozza limpida un po' piu' profonda che sembrava un vecchio catino. Era passata una buona mezz'ora quando decise di aprire gli occhi. Non che avesse sentito rumori, ma la naturale diffidenza ed un certo sesto senso le imponevano di stare sempre in guardia. E cio' che vide la lascio' senza fiato..... Un uomo, vestito con una divisa da astronauta simile alla sua, non rasato, era accucciato vicino ad uno zaino simile al suo, anch'esso posato a terra. Lui la guardava con un sorriso tra l'ironico e l'ammirato, dimostrando di gradire cio' che stava vedendo. Opale con un piccolo grido di indignazione copri' il seno, poi rendendosi conto che due mani non sarebbero bastate a coprire il suo bel corpo completamente nudo, le tolse del tutto e con aria di sfida usci' dall'acqua dirigendosi verso i suoi panni. "Ti sembra questo il modo"? chiese in tono un po' indignato, ma senza nascondere la gioia di vedere un altro essere umano come lei. "Scusa", replico' lui, "ma lo spettacolo meritava tutto il mio raccoglimento"! Era veramente troppo! Lei si era appena rivestita, si volto' verso di lui e piangendo lo abbraccio'.....Le frasi sconnesse di lei si mischiavano a quelle di lui, altrettanto felice di non essere piu' solo, e solo il timore di spaventarla lo aveva trattenuto dal chiamarla a gran voce appena l'aveva vista sdraiata nel fiume. Si dissero mille parole e si fecero mille domande alle quali non si risposero ed andarono avanti cosi' balbettando parole sconnesse tra lacrime di gioia e piccoli baci di incoraggiamento. Poi, piano piano, la crisi passo' e loro cominciarono a riordinare le idee. Lui, Skorpio, era uno dei tecnici supervisori del grande elaboratore della nave. La sua occupazione consisteva nel mantenere in efficienza l'elaboratore nelle sue parti hardware. Era lui che aveva tentato alla fine di sostituire alcune schede in cortocircuito ma ormai la nave era senza controllo e solo la fortuna, forse un po' aiutata, gli aveva permesso di trovare un bozzolo ed un posto davanti al cannone di eiezione. Poi la storia era uguale a qualla di Opale. Rimasero ancora un po' a parlare delle persone che avevano conosciuto ma ne' lui ne' lei avevano potuto capire chi poteva essersi salvato e chi no....Sapevano molto bene che un lancio da quell'altezza era molto rischioso e che il 65% di coloro che arrivava a terra non usciva dal bozzolo. Pero' non ne parlarono, ambedue per rispetto dell'altro. Lui si passo' una mano sul viso e, quasi con imbarazzo, si rese conto della barba lunga e dell'odore poco gradevole del suo corpo sudato. "Spero tu mi abbia lasciato un po' di acqua pulita", scherzo', sorridendole con la sua aria sorniona, "e delle lamette sane" prosegui' mentre guardava sfacciatamente le lunghe gambe nude di Opale. Lei lo lascio' fare, ed anzi si senti' lusingata da quello sguardo di ammirazione che non le mancava di rispetto, ma la faceva sentire al centro dell'universo. Lui si svesti' e si immerse nell'acqua borbottando contro la temperatura non esattamente di suo gradimento.Si insapono' velocemente quindi si raso'. Quando ne usci' non sembrava piu' una specie di selvaggio vestito di stracci ma un bell'uomo sulla quarantina, con una corporatura solida e muscolatura da sportivo. Anche Opale si rese conto di vederlo con occhi nuovi e rimase un po' sorpresa nel sentire il cuore accelerare i battiti mentre il viso le si accendeva di rosso. Facendo finta di non aver visto, aveva notato eccome, lui si rivesti' e si sedette vicino a lei prendendo il computer e collegandolo al suo. I dati registrati dai due piccoli elaboratori si fusero e si complementarono aggiungendo dati ai dati. "Cosa hai notato venendo qui, Opale?" chiese lui. "Ben poco" rispose lei, "solo questa specie di arbusti ed un animaletto strano, con una pelliccia lanuginosa addosso". "Mmmm" replico' lui pensieroso,"ho visto anche io quegli arbusti ma anche delle cose che somigliavano a frutti ed un animaletto variopinto che saltellava tra i rami e sembrava succhiarli". "Forse sono commestibili anche per noi, Skorpio, hai provato a farli analizzare dal computer?" chiese lei. "No, ho pensato che sarebbero rimasti li' per un altro po', ed io sentivo il bisogno di un buon bagno" sorrise lui, quasi scusandosi. "bhe, non importa, hai certamente ragione tu, quei frutti saranno ancora li' tra un po', e non credo ci si debba affrettare." Si guardarono negli occhi e quello che videro nel loro profondo non lascio' nessun dubbio su quello che provavano l'uno per l'altra. "Sai, Opale, neanche nel mio sogno piu' bello avrei mai sperato di trovarmi qui con te" esordi' lui con fare noncurante."Stessa cosa per me" gli rispose Opale sorridendo. Lui le circondo' con un braccio la vita ed attirandola a se' le bacio' le labbra....Lei dopo un attimo di esitazione glielo restitui' con calore. Erano senza fiato e molto eccitati quando si staccarono ma il dovere ed il senso di sopravvivenza ebbe il sopravvento."Sara' meglio rimandare a dopo questo piacere" disse Skorpio con un filo di voce . "Si, hai ragione" rispose lei con la voce gia' un po' roca di desiderio. Consultarono il computer ed estrapolati i punti piu' probabili di atterraggio degli altri componenti l'equipaggio della nave, si avviarono, mano nella mano, verso il prossimo probabile punto di incontro. Le loro dita sembravano percorse da scariche elettriche tanto si desideravano....Ma non era ancora il momento. Capitolo III Il punto di contatto indicato dal computer era una radura piu' vasta, dove avrebbero potuto toccare terra parecchi bozzoli. In realta' ne trovarono solo 4 e tutti ancora chiusi. Skorpio, sospettando l'amara verita', disse ad Opale di lasciare a lui il compito di verificare cosa fosse successo all’interno . Nel primo che apri' lo spettacolo fu orribile. L'essere che aveva cercato di sfuggire alla catastrofe dell'astronave, era talmente malridotto da non riuscire neppure a capirne il sesso o il colore della pelle. Skorpio richiuse in fretta il bozzolo trattenendo un conato di vomito, e si diresse verso gli altri.... Lo spettacolo che gli si paro' davanti non fu molto diverso. Solo nell'ultimo si udivano ancora dei flebili lamenti. Velocemente Skorpio apri' il bozzolo aiutato anche da Opale, la quale aveva sentito i lamenti ed era corsa al suo fianco. La donna all'interno del contenitore era in un bagno di sangue. le ossa delle gambe si erano fratturate recidendole le vene e la poveretta stava morendo dissanguata. Ai nostri amici basto' un'occhiata per capire che neanche l'ultima delle persone atterrate in quella radura, si sarebbe salvata. La donna apri' gli occhi e sorrise ad Opale dolcemente mentre la vita le sfuggiva via dalle gambe martoriate. Non dimostrava piu' di 25 anni e nonostante il pallore mortale e le ecchimosi, era molto bella. Opale le carezzo'dolcemente il viso per scostarle i capelli dagli occhi azzurri e lei le prese la mano stringendola con un'energia che diminuiva di momento in momento. Opale rimase li' vicino alla ragazza finche' lei non chiuse gli occhi ed il respiro si fermo'....Skorpio era rimasto poco distante, non volendo interrompere quel contatto che si era stabilito tra le due donne. Opale si giro' verso di lui....Aveva gli occhi gonfi di lacrime e stringeva ancora quella mano priva di vita. Lui la strinse a se' e lei scoppio' in singhiozzi disperati. Sapeva che erano morte tante persone, durante l'esodo, ma nessuna le era morta tra le braccia guardandola negli occhi...Dopo un po' si riprese ma rimase silenziosa ed in disparte mentre lui diceva poche parole di commiato e dava fuoco ai bozzoli. Terminato il breve rituale funebre, i due naufraghi fecero il nuovo punto e ripresero la marcia. Opale rimase silenziosa per un po', mentre camminava, poi lentamente allungo' la mano verso quella di lui, e stringendola, ripresero il cammino mano nella mano come fossero due amanti in gita di piacere e non due scampati ad un olocausto in cerca di altri come loro. Erano prossimi al terzo punto quando sentirono delle grida umane provenire dalla loro destra non lontano dalla meta. Oltre alle grida si sentivano chiaramente rumori di lotta. Opale e skorpio partirono di corsa alla volta dei rumori. Sbucarono cosi' in una specie di anfiteatro roccioso, il primo che incontravano, e videro che un uomo ed una donna lottavano contro un animale simile ad una tigre, ma dotato di una coda prensile armata di aculeo ed una bocca senza denti ma con dei piccoli uncini intorno alle labbra carnose. I due cercavano di tenere lontano l'assalitore ma erano senza zaino e quindi completamente disarmati. L'uomo aveva raccolto una pietra e con essa cercava di tenere a bada l'animale. Skorpio prese la torcia atomica e regolato il flusso di energia ad un sottilissimo filo incandescente, taglio' in due la belva. Questa si volto' verso i nuovi venuti e per un attimo sembro' volesse aggredirli, ma con una specie di gorgoglio si accascio' a terra. Subito i quattro si riunirono, e si abbracciarono felici di non essere piu' soli. L'uomo, molto giovane, era un programmatore di nome Lucky e conosceva Skorpio per averlo visto nella sala dell'elaboratore centrale. La ragazza era una studentessa di 17 anni amante dei fumetti giapponesi di nome Sorat. Dopo i convenevoli e gli abbracci i quattro presero ad osservare la belva morta. La forma della bocca denunciava il tipo di alimentazione seguito dalla bestia, una specie di vampiro che sfruttando gli uncini si agganciava alle vittime, prosciugandole della linfa vitale. Subito Opale prese il suo diario di esplorazione e descrisse accuratamente tutte le osservazioni che erano state fatte dai due nuovi compagni sulle tecniche di agguato ed assalto dell'animale, quindi collegarono i loro PC ed estrapolarono un nuovo punto di atterraggio. Zaini in spalla si diressero verso la nuova meta. Questa distava parecchi chilometri e ad un calcolo approssimativo si resero conto che avrebbero impiegato diversi giorni a raggiungerlo. Era all'incirca mezzogiorno e decisero di fermarsi vicino al corso d'acqua e mangiare qualcosa. Lucky prese alcuni frutti e li fece analizzare dal computer. Dei tre tipi diversi che avevano raccolto,solo uno di colore rosa risulto' non essere velenoso. Decisero di assaggiarne un pezzo molto piccolo: il frutto risulto' avere il sapore simile ad una bistecca ed anche il profumo era quasi identico. Skorpio comincio' ad ironizzare su vacche che potevano avere il sapore di meloni ed Opale lo segui' nello scherzo sostenendo che su quel pianeta era meglio non assaggiare la cioccolata... Tutti risero delle varie battute e l'umore si rassereno' un poco. L'acqua risulto' pura anche se con un quantitativo di metalli superiore di quella terrestre...Il sapore era simile a quello dei tubi rugginosi ma dopo un po' ci si faceva l'abitudine. Il nuovo frutto venne mangiato crudo, ed in seguito anche cotto, ma il sapore non cambiava e nemmeno la digeribilita'. La serata passo' tranquilla, i quattro terrestri cercarono di riunire i loro ricordi e trascriverli, cosi da mantenere una memoria di razza. Decisero che era piu' sicuro fare dei turni di guardia. A Skorpio tocco' il primo turno. Gli altri si arrotolarono nelle coperte e dopo un po' lui rimase solo con i suoi pensieri. Durante l'esodo aveva perso i contatti con sua figlia e nonostante avesse tentato in tutti i modi di rintracciarla non era riuscito a sapere dove fosse finita. La vista di quei corpi nei bozzoli non lo aveva certo rassicurato. La ragazza era certamente scesa a terra con il gruppo degli studenti ma era viva? E dove era atterrata? L'avrebbe piu' rivista? Aveva chiesto subito a Sorat, ma lei non ne sapeva niente. Gli studenti erano partiti a seconda delle eta' e lei era piu' giovane di Sorat quindi era di sicuro partita prima. I pensieri gli si affollavano nella mente, mentre scrutava le ombre della notte aliena in compagia di versi di animali che non sarebbe bastata la sua vita a catalogare ed impararne gli usi e le abitudini. Uno scricchiolio lo distolse dai pensieri. Si volto' verso il rumore e vide che Opale si era alzata e stava venendo verso di lui. "Non dormi?" chiese. "Non ho sonno" rispose lei. Con un movimento morbido gli si sedette vicino e ristette in silenzio ad ascoltare i rumori notturni. Lui le pose il braccio sulla spalla e lei si strinse a lui sospirando di piacere. Il periodo del turno termino' in fretta. Capitolo IV Erano parecchie ore che marciavano in direzione del quarto punto di atterraggio. Il sole alieno aveva raggiunto lo zenit ed ora stava calando verso il tramonto. Il computer aveva calcolato che il giorno durava 30 ore, abbastanza simile alla terra anche se un po' piu' lungo. Il gruppo si era dato una gerarchia dove a Skorpio era stato affidato il comando delle operazioni mentre le decisioni venivano discusse insieme....Non che ci fosse molto da decidere, ma spesso sapere a chi dare ascolto da un senso di tranquillita' a chi deve solo eseguire. Durante il cammino Opale e Sorat avevano preso nota dei vari animali e delle diverse piante incontrate, analizzandone via via i frutti. Da cio' stava scaturendo una interessante carta dove il numero dei frutti commestibili era nettamente superiore ai velenosi, anche se quelli di buon sapore erano molto pochi. Scoprirono anche che gli animaletti variopinti visti saltellare sui rami da Skorpio, avevano le stesse preferenze dei terrestri in fatto di frutti. Dopo questa osservazione i quattro cominciarono ad analizzare per primi quei frutti che vedevano essere prediletti da loro che vennero chiamati Cavie, dato l'uso che ne facevano. Verso sera si accamparono in prossimita' di una conca rocciosa simile a quella dove si erano incontrate le due coppie. Dopo una breve ma accurata perlustrazione prepararono il campo e mangiarono una frugale cena. "Chissa' dove sono le altre astronavi..." disse Opale guardando il cielo stellato. "Temo molto lontano da qui" rispose Sorat. "Quando la nostra e' naufragata, le altre astronavi erano davanti a noi e non avrebbero potuto tornare indietro in tempo per recuperarci e poi la zona era troppo pericolosa per loro e sarebbe stato assurdo rischiare la vita dell'intera umanita' solo per noi". Skorpio si giro' a guardare la coraggiosa ragazza e vide che aveva gli occhi lucidi e le guance rigate di lacrime. "Sei saggia e molto coraggiosa, Sorat" le disse, "vedrai, ce la caveremo!" "Si" disse Opale sollevando la testa che teneva china mentre massaggiava il collo stanco,"ce la faremo e questo pianeta segnera' l'inizio di una nuova era." Skorpio la guardo' col suo solito sguardo un po' sornione ed un po' ammirato che a lei piaceva tanto e che le faceva battere il cuore piu' veloce, quindi si alzo', stiro' i muscoli indolenziti e si diresse verso la pietraia illuminata dalla luce degli asteroidi piu' grossi che ruotavano intorno al pianeta. Il silenzio era quasi tangibile, come se una cappa insonorizzante fosse scesa su di lui....La notte era completamente immobile e solo il lieve mormorio dei compagni al campo turbava la quiete totale. Un lieve sospiro dietro di lui lo fece voltare, sicuro che Opale lo avesse raggiunto, ma la realta' era diversa: una bestia vampiro era comparsa come d'incanto alle sue spalle, senza produrre il minimo rumore, tranne quel lieve sospiro, ed ora lo guardava con i suoi piccoli occhi luminosi e spietati. Skorpio si rese conto di non avere addosso altro che il suo coltello a serramanico, ricordo di un tempo ormai perduto nel fumo del passato. Quel coltello lo aveva sempre portato in tasca da quando era giovane e lui diceva che era il suo attrezzo preferito. Era con quello che spesso smontava le stampanti o apriva i grandi sportelli dell'elaboratore centrale. Lo portava sempre con se e si divertiva ad affilarlo ed a tenerlo pulito ed in ordine. Ora era la sua unica arma e quando lo strinse tra le dita capi' che per le dimensioni dell'animale era un'arma davvero misera. Lentamente la bestia e l'uomo si squadrarono e cominciarono a girarsi intorno. La coda ad aculeo dell'animale era tesa e pronta a piantarsi nelle carni dell'uomo che misurava le distanze brandendo il coltello...... Improvviso arrivo' l'attacco della belva che pero' non sorprese Skorpio che era teso e pronto come una molla carica! La bestia salto' e cerco' di far cadere a terra la sua preda che ben lungi dal farsi sorprendere scarto' di lato e pianto' il coltello alla base del cranio della belva. Questa, nonostante la ferita profonda, si volse per assalire ancora l'uomo, il quale decise di rischiare il tutto per tutto: con un balzo, senza mollare il suo coltello, sali' sulla groppa dell'animale e mentre quella cercava di scrollarlo di dosso, lui stringendogli la gola, continuo’ a girare lateralmente il coltello tentando di spezzare la spina dorsale. Dopo qualche secondo di questo drammatico rodeo la belva mando' un ultimo urlo e cadde a terra trascinando Skorpio in una rovinosa caduta tra le rocce...E tutto fu buio. Si sveglio' con un gran dolore alla testa ed un braccio che mandava fitte d'inferno. Tutti gli erano intorno ed Opale gli bagnava dolcemente la testa con dell'acqua fresca. "Ben svegliato"! disse lei con un sopiro di sollievo nella voce, "ti sembra questo il modo di farci preoccupare?". "Come ti senti"? chiesero Sorat e Lucky quasi in contemporanea. Socchiudendo gli occhi per cercare di limitare il dolore alla testa Skorpio rispose: " Avete preso il numero di targa del camion?". Con un sorriso di sollievo ed una lacrima nascosta alla meglio Opale gli chiese cosa fosse successo e come mai non si fosse accorto prima della bestia. " Non ho sentito alcun rumore sospetto" disse Skorpio, "quando mi sono reso conto che non eri tu, era troppo tardi anche per dare l'allarme! Cosa ne e' stato? E' riuscito a fuggire?". Lucky scoppio' a ridere e girandosi di lato raccolse la grossa testa dell'animale. "Lo hai quasi decapitato, con quel tuo coltellino! Per prendere questo trofeo ho dovuto solo tagliare poco piu' di una striscia di pelle che gli avevi lasciato intatta..." "Comunque la prossima volta non tagliare anche il tuo braccio!" Skorpio si guardo' il braccio che aveva serrato la gola della belva e si accorse che era fasciato e sporco di sangue. "Ok" disse "la prossima volta ti chiamo, cosi' tu la terrai ferma mentre io la uccidero'!" Nonostante tutto la serata si concluse con una risata generale. Al mattino dopo la testa di Skorpio mandava solo qualche fitta di dolore ma una pillola di analgesico ed antibiotico rimise in ordine l'uomo che aiutato da Opale si preparo' per la seconda giornata di marcia. Verso il mezzogiorno si fermarono in prossimita' di un lago. Videro molte tracce di animali diversi sia di notevoli dimensioni che piccoli ed anche volatili. Skorpio era ormai quasi in forma fatto eccezione per il taglio che comunque, grazie alle pomate cicatrizzanti, era in via di guarigione. Durante il pasto udirono in lontananza rumori di lotta tra animali ma a nessuno venne l'idea di avventurarsi per scoprire chi fossero i contendenti. Alcune delle tracce rilevate a terra avevano lasciato degli inconfondibli segni di artigli, e dalle dimensioni a nessuno dei componenti la piccola squadra sarebbe piaciuto dover affrontare un bestione alieno senza armi..... La brutta esperienza di Skorpio insegnava... Fortunatamente nessun brutto incontro si svolse per quella sera, ed i quattro naufraghi poterono dormire. Opale, per la prima volta, si sdraio' vicino a Skorpio, ed affermando che era intenzionata a controllare che non si cacciasse piu' nei guai, si addormento' strettamente abbracciata a lui. Capitolo V La terza mattina inizio' con una lieve pioggerella che non disturbava i quattro, ma inumidiva il terreno rendendolo viscido e scivoloso. La marcia veniva rallentata in modo notevole anche dalle asperita' del terreno che aumentavano man mano che si avvicinavano alla loro meta. La zona collinosa era cosparsa di sassi e rocce e spesso dovevano aiutarsi l'uno con l'altro per superare i punti piu' scoscesi. A meta' giornata erano cosi' stanchi che decisero per una sosta piu' lunga. Skorpio oramai ristabilitosi completamente, teneva ancora la fasciatura ma solo per evitare che la ferita si sporcasse. Decise di creare un campo base in un punto riparato che concedesse riposo e sicurezza al gruppo cosi da consentire ad un solo componente di proseguire. La sua intenzione era di andare avanti da solo lasciando i suoi compagni, ma l'idea venne subito bocciata da Opale, la quale, avendo capito le intenzioni dell'uomo, non era assolutamente d'accordo. Dopo qualche minuto Skorpio capi' che la donna lo avrebbe piuttosto legato ad una roccia, e visto che era di robusta costituzione non gli sembro' il caso di metterla alla prova. Cosi' presero alcune foglie-ramo e costruirono una capanna che permise loro di stare all'asciutto durante la notte. Erano le primissime luci dell'alba quando un sonoro grugnito mise in allerta il gruppetto di esseri umani. Un grosso animale, simile ad un cervo ma di dimensioni doppie, si stava avvicinando all'accampamento, sbruffando ed annusando l'aria intorno, conscio di una presenza estranea. Inizialmente allarmati, i nostri amici si avvidero che l'animale era un erbivoro di natura schiva e timida e con qualche urlo lo fecero allontanare, dopo che le donne avevano preso appunti su di lui. "Avremmo potuto farci qualche bella bistecca!" disse Skorpio osservando l'animale che si allontanava, ma il resto del gruppo lo prese in giro e lui si allontano' borbottando contro le pecore divenute astronauti. Ripreso il cammino, sotto un cielo plumbeo che non prometteva niente di buono, i quattro giunsero ai piedi di una collina rocciosa. Il computer indicava ancora pochi chilometri al punto del Rendez-vous, ma bisognava scalare la collina, che se anche non era molto alta, aveva altresi' le pareti scoscese come una piccola montagna. Lucky disse di essere stato un discreto scalatore sulla terra, lo stesso Skorpio si era dilettato nel freeclimb. Decisero di tentare un scalata ponendo le donne al centro della cordata, Skorpio davanti e Lucky per ultimo. Erano poco piu' di un centinaio di metri ma minacciavano di essere veramente duri. La roccia era molto friabile e le pareti verticali offrivano appigli poco sicuri. Inoltre la loro attrezzatura non comprendeva i chiodi ed i rampini che sarebbero stati d'obbligo in quella situazione. Erano a meta' salita, quando si avvidero che non c'erano appigli che consentissero loro di superare un tratto di roccia particolarmente ripido. Dopo una breve sosta ed un consiglio di guerra decisero di utilizzare una torcia atomica per scavare piccoli fori nella roccia da utilizzare come appoggi. La scalata divenne ancora piu' lunga e faticosa, tanto che ad un certo punto Lucky dovette dare il cambio a Skorpio, al quale si era riaperta visibilmente la ferita. Arrivarono in cima all'altopiano stremati, con i muscoli contratti ed il corpo completamente ricoperto di polvere di roccia. Si accasciarono a terra e ripresero fiato. Opale fu la prima a rialzarsi e nonostante le proteste, volle occuparsi del braccio di Skorpio. Appena si furono ripresi, si guardarono intorno... Lo scenario che videro faceva pensare ad un campo da football colpito da un bombardamento. Il pianoro era completamente ricoperto di erba-spugna ma era interrotto da buche della dimensione di un'autocarro e profonde intorno ai due metri, completamente prive di vegetazione. Anzi la roccia appariva assolutamente pulita come se il cataclisma fosse appena avvenuto. I quattro si avvicinarono alla buca piu' vicina e subito fu evidente il motivo per cui l'erba non cresceva li' intorno. Un forte calore ed un odore di zolfo proveniva dal centro della buca e l'erba piu' vicina alle rocce non aveva il suo colore violaceo ma tendeva ad essere giallo verdina come fosse avvelenata e morente. Mentre stavano osservando e prendendo ulteriori appunti sulla particolare natura del suolo, un boato fece tremare il terreno e l'aria intorno a loro, ed una parte di suolo esplose formando una nuova buca. Il rumore distolse i quattro che si voltarono a guardare nella direzione da cui veniva, e non si avvidero della forma serpentina che si avvicinava a loro. Fu un attimo! La bestia si attorciglio' attorno alla gamba del povero Lucky e la coda a pungiglione colpi'! A nulla valsero gli sforzi degli altri.....La morte sopraggiunse in pochi minuti. Sorat fu colta da una crisi di nervi ed Opale la tenne stretta a se' cercando di calmarla. Skorpio disse poche parole di commiato ed usando la torcia atomica inceneri' il corpo. "Che dalle tue ceneri e dal tuo coraggio possa risorgere il genere umano!" Quindi si strinsero l'un l'altro cercando di farsi forza a vicenda. Ripresero il cammino e poco dopo raggiunsero il punto di atterraggio che stavano cercando. C'erano molti bozzoli vuoti e segni di vita tutt'attorno al campo. Continuando a seguire le orme, trovarono alcuni resti di un funerale e poi tracce di scarponi che segnavano una pista verso il fondovalle . Certi di poter incontrare l'altro gruppo i tre compagni si misero a seguire le impronte. Giunta la sera si accamparono e Skorpio si arrampico' su un piccolo terrapieno per cercare di avvistare segni degli altri...E cosi' fu! A non molta distanza da loro, l'uomo distinse chiaramente il bagliore di un fuoco acceso ed un certo numero di persone intorno. Avvisate le donne, decise di utilizzare una torcia atomica per tentare di segnalare la loro presenza. "Come pensi di fare?" chiese Opale. "Direi che se provocassi una esplosione loro si volterebbero a guardare, se poi con la torcia facessi dei segnali regolari, capirebbero che qui c'e' qualcuno!"disse lui. "Mi sembra una buona idea," replico' Opale "ma per essere piu' sicuri che ci vedano, lo faremo in contemporanea: tu provocherai l'esplosione mentre io faro i segnali!" Misero in pratica la loro idea e poco dopo i primi segnali, si avvidero che anche dal campo degli altri naufraghi provenivano dei lampi in codice. Per quella notte rimasero dove si trovavano, inutile rischiare un incidente, ma la mattina dopo, appena il sole mando' i suoi primi raggi, i tre si misero in cammino alla volta dei loro compagni, i quali li attendevano con ansia. Fu una grande festa quando finalmente si riunirono. Il rosso Jack, amico fraterno di Skorpio, insieme a Kim, la sua compagna, Hasta, Morghy, Dany il pilota, Rox l'ambasciatrice terrestre, Queen e Pulsar il sistemista urlarono la loro gioia nel vedere il trio correre verso di loro. Sorat abbraccio' Kim e tra le lacrime racconto' della tragica fine di Lucky, Hasta mise al corrente Skorpio delle persone che non si erano salvate. Skorpio con la gola chiusa dallo sgomento chiese notizie di sua figlia Letta ma nessuno di loro l'aveva vista. Anche Jack e Pulsar rimasero sconvolti nel sentire che la loro sorellina, cosi' la chiamavano, era scomparsa. I due gruppi si unirono in uno unico, si scambiarono idee ed osservazioni, collegarono i loro computer e lasciarono che tutte le informazioni si fondessero poi trassero le conclusioni: " Il nuovo punto di contatto e' a parecchi giorni di marcia da qui!" disse Hasta, "e potrebbe essere rischioso avventurarci tutti insieme!" La proposta era indubbiamente valida ma le donne si opposero fermamente! "Se vi muoveste voi uomini" disse Kim,"noi rimarremmo sole e certo non potremmo sopravvivere ad eventuali attacchi di animali feroci." "Inoltre non siamo ancora in numero sufficiente per pensare di rischiare di perdere anche uno solo di noi" ribadi' Opale " e di insidie ce ne sono fin troppe" concluse Sorat. Morghy Rox e Dany annuirono in modo fin troppo evidente. La decisione era presa..Insieme o nessuno! Quella notte Opale prese la sua coperta e dopo aver medicato il braccio di Skorpio, la uni' con quella dell'uomo e si addormentarono una tra le braccia dell'altro, dopo essersi scambiati qualche parola dolce a bassa voce...Lui le disse qualcosa nell'orecchio e lei rise. Capitolo VI Il gruppo riparti' con rinnovata lena, felici di essere insieme. Dopo un giorno di cammino si incontrarono con un altro gruppo che stava cercando di raggiungere la loro stessa meta. Ora, con i nuovi arrivati, la piccola comunita' contava 20 persone. Il giorno seguente trovarono Miosot che era rimasta sola dopo che due suoi compagni erano stati attaccati dalle tigri vampiro. A sera scorsero la luce di un fuoco che raggiunsero, ricongiungendosi con Etab ed il marito Giil, Jane, Sara, Lara, Ki, Alfa e Nana che prese tra le braccia la sorella Sorat e rimasero strette per lungo tempo senza parlare. Anche a loro Skorpio chiese notizie di sua figlia, ma tutti scossero le teste in segno di diniego. Il quarto giorno di cammino, la piccola comunita' raggiunse un piccolo accampamento dove trovarono molti amici e conoscenti. La fusione delle molteplici informazioni di tutti i computer rivelo' loro una triste realta'.... Le probabilita' di incontrare ancora persone vive stava riducendosi in modo geometrico. Ora il gruppo contava circa 50 unita' con una leggerissima prevalenza di uomini, per cui si poteva cominciare a pensare a far muovere solo degli esploratori e non piu' tutti quanti, riducendo cosi' gli eventuali rischi di perdere vite umane tanto preziose. Decisero di creare un accampamento stabile su un pianoro che non rivelava problemi geologici. Tagliarono numerose piante albero e con esse costruirono dei solidi ripari dalla pioggia. In ultimo scavarono una profonda trincea che tenesse alla larga le varie bestie feroci e la riempirono con le spine di un rovo che avevano scoperto durante una esplorazione. Tali spine erano lunghe quasi 20 centimetri ed erano cosi' dure che essere utilizzate anche per costruire armi da difesa-offesa. Alcuni uomini si organizzarono per cacciare i cervidi che Skorpio ed il suo gruppo avevano incontrato qualche tempo prima. Le donne costruirono un sistema di docce che permettesse a tutti un giusto grado di igiene, il tutto alimentato da una serie di tubature ricavate scavando ed intrecciando i rami di alcune piante con l'erba spugna. Lentamente la piccola comunita' si andava normalizzando e quel momento di serenita' sembrava aver contagiato tutti...Tranne Skorpio. Di tutti quanti, solo lui non aveva certezza che sua figlia fosse effettivamente viva o fosse perita. Nell'ultimo gruppo incontrato una ragazza, Lady, le aveva detto che forse sua figlia era stata lanciata per ultima perche' si era attardata a cercarlo, quindi poteva aver raggiunto un punto di atterraggio diverso o addirittura non contemplato. Per cui, appena la comunita' raggiunse un minimo di equilibrio, lui prese il suo zaino, il suo coltello e dopo un saluto veloce a tutti, parti' alla ricerca della ragazza. Nessuno provo' a fermarlo, i suoi occhi esprimevano tutta la determinazione dell'umanita' a sopravvivere. Lui si incammino' nella direzione estrapolata dal computer come la piu' probabile. Si accordarono per tentare un collegamento ogni 5 sere tramite i computer, ma era molto improbabile che ci sarebbero riusciti data la geologia del posto dove si trovavano. Opale non si fece vedere e lui non la cerco'. A nulla sarebbe servito guardarsi negli occhi o darsi un ultimo addio. Lui non poteva restare, lei non poteva seguirlo.....Troppi i rischi, poche le possibilita' di riuscita.....Quasi nulle le ipotesi di ritorno. Jane gli diede un bacio sulla guancia e lo bagno' con le sue lacrime. Jack lo aveva abbracciato e col viso rosso come un peperone gli aveva detto: "Trovala e torna...OK?!" Poi aveva voltato le spalle ed era sparito. Pulsar aveva mormorato qualcosa abbracciandolo. Ora, di buon passo, si allontanava dall'accampamento. Lentamente sentiva sfumare i rumori e le voci di coloro che avevano diviso con lui quei momenti drammatici che molti non erano riusciti a superare, alcuni li avevano superati grazie a lui. Poi fu solo. Niente piu' rumori noti, niente piu' sensazione di umanita', di calore dell'anima...Nulla. Solo il silenzio rotto dal quieto mormorio della natura aliena che lo circondava. Era mattina quando aveva voltato le spalle al nucleo di umanita' che aveva riunito e solidificato, ora il sole era allo zenit e lui aveva gia' percorso molti chilometri. Sfruttando il modo di camminare cadenzato che aveva imparato tanti anni prima, poteva calcolare ad occhio quanta strada aveva percorso...Una goccia in un mare! Ma lui non voleva pensare a cosa lo aspettava. Si era dato un obbiettivo, e finche' avesse avuto vita avrebbe cercato e cercato e cercato! Giunta la sera preparo' la miscela proteica che gli avrebbe restituito le energie spese, quindi si avvolse nella coperta e si addormento'. Era vicino ad un fiumiciattolo che sapeva dover seguire per parecchio tempo, aveva acceso un fuoco per tenere lontani gli animali, e desidero' una sigaretta...Quell'antico vizio che aveva perduto ma che ora sarebbe stato la sua compagnia. Erano anni che non ci pensava ed un attimo dopo scoppio' a ridere, ma senza allegria. Un'altra giornata di marcia passo'...dormi', si sveglio'. Ripose le sue poche cose e riparti'. A sera raggiunse un boschetto di piante che non aveva mai visto. I rami sembravano un intrico di liane simile a capelli arruffati. L'impressione che si aveva era di sospetto e Skorpio esito' ad avvicinarsi. Le liane a terra formavano una grande ragnatela e non avevano un aspetto rassicurante. Lui si avvicino' ancora un poco e scopri' che tra esse c'erano delle ossa spolpate e spezzate all'inverosimile. Alcune sembravano tritate. In un lampo gli vennero in mente i mille libri che aveva letto su piante trappola e fece per tirarsi indietro, ma non vide che una piccola liana era dietro di lui. Come un serpente quella scatto'! In un attimo la propaggine si avvolse intorno alla sua caviglia e con una stretta mortale comincio' a trascinarlo al centro della ragnatela. Skorpio immagino' cosa sarebbe successo se fosse finito li' dentro.. Le piante lo avrebbero squartato man mano che il suo corpo avesse toccato una di loro...E non c'era molto tempo. Anche se piccola la liana lo stava trascinando velocemente. Mise la mano nello zaino e trovo' la torcia atomica, la accese ed un attimo prima di finire nella trappola riusci' a tagliare il ramo animato....Come per magia tutte le altre piante sollevarono i loro tentacoli verso il cielo e lui vide le migliaia e migliaia di ossa di animali rimaste nascoste sotto la trappola. Le piante sicuramente temendo il fuoco tendevano a preservare in quel modo il loro sistema di alimentazione...In caso di incendio sollevavano la trappola cercando di non farla bruciare, ma per Skorpio fu una vista orrenda di cumuli di ossa spezzate che solo di sfuggita aveva intravisto prima, coperte dalla ragnatela stessa. Un forte bruciore alla gamba gli fece abbassare lo sguardo...La' dove la liana lo aveva avvinghiato, una profonda scottatura chimica era rimasta a ricordo del poco cordiale abbraccio....L'uomo decise che era troppo pericoloso lasciarla tendere ancora subdoli agguati. Con la torcia atomica diede fuoco a tutta la foresta vivente. Riprese il cammino lasciandosi alle spalle un acre fumo di morte. Capitolo VII Il campo base lasciato da Skorpio era in fermento. Alcuni uomini che si erano allontanati dal campo per cacciare, non erano piu' tornati ed i compagni cominciavano ad essere preoccupati. Dopo una serata passata a discutere e votare, si decise che un gruppo scelto tra i piu' arditi e certo piu' aitanti, si sarebbero messi in cerca dei compagni scomparsi. Attrezzarono un sistema di comunicazioni radio in modo da comunicare la presenza il piu' spesso possibile, quindi partirono in tre coppie. L'ordine tassativo era di rimanere fuori un massimo di due giorni, poi comunque ritornare al campo. Ma nonostante le precauzioni solo una coppia riusci' a tornare senza aver visto nulla. Degli altri quattro nessuna notizia. dopo l'ultimo collegamento erano spariti senza lasciare traccia. I sopravvissuti, capeggiati da Jack, il quale nonostante fosse molto giovane godeva della fiducia dei piu', capi' che la piccola colonia era in stato di assedio da parte di qualcosa che si celava nell'ombra ma che era costantemente vigile ed in agguato. Preoccupato per l'amico Skorpio decise di mettere una persona in costante attesa di contatti.....Quando chiese chi era disposto a stare in ascolto, Opale si fece avanti. Non aveva piu' avuto notizie di lui ed ogni giorno, al risveglio, la sua mano cercava il corpo di lui, ed ogni giorno si malediceva per non averlo seguito. Cosi' almeno avrebbe avuto la possibilita' di aiutarlo in caso di necessita'. Intanto ad alcune centinaia di chilometri da loro un altro gruppo si stava formando ed anzi, grazie alla particolare conformazione del terreno, quasi tutti i naufraghi si erano salvati dalla caduta e nella zona, particolarmente fredda, non vivevano predatori, ne' animali ne' vegetali. Il gruppo si stava ingrossando sempre piu' e grazie all'organizzazione che si erano dati, ogni naufrago riusciva a trovare il villaggio o veniva rintracciato velocemente dai cosiddetti cercatori, coloro cioe' che avevano per compito di vagare in cerca di nuovi compagni da riunire. Il villaggio si diede un nome...Incontro. Piano piano il villaggio arrivo' ad avere oltre mille persone ed il tutto in un solo mese! Skorpio, intanto, continuava a vagare in cerca di nuovi campi di atterraggio, e senza saperlo si stava avvicinando ad Incontro. Non era mai riuscito a mettersi in contatto con i suoi amici e dopo un po' aveva perso ogni speranza di riuscirci. Non poteva certo immaginare quanto fosse disperata la loro situazione, gia che per loro uscire dalla protezione delle barricate significava non tornare. Un giorno, il quarantesimo da quando aveva abbandonato il suo campo, incontro' una piccolissima comunita' umana. Vivevano dentro una grotta e credevano di essere stati condannati alla solitudine estrema. Accolsero il viaggiatore con calore ed entusiasmo e quando scoprirono che una comunita' era sorta non lontano da loro, presero i riferimenti per poterla raggiungere. Ma neppure loro sapevano niente della ragazza. Rimase con loro la notte, ma la mattina successiva, nonostante le proteste, si incammino' verso il nuovo punto estrapolato dal suo pc. Dopo altri tre giorni si accorse che i viveri concentrati cominciavano a scarseggiare. Usando delle canne simili al bambu' si costrui' alcune lance ed un arco rudimentale....Avrebbe provato ad emulare un amico ormai lontano. Una notte si era accampato in una grotta ed era quasi addormentato quando udi' delle grida di donna. Armato delle lance e della torcia atomica, che pero' cominciava a non avere quasi piu' energia, raggiunse il luogo di provenienza delle grida. Un gruppo di ragazze tra cui Skorpio riconobbe Lolly, Hidy, Nuletta, Sirna, Doei ed Ella si erano accampate nei pressi di un albero trappola. Per fortuna questo era isolato e di piccole dimensioni per cui non era riuscito ancora nel suo macabro intento, ma le ragazze erano quasi completamente avviluppate. Inutilmente si dimenavano cercando di liberarsi dei tentacoli omicidi che le stringevano sempre piu' strettamente. Veloce Skorpio mise in funzione la torcia atomica con la quale recise quasi tutti i tentacoli, ma l'energia si esauri' improvvisamente. C'erano ancora due tentacoli che stringevano le ragazze con rinnovata energia, tanto che due di loro erano svenute, completamente esauste e le altre si muovevano appena.Non c'era molto piu' tempo e l'unica arma efficace era il suo coltello. Come sempre nella tasca destra, come sempre troppo piccolo per le richieste del suo padrone. Stringendo convulsamente un tentacolo dalle superficie acida, l'uomo lo prese a coltellate finche' non lo recise. Ignorando il dolore che l'acido provocava alle palme delle mani Skorpio aggredi' e taglio' l'ultima liana. Con la forza della disperazione sciolse le ragazze dal perfido abbraccio e le trascino' una ad una alla larga dalla pianta carnivora, poi si accascio' e svenne. Si risveglio' al tocco freddo di uno straccio imbevuto di acqua. Davanti agli occhi si trovo' la sorridente Sirna che cercava di pulirgli le mani piagate dall'acido. Anche lei, come le altre, portavano i segni del vegetale assassino, Ognuna aveva delle piaghe sul corpo, sulle gambe e sulle braccia. I vestiti e soprattutto le coperte termiche che avevano addosso le avevano parzialmente salvate dall'acido, mentre le mani di Skorpio erano molto malridotte. Usando delle bende di fortuna, lui non chiese da dove venisse quella stoffa bianca tutta pizzi, gli fasciarono le mani e le braccia poi seduti intorno ad un fuoco nella grotta, le ragazze raccontarono la loro storia. Il lancio dall'astronave era avvenuto durante l'urto col meteorite, cosi' invece di atterrare in uno dei punti predefiniti, i bozzoli erano caduti nelle fredde acque di un lago. L'urto era stato meno duro, ma i contenitori erano affondati quasi subito non permettendo alle donne di togliere l'equipaggiamento. Solo poche cose arraffate al volo mentre l'acqua cominciava a penetrare all'interno. A nuoto, aiutandosi una con l'altra erano arrivate a terra, stremate e senza speranza di sopravvivere. La fortuna, invece, le aveva aiutate fino all'ultimo, quando, al culmine delle loro disavventure, erano state salvate da Skorpio. Ignoravano tutto quanto era successo agli altri, essendo rimaste senza collegamenti, ma proprio Sirna disse qualcosa che l'uomo sperava: "Skorpio, ho visto tua figlia lanciarsi poco prima di me, era molto arrabbiata perche' voleva aspettarti, ma alla fine l'hanno costretta a partire!" Il primo raggio del sole della speranza si accese in lui..... Capitolo VIII Ora, pero', Skorpio aveva un dilemma..Portare le ragazze al campo o proseguire la ricerca con loro. Ambedue le scelte non lo facevano impazzire di gioia...Portarle al campo significava perdere quaranta giorni di esplorazione, portarle con se voleva dire doversi preoccupare della salute ed integrita' di un gruppo che non gli era sembrato molto sveglio...Decise che dei due mali, proseguire con le donne fosse il minore. Passarono una settimana nella caverna in attesa che le mani di lui ritornassero almeno utilizzabili anche se non ancora in perfetto stato e le ragazze usarono questo tempo per imparare da Skorpio quali erano i pericoli e come evitarli. La settimana passo' in fretta e quando L'uomo decise che era arrivato il momento di partire, solo la paura di rimanere sole in un pianeta alieno trattenne le donne dal piantare grane. Visto che al momento erano tutte donne ed un solo uomo, si accordarono per dividere tra loro il carico in modo da lasciare a lui la liberta' nei movimenti e quindi poter approntare una eventuale veloce difesa. Ed i giorni ricominciarono a fluire come sabbia in una clessidra. Un giorno catturarono un grosso cervide. Lo affumicarono dopo averlo squartato e diviso in parti comode da trasportare. Finalmente Skorpio pote' mangiare una bistecca fragrante e saporita. Un altro giorno le fece fermare e fece loro vedere come appariva un albero trappola quando aspettava la preda...Le ragazze rabbrividirono di disgusto alla vista di cio' che successe ad un cervide caduto nella trappola. Un altro giorno ancora, affrontarono una tigre vampiro e la uccisero utilizzando le lance di bambu' che Skorpio aveva preparato e che manteneva costantemente affilate e pronte all'uso. Lolly si rivelo' molto brava nel rendere affilate le canne che, se tagliate nel verso giusto, divenivano veri e propri rasoi. Seguendo le istruzioni impartitele da Skorpio, imparo' velocemente e bene anche a difenfersi con la lancia. Era forse un po' troppo lunga e pesante per lei, cosi' lui ne taglio' una su misura per la giovane. In poco tempo divennero due i cacciatori e sei le portatrici. Al tramonto del 60 giorno di esplorazione si accamparono in un boschetto. Come ormai d'abitudine, Skorpio e Lolly andarono in perlustrazione, verificando che non ci fossero nei paraggi alberi trappola ne' tane di tigri vampiro ne' tantomeno tracce di serpenti dall'aculeo (li avevano chiamati serpenti scorpione), dato che per ora questa era la sola fauna che avessero incontrato di natura pericolosa. Stabilito il campobase ognuno si dedico' ai compiti che gli erano stati assegnati....Raccogliere legna, accendere e mantenere il fuoco vivo, preparare da mangiare, curare le armi, vigilare. Nonostante le reticenze iniziali, Skorpio era contento di non trovarsi solo e le ragazze lo facevano sentire una specie di Raja. Era pur vero che per non fare torto a nessuna ( erano 7 ) aveva deciso di non sbilanciarsi con nessuna. Certo la cosa aveva i suoi lati negativi visto che le sette ragazze erano tutte molto belle e giovani. ...E poi lui era l'unico uomo nei paraggi.... Certo era che lo vezzeggiavano e viziavano cercando di farlo mangiare al meglio possibile e gli massaggiavano la schiena o gli curavano le mani ancora piagate dall'acido. Ognuna di loro aveva delle doti in particolare...Sirna era bravissima nel curare le piaghe che Skorpio aveva alle mani e le ferite che si provocavano durante le marce e le lotte con gli animali. Nuletta aveva imparato a massaggiare e far rilassare i muscoli delle gambe dei suoi compagni. Hidy sapeva trarre da qualunque pietanza dei sapori squisiti ed era anche diventata una esperta nell'ideare e costruire armi con quello che trovava in natura....Ognuna una specializzazione, oltre ad essere divenute delle agguerrite amazzoni. La notte passo' tranquilla, anche se verso la mezzanotte udirono dei rumori sospetti intorno al campo, ma nessun animale si fece vedere al limitare della luce del fuoco. Al mattino, erano appena ripartiti quando trovarono una serie di bozzoli aperti e svuotati delle attrezzature. Le tracce intorno erano ormai molto vecchie ma con un po' di fortuna, riuscirono a capire da che parte si era diretto il gruppo di 10 persone, tra cui alcuni molto giovani a giudicare dalle impronte. Decisero cosi' di seguire questi loro compagni di sventura. Durante l'inseguimento trovarono tracce di lotta con una tigre vampiro ed anche i resti di un cervide ucciso e cucinato. Di certo il gruppo che li precedeva sapeva come difendersi e come procacciarsi il cibo...Questo era positivo!! Per Skorpio sarebbe stato tragico doversi accollare un altro gruppo di persone inette e spaurite.....Anche se ora le "sue ragazze", come le chiamava lui, erano diventate un gruppo saldo addestrato e molto agguerrito. Spesso diceva loro che neppure un gruppo di Marines sarebbe sopravvissuto all' attacco delle giovani , che usando le lance e delle piccole clave che si erano costruite, erano in grado di straziare una tigre al primo assalto. Niente era rimasto del gruppetto spaventato che era stato quasi strangolato da un alberello trappola. Anche il loro portamento era cambiato....Sembravano sette amazzoni uscite da un libro mitologico: vestiti ridotti al minimo (Skorpio non sapeva piu' dove guardare), pelli abbronzate dal sole, sguardi attenti e fieri, muscoli scattanti da vere belve feroci. Una mattina, erano sempre sulle tracce del gruppo che li precedeva, quando trovarono a terra un orecchino spezzato. Skorpio ebbe un tuffo al cuore quando riconobbe uno degli orecchini di corallo nero che aveva regalato a sua figlia molti anni prima. Non c'erano dubbi, quello era uno dei suoi orecchini e quindi davanti a loro poteva esserci lei. Le ragazze capirono al volo la nuova situazione prima ancora che lui profferisse parola. Si guardarono l'un l'altra e con un grido di gioia misto ad uno di battaglia, si misero in formazione e partirono in corsa. I loro muscoli addestrati risposero perfettamente ed il gruppo comincio' a macinare chilometri su chilometri, ma la distanza era comunque enorme...Dopo una settimana di estenuanti marce senza riposo decisero che non sarebbero mai riusciti a raggiungerli prima del cambiamento di stagione che era oramai alle porte. Il cielo solitamente sereno aveva cominciato ad essere nuvoloso e plumbeo, e spesso potenti scrosci d'acqua li costringevano a trovarsi un riparo sotto le piante o dentro una grotta. La temperatura stava calando e tutti loro avevano cominciato a coprirsi con delle pelli di cervide. Le tracce del gruppo che seguivano si facevano sempre piu' fresche ma sarebbe stato assurdo correre dei rischi solo per raggiungerli con pochi giorni di anticipo. Skorpio desiderava rivedere sua figlia, ma non voleva che succedesse qualcosa alle ragazze per colpa sua...Non se lo sarebbe mai perdonato! Dopo due settimane dal ritrovamento del piccolo gioiello il tempo cambio' in modo brusco. La neve prese a cadere copiosa, un vento gelido spirava costantemente giorno e notte e tutte le piante sembrarono appassire quasi di colpo. La natura del pianeta era completamente sconvolta dall'arrivo del freddo. Anche la marcia fu rallentata dal cambiamento delle condizioni e molto spesso il gruppo era costretto a muoversi cosi' lentamente che in una giornata riuscivano a coprire solo pochi chilometri. Il freddo aveva risvegliato i predatori dei ghiacci e il gruppo dovette affrontare una bestia fino a quel momento sconosciuta. Vista da lontano poteva sembrare una piccola foca....Si riunivano in branchi di non piu' di venti animali e stavano sdraiati in mezzo alla neve. Il loro mezzo di locomozione erano delle piccole pinne laterali che le piccole foche usavano a mo' di remo sul ghiaccio o sulla neve. Le estremita' delle pinne avevano delle unghie molto dure e taglienti. Skorpio trovandosi a passare vicino ad un branco volle osservarle da vicino: non appena le foche si avvidero di lui partirono tutte insieme scivolando come veri siluri alla volta dell'uomo che dopo un momento capi' cosa stava succedendo. Gli animali erano piu' simili a grandi pirana di terra, con delle enormi bocche corredate da denti lunghi e triangolari come quelli degli squali terrestri, che a delle simpatiche equilibriste da circo! In un attimo le vide arrivare a bocca spalancata filando velocissime con quel loro modo particolare di deambulare. A lui non resto' che darsela a gambe ma si rese conto che mai e poi mai avrebbe potuto eguagliare la velocita' dei piccoli feroci siluri. Arrancando il piu' velocemente possibile, cercando un punto adatto alla difesa, non si accorse che le ragazze avevano trovato forse l'unico modo per tenere a bada le bestiacce...Acceso un fuoco avevano incendiato dei pezzi di pelle imbevuti di grasso e messili sulle punte delle lance le puntavano contro le bestie che abituate al freddo, mal sopportavano la vista ed il calore del fuoco. Frenato l'impeto degli animali, Skorpio riusci' a mettersi in salvo. Le stesse foche assassine si ritirarono in cerca di prede piu' facili ed in un attimo torno' la tranquillita'. "Wow !" mormoro' Sirna guardando gli animali lontani,"ti avrebbero spolpato in un attimo, Skorpio!" "Hai ragione" replico' Hidy "Ma la razza umana vuole sopravvivere.. E ce la fara'!!" Con queste parole di speranza il gruppo si porto' al ridosso di una formazione rocciosa che formava un bastione naturale, e verificata l'impossibilita' per le foche di raggiungerli, si accinsero a mangiare e quindi riposare. Capitolo IX Anche al campo base di Skorpio era giunto l'inverno e con esso le preoccupazioni erano aumentate in modo catastrofico. Quasi nessuno aveva il coraggio di uscire fuori del recinto e se anche qualcuno lo faceva, non si allontanava mai molto. Erano riusciti a coltivare qualcosa, ma il cibo scarseggiava e la situazione stava diventando drammatica. Jack decise che era arrivato il momento di prendere qualche decisione critica: riuni’ tutti ed espose la sua idea:" Ascoltate, sono ormai piu' di due mesi che non abbiamo notizie di Skorpio e nonostante io sia certo che lui e' vivo, non possiamo continuare a tirare avanti nella speranza del suo ritorno." Ristette un attimo nel silezio di tomba che si era creato,"quindi da domani smetteremo i turni di ascolto al computer, creeremo delle squadre di caccia e batteremo la zona qui intorno!" La gente mormoro' contrariata, ma poi acconsenti'. C'era molta paura da parte di tutti, ma il rischio era la morte per fame. I primi gruppetti di cacciatori cominciarono ad uscire esitanti e tornarono senza avere preso nulla. Jack spazientito prese la sua torcia atomica, un coltello da sopravvivenza ed usci' insiene ad un paio di amici fidati. Forse fu la fortuna, forse l'audacia, comunque riusci' ad uccidere un cervide di dimensioni gigantesche che si aggirava li' intorno in cerca di un riparo per l'inverno. Al campo venne fatta una gran festa ed i cacciatori elessero Jack loro capo indiscusso. Kim molto fiera di lui, gli cuci' un berretto con un pezzo della pelliccia del cervide e da quel momento la fiducia torno' nel campo. Alcune esplorazioni piu' accurate portarono all'atroce scoperta di una tana di tigri vampiro dove furono trovati i resti dei compagni scomparsi. I cacciatori massacrarono le tigri e diedero sepoltura ai resti dei compagni morti. In un punto distante oltre 1000 chilometri Actar e Alf avevano riunito intorno a loro molti degli scampati al naufragio. Parecchi sapevano dell'esistenza di altre comunita', alcuni le avevano viste. Actar decise che bisognava fare un tentativo di collegamento con loro. Prima provo' con il suo potentissimo computer, ma a nulla valse, allora tento' collegandone due e poi tre..... Ma non ebbe risultati. Chiese consiglio a Smil, fedele amico e collega di Skorpio. Smil comincio' ad elaborare le sue conoscienze, finche' non chiese alcuni computer per fare delle prove. Inizio' con piccole modifiche che approdarono a poco o niente, pero' Smil era della vecchia guardia, di quelli che non si arrendono, per cui ogni sconfitta era un pungolo per fare un passo avanti. Aveva modificato una torcia atomica, cosi' da poterla usare da saldatore di precisione, e con quella dissaldava componenti, cercando di creare qualcosa di nuovo....Ed un giorno ci riusci'! Lui non sapeva dire se era stato genio o fortuna, comunque la cosa funzionava ed il computer che aveva in mano aveva una potenza molto superiore a tutti quelli del campo, compreso quello di Actar. Non contento Smil ando' avanti, cercando di raggiungere il massimo da cio' che aveva, e quando capi' che era sulla strada giusta, corse dal capo del villaggio quasi fuori di se' dalla gioia...Ora sapeva come unire tutti i processori, tutte le memorie ed avere di nuovo un grande elaboratore! Immediatamente al lavoro, coadiuvato da molte persone, Smil smonto', modifico' e ricostrui' un elaboratore, alimentato dalla corrente delle batterie, per ora, ma in seguito da una piccola centrale elettrica che nel frattempo era in via di allestimento. Quando venne acceso, il grande elaboratore fu per tutti un momento di grande aggregazione. Erano tutti uomini e donne informatici, l'umanita' del futuro, e sapevano che l'elaboratore avrebbe potuto aiutarli....Le enormi banche dati erano state salvate, per cui tutto funziono' dal primo momento! Immediatamente Actar si collego' con le altre astronavi ancora in volo ed ebbe la buona notizia che nessuna altra aveva subito danni ed erano in rotta perfetta. Si accordo' per avere al piu' presto l'atrezzatura per rendere il pianeta abitabile per l'uomo ed anche tutto cio' di cui la popolazione superstite potesse avere bisogno...Comunque si sarebbe trattato di aspettare per diverso tempo ancora. I primi soccorsi sarebbero potuti arrivare non prima di due anni!! Questo significava che quanto prima si dovevano ritrovare tutti i dispersi per aiutarli a superare questo periodo di transizione. Comunque quello sarebbe stato il loro pianeta per sempre. Actar dedico' molte persone alla ricerca dei terrestri dispersi. Venne costruita ed innalzata una grande antenna che trasmetteva un segnale riconoscibile dai computer portatili; questo segnale era la carta geografica del pianeta con l'indicazione del luogo da raggiungere e la frequenza radio da contattare. E lentamente comincio' il grande raduno...Uomini donne bambini, tutti coloro che vennero raggiunti dal segnale cominciarono a muovere verso la prima citta' del nuovo mondo che vollero chiamare col nome della loro astronave. Chi non poteva mettersi subito in viaggio, mandava segnali di risposta e rimaneva poi collegato; chi non aveva piu' il computer venne avvisato ed aiutato da chi ancora lo aveva. Lentamente l'uomo stava risorgendo. Anche Jack venne raggiunto dal segnale e subito richiamo' a raccolta il suo gruppo. Qualcuno era scontento di doversi muovere, ma presto tutti capirono l'importanza di riunirsi. Era inverno pieno nel villaggio di Jack, per cui decisero di attendere la primavera. Tra l'altro avevano fatto conoscenza con le foche assassine e Spin si era preso un morso, non grave, ma che gli aveva lasciato dei segni inconfondibile sul polpaccio. Era successo un giorno che era andato a caccia di cervidi della neve che sapeva essere nelle vicinanze. Era uscito insieme a Wolf il cacciatore esperto, Dredd, Charly, Max che era sempre preoccupato per Opale che vedeva triste ed assente, Ucc, Zipy e Camy. Erano sulle tracce di un bel cervide gigante delle nevi, bellissimo nel suo mantello bianco, quando vennero attaccati dalle foche, anche loro in caccia del cervide! C'era voluta molta abilita' e coraggio da parte di tutti per eliminare le belve e Spin si era ritrovato con un bel morso ad un polpaccio mentre spingeva via Camy dalla traiettoria di uno di quei famelici siluri. Camy, che si era specializzata nel medicare ferite e sistemare ossa rotte, aveva subito disinfettato e fasciato la ferita, che sarebbe guarita presto. Certo la cicatrice avrebbe fatto bella mostra di se' per sempre, ma Spin aveva gia' pensato di sfruttarla per rendersi piu' interessante agli occhi di qualche bella ragazza del villaggio. C'erano Bety e Candy, per esempio, che lo guardavano sorridendo in un certo modo... Jack decise che sarebbe stato meglio avere ancora una persona alle comunicazioni, ma meno angosciata di Opale, cosi' chiese all'amico Pulsar di farlo. Pulsar era stato un grande programmatore e non amava certo occuparsi di cose cosi' semplici come stare davanti ad un computer ad aspettare che un pazzo scatenato come l'amico Skorpio si rimettesse in contatto con loro....Pero' Pulsar e Jack erano i suoi migliori amici e lui sapeva bene che il pazzo avrebbe contato solo su di loro....Per cui sebbene di malavoglia, rimase davanti al computer in attesa che l'amico lontano si facesse vivo! Era talmente affezionato a lui che addirittura disse qualche parole gentile ad Opale, rassicurandola: "stai tranquilla, lo conosco bene, magari ricoperto di ferite....Ma torna, vedrai che torna!" A queste parole mormorate appena, ma pronunciate col cuore, Opale non resistette e scoppio' in un pianto dirotto, abbracciando l'imbarazzato amico, che non seppe piu' cosa fare.. Capitolo X Intanto il pazzo con il suo stuolo di ragazze continuava a correre dietro sua figlia. Non esisteva altro scopo in lui, solo ritrovarla e stringerla. Quando verificava le impronte era quasi certo di riconoscere le sue, tanto era ossessionato dal desiderio di ritrovarla...Alle volte la notte la sognava in pericolo, ed allora occorreva molta energia alle ragazze per ridurlo alla ragione. Piu' volte sembro' loro di averli raggiunti, ma ogni volta era un falso allarme. Finche' un giorno dall'alto di una collina videro levarsi del fumo in lontananza..Il fumo di un accampamento. Era l'imbrunire ma le ragazze accondiscesero a proseguire nonostante i rischi di muoversi di notte. Vennero attaccati due volte dalle tigri vampiro, ma mentre la prima tigre riusci'ad accostarsi, la seconda fu massacrata al primo avviso di presenza. Skorpio e le ragazze erano diventati un gruppo di azione potente ed inarrestabile con l'unico scopo di sopravvivere. Come un poderoso ariete,avanzavano a passo cadenzato con delle fiaccole accese senza rallentare mai, uccidendo senza pieta' qualunque essere gli si parasse di fronte... Fu una marcia allucinante della quale persero il ricordo quasi completamente. All'alba avevano dimezzato la distanza ma inarrestabili ed infaticabili proseguirono, rifocillandosi intanto che camminavano. A meta' mattina il gruppo che li precedeva vide qualcosa che avanzava come un'onda di piena, riconobbero dai segnali che erano esseri umani e si fermarono ad attenderli. Quando Skorpio fu ad una distanza accettabile riconobbe la ragazza, che come lo vide gli corse incontro piangendo e gridando la sua gioia. Non si puo' descrivere la festa che ci fu quella sera nel campo due gruppi riuniti. Walt si era occupato del gruppo e di proteggere la ragazza in quel drammatico frangente. I due uomini si guardarono negli occhi e non si dissero nulla.....Le parole avrebbero sminuito la gratitudine che gli occhi di Skorpio esprimevano. Gli uomini guardavano le 7 ragazze con aria interessata, ed anche loro non disdegnavano la cosa. Al mattino decisero di provare i computer che alcuni avevano portato con loro e che avevano ancora un po' di energia. Al primo tentativo vennero raggiunti dall'elaboratore di Actar che li mise al corrente degli sviluppi della situazione e della direzione da prendere per raggiungere la prima citta' umana del pianeta. La notizia dell'incontro di Skorpio con la figlia passo' di bocca in bocca e raggiunse il campo base di Jack, ma soprattutto Opale, la quale imbarazzo' di nuovo il povero Pulsar quando lei, al colmo della gioia, lo bacio' davanti alla sua Gabry.... Occorse ancora molto tempo prima che tutti i gruppi ed i tanti dispersi si ritrovassero nella prima citta', ma la primavera e poi l'estate aiutarono gli uomini a ritrovarsi. Skorpio attese Opale con trepidazione ed un po' imbarazzato, per averla lasciata senza neanche dirle addio...Opale era pazza di desiderio di lui ma temeva di essere respinta per averlo lasciato solo in una ricerca cosi importante, soprattutto al pensiero che erano state altre donne a coadiuvarlo nella ricerca felicemente terminata. Tanti dubbi, tanti pensieri, tanta paura, ma quando si rividero per loro fu come se non fosse successo niente, come se il tempo si fosse fermato quella sera, quando abbracciati sotto le coperte unite insieme si erano mormorati mille parole d'amore, mille promesse, una vita di felicita'. Lei volo' tra le braccia di lui, pronto ad accoglierla...."Ciao !" mormoro' lei con un tremito nella voce. "Ciao bimba!" le rispose lui nello stesso modo come la salutava quando si vedevano tanto tempo prima, sulla terra. Lei lo strinse forte a se', quasi temesse di vederlo sparire come un bel sogno. Anche lui la strigeva a se' e provava esattamente cio' che provava lei...Era sempre stato cosi' e lo sarebbe stato per molto tempo ancora. Poi cominciarono a parlare, a raccontarsi, a chiedersi, a ridere, a piangere, ad abbracciarsi, a baciarsi. Incontrarono la figlia di Skorpio ed Opale la prese tra le braccia e le chiese perdono. Le due ragazze si tennero strette poi la piccola sorrise a suo padre con quell'aria complice che solo loro capivano. Passarono alcune settimane in cui Skorpio riorganizzo’ la sua vita. Un giorno Skorpio mostro' ad Opale la sua capanna e ridendo la prese in braccio e le fece varcare la soglia tra le sue braccia. Le mostro' con orgoglio quello che aveva costruito, lei lo vezzeggio', lo prese in giro; non sapeva piu' come dimostrargli cosa provasse, finche' lui non le mostro' la camera dove dormiva....Allora lei sorridendo lo prese per mano e lo trascino' sul letto. Lui comincio' a baciarle il collo e le spalle le tolse la t-shirt ed il reggiseno continuando a baciarla. Lei lo baciava teneramente carezzandogli le spalle e la schiena segnata da tante cicatrici. Anche la camicia di Skorpio era volata ed Opale le carezzava il corpo seminudo. Non avevano fretta e nessuno li avrebbe cercati o disturbati per parecchio tempo. Per cui andarono avanti a baciarsi ed accarezzare i corpi nudi quasi a voler imprimere nella memoria ogni millimetro del corpo dell'altro. Si baciarono e carezzarono con dolcezza ed impeto, con ingenuita' e con malizia, accendendosi di ardore e desiderio sempre piu' cocente, sempre piu' desiderosi di divenire una sola cosa nell'estasi estrema. E quando si unirono fu l'eplosione finale, l'estrema conoscenza, il piacere ultimo. Si amarono e gridarono, gridarono e si amarono mentre i loro corpi si fondevano, diventavano una cosa sola, senza piu' confini ne' barriere. Poi la pace. Rimasero stretti, le mani allacciate, a guardarsi negli occhi, a fondere le menti oltre che i corpi. Si addormentarono vicini, e per la prima volta dormirono profondamente per tutta la notte. Kim, Jack, Pulsar, Gabry , la figlia di Skorpio e le amazzoni capeggiate dalla bella Lolly, li svegliarono la mattina dopo con le loro risa. Presto sarebbe stata indetta la prima assemblea del popolo terrestre. Lentamente le cose si sarebbero stabilizzate e la razza umana avrebbe ancora trionfato.... Una nuova vita stava cominciando sul pianeta che chiamarono Liberta’.


Commenti

Non ci sono commenti disponibili al momento.


Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: