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lavoro pubblicato martedì 18 aprile 2006
ultima lettura mercoledì 10 luglio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Una sera tra amici (prima p.)

di Kirby. Letto 1515 volte. Dallo scaffale Pulp

UNA SERA TRA AMICI (PRIMA PARETE) Quella sera, dovevamo trascorrerla a casa d’Erik. “Tre casse di birra…basteranno per cinque persone ?” domandai...

UNA SERA TRA AMICI (PRIMA PARETE) Quella sera, dovevamo trascorrerla a casa d’Erik. “Tre casse di birra…basteranno per cinque persone ?” domandai mentre parlavo al telefono con lui. “Ma…non saprei…forse”. Erik rispondeva con la sua solita proverbiale sicurezza “…come non detto, facciamo quattro e non ne parliamo più” “OK… io ho preso 2 grammi d’erba…” “Bene Bene, per il resto ci pensa Tony…” “Allora ci vediamo dopo ciao” “Ciao” Rimisi giù la cornetta del telefono. Approfittando dell’assenza dei coinquilini d’Erik avevamo deciso di trascorrere una tranquilla sera tra amici. Altre noi due c’era Tony, un mio collega di lavoro; c’era Erica la mia attuale fidanzata e poi c’era Stella l’ultima fiamma d’Erik. Giro per casa in mutande, alla disperata ricerca dei miei jeans; il mio stereo sta suonando “bitter sweet symphony”, e nel frattempo mi gratto il pacco. Dopo un paio di bestemmie, ritrovo il pantalone, era finito sotto il divano e stavano copulando con una ciambella risalente a qualche giorno fa. Appena il tempo di indossare una maglietta, caricare le birre in auto è già sono diretto a casa d’Erica. Era poggiata ad un palo della luce, indossava un paio di stivaletti neri, una minigonna dello stesso colore con alcuni disegni ricamati, una canottiera a righe orizzontali bianche e rossa; fumava una sigaretta mentre aspettava il mio arrivo. Avvicino la mia macchina a lei, e abbasso il finestrino; lei si china per salutarmi… “Quanto vuoi?” le chiedo. “Fanculo” risponde, mostrandomi il dito medio, ma non riuscendo a trattenere un sorriso… Salita in macchina posso osservarla da più vicino: lunghi capelli castani, raccolti e tenuti insieme da una bacchetta, occhi scuri adornati da ombretto azzurro, colore della pelle rosa pallido, un viso leggermente schiacciato ai lati un naso leggermente pronunciato, un neo in prossimità della guancia sinistra…nel complesso non era perfetta ma con molto fascino. Senza pensarci due volte allungo la mia mano dietro la sua nuca e la bacio… Ding-dong…………ding-dong “Arrivo, arrivo”. Si sente provenire dall’altro lato della porta. Erik viene ad aprirci la porta… La sua possente figura ci compare innanzi: aveva dei tipici tratti ariani. Molto alto, biondo, occhi chiari, pelle chiara. Con una testa molto tonda adornata da una cresta. Una serie di piercing all’orecchio destro scintillavano dal suo viso. “ Accomodatevi” disse aprendo la porta. Noi entrammo. Erik era a torso nudo; riuscivo a vedere il suo fisico ben scolpito. Non riuscivo a spiegarmi come avesse quel corpo nonostante la sua vita dissipata… Entrammo nel soggiorno. Il divano al centro della stanza era il fulcro della casa. Un divano a fantasia floreale che Erik aveva recuperato durante la spartizione dei beni di un partente morto. I colori erano in prevalenza bianco e verde, ma erano ingialliti dal tempo. Allo stesso modo erano ingiallite le pareti della casa. Nessuno degli inquilini aveva la minima intenzione di ridipingerla; innanzi tutto con quel colore dava un effetto d’intimità; e poi Erik avrebbe finito per coinvolgermi nell’opera di restauro. Proprio come aveva fatto per trasportare il divano… Il resto dell’arredamento era di poca importanza: una tv, un impianto hi-fi, qualche poster sulle pareti e un paio di poltrone rovinate. Seduta sul divano c’era Stella. “Ciao” saluta lei, facendo un timido cenno con la mano. “Ciao, come và ?” domando io “Bene grazie” risponde lei con voce leggera. Stella aveva i capelli biondo platino, non molto lunghi, fino all’altezza del collo, pelle molto rosa ed imbottita di fard sulle guance. Occhi neri e viso molto rotondo per via di qualche chilo in eccesso. Spiccava del suo viso il porpora del suo rossetto. Indossava una maglia molto aderente che metteva in mostra il suo generoso seno, una minigonna molto simile a quella d’Erika, calze viola e semplici scarpe da ginnastica ai piedi. Non era molto loquace come ragazza, di rado esprimeva la sua opinione in un discorso, anzi aveva quasi paura ad intervenire. Tutto ciò quando era sobria; infatti, era una gran bevitrice di birra e sotto l’effetto d’alcool subiva una certa trasformazione… Erika, prese posto sul divano, io seguii il mio amico in cucina. Erik stava preparando la prima canna della serata… “ Quando arriva Tony ?” domandai. “ Credo che tra un oretta arriverà” “ Aspettiamo lui per ordinare le pizze ?” “Si, si; altrimenti poi si lamenta che le pizza non è di suo gradimento…” Erik stava sbriciolando a mano un po’ d’erba… La sua cucina era piccola e accogliente, era stata arredata da una coinquilina che prima abitava in quella casa. Mobili d’alcuni decenni prima si mantenevano ancora in buono stato; una tavola di legno, ingiallita, al centro. I fornelli leggermente arrugginiti ma funzionanti. Una finestra lasciava intravedere il buio della notte e le luci della città. I silenzio che stava regnando fu interrotto da me: “ Che fine ha fatto la vostra coinquilina ?” “Claudia ? Chissà, era rimasta incinta, andò a vivere in col suo fidanzato in un'altra città…” Dopo un attimo di pausa, Erik, aggiunse “ Ci salutò dicendo che un giorno si sarebbe fatta risentire”. “ Capisco” risposi mentre guardavo fuori della finestra il via vai di macchine . “ E’ un vero peccato che sia andata via; era l’unica che non portava ritardo nei pagamenti. Addirittura, una volta anticipò per me i soldi dell’affitto”. Nell’attesa di Tony, mi accesi una sigaretta come antipasto; rimasi a fissare case e strade dalla finestra, mentre del fumo usciva dalla mi bocca. “Stella, mi porti un paio birreee ?” Urlò Erik, che nel frattempo aveva completato il suo capolavoro… Timidamente Stella comparve dalla porta con le bottiglie, e dietro di lei la mia ragazza. Nell’attesa di Tony mandammo giù le prime birre e accendemmo la prima canna…


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