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lavoro pubblicato lunedì 3 aprile 2006
ultima lettura martedì 19 febbraio 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

malloy

di buddaski. Letto 4932 volte. Dallo scaffale Pulp

Malloy. Short stories 1. motel Aragona “Mi sbaglio,” disse Malloy ai due tizi nudi che aveva beccato nel motel Aragona, “o uno di voi due s...

Malloy. Short stories 1. motel Aragona “Mi sbaglio,” disse Malloy ai due tizi nudi che aveva beccato nel motel Aragona, “o uno di voi due si scopa mia moglie.” Quello legato al termosifone non poteva esprimersi a dovere per via della canna del fucile che aveva conficcata in bocca, così non faceva che sgranare e strizzare gli occhi di continuo come un povero coglione. L’altro, quello che si scopava la moglie di Malloy ma Malloy ancora non lo sapeva, era imbavagliato e steso sul letto, braccia e gambe legate ai quattro angoli. Era tenuto sotto stretta sorveglianza da Malloy che gli puntava la pistola sul cazzo. Quando Malloy gli spingeva la canna nelle palle, il tipo sventagliava tutto come un polipo. Era uno spasso vederli così, pensò Malloy. “Così non mi aiutate”, disse alzandosi dalla sedia. Poi si rivolse a quello sul letto. “Se quella zoccola di mia moglie mi tradisce con te,” disse sorridendo con distacco, “capisci che devo fare qualcosa…” “Mmm! Mmm!” Il tipo si ritrasse per quanto poté verso un angolo del letto, scalciando come un somaro agguerrito. “…se invece mi tradisce con te,” disse voltandosi verso il tipo legato al termosifone, “devo fare qualcosa.” Malloy tirò fuori il fucile dalla bocca del tipo e glielo poggiò su un occhio. “Allora, che cazzo stava succedendo qui dentro e come ti chiami.” “Senti, amico, mi chiamo K…”, disse piagnucolando il tipo, “senti… io li stavo solo guardando… l’hai visto anche tu, perdio! Quando sei entrato l’hai visto bene che mi stavo solo facendo una sega in un angolo… una sega, capisci? Non si può morire per una sega… Cristo santo!” “Mmm! Mmm!”, disse quell’altro sul letto. Malloy si voltò da quella parte e gli sfilò il bavaglio. Poi gli puntò la canna sotto un’ascella. “La stavi pompando a dovere, di’”, disse Malloy facendo pressione col fucile. “Chi cazzo sei e da quanto tempo ti scopi Kathleen, mia moglie.” “Ehi, amico, cerchiamo di stare calmi… insomma, Cristo santo, qualcuno qui ha… quel figlio di puttana,” disse gemendo rivolto a K, “quel figlio di puttana mi ha dato cento dollari per scopare la sua amichetta. Io faccio il portiere in questo posto… mi ha chiamato e sono venuto qua. Poi mi ha detto:- ti do cento lattughe se ti fai la mia signora mentre io mi smanetto l’uccello in un angolo. Così ha detto, lo giuro perdio!” Malloy tacque e valutò un momento la situazione, poi disse: “Quindi lui ti ha chiamato, ti ha fatto venire qua, ti ha fatto entrare e poi insomma ti ha detto di scopare mia moglie.” “Messa così è dura, amico… ma ti giuro che non li ho mai visti, né lui né la tua signora… lo giuro perdio!” Malloy lo tenne sotto tirò e si voltò verso K. “Tra poco non avrai più il cazzo. E questo ti segnerà a vita, amico. Pensaci, niente cazzo”, disse Malloy facendo cucù con la mano. “Vado a prendere Kathleen, non vi muovete stronzi di merda.” Malloy uscì dal bungalow del motel Aragona. Era buio, fuori, e faceva freddo. Si diresse verso la sua auto, una Fiat 131 Racing a trazione posteriore, aprì il bagagliaio e tirò fuori Kathleen, che era imbavagliata e legata e svenuta. Era davvero una fregna, Kathleen. Una rossa di un metro e ottanta con una chioma alla Rita Hayworth e due tette come grossi budini alla fragola. Malloy richiuse il cofano con il gomito e guardò per un momento Kathleen sotto la luce lunare. Poi rientrò nel bungalow. Allungò sua moglie sulla poltrona fra i due tipi, poi gli mollò uno schiaffo in bocca, bello forte. “Sveglia, vecchia zoccola, sveglia!”, le disse sorridendo e carezzandole la testolina. Lei si riprese di colpo e si guardò intorno spaesata e impaurita. Poi riconobbe Malloy e ricordò la situazione. “Oh... ma sei tu”, disse neutra. “Sei incorreggibile, cara”, disse Malloy tornando a sedere. Si accese una sigaretta, poi puntò il fucile sul cazzo di K. “Ehi… ehi, dico, che vuoi fare, amico…”, disse K infilandosi sotto il termosifone. “Non esagerare, Malloy”, disse Kathleen. “Piccola,” rispose allora Malloy, “se non lo faccio ognuno potrà scoparti e divertirsi con te eccetera. Devo sparargli sul cazzo. Punto.” “Fa come vuoi, testone”, disse Kathleen sorridendo e scuotendo il capo. “Ehi, ehi Malloy, amico…”, disse K, “ho un sacco di grano e se vuoi…” Malloy esplose il colpo. Ci furono prima un lampo accecante, poi uno scoppio tremendo. “Aaah! Aaah! Oh Cristo santo… Oh la merda del diavolo! Aaah!”, urlò K senza il cazzo. “Bingo”, disse Malloy strizzando l’occhio a sua moglie. Poi tornò su K. “Stavi dicendo che sei ricco. Continua.” K lo fissò con gli occhi a mezz’asta, poi svenne e poggiò il mento sul petto. “E’ svenuto”, disse Kathleen spingendo la testa di K con un piede. “Un peccato, scopa alla grande questo qua.” “Scopava” precisò Malloy voltandosi verso il tipo sul letto. “Adesso il cazzo di questo qua.” “No no… sei fuori strada, amico!”, frignò il tipo increspandosi come un riccio. Era tutto legato e non sapeva quale parte esporre all’arma, così spasmava tutto. “Vedi di darti una calmata, o magari invece del cazzo ti becco il grugno”, disse Malloy picchiettando la canna del fucile sulla testa del caggio. “Stai buono, o sbaglio.” “Malloy, caro,” disse alle sue spalle Kathleen, “il ragazzo non c’entra con questa storia.” “Piccola,”, rispose Mal senza voltarsi, “a volte sembri DAVVERO una troia scassacazzi, lo sai?” “La signora ha ragione, amico…” disse il tipo sul letto. “Io sono un povero cristo. Non ho una lira, non ho una casa, non ho niente… lasciami almeno il cazzo, ti prego!” Poi il tipo sul letto si pisciò addosso. Non aveva le mutande, quindi lo schizzo irrorò il letto un po’ qua, un po’ là. Malloy si tirò indietro, poi disse a sua moglie: “Te li scegli bene i fringuelli, di’. Questo qua si piscia addosso.” “Eppure mi pompava della grossa, prima che tu arrivassi a guastare tutto, Malloy.” “Ma che cazzo dici?”, urlò il tipo sul letto. “A me manco si arrizza! E poi io non c’entro, l’hai detto anche tu!” “Non c’entri, è vero,” rispose Kathleen, “ma un quarto d’ora fa mi sbattevi come un’anguilla, tesoro.” Malloy guardò sua moglie e la baciò con passione, poi prese la mira e il cazzo del tipo sul letto cessò di esistere. “Ohiohi! Brutto figlio fi puttana! Aaah!”, disse il tipo sul letto. “Andiamo, bambola”, disse Malloy alla sua donna. “E lui, e l’altro”, disse Kathleen indicando i due evirati, “li lasciamo qui? Così?” “Vuoi portarli con noi a bere un drink, di’”, rispose Malloy afferrandola per un braccio e portandola fuori. Kathleen si fermò sull’uscio per un attimo e si voltò indietro: anche il tipo sul letto era svenuto. C’erano sangue e carne dappertutto, nella stanza. Sangue sul pavimento, carne sulle pareti, sul televisore e sui vetri della finestra, palle e cappelle in giro. Allora Kathleen si strinse un poco di più a Malloy e disse con sentimento: “Portami al cinematografo, Mal.” Malloy e Kathleen salirono sulla fiat131 Racing e partirono sgommando sull’asfalto viscido nella notte più nera. E non se ne seppe più nulla.


Commenti

pubblicato il 09/05/2006 1.29.55
buddaski, ha scritto: non capisco perchè sono solo terzo in classifica. per favore, leggete e pubblicizzate questa piccola, breve, greve gemma hard-boyled stagliata fuori dal tempo. grazie.

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