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lavoro pubblicato domenica 5 marzo 2006
ultima lettura sabato 18 novembre 2017

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

Sai, scriverti una lettera

di Dazzlingdarkness. Letto 1717 volte. Dallo scaffale Epistole

We try not to show how frightened we are. Ma io non ci riesco. Sai, scriverti una lettera non è una cosa facile. Quel giorno nulla era dalla mia...

We try not to show how frightened we are. Ma io non ci riesco. Sai, scriverti una lettera non è una cosa facile. Quel giorno nulla era dalla mia parte. Eppure quel foglio bianco spiegazzato e umidiccio è giunto a destinazione. Qual'era il contenuto? Qualche riga scombinata che denotava un leggero tremolio delle mani, tutto qua? Era ciò che volevo che tu leggessi? In quel pezzo di carta erano racchiusi tutti i sentimenti che volevo esprimere da undici mesi, lacrime e baratri di depressione, commozione e frustrazione, rabbia e irrazionalità. Troppo, troppo da decifrare per la tua mente, vero ometto? No, non potevo pretendere tanto da te. Ma quel giorno la penna si è mossa contro la mia volontà, ha sfregato disperatamente il foglio bianco e stropicciato e ha tentato di riportare quel che la mia anima sopportava da mesi, nella pura illusione che tu potessi comprendere anche solo una riga della mia delusione repressa. Hai riso, probabilmente. A distanza di sette mesi ed un giorno, l'unico rammarico che ho è di non aver potuto assistere alla scena. Quel giorno cosa avrei fatto? Ti avrei spiato dalla porta del tuo negozio, avrei coperto il mio viso di presunta peccatrice in un fazzoletto inzuppato di lacrime, ti avrei visto aprire la busta che recava il tuo nome con una punta di curiosità sospetta, ti avrei osservato mentre eri intento a leggere quel che ti avevano scritto per poi mostrarlo a tutti come un trofeo, avete visto, qualche sciocco ragazzino ancora si diverte con lo scherzo della lettera d'amore, certo, m'avete rallegrato la giornata, grazie . Saresti tornato al lavoro con un sorriso malizioso sulle labbra. Poi avrei voltato il capo verso casa e sarei tornata sui miei passi a testa bassa, convinta di aver commesso l'errore più grave della mia vita in quel caldo giorno di agosto, ma soprattutto di aver perso la mia proverbiale razionalità in un gesto inconsulto e compromettente agli occhi della gente. Solamente a distanza di sette mesi posso rendermi conto del mio gesto sciocco e inutile. Ho trascorso un anno della mia vita in una situazione irreale, vivendo nella speranza che i nostri sguardi si potessero incrociare. Tu hai sempre evitato il mio. Credevo ci fosse qualcosa di sbagliato in me, forse eravamo semplicemente due parti di anima che non combaciavano alla perfezione. Quella dolce epistola profumata di adolescenza ora non c'è più. Forse è ancora nella tasca dei tuoi jeans, forse quelle parole si sono perse nella centrifuga della lavatrice o, ancora prima, nel cestino dietro la scrivania. Chi lo sa? But nobody knows... Questa lettera è l'ultima delle tante che ti ho scritto, ma è fondamentale. Temo sia l'ultima. Ciao Federico. Ognuno ha la sua vita. Spero soltanto che i nostri binari non si incontreranno mai più. ... what's gonna happens tomorrow.


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