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lavoro pubblicato sabato 4 marzo 2006
ultima lettura martedì 22 maggio 2018

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

il viaggio della vita

di nine. Letto 1301 volte. Dallo scaffale Racconti

leggetelo! ispirato al film "la leggenda del pianista sull'oceano"... apprezzo ogni tipo di commento...

Fra il lento ribollir dell’onde, sotto la luminosa striscia del sole, in mezzo a una folla variegata ecco si alza, con impeto risuona in ogni cabina, si leva, lui, lui che detta per tutte quelle persone l’inizio di una nuova vita; lui il fischio della nave… Tutti sembrano ignorarlo ma nel petto di ogni singolo uomo, donna, bambino si è accesa una scintilla; si guardano l’uno l’altro in un soave miscuglio di sospiri e desideri, i loro occhi rivelano stupore e timore. Ignari della loro meta finale si accingono a un viaggio che cambierà la loro vita. Forse non proprio tutti sono al giro di boa, qualcuno si concederà semplicemente una vacanza, oppure farà visita a qualche parente, che ha ormai già ultimato il viaggio del destino, ma la maggior parte di loro non tornerà indietro, lo si legge nei loro sguardi smarriti, nei loro volti interrogativi, loro hanno acquistato un biglietto di sola andata. Ormai la nave è salpata e, con le lacrime sulle guance, tutti salutano la terra dove sono nati, probabilmente molti di loro non rivedranno mai più questi lidi. C’è chi si finge indifferente e scruta l’orizzonte senza apprensione, esplora quell’incredibile massa blu che li sostiene, cerca risposte fra le creste delle onde poi, scoraggiato dalla vana ricerca, si accende una sigaretta e disegna cerchi in aria. Ecco gli sfreccia affianco un bambino, corre dietro ai suoi amici, ignaro dell’importanza di quei momenti ma ancora capaci di gioire delle piccole cose. Tre bambini che si rincorrono riescono a illuminare il volto di altre centinaia di persone, immerse nelle loro speranze e nelle loro paure. Nei loro occhi già si può intuire la stanchezza per il lungo viaggio da poco iniziato, il peso delle decisioni prese, la malinconia per aver detto addio ad amici e parenti, la speranza o l’illusione che ora tutto sarà diverso. Lentamente scivolando sull’acqua scorre il tempo, si tuffa fra i flutti il sole ponendo fine a quell’incrociarsi di sguardi; ora la luna consola il loro sonno e riscalda con la sua aurea argentata i loro animi persi nella gelida notte. Il ragazzo con il berretto blu fuma tranquillo fissando il mare nero, ha lo sguardo sempre attento come se cercasse qualcosa fra quelle onde; sembra un marinaio con quel maglione a righe bianche e blu ma la sua piccola valigia rivela che la sua vita è diversa. Una ragazza bionda passeggia sul ponte, appare sola con gli sguardi di tutti addosso, si chiedono perché viaggia sola, se andrà a trovare il suo uomo o forse la famiglia; cammina, cammina avanti e indietro senza alcuna meta, anche lei dovrà pur trascorre in qualche modo il suo viaggio. Ogni tanto scende qualcuno dalla prima classe, le rivolge un’occhiata di riverenza e poi prosegue sdegnato fra tutti quei corpi ammassati per sentire un po’ di calore. Ma quell’uomo in doppio petto non può provare compassione, lui che questo viaggio lo affronta solo per affari, lui che all’arrivo troverà la sua bella villa con tutti i domestici ad attenderlo; no, lui non può capire cosa sia l’angoscia di un futuro incerto, la paura che non ci sia un domani. Poi ci sono i marinai, sempre allegri e felici, che camminano tranquilli mentre il mare scatena la sua ira, ormai non sono più abituati a saggiare la terra, la nave è la loro casa e tutto diventa un’abitudine, anche quel perenne dondolio che infastidisce molti passeggeri. Ma di tutte queste persone chi entrerà nella storia di questa nave, chi ricorderà per sempre l’ultimo giorno di viaggio; uno, uno solo avrà questo onore, uno fra più di mille. Chi sarà, forse una scelta del caso o è sempre stato scritto nel suo destino, forse scorgendo accuratamente fra gli sguardi dei passeggeri, lo si potrà leggere fra le sue pupille, quell’attimo è già inciso sul suo viso. Eccolo là, si sarà lui, quello là appoggiato al muro che estrae l’ultima sigaretta mentre il sole mattutino gli illumina il volto, la mano in tasca prende una scatola di fiammiferi e si accende la sigaretta; la porta alle labbra, ispira il fumo dolciastro, alza lo sguardo e la vede, quella visione che ti capita una volta nella vita se sei fortunato. Si riempie i polmoni d’aria, gli occhi luccicanti, e grida a tutti i passeggeri, a tutti i marinai, a tutta la nave: “America!”. Ora tutti si voltano verso quella costa appena percettibile mentre lui, fissando l’oceano, riprende a fumare.


Commenti

pubblicato il 05/03/2006 10.14.56
Laura Bellucci, ha scritto: Tutti a scuola abbiamo detestato Manzoni... ma a giudicare dal tuo racconto, gli dobbiamo ancora molto in termini di stile...

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