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lavoro pubblicato mercoledì 1 marzo 2006
ultima lettura lunedì 22 gennaio 2018

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"Il mare di notte" recensione

di Bokalov. Letto 4075 volte. Dallo scaffale Cinema

recensione del libro di Sandro Roberti " Il mare di notte"....leggetelo e se volete lasciate un parere

Recensione del libro “Il mare di notte” di Sandro Roberti. Quello de “Il mare di notte” è un percorso inestricabile,un viaggio intenso e appassionato nei luoghi della memoria. Non si rappresenta una storia,frutto d’invenzione, ma un piccolo e significante frammento di vita. Se di storia si parla, si può dire di una tenera epopea, di un cammino lunghissimo intriso di esperienze e sentimenti. Quello di Sandro Roberti, per sua stessa definizione, è un libro di formazione, un romanzo dell’Essere. E’ un dono che si regala al piacere del lettore e ,nel contempo, alla promessa e agli intenti dell’autore stesso. E’,in definitiva, un gesto di cuore. Allora eccolo definirsi tra lo scorrere fluente delle pagine l’affresco di un emozionante vicenda, anche nella sua estrema semplicità. Una semplicità limpida, che nasce solo dagli occhi e dall’animo dei protagonisti, di due ragazzi, Luca e Alvise. La loro storia presenta il fascino d’episodi tangibili, di due sentieri che s’incrociano per non separarsi mai più. Si può dire, con certezza, che “Il mare di notte” è un intensa storia di amori: per il vivere, per l’amicizia, per i confini esistenziali della giovinezza, per la donna della propria vita. Il mare di notte, quello tanto contemplato, custode di mille segreti ed infinite dimensioni, è il mare di Brancaleone Marina, un paesino della Calabria noto se non altro come luogo di confino di Cesare Pavese durante il regime fascista. E’ il 1966 e le vite che s’andranno ad intrecciare sono quelle di Luca,Alvise e Lara. Inizia per non terminare più l’immortale amicizia di due ragazzi, per tanti versi uguali, anche nelle loro diversità. Luca adolescente introverso, chiuso, estremamente emotivo, un ragazzo di Roma, un ragazzo della grande città. Vista magari dall’isolamento della sua stanza, nella sua paura del mondo, tra i ricordi di un’infanzia racchiusa tra la sua perenne triste malinconia. Così differente però dal suo vivere interiore, un fiume travolgente di sensazioni e sogni, di amori bramati e di angosce recondite, celate tra le tristi spoglie della sua camera, della sua timorosa fragilità. Dall’altra parte Alvise, oramai quasi uomo, privato troppo presto di sogni e illusioni, ma ancora voglioso di essere ragazzo, nonostante la difficile realtà di una Calabria del passato, perduta nella povertà e nell’isolamento. L’indole di Alvise invece, abituata precocemente all’asprezza del tempo, è forte, determinata, d’azione. C’e in lui quella sagacia popolana, quella scaltrezza fatta di apparenti certezze e di ruvide nervature di difficoltà incontrate. Trascorreranno insieme un’intera estate, due mesi lunghissimi e meravigliosi, un periodo perduto nell’infinita dolcezza di un legame indissolubile, di un affetto fraterno. Quella calda estate del ‘66 sarà per loro un tesoro inestimabile, un patrimonio interiore di una grandezza sconfinata, un formarsi assieme condividendo gioie, speranze, dolori, dilemmi e certezze verso un mondo migliore, cambiato e diverso. Un mondo come loro. Si aiuteranno a vicenda a superare le proprie incertezze, le proprie riserve. I due suggelleranno un dono di sincerità, una gemma di lealtà che lì arricchirà profondamente. Valicheranno inevitabilmente assieme il massiccio muro dell’adolescenza. Ci saranno giornate passate sotto il sole ardente, dinanzi al mare simbolo di un esistenza più florida e cristallina possibile, si perderanno nell’abisso dei sentimenti, isolati su una barca lontano dal mondo o magari in mille argomenti, giochi, discussioni e avventure. Il resto, per loro, è marginale, è fuori da quel prospettarsi qualcosa di meglio, di veramente diverso, senza odio ne dolore. Marginali quindi i ruoli vuoti e incomprensibili dei loro genitori, dei parenti, del coro paesano di malelingue, di qualcosa che girava per il verso storto. E che andava cambiata. Anche con una semplice estate, anche con un abbraccio fraterno, un momento di silenziosa complicità. Solo loro, per cambiare, per sempre. Poi per Luca ,arriverà l’amore, quello tanto atteso, quello di Lara: ragazza dei desideri, musa dagli occhi di mare, dall’animo unico, inconfondibile. L’esperienza, il sogno, la verità dell’esistere nel più profondo Io, si trasformerà con Lara, in un Noi di concreto, di vero, e quasi di adulto. Questo universo fatto di tasselli di felicità e di emozioni verrà spazzato tragicamente via col terminare di quell’estate indimenticabile, quando la violenza porterà con se l’incanto delle utopiche speranze. Non ruberà però la memoria, quella che Roberti vuole tramandare. Questa resterà per sempre scolpita in quei momenti in cui, con le stelle a riempire gli occhi, si viveva, infinitamente,il mare di notte. Il romanzo di Sandro Roberti è una piccola perla di verità e saggezza, è un testimone da passare con amore. La sua narrazione asciutta, filante, a tratti poetica trasuda quel senso di piena consapevolezza di trasmettere sentimenti abbaglianti, e nel contempo sferzanti che colpiscono irrimediabilmente il lettore nel profondo dell’emotività. Questo libro d’esordio costituisce senza dubbio un primo rilevante passo per un tramandare toccante ed armonioso di percezioni, amori e racconti irripetibili.


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