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lavoro pubblicato venerdì 17 febbraio 2006
ultima lettura lunedì 30 settembre 2019

Questo lavoro e' adatto ad un pubblico adulto

Prendi una nuova collega - pt2

di lenna. Letto 1164 volte. Dallo scaffale Pulp

Incominciamo col dire che io sono una persona educata, ed il minimo che posso fare è almeno salutare una persona a cui la sera prima avevo te...

 

Incominciamo col dire che io sono una persona educata, ed il minimo che posso fare è almeno salutare una persona a cui la sera prima avevo tenuto la mia mano nel suo posto più sacro. Ovviamente non mi aspetto ne’ tantomeno pretendo niente, ma ci tengo ad apparire (come direbbero gli inglesi) caring. Solitamente sdrammatizzo con una battuta ‘Certo che ieri avevamo proprio bevuto’, o con del finto imbarazzo tanto per sondare ‘Va sempre tutto bene?’.

Quindi come dicevo il mattino dopo chiedo 'Come va?', resto lievemente interdetto dalla risposta 'Bene, lo sai che avevo casa libera ieri sera?'; cerco di non farmi sorprendere e abbozzo 'Beh, potevi dirmelo', 'Ma la casa era in disordine e poi era fredda', 'Per quello che dovevamo fare' sdrammatizzo, 'Un modo per riscaldarci lo trovavamo, e non avrei certo notato il disordine con te attorno1'. La successiva risposta mi disorienta ancora di più 'Per la nostra prima volta preferirei qualcosa di meglio'. La butto sul possibilistico-romantico 'Vedrai che capiterà un'occasione prima o poi, basta non cercarla, viene da se, le cose belle accadono', ma penso shit happens. Per il momento lascio cadere il discorso la situazione può farsi melodrammatica, matrimoni mancati, crisi familiari, debolezza muscolare, emicrania, morte.

Torna alla carica dopo pochi minuti, ma non puoi inventarti una trasferta o qualcosa del genere? Sto per rispondere ciò che penso, perché penso che no, non è che non posso, è proprio che non voglio, la mia coscienza mi perdona l'impeto, non la premeditazione. Ma mi scappa al volo di dirle “Certo!”. La giornata la trascorro mimetizzandomi da tappezzeria, chiudendo ogni canale di comunicazione, le passerà anzi probabilmente le è già passato. Manco per il cazzo! Sono ormai passati due giorni e sono disgustato da ciò che ho fatto, non tanto per ciò che ho fatto, ma soprattutto con chi l'ho fatto! Con tutto il ben di dio che la festa offriva, con tutto che mi ero messo in ghingheri per le mie fans, proprio con lei dovevo andare a impelagarmi!

Dramma al terzo atto (che poi sarebbe il terzo giorno), dopo uno snervante silenzio -mi aspettavo qualcosa tipo, essì dovevamo essere proprio cotti l'altra sera- un ancor più snervante invito: perché non passi da casa mia dopo lavoro, è ancora fredda ma in ordine, e sono sola.

Non so come ho fatto a caderci così miseramente (era forse quello che volevo? Non è quello che voglio lasciare sempre un segno e non indifferenza nelle persone?), ma senza pensarci due volte, ho accettato con sorrisino ebete. In fin dei conti si sarebbe trattato di darle una siringata, che non si nega mai a nessuno, o una bella dose di autostima -sonobravasonolapiubrava e mi porto a letto il più figo di tutti. Magari è solo una mezza ninfomane che non ama lasciare le cose a mezzo. Magari è una zoccola patentata. Dopotutto io lo sono, perché doverla giudicare.

A casa sua la situazione si fa pesante, inizialmente gioca a mio favore “Stasera sono indisposta”, “Avrei dovuto approfittarne l'altra sera”, cerco di farle capire che se mai c'è una storia fra di noi, è iniziata finita, inutile trascinarla per puntiglio sessuale. “Mi coccoli un po'?” “cosa?”. Si, abbracciami. Mi trascina su un letto a una piazza, accanto un comodino a separare l'altro letto a una piazza. “Vedi il mio ragazzo non ha sentito la necessità di unire i letti” mi vede interdetto e mi spiega “Da quando siamo a Firenze non abbiamo mai fatto l'amore”. Evidentemente ha intuito male, il mio dilemma era sul comò in comune2. Mi sto estraneando, sinceramente del suo personalissimo Domicile Conjugal3 non mi interessa molto; torno in me solo per rendermi conto che siamo sul letto, appiccicati come due sedicenni, con lei che mi riempie la faccia di romanticissimi bacini, accarezzandomi i lineamenti. Probabilmente ha scambiato il mio sguardo da esperienza extracorporea che osserva da fuori questo scempio, per uno sguardo assopito e compiaciuto da romanticherie varie.

Ma c'è qualcosa che mi sfugge, in questa riprovevole e vergognosa scenetta in cui (mio malgrado?) mi trovo, si alternano momenti stucchevoli (bacini sul naso e altre amenità) a raffiche di frasi alle quali non riesco a stare dietro né a controbattere, forse non riesco nemmeno ad ascoltare quando mi racconta delle sue avventure sessuali, del “bisogna mi porti a letto un capo così faccio carriera”, del “Sarei lesbica ma mi piace il cazzo” e altre cose schifose, di cui non bisogna mai far vanto se si vuol far colpo. Schifo e surrealtà, coccole e cazzi di cubani, sei tanto dolce, all'altra festa non son venuta perché sapevo già con chi finivo a letto. Mi verrebbe da chiederle se ha bisogno di un terapeuta hushpuppy, o se una bella dose di cazzo le basta così la facciamo finita. Finalmente si degna di ascoltare (o di fingere di ascoltare) l'orsacchiottino che sta spulciando e a cui sta affidando i suoi turpi segreti. “Che ne pensi di me?” Che ne penso? Che di segreti turpi ne ho 500 volte tanti, ma non te li racconto mentre ti massaggio le tette, non mi sogno nemmeno di paragonare i tuoi capezzoli a quelli di una trans thai con due tette così; ma sono educato e un po', di nuovo, mi inculo “Le donne non sono fatte per essere comprese ma per essere amate4”. Volevo sottointendere qualcosa tipo “O si tromba o non posso perdere tempo ad ascoltarti!”.

Ma ignora la mia risposta e riattacca con la mitraglietta “ta-ta-ta-ta” questa volta l'argomento è il lavoro e la sua professionalità e capacità e bla bla bla e qualsiasi aggettivo che finisca in 'ità' e la renda superiore agli altri. Non le ho ancora vomitato in faccia per galanteria, e perché ormai manca poco al momento di andare; giusto il tempo di sentirmi dire cose del genere sto bene con te, mi fai sentire felice, mi dai sicurezza. Non ho tempo per spiegarle come stanno le cose, devo andare davvero, ne riparliamo (ne riparliamo fra qualche giorno quando ho organizzato delle risposte!)

1 Cerco sempre quando parlo di queste cose di velare un corteggiamento e di mantenere una certa posizione modesta, sicuramente avrebbe fatto un effetto diverso una cosa tipo 'Ti avrei riscaldato io, baby', ma di solito funziona questa tecnica di coinvolgimento e complimento, anche se Gil la chiamerebbe 'buff-n-bluff, the hail murry, the sasqua head of shuffle'


2Perché in fin dei conti i letti separati sono una gran comodità ma la luce per leggere in comune è una gran seccatura.

3Non drammatizziamo... È solo questione di corna, e qualcuno diceva che la traduzione non fosse azzeccata!

4 Ci ho provato altre volte con colte citazioni, ma non credo che abbia mai capito che si tratta di citazioni, ma non credo neanche che abbia ascoltato, perché mai l'ho sentita dire “che bella frase!”



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