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lavoro pubblicato giovedì 2 febbraio 2006
ultima lettura venerdì 5 aprile 2019

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BUDDHISMO

di DOMENICO DE FERRARO . Letto 1398 volte. Dallo scaffale Storia

BUDDHISMO La prima volta che ebbi modo di conoscere il buddismo fù per mè una vera rivelazione m’appassionai talmente da comprare molti libri a r...

BUDDHISMO La prima volta che ebbi modo di conoscere il buddismo fù per mè una vera rivelazione m’appassionai talmente da comprare molti libri a riguardo sull’argomento eresia" del Brahmanesimo, il buddhismo si è sviluppato come dottrina universale del riscatto dal dolore e della salvezza, come dottrina illuminante, sentiero di sapienza per ogni essere umano.Nel lungo periodo di tempo che ha visto sorgere al pari del Cristianesimo e dell'Islam, il Buddismo, nasce come una grande filosofia di vita.",Oggi è praticamente la quarta comunità religiosa mondiale, dopo Cristianesimo, Islam e Induismo, e conta almeno 3-400 milioni di seguaci.Il periodo storico che ha caratterizzato questa prima religione veramente universale è stato ricchissimo di fermenti culturali mondiali. Fra l'VIII e il VI sec. a.C. sono accaduti dei veri terremoti spirituali in tutte le civiltà superiori, dal bacino del Mediterraneo alla Cina. Prendendo come punto di riferimento l'Illuminazione di Siddartha Gotama (circa 523 a.C.), abbiamo che in Grecia tramontano le antiche monarchie di origine sacrale e si sviluppa la filosofia di Pitagora da Samo, Eraclito da Efeso e quella degli Eleati. In Cina, ove insegnano Confucio e Lao Tsu, si estingue l'idealizzato periodo di "Primavere e Autunni". In Persia domina la religione di Zarathustra. A Roma crolla la monarchia. Nel Vicino Oriente declinano le civiltà teocratiche come quella egizia e assiro-babilonese.In pratica gli uomini abbandonano progressivamente il primato dell'intelligenza intuitiva e ispirativa, e tendono a sviluppare l'intelligenza logico-discorsiva. Lo schiavismo ha bisogno di basi più solide per essere giustificato o, quanto meno, tollerato.Nasce un nuovo modo di pensare e d’interrogarsi sulla natura umana e divina dell’essere. Questa nuova intelligenza delle cose cerca la verità delle cose nell'interiorità dell'essere umano o in un mondo visto con occhi più disincantati, con una mente meno disponibile a credere in spiegazioni mistiche o in tradizioni arcane. L’uomo prende coscienza del suo sé e sviluppa una nuova concezione della realtà. Più in particolare si deve dire che il Buddismo conseguì un immediato successo perché nell'India del VI a.C. la religione brahmanica non solo esprimeva interessi meramente di casta, ma anche perché i sacerdoti, da mediatori tra uomini e divinità, avevano esaltato l'atto di mediazione, il rito, come atto assoluto, facendo dipendere la salvezza da un ritualismo alquanto formale e complicato.Il buddhismo invece si poneva come dottrina sociale diretta a tutti gli uomini di buona volontà ognuno poteva aspirare ad indossare un saio divenire un asceta, pellegrino errare per strade e villaggi alla ricerca d’un po’ di cibo inseguire il nirvana e meditare l’identità tra ciò che è umano e divino.


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