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lavoro pubblicato martedì 17 gennaio 2006
ultima lettura lunedì 18 febbraio 2019

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Invasione Aliena

di Leonardo Colombi. Letto 2438 volte. Dallo scaffale Fantascienza

Questo racconto nasce nel luglio 2005 a seguito della visione del film "La guerra dei mondi"...ma da esso si discosta di molto, ovviamente! Buona lettura!

INVASIONE ALIENA Problemi di comunicazione Tutto iniziò in una giornata di primavera, una giornata luminosa e limpida come non se ne vedevano da moltissimo tempo. Nei mesi precedenti un po’ ovunque sulla Terra si era infatti scatenato il finimondo: sembrava che la Natura stessa protestasse violentemente per gli storici e continui soprusi, per i torti subiti e per l’insensato avvelenamento a cui era stata sottoposta nel corso dei millenni. In tutto il mondo si erano quindi avvicendati cataclismi, drammatici eventi dal tragico bilancio in termini di vittime umane. Molti i vulcani che si erano ridestati e in conseguenza - o quale causa di ciò - una serie sconvolgente di terremoti aveva movimentato la superficie terrestre per parecchie settimane. Innumerevoli le perdite umane e i danni economici che ogni Nazione aveva riportato. Fortunatamente il fenomeno era però giunto all’epilogo, come se la forza primigenia della Terra si fosse acquietata per lasciare un po’ di tregua all’umanità. E invece si era solo al momento della calma prima della tempesta. Mentre tutte le potenze mondiali erano coinvolte nelle operazioni di salvataggio e di soccorso, impegnate a salvare vite umane o a ricostruire la civiltà, accadde un evento imprevisto. Nessuno, ovviamente, se ne accorse in tempo essendo l’attenzione di tutti volta altrove. Mentre l’unico pensiero del mondo correva alla ricostruzione di quanto distrutto e al recupero di chi risultava ancora disperso, una flotta di navi spaziali era giunta sulla Terra viaggiando per gli interminabili silenzi dello spazio. La prova definitiva: l’uomo non era solo nell’Universo! Le enormi astronavi spaziali avevano, strano a dirsi, la stessa identica forma delle navi rappresentate nei più famosi film di fantascienza hoolywoodiani! Ed erano immensi velivoli autosufficienti in grado di ospitare centinaia di persone a bordo, nazioni volanti dalla vaga forma affusolata, enormi, imponenti e dal colore scuro. Spuntavano qua e là degli edifici o delle torrette dotate di cannoni stellari. Di fronte ad un simile fenomeno, ad un invasione aliena in piena regola, varie furono le reazioni delle potenze mondiali. Ma sfortunatamente nessuno era preparato ad un simile avvenimento. Nessuno poteva esserlo d’altra parte viste le svariate calamità naturali che avevano devastato la Terra dopo la Terza Guerra Mondiale. L’unica reazione fu allora quella di cercare di evitare il panico, invitando la popolazione alla calma e a chiudersi in casa in attesa di ulteriori comunicazioni, evitando di esporsi al pericolo rappresentato dagli alieni invasori. Ma per il momento, anche se non lo sapevano, i terrestri non temevano alcunché: i misteriosi visitatori giunti dallo spazio si limitavano a rimanere a bordo delle loro immensi astronavi spostandosi, con ordine e tattica, in modo da distribuirsi uniformemente sull’intera superficie del pianeta. Contemporaneamente, sfruttando i loro potenti mezzi di comunicazione iniziarono a diffondere una sorta di messaggio, come un comunicato crittografato e confuso. Purtroppo, nessuno era in grado di comprenderlo e come accade ogni qualvolta che qualcosa di diverso appaia all’orizzonte, l’ipotesi più accreditata fu quella che attribuiva alla comunicazione aliena una connotazione ostile e malvagia. Si trattava senza dubbio di un ultimatum alla popolazione della Terra! Nel frattempo gli alieni continuavano le loro manovre impiegando circa un paio di giorni per disporre tutte le astronavi a coprire l’intera superficie terrestre, insistendo con il loro strano comunicato che nessun scienziato era stato ancora in grado di decifrare. Per evitare ogni problema di sorta, poiché all’oscuro delle condizioni dettate dagli alieni nel loro criptico ultimatum, il consiglio delle superpotenze aveva deciso di non agire in nessun modo. Nessun contatto, nessuna azione ostile contro i misteriosi alieni. Semplicemente si attendeva gli eventi si sviluppassero, dando il tempo agli eserciti terrestri di organizzarsi e prepararsi per l’imminente scontro epocale. E proprio allora la Terra ricominciò a dare segni di ribellione: nuove eruzioni vulcaniche e nuovi, tremendi, terremoti iniziarono a causare vittime e distruzione tra le nazioni della Terra. Fu proprio allora che gli alieni si mossero. Quei vigliacchi approfittarono dell’occasione offerta loro dagli sconvolgimenti naturali per muoversi e colpire proprio quando gli umani erano vulnerabili, troppo impegnati a difendersi dalla devastazione causata dal loro stesso pianeta e ad aiutare i loro numerosi fratelli feriti o dispersi a causa dei numerosi cataclismi. E tuttavia gli invasori si mossero in un modo inaspettato, difficile da interpretare e da comprendere per poter approntare una significativa difesa. Gli alieni non attaccarono i terrestri, non puntarono contro di noi alcun raggio fotonico o ad impulsi. Non si vide nessun arma di distruzione di massa, nessuna testata nucleare, nessuna arma biologica… Niente: nessun arma di distruzione globale. Semplicemente iniziarono a bersagliare la superficie terrestre con dei raggi luminosi, come a voler meglio illuminare la superficie scossa del pianeta. Si osservò che chiunque si trovasse a portata del raggio scompariva all’istante, forse polverizzato, forse disintegrato, forse trasportato in un’altra dimensione oppure, semplicemente e banalmente, rapito. Maledetti! Gli umani avrebbero dovuto aspettarselo: gli alieni si divertivano a torturare i terrestri all’interno di qualche strano campo di concentramento marziano! Immediato il panico si diffuse come un virus tra le genti. Le potenze di tutto il mondo reagirono scatenando la furia degli umani eserciti contro quel popolo invasore giunto sul nostro azzurro pianeta col solo ed unico scopo di impadronirsene. Gli alieni erano stati astuti e tempestivi, si erano mossi proprio nel momento di maggior confusione e dispersione, proprio quando i popoli di ogni nazione erano intenti a difendersi dai cataclismatici sconvolgimenti che imperversavano ovunque e non avevano modo di gestire al meglio la lotta per la sopravvivenza. Così accadde che i militari di tutto il mondo smisero di lavorare in soccorso della gente in balia di terremoti e tsunami e volsero il proprio impegno alla guerra contro gli alieni. Vennero quindi organizzate incursioni e attacchi aerei per abbattere le astronavi giunte dallo spazio. Fu una sorpresa, una piacevole sorpresa, scoprire che i velivoli alieni non erano dotati di scudi di energia in grado di difenderli dai proiettili e dai missili scaricati loro addosso dai numerosi jet dell’aviazione. Che stupidi! Ricorrendo alle inumane risorse belliche di ogni nazione, in breve, le astronavi aliene vennero abbattute. Una ad una. Nessun umano sarebbe più stato colpito dai loro tremendi raggi di luce mentre numerose erano ormai le navi aliene schiantate al suolo! E la popolazione festeggiava ed esultava ogniqualvolta una di quelle ostili navi aliene si schiantava al suolo! Forse fu a causa di quegli ulteriori colpi scaricati sulla superficie terrestre che i terremoti, che mai avevano smesso di scuotere la crosta terrestre, si fecero più forti e violenti. Non solo: iniziarono a sollevarsi venti atroci e potenti che si trasformarono in cicloni e tornado che spazzavano con forza la superficie del nostro pianeta azzurro. La Terra appariva sconvolta, come sull’orlo dell’apocalisse descritta nei blasfemi testi sacri oramai perduti e derisi. E mentre nuovamente le forze militari volgevano la loro attenzione al soccorso dei civili, uno scienziato si dirigeva, solitario a bordo della sua Land Rover, verso il luogo dell’impatto di un’astronave abbattuta a sole due ore di viaggio dal suo laboratorio. Lavorando per molte ore e per molti giorni, quell’uomo era infatti riuscito a decifrare il messaggio diffuso dagli alieni! Ma prima di diffonderlo, visto la strana traduzione a cui era riuscito ad approdare, voleva avere una conferma, una prova della verità appena decriptata. Naturalmente, aveva già provveduto ad informare il proprio governo ma la sua sete di sapere doveva essere placata. Arrivò così nei pressi dell’impatto. La zona era sotto stretta sorveglianza militare, con soldati (anche se non molti, a dir la verità) sparpagliati un po’ ovunque. Una giusta precauzione contro eventuali fughe da parte degli alieni. Lo scienziato venne comunque lasciato passare e, impaziente, si precipitò frettolosamente verso l’astronave. Dei soldati imprecarono e lo seguirono correndo: lo scienziato stava salendo a bordo del velivolo da solo e disarmato!! Pochi secondi dopo, i militari erano con lui, accanto al corpo senza vita di uno degli alieni. Erano saliti per proteggere l’incauto scienziato. Però ogni loro pensiero, ogni loro motivazione venne profondamente scossa dalla vista dell’alieno: era un umano come loro!!! “Cosa significa?” chiese uno dei soldati. Lo scienziato si volse verso di lui e, prima di parlare, gli indicò una sorta di recinto: al suo interno vi erano i cadaveri di alcuni terrestri, morti, esattamente come l’alieno, a causa dell’abbattimento del velivolo. Anche i soldati osservarono, scossi, quel triste spettacolo. “Significa che non sono invasori. Solo poche ore fa ho decifrato il loro messaggio, quello che continuamente hanno trasmesso all’umanità prima di cominciare a colpire, se così si può dire. Naturalmente non sono del tutto certo di averlo interpretato correttamente. Il loro messaggio diceva: Non abbiate paura, non siamo invasori. Il vostro pianeta sta per morire: vogliamo solo aiutarvi! Vi porteremo a bordo delle nostre navi fino al nostro pianeta. Lì potrete continuare a vivere liberi. Non vogliamo rendervi schiavi o attaccarvi, solo aiutarvi. Vi prego, collaborate: abbiamo poco tempo!”. Qualche ora dopo, quando anche l’ultima astronave aliena era stata ormai abbattuta, il pianeta Terra esplose in una deflagrazione cosmica. Nei millenni l’umanità aveva contribuito all’annientamento del suo pianeta, avvelenandolo e depauperandolo barbaramente, senza rispetto e senza criterio. Aveva firmato la sua condanna nel corso della propria storia e, ironicamente, abbattendo le astronavi aliene l’umanità aveva segnato la propria definitiva condanna rifiutando quell’ultima speranza giunta dallo spazio profondo proprio negli ultimi istanti della sua terrestre esistenza.


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