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lavoro pubblicato domenica 8 gennaio 2006
ultima lettura martedì 7 luglio 2020

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mi sgrammatico, uno stream

di francesca mazzucato. Letto 4122 volte. Dallo scaffale Racconti

mi sgrammatico, mi depuro e mi oscuro di ogni convenzione linguistica e onanistica, mi spello togliendo parole, dissemino accenti frementi, dissemino ...

mi sgrammatico, mi depuro e mi oscuro di ogni convenzione linguistica e onanistica, mi spello togliendo parole, dissemino accenti frementi, dissemino sintassi eleganti, paratassi fluttuanti atmosfere lascive, mi sgrammatico attendendo il contaccolpo, lascio schiazzare nell'aria quello che mi bloccava, che blocca, che schiavizza e rintocca campane a morto per la creatività d'accatto che mi interessa come dato di fatto e come possibilità reale, mi sgrammatico divorando libri e c'è eleganza nello sfogliare e scrivere e sfogliare e annusare e perdere pezzi di vita e di gente, e perdere pezzi d'ambiente, cercando quel memoir pornografico avvilente e perfetto, quel pezzo di scrittura reietto e lodabile, lodato e applicabile a un genere, a tutti i generi a farse continue su inginocchiatoi, a sensazioni coperte da lenzuoli e da egocentrismi di perbenismi che sottointendono i nuovi fascismi e i loro modi di sottoporre gli "ismi" a un vaglio comunicativo ed erettivo che diventi diffuso e pervasivo, io in questo scelgo l'obliquamente distorto, e il non risorto ma arrivato in un deathless realm solo immaginato, mi sgrammatico, lascio azzannare e poi frazionare, a voi il pube a voi la testa, a voi la festa, a quella potrei partecipare, scivola sintassi, rotola la paratassi dalle dita, ma che idiota quella, ma che svampita e annerita occasione di esposizione di una capacità narrativa, di una scelta allineata e non fuggitiva, mi inciampo nella sintassi scivolata, leggo e divoro spelacchiate storie e spam ingenuo o horror o prezioso o disgustoso e leggo messaggi di un bisognoso e leggo commentatori dei commenti di un commento a ritroso, in questo profluvio di parole dove una parte, l'altra arriva e magari duole, mi sgrammatico, mi impiglio, mi aggroviglio nelle storie, le venero nelle loro glorie da vecchie dive con gambe aperte e pance troppo scoperte, lascio che lo sconforto sia competenza del risorto e del suo portavoce terreno e terrigno, lascio che il mio patrigno sia il niente o il mare o un monaco da ascoltare o una traccia di panico di notte, o frotte di animali a caccia di qualcosa da succhiare e anche se mi sgrammatico pur omaggiando la letteratura, quella che degnamente si propone e dura, accetto la sconfitta, solo sconfitta l'anestesia si accetta, solo sconfitta quardo lo specchio senza paura.


Commenti

pubblicato il lunedì 9 gennaio 2006
SchiavaDAmore, ha scritto: esercizio di stile, virtuosismo di parole in orgasmo. ed è vero sì, a noi la parola arriva tra la mente e il pube.
pubblicato il martedì 28 marzo 2017
MassimoSax, ha scritto: Un esercizio di accenti e parole legate da lasciti di pensieri
pubblicato il martedì 28 marzo 2017
MassimoSax, ha scritto: Un esercizio di accenti e parole legate da lasciti di pensieri

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