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lavoro pubblicato martedì 29 novembre 2005
ultima lettura mercoledì 20 marzo 2019

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Gicastrico e la bandita.

di Bokalov. Letto 1322 volte. Dallo scaffale Fantasia

Questa è la storia di Vittoria, nata per caso in un sobborgo di Faso, nucleo d'abitanti fantasma appartenenti all'isola giugurtina di Gicastrico. Vi...

Questa è la storia di Vittoria, nata per caso in un sobborgo di Faso, nucleo d'abitanti fantasma appartenenti all'isola giugurtina di Gicastrico. Vittoria era una bandita spietata e un giorno d'agosto, nel mettere a segno un suo colpo in una posta dell'isolotto, uccise gli impiegati a sangue freddo. Rei d'aver consegnato solamente 30 €, il solo e misero bottino di quel giorno. Vittoria la bandita era tra l'altro anche una cocainomane immane, tant'è che aveva un debito immane con il suo spacciatore malvivente. Un tal Gismondo. L'incasso della rapina della banca sarebbe dovuto servire per ripagare buffo dilagante...ma con 30 pidocchiosi euro che cazzo fai? Quindi dopo aver fatto una carneficina e sterminato tutti gli impiegati dell'isola (e perciò metà della popolazione: tre impiegati, Vittoria, lo spacciatore e il pascolatore di pecore) andò dal spacciatore cravattaro consegnandogli la micragnosa cifra. Gismondi, furioso di rabbia, uccise Vittoria con tre colpi di lupara. Lo stesso Gismondi, da drogato siderale, morì due giorni dopo. Per overdose. Morale della favola: Non fare rapine a Gicastrico perchè non conviene e la mortalità del paese sale alle stelle. Ora Gicastrico è disabitata essendo fatti fuori tutti tranne il pecoraro. Adesso Gicastrico è un ottimo posto per pascolare le pecore.


Commenti

pubblicato il 29/11/2005 18.08.23
Dav89, ha scritto: Scorrevole e piacevole da leggere, anche se quanto mai delirante! Mi sa che prima di scrivere questo racconto ci sei andato te dallo spacciatore! Comunque carino...

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