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lavoro pubblicato lunedì 21 novembre 2005
ultima lettura lunedì 19 agosto 2019

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Il morto distratto

di Desmaele. Letto 896 volte. Dallo scaffale Generico

Mi è capitata una cosa abbastanza fastidiosa, da non crederci a raccontarla. Un imprevisto abbastanza disdicevole a dirla tutta, anche perchè per me...

Mi è capitata una cosa abbastanza fastidiosa, da non crederci a raccontarla. Un imprevisto abbastanza disdicevole a dirla tutta, anche perchè per me gli imprevisti sono per definizione dei fastidi. Cioè, una persona a modo fa di tutto per mettere in conto ogni possibilità e programmare in modo da ottimizzare tempi e risorse nonchè, cosa più importante, i risultati! e che ti va a capitare? l'implausibile! Una cosa non prevedibile è una variabile non controllabile che molto facilmente rende tutto più problematico quando addirittura non vanifica il lavoro svolto. Si perchè anche imprevisti che una persona sciatta e superficiale potrebbe considerare positivi, comportano comunque una redifinizione dei piani che non può che essere perniciosa al conseguimento della meta. E ove non vi fosse una meta da conseguire... trovo i regali del fato comunque sgraditi e angosciosi. Proprio non la capisco tutta questa passione per la passione, se mi si permette il bisticcio di parole. Tutta questa voglia di sorpresa. Io trovo assolutamente ingiusto, a dirla tutta anche un po' innaturale, che da un momento all'altro possa capitarti qualcosa che nonostante tutte le tue affinate capacità previsionali non hai potuto ponderare. Devo dire che proprio la mia innata capacità di gestire le situazioni ha fatto di me l'uomo di successo che sono. Brillante avvocato, marito integerrimo, padre esemplare. I miei figli sanno cosa mi aspetto e si comportano di conseguenza. Sono orgoglioso del fatto che l'educazione impartita è così radicata in loro che a casa mia proprio è impossibile vedere quelle sconce discussioni tra genitori e figli a cui spesso si è costretti ad assistere in altre famiglie. I miei figli non mi costringono ad alzare la voce o addirittura le mani da quando praticamente han smesso di gattonare. E han smesso di gattonare abbastanza presto perchè era decisamente intollerabile vedere i loro vestiti raccattare tutte la sporcizia di ogni luogo ove andassero. Mia moglie è sempre stata la spalla più opportuna per chi come me aveva ben chiaro di dover essere un uomo di responsabilità e successo. La sua educazione è stata un'opera d'arte di cui vado orgoglioso quasi più di quella dei miei figli, visto che questi ultimi come uomini piccoli e grezzi sono stati più facilmente forgiabili di quanto invece non possa esserlo qualcuno che ha più di pochi anni. E' anche vero che più di metà della propria riuscita dipende dalla capacità di vagliare ogni elemento utile nella scelta della persona più confacente alle proprie esigenze. Se non si fa un errore di valutazione in questa fase iniziale ogni eventuale sbavatura della persona risulterà più facile da correggere in virtù di un carattere che di base ben si presta allo scopo. So che cosa ci si può domandare a questo punto. Possibile che un uomo possa essersi cotruito una vita così perfetta e invidiabile? Haimè, in effetti, anche nella mia c'è un neo. Mia sorella maggiore. Purtroppo i miei genitori, pace all'anima loro, erano dei deboli. Non furono capaci di dare a Sara la disciplina che era opportuno impartirle. Ed io ero ancora troppo piccolo per mettere una toppa all'imperdonabile lassismo dei miei genitori. Trovo che forse l'unico imprevisto apprezzabile della mia vita sia stato il fatto che io sia venuto su con un così forte senso del dovere e una così arguta capacità di assecondarlo a mio vantaggio, nonostante una famiglia quasi indegna di questo nome. Casa mia sembrava una comune piutosto che la fucina d'individui maturi e responsabili. Fatto sta che mia sorella è cresciuta come una pazza folle esagitata, sboccata promiscua e addirittura, sospetto da certi atteggiamenti che ho colto, omosessuale dio ci scampi e liberi! Vi pare giusto che una persona debba sopportare una macchia così... così... intollerabile direi, una sbavatura nella costruzione di un'esistenza perfetta dovendo subire quindi l'onta di qualcosa che però trascende le propria volontà e le proprie scelte? Come fa certa gente poi ad apprezzare l'imprevisto e l'imprevedibile! Guardate cosa succede quando le cose sfuggono al proprio controllo! E poi quella folle di mia sorella invece di vergognarsi della sua esistenza irriguardosa della mia, addirittura si diverte sadicamente a mettermi in imbarazzo con i suoi atteggiamenti esecrabili e i suoi comportamenti... intollerabili! ecco l'ho detto. Non vi dico il suo sollazzo quando si è palesata proprio in sua presenza la verità della mia imbarazzante condizione. Lo potrete immaginare di certo insomma. Io ad onor del vero, seppur persona attenta ad ogni particolare, non mi ero accorto di nulla. Devo ammettere che è stata una distrazione imperdonabile. Del resto non era una situazione prevedibile, altrimenti mi sarei organizzato per affrontare la cosa al meglio. Fu proprio mia sorella per in una di lei visita ai miei figli, assolutamente sgradita come sempre, mentre cospargeva intollerabilmente ovunque gli involucri delle caramelle spogliate e ingurgitate, che tengo per gli ospiti sulla scrivania del mio studio, bloccandosi all'improvviso dal suo sproloquio e fissandomi un po' interdetta, a farmi notare la cosa dicendomi, testuali parole, scurrile e cafona davvero, "Porca puttana fratello! Hai un'aspetto di merda, per usare un'espressione che faccia apparire migliore di quello che è il tuo aspetto". Così disse. Ed io era già pronto all'incipit di una lunga serie d'improperi per quell'intollerabile sboccato modo di parlare proprio in casa mia e col rischio che pergiunta la sentissero quelli che lei chiama i suoi "nipoti", quando senza che me lo aspettassi mi afferra da un braccio e mi strattona davanti allo specchio del mio studio. E allora quel che è troppo è troppo ed intollerabile! Stavo per cacciarla finalmente da casa mia quando intenzioni e parole mi son morte in bocca (e avevano tutti i motivi per non sentirsi tanto bene neppure prima). Dio mio aveva ragione! Come avevo fatto a non accorgermene prima? Avevo un aspetto davvero orribile. Pensai con raccapriccio da quanto fosse che andavo girando in quella maniera così imbarazzante e poco consona alla mia persona. Possibile che non mi fossi mai soffermato di fronte ad uno specchio per notarlo? Come avevo potuto essere così intollerabilmente distratto? Adesso mi sovveniva il modo strano in cui nelle ultime ventiquattro ore almeno mia moglie i miei figli e la governante mi avevano guardato. Ma perchè allora nessuno me lo aveva fatto notare? Devo aver espresso questo pensiero ad alta voce perchè mia sorella disse "Forse perchè li terrorizzi e non sapevano se fosse il caso o meno di dirti qualcosa?". Lasciai cadere il suo commento e studiai più da vicino il mio volto allo specchio. Ero bianco come un cencio, ma di un bianco un po' livido. Gli occhi erano scavati nella carne e cerchiati di nero. Il viso smunto e spigoloso. "Aspetta aspetta aspetta! Non ci posso credere!" sbottò mia sorella e così facendo con una mano sulla nuca mi spinse la testa ancor più vicino allo specchio. "Ma che diamine fai arciderbola!!" sbottai per i suoi modi riprendendomi dallo stupore. Lei con espressioni incredula ignorò le mie parole e mi chiese "Non noti niente?". "Che dovrei notare?" le risposi acido. "Guarda" disse mettendosi di fianco a me col naso quasi a sfiorare il vetro. E allora capii a cosa si stesse riferendo. Il suo alito appannava il vetro davanti a sè. Il mio continuava a riflettere alla perfezione un viso incredulo e cadaverico. "Ma... ma... cosa vuol dire?!" dissi esterrefatto sull'orlo di una crisi di nervi. Poi mi resi conto del tono della mia voce e cercai di ricompormi per non dare spettacolo di me. "Non mi pare ci siano molte spiegazioni. Anche se la cosa ha davvero dell'incredibile". "Che vorresti dire?" le chiesi. Lei mi afferrò il polso e lo strinse tra le dita. "Già proprio così. Pazzesco!" affermò dopo qualche istante. Adesso la sua espressione dalla pura incredulità era passata a qualcosa di misto all' eccitazione. "Cosa?!" quasi urlando, dimenticandomi per un attimo della necessità di mantenere un certo controllo. "Sei morto fratellino, ecco cosa" disse quasi in uno sputo di parole. "Morto? Ma che stai dicendo?" "Non respiri. Non hai polso. Questo di solito basta per definire qualcuno morto. Non bastasse l'aspetto terribile che ti ritrovi. Ho visto salme nelle proprie bare decisamente con una cera migliore. A dire il vero tutte avevano un aspetto migliore di te" e così dicendo sbottò in una risata fragorosa. "Oddio scusa! So che non c'è niente da ridere" pur continuando a farlo. "Morto. Ma non è possibile...". Ma lo stavo dicendo più che per affermare l'assurdità della cosa, per constatare l'enormità della scoperta. "Come sia possibile non lo so. Ma decisamente sei cadavere. A starti vicino oltre tutto cominci a mandare un odorino non proprio gradevole". Ecco cos'era. Me ne ero accorto già questa mattina. Pensavo che qualche animaletto si fosse andato a cacciare sotto qualche mobile a morire, e avevo chiesto ad Ester di trovare la fonte di quel lezzo mentre faceva le pulizie. Oddio. Che figura se qualcuno si era accorto che ero io a maleodorare! Mi voltai verso Sara che stava studiandomi con un'espressione ormai più divertita che incredula. "Ma com'è possibile? E adesso che faccio?" dissi decisamente atterrito. "Già, bella domanda. Di solito sei tu quello che ha la soluzione per ogni situazione". Già montava l'esasperazione per tutte le complicazioni che quella situazione avrebbe comportato. "Non è tollerabile che io sia morto! O almeno così morto! Odio gli imprevisti!! Ho degli impegni importantissimi nei prossimi giorni! Come faccio con sta faccia?! E se comincio a emanare un odore più forte?" Sara sgranò gli occhi di nuovo esterrefatta, ma con un'espressione d'incredulità in qualcosa differente rispetto a quella di qualche minuto prima. "Ma come fai a pensare ai tuoi impegni?! Ma non ti rendi conto dell'eccezionalità della tua condizione?! Semmai chiediti come fai ad essere morto e a star qui a chiacchierare con me". Effettivamente era assai bizzarro. Ma quando era accaduto? Non mi ero accorto di nulla. Forse un infarto nel sonno. O un ictus. Ma come avevo fatto a non accorgermi di nulla? "Com'è possibile che non mi sia reso conto di nulla?". "Cazzo Roberto. Te l'ho sempre detto che sei rigido come un pesce non solo pescato da un po' ma pure non del tutto decongelato. Ora il paragone è diventato quasi perfetto" A dire il vero non era proprio quella la metafora che usava. Quando ero soddisfatto per qualche motivo diceva sempre che sembravo uno di quei pesci morti con la boccuccia rimasta fissamente aperta: non si capiva mai se fossero morti o se stessero godendo per qualche amplesso. Ma quelle inesattenze in quel momento erano quisquilie, così non le feci notare nulla. "Ed ora che accadrà Sara?" le chiesi con voce pietosa. "Non so proprio che dirti. Forse i tessuti si decomporranno finchè non potrai più parlare o deambulare. Magari ti disfarrai al punto da essere finalmente libero di andartene. Spero almeno. Perchè restare qui senza un corpo che ti porti comunque agli appuntamenti renderebbe il tuo lavoro abbastanza difficoltoso e non solo puzzolente. Senza considerare che non deve essere per niente piacevole restare imprigionato in un terra di vivi senza neppure un corpo che ti ospiti. O forse ora che cominci a rendertene conto...". Si bloccò come colta da un'illuminazione. "Magari quando avrai finalmente accettato il fatto che sei morto potrai morire del tutto". "Come ora che comincio a rendermene conto?" replicai. "Beh. Secondo me sei sempre stato così distante per tutti, per le esigenze di tutti i tuoi cari, che lo eri anche alle tue. Sei sempre stato così distratto per tutto ciò che non fosse la tua morale e il tuo dovere che non ti sei accorto neppure di essere morto. Pur non capendone i meccanismi che lo rendono possibile, credo sia questa la spiegazione" disse con un'espressione stavolta seria, senza orma di divertimento o sarcasmo. La fissai lungamente e addolorato. Non perdonerò mai i miei genitori per aver cresciuto una figlia così impudente! Maledetti imprevisti!!! Intollerabili!


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