ewriters

scrivere per essere letti
Siamo 8.522 ewriters e abbiamo pubblicato 74.968 lavori, che sono stati letti 49.897.012 volte e commentati 55.651 volte. Online dal 3 Gennaio 2000.
 
 



Seguici


Scaffali


lavoro pubblicato venerdì 11 novembre 2005
ultima lettura sabato 14 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A PROPOSITO DI FELICITÀ

di Don Uorri. Letto 720 volte. Dallo scaffale Pensieri

Spesso mi chiedo se sono felice, se lo sono stato in passato e, specialmente, se mai riuscirò ad esserlo veramente, prima o poi. Il più delle v...

Spesso mi chiedo se sono felice, se lo sono stato in passato e, specialmente, se mai riuscirò ad esserlo veramente, prima o poi. Il più delle volte, in “effettivamente”, mi chiedo cosa sia, in realtà, la felicità. Difficile rispondere, più che altro complicato giacché, ammesso e non consesso che siamo stati felici in un momento, o per un periodo della vita, è molto probabile che, in quel preciso momento, o durante quel periodo, non siamo riusciti ad essere tanto consapevoli e freddi per accorgercene. Già, nel momento nel quale siamo felici sarebbe oltremodo stupido, e sconveniente, porsi domande sulla felicità poiché questa gioia, probabilmente, è talmente rapida e pregnante che toglie, per fortuna, ogni altro pensiero, considerazione e sensazione. Di sicuro immagino, e, per certi versi, ne sono sicuro, che pensare alla felicità, a quella gioia, o tranquillità, che rende magico quel momento della vita è, di per se, un momento di gioia. Per molti versi è la felicità stessa, o ci arriva molto vicino. Felicità è, a volte, restare in silenzio ad ascoltare il silenzio, guardarsi intorno e rendersi conto di vivere, di poter “vedere” l’intorno, una parete bianca con un quadro appiccicato contro, ascoltare della buona musica, leggere un buon libro, o una poesia, o, almeno per me, a volte, non sempre, tenerti la mano e chiudere gli occhi, sentire la tua mano che stringe la mia e non pensare ai guai ed alle complicazioni della vita. Per essere felici, in fondo, basterebbe così poco, o richiede troppo. Non sempre. Il più delle volte l’inquietudine e mille altre vicende, non proprio favorevoli, o spiacevoli, rendono la realtà talmente complessa e dolorosa che è difficile, se non complicato, riuscire a dimenticare “i guai” per avvertire, anche marginalmente, quella serenità necessaria, per non dire indispensabile, alla felicità. Per questo e per mille altre motivi la felicità, in sostanza, è molto spesso, solo un sostantivo che nella realtà è un verbo difettivo e che possiamo coniugare solo al passato, tramite i ricordi (solitamente abbelliti dalla memoria), o al futuro con la speranza (solitamente bonaria) ma che, però, manca completamente del tempo presente. A scuola studiai costruzioni, bontà dei miei genitori che finanziarono gli studi e di alcuni professori, straordinariamente e professionalmente legati al proprio compito, e per qualche tempo ho svolto la professione d’ingegnere ma soltanto oggi, che faccio tutt’altra cosa, credo sarei capace di progettare la casa "ideale" per la felicità. Sarebbe sicuramente un grande palazzo, al centro di una metropoli, all’interno della quale ci sarebbero tantissime stanze, tutte piccolissime, ma con un’immensa, e sproporzionata, sala d’attesa.


Commenti

pubblicato il 12/11/2005 14.27.14
G4, ha scritto: Ogni persona ha idee diverse sul concetto della felicità. Io penso che un'occasione dove poter essere felici nel vero senso del termine è quando una persona trova la propria anima gemella.

Lascia un commento a questo lavoro:

per lasciare un commento devi effettuare il login: