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lavoro pubblicato venerdì 11 novembre 2005
ultima lettura mercoledì 18 settembre 2019

Questo lavoro puo' essere letto da tutti

A CERTI UOMINI MANCANO

di Billy The Kidd. Letto 1004 volte. Dallo scaffale Pensieri

Sono convinto che in ogni caso, ed in qualsiasi situazione, vadano conservati dignità e orgoglio. La stima e il rispetto non sono aspetti...

Sono convinto che in ogni caso, ed in qualsiasi situazione, vadano conservati dignità e orgoglio. La stima e il rispetto non sono aspetti esteriori che riguardano esclusivamente il mondo e le persone che conosciamo e che vivono nella stessa città ma anche, e soprattutto, un fatto personale. Sentirsi “decenti” non solo aiuta a sopportarsi ma anche, e più d’ogni altra cosa, a stare bene. Questa elementare condizione rappresenta il punto di partenza e le fondamenta sulle quali provare ad edificare la propria serenità. Esiste un limite per tutto ed ogni cosa che non può e non deve essere mai oltrepassato se vogliamo conservare la stima e il rispetto degli altri e di noi stessi; questo confine è la decenza. Essere decenti per me significa fare autocritica ed accettarmi, dignitosamente. La vita è difficile e complicata e, in quest’epoca d’arrivismo e di grande ipocrisia, lo è ancor più. E’ una civiltà, questa, nella quale sembra possa aver successo solo chi non ha scrupoli ed é disposto a compiere qualsiasi nefandezza. Lecchini, falsi, venduti e pezzi di merda sembrano aver conquistato il potere e decidere le sorti dell’intera umanità. I termini usati possono apparire “forti”, “poco gentili” o, addirittura “cattivi” ma sono definizioni, a mio giudizio, ancora troppo "bonarie" per quelle persone che barattano dignità e amor proprio in cambio di "favori" o di denaro. Darsi è differente dal vendersi. Donarsi è un atto d’amore mentre vendersi solo un’azione di mero interesse. Se per amore possiamo tentare di giustificare e perdonare molte azioni “disdicevoli” questi comportamenti, se compiuti per denaro o in cambio di favori, sono sempre detestabili e meschini. La decenza e il rispetto per sé stessi si misura proprio in termini d’amore o di contropartita; la differenza è sostanziale ed indica la coerenza e l’affidabilità. C’è troppa gente disposta a compiere qualsiasi atto in cambio di un beneficio, non c’è dubbio. Si tratta di gente capace di qualsiasi bassezza umana e che ha perso, secondo me, il senso e la misura della vita e definitivamente rinunciato alla dignità, unica ragione dell’esistenza. Se i vantaggi di questo comportamento sono taluni privilegi, o qualche dollaro in più, disastrose sono le conseguenze: insoddisfazione, ansia, aridità ed infelicità. Il desiderio di avere sempre di più provoca assuefazione e dolore; non possiamo possedere le cose, sono loro che ci posseggono. Il successo e i soldi sono vicende temporanee e chimere che conducono all’aridità; la felicità è, molto spesso, patrimonio solo di chi riesce ad apprezzare le piccole cose e vive del frutto del proprio onesto lavoro. Questa società invece ci rende sempre più schiavi togliendoci il tempo e la serenità in cambio di stress ed inquietudine tanto che ci rendiamo sempre più conto di aver costruito solo una trincea nella quale siamo costretti a vivere combattendo e soccombendo all’arroganza, alla strafottenza, alla forza ed alla cafonaggine di chi si sente più furbo ed ha la faccia tosta di fregarsene. L’intelligenza non è la qualità degli scaltri ma una dote dell’umanità, della tolleranza e della bontà di ciascuno. Dignità e orgoglio sono qualità superiori riconoscibili soltanto in quelli che sanno riconoscerle e rispettarle e, a differenza di quanto s’immagina, patrimonio delle persone umili, di quegli uomini e quelle donne che vivono col solo lavoro della fronte e che, molto spesso, sono ritenuti insignificanti o marginali. C’è più umanità e dignità in loro che in quelli che apparentemente paiono tanto potenti da decidere tutto. In realtà quelli che sembrano potenti, sono solo dei fantocci che hanno raggiunto quella posizione grazie a troppi compromessi ed il loro ruolo è più marginale di quanto non appaia. Di solito sono dei miseri servitori dietro i quali si nascondono i veri poteri; il male che ha comprato la loro anima, che li tiene in pugno e li muove come burattini. Sono persone deboli con i forti e forti con i deboli, rivestono cariche importanti e che potrebbero cambiare il mondo ma che hanno ricevuto in cambio della loro dignità pagata con pochi spiccioli. Giornalisti, direttori di telegiornali, uomini politici, dirigenti, presentatori, registi, persino scrittori e moltissimi altri. Tutti uomini che non hanno saputo resistere alla lusinga del potere e che non sanno che la più grande libertà per un uomo è essere intransigente con se stessi e forte per la debolezza Di loro di sicuro si sa che si tratta di gente che al posto delle palle hanno palline e, probabilmente, anche pistolini.


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